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Come portare l’officina al successo

Voglio più clienti! Davvero?

Ogni volta che entro in un’officina o che parlo con un titolare, la domanda è sempre la stessa:
“Come faccio ad avere più clienti?”

È quasi un mantra, un’ossessione. Sembra che la risposta a tutti i problemi dell’autoriparatore sia lì: più clienti, più fatturato, più serenità. Eppure, mi dispiace dirtelo subito, non è così semplice. Anzi: se il tuo unico obiettivo è “più clienti”, probabilmente stai sbagliando prospettiva fin dall’inizio.

E te lo dico subito: se stai leggendo queste righe ma pensi di sapere già tutto, se sei convinto di avere la bacchetta magica o di essere il tuttologo dell’autoriparazione e del marketing, puoi anche chiudere qui. Questo non è il capitolo che fa per te. Non è scritto per i “cacciatori di scorciatoie”.

Se invece sei disposto a ragionare con mente aperta, a rimettere in discussione qualche convinzione e a guardare la tua officina con occhi diversi, allora resta con me.


L’illusione del cliente nuovo

Quando un titolare mi chiede come acquisire clienti, la prima idea che gli passa per la testa è quasi sempre questa: “Metto qualche sponsorizzata su Facebook o Instagram e la gente arriva.”
In teoria, non è sbagliato. È quello che facciamo anche noi con Vendere in Officina: sfruttiamo il web per generare contatti. Ma la realtà è che acquisire un cliente online oggi è costoso, complesso e pieno di trappole.

Perché?
Perché sul web non ci sei solo tu. Ci sono i tuoi concorrenti diretti (altre officine), ma ci sono anche mille altre aziende che non c’entrano nulla con i motori e che comunque vogliono catturare l’attenzione della stessa persona che tu stai cercando. Risultato? Ogni clic, ogni contatto, ogni “lead” ti costa caro. Parliamo di 10, 15, a volte 20 euro per una persona che, magari, oggi non ha nemmeno bisogno del tuo servizio.

E anche ammesso che tu riesca a portarlo sulla tua pagina e a raccogliere il suo contatto, chi ti assicura che tra sei mesi – quando finalmente avrà bisogno di un tagliando – si ricorderà di te? Nessuno. A meno che tu non abbia costruito un sistema per seguirlo, nutrirlo, tenerlo vivo nella sua memoria.

Ed è qui che la maggior parte dei titolari di officina cade: spendono soldi per farsi conoscere e poi… spariscono.



Il vero problema non è acquisire

Il vero problema non è portare dentro un cliente nuovo, ma gestire quello che hai già.
Ascolta bene: se oggi la tua officina non ha un sistema (chiamalo CRM, gestionale, archivio clienti… come vuoi) che ti permetta di sapere esattamente quando un’auto ha bisogno del prossimo tagliando, della revisione, delle pastiglie, di un additivo… stai buttando via soldi.

Ogni volta che un cliente entra, paga e poi sparisce, tu hai perso. Perché hai investito per portarlo dentro e poi lo lasci libero di andare dal tuo concorrente la prossima volta. E non perché lui sia più bravo, ma semplicemente perché tu non lo hai richiamato, non lo hai seguito, non ti sei ricordato di lui.

Vuoi far crescere la tua officina? Allora inizia da qui: non abbandonare mai il cliente acquisito.
Il veicolo che entra nel tuo cancello diventa una tua responsabilità. Devi trattarlo come fosse il tuo. Devi sapere quando ha bisogno del prossimo intervento, devi prescrivere i servizi necessari per mantenerlo in perfetta efficienza e devi assicurarti che il cliente torni da te. Sempre.


Il calcolo che nessuno fa

Facciamo un ragionamento semplice, quasi banale.
Se hai un’officina da 20 o 30 anni, nella tua banca dati dovresti avere almeno 2.000 o 3.000 clienti. Diciamo che, per motivi di chilometraggio o di scadenze, almeno un migliaio di quei veicoli ogni anno dovrebbero passare da te. Fai i conti: sono 4 auto al giorno.

Ora, se tu gestissi ogni auto come si deve – e non a colpi di “manodopera regalata” o “diagnosi offerte” – su ogni veicolo potresti marginare in media 150 euro. A volte meno, a volte di più (se hai in mano una BMW o un’Audi, magari arrivi anche a 180 euro).
Ma la media resta quella: 150 euro netti per targa, all’anno.

Bene, moltiplica: 1.000 veicoli × 150 euro = 150.000 euro.
Sai cosa significa? Che il tuo utile, il tuo vero guadagno, è già dentro i clienti che hai. Non devi andare in banca a chiedere prestiti, non devi inseguire sponsorizzate miracolose. Devi semplicemente fare bene il tuo lavoro e gestire i dati che hai in casa.


Basta lavorare in perdita

Ogni volta che attacchi il tester, quella diagnosi va fatturata. Punto.
Ogni volta che fai un tagliando, l’additivo va prescritto. Punto.
Ogni volta che il cliente ti chiede lo sconto o si presenta con i ricambi comprati online, la risposta è una sola: che vada pure dal “Gino Brugola” della zona. Non è il cliente che vuoi.

Tu non sei un operaio sottopagato. Sei un esperto. E l’esperto prescrive. Se al veicolo serve un additivo, va messo. Se la diagnosi costa 30 euro, si paga. Se l’impianto clima ha bisogno di manutenzione, si aggiunge al conto. Non ci sono “cazzi”, come direbbe qualcuno.

Il tuo mestiere non è “accontentare il cliente” sacrificando i tuoi margini. Il tuo mestiere è mantenere le auto in perfetta efficienