Questo quesito attanaglia molti imprenditori che vivono il glorioso ricordo delle generazioni precedenti, dove se c’era da investire, bisognava “investire sul mattone”.

La stragrande maggioranza delle persone, se gli viene sottoposta questa domanda risponderà nella stessa maniera: “è meglio comprare così almeno un domani mi rimane qualcosa.”

A conti fatti, molte volte la rata del mutuo è spesso vicina al canone d’affitto, quindi la differenza sulle tue uscite mensili è minima.

Inoltre in 20 anni di rate pagate, il bene rimane nelle tue mani e nessuno può portartelo via.

Per questo motivo 9 meccanici su 10 sono convinti che è meglio investire dei soldi nella rata di un mutuo, per un bene che poi rimane, anziché pagare l’affitto di un capannone che non sarà mai di proprietà.

Questo atteggiamento mentale però, non è il modo corretto di affrontare questo argomento, o meglio, non lo è più ai giorni nostri.

Se hai letto altri articoli di Vendere in Officina, avrai notato come più volte io spinga il mio lettore a fare il contrario di quello che ha fatto il padre o l’ex titolare meccanico.

Non sono cambiate solo le tecnologie dei mezzi: fuori dal tuo cancello è cambiato TUTTO su questo settore.

Continua a leggere questo articolo di Vendere in Officina e capirai perché acquistare i muri del capannone equivale a sedersi al tavolo verde del gioco d’azzardo.

Acquistare i muri per la tua officina, è la scommessa più grande che tu possa accettare:

  • punti soldi che non hai;
  • punti sulla tua capacità di generare un maggior introito per coprire il costo dell’acquisto;
  • ti sobbarchi le spese di manutenzione straordinaria;
  • le tasse e gli interessi sul leasing sono a tuo carico;

tutto aggravato dal fatto che questa situazione farà parte della tua vita per un lunghissimo periodo di tempo.

Acquistando il capannone oggi, punti tutto quello che hai (e quello che non hai) in un gioco d’azzardo, sperando che nei prossimi 10 anni almeno, la tua officina non perda clienti, non perda introiti, non abbia momenti di crisi, il tuo stato di salute sia sempre ottimale e non ci siano ulteriori cambiamenti dovuti all’avanzamento tecnologico dei mezzi.

Non offenderti, conosco l’anima che vive in un meccanico, siete dei gran lavoratori e riuscite in ogni sfida quotidiana, magari in questo momento storico sei tra i pochi che fa crescita a bilancio e quindi non vedi particolari difficolta.

Ci sono però, sia in Italia che all’estero casi di aziende che sono state spazzate via dal cambiamento.

L’idea di vincolare un’enorme fetta del fatturato per l’acquisto di un capannone che non ti serve direttamente per fatturare di più, è poco prudente dal punto di vista imprenditoriale.

Se compri i muri della tua officina, blocchi delle risorse finanziarie che non hai, ti vincoli come persona e abbassi la guardia a tutta una serie di problematiche che forse non stai considerando in questo momento.

Prova ad esempio a pensare se dovessi ritrovarti in una situazione di trazione economica, a non avere la liquidità per pagare i tuoi fornitori e collaboratori, oppure a non riuscire a pagare le tasse.

Quale pensi sia l’obbiettivo dei tuoi creditori tramite le procedure di recupero dei crediti?

Hai pensato bene: proprio il tuo capannone.

Il capannone di proprietà è un fianco scoperto e può essere esposto ad un rischio di natura imprenditoriale ed è quindi la prima cosa che verrà aggredita nel caso le cose non vadano secondo i tuoi piani.

E se stai pensando che peggio di così non può andare e che stiamo ormai uscendo dalla crisi, sappi che hai ragione solo in parte. Mai come in questo momento storico, le imprese – officine in particolare – hanno bisogno di liquidità costante poiché questa professione è legata alla rapidissima evoluzione tecnologica e quindi non dipende solo dal titolare di officina.

Inoltre, la banca non vede di buon occhio un’azienda che vincola parte degli introiti per acquistare dei beni che non generano reddito, di fatto ci sono casi in cui le operazioni di acquisto possono provocare la revoca del fido o la bocciatura di altre pratiche di finanziamento o leasing.

Questo non vuol dire che non si devono comprare immobili.

L’acquisto di un immobile va fatto solamente in condizioni vantaggiosissime e/o se l’immobile richiede una struttura particolare per agevolare lo svolgimento dell’attività, ma non è il nostro caso.

Acquistare un capannone nella tua zona industriale identico a quello a fianco al tuo e ad altri 10, non ha alcun senso e non ha nemmeno senso acquistare un capannone perché quella zona è “di passaggio”. Gli stessi soldi, investiti marketing nella maniera corretta, portano i clienti da te anche se sei nel paesello di provincia.

Inoltre, se sei bravo con il marketing in officina, il tuo capannone potrebbe diventare piccolo dopo due anni, poiché il tuo lavoro aumenta.

“Si ma io ho sempre saputo che la banca ti guarda meglio se hai un capannone di proprietà”.

Allora:

Punto numero 1, alla banca del tuo capannone non frega un cazzo. Punto numero 2, fino a che non hai versato l’ultimo euro dell’ultima rata, il capannone non è tuo, ma della banca.

Ti spiego un attimo come funziona, poiché sicuramente non è chiaro il concetto.

Trovi il capannone più adatto alle tue esigenze di officina e vai dal tuo direttore di banca: hai presente quello che ti guarda felice con la faccia da scemo quando vai a fare un versamento e che invece ti guarda storto quando prelevi o hai il conto in rosso perché i clienti non ti hanno pagato le Ri.Ba?

Ecco, proprio lui.

Se il tuo bilancio sta in piedi (e ripeto se), il tuo egregio sig. direttore (quando vai a chiedere, lui automaticamente diventa l’egregio sig. direttore) passa la pratica in sede centrale che, se Dio vuole, ti accettano un bel mutuo ipotecario. In questo caso, tu gioisci e ti senti soddisfatto, ma non sei del tutto consapevole di aver appena messo le palle in una ghigliottina.

Ma andiamo avanti…

Vai dal notaio e bim bum bam, ti ritrovi a firmare uno scenario di questo tipo e in questo ordine:

  • Hai trovato un capannone che ti piace e tirato un po’ il prezzo, decidi che lo prendi;
  • Nel caso il tuo reddito non sia allineato per l’intero importo di acquisto, la banca ti chiederà qualche decina di migliaia di euro che tu tirerai fuori di tasca tua o dalla pensione dei tuoi genitori.
  • A questo punto la banca lo acquista per te, quindi è della banca non tuo.

“Eh ma io ci ho messo 50 mila euro dei miei, non ho finanziato tutto l’importo”.

Ti ho detto che è della banca e non tuo, il capannone è ipotecato, è una scatola di cemento dove la banca ti permette di svolgere la tua attività di autoriparazione e se non paghi le rate, arriva l’ufficiale giudiziario e ti mette in strada con ponti, diagnosi, crick e cavalletti.

Non fare questa cazzata. I soldi investili su qualcosa che generi soldi e non su un capannone che tra 10 anni magari non è più a norma.

La banca non ti guarderà meglio se ti sei impiccato con lei per comprare un capannone, per la banca i tuoi immobili sono garanzie, asset liquidabili in caso di necessità ed aggredibili quando bisogna recuperare il credito. Ultimamente non è nemmeno la migliore tra le garanzie.

Le banche sono piene di immobili. Il capannone non ha nulla a che fare con il portare dei benefici nel rapporto con gli istituti di credito.

L’unica sostanza che interessa alla banca, l’unico motivo che realmente ti mette in una posizione di forza e il patrimonio netto, derivato dalla somma del capitale sociale più le riserve. In poche parole i soldi!

Se non se non stai investendo solo una piccola porzione dei soldi che hai per comprare il capannone, ma hai bisogno di accedere ad un mutuo, fermati pensare se l’acquisto ti porta un aumento di fatturato.

Te lo dico io, no!

Lo so che l’acquisto del capannone per te è motivo di orgoglio, lo so quanti sacrifici fai per svolgere la professione di meccanico, attività che ti costringe a rimanere attivo per 10/12 ore al giorno, con la responsabilità civile e penale ogni volta che tocchi un bullone.

Chi non fa questo mestiere pieno di rotture di scatole quotidiane, o non è vicino ai meccanici come lo sono io, fa molta fatica a capire quello che gira nella mente di questi professionisti.

Ti suggerisco di tenere duro e di difenderti da quel bisogno di rivalsa che ti sta attanagliando. Analizza bene ogni euro che fai uscire dalla cassa della tua officina, non compiere scelte affrettate, ispirate da desideri sbagliati o da scorrette valutazioni.

Se investi nel marketing e impari bene a vendere in officina, avrai i clienti migliori e che pagheranno come e quando vuoi tu, la tua azienda crescerà e il tuo bilancio sarà in una situazione talmente “sana”, che sarà l’egregio Sig. direttore a venire a proporti un capannone ad un prezzo vantaggioso e con un mutuo che avrà la migliore condizione che si possa trovare.

Il marketing prima!

Per questo articolo è tutto.

2 commenti
  1. Elisabetta
    Elisabetta dice:

    Questo articolo ci ha fatto riflettere molto. Dopo anni di attività, con mio marito avevamo preso la decisione (anche sotto il consiglio del nostro commercialista) di acquistare un capannone nella stesa zona industriale dove abbiamo l’officina ora. Effettivamente a conti fatti, rimanere in affitto ci permette di essere più snelli e di avere la cassa sempre in attivo.
    Grazie molte per averci permesso di non fare questo errore, che ci avrebbe fatto tirare la cinghia per 10 anni in questo settore, dove il cambiamento è l’incertezza del domani sono sempre in agguato.

    Rispondi
    • Max Gandin
      Max Gandin dice:

      Ciao Elisabetta.
      Anzitutto ti ringrazio di aver letto l’articolo e ovviamente di essere all’interno di Vendere in Officina.
      Mi fa molto piacere il tuo feedback.
      Avere liquidità ti permette di muoverti con estrema concentrazione sulle azioni da fare, inoltre i soldi che ogni mese vi rimangono in cassa, potrete investirli in attività di marketing che vi permetterà di lavorare con clienti più “sani” e preparati a come funzionano le cose dentro la vostra officina.
      In bocca al lupo per tutto e buona permanenza su Vendere in Officina.

      Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *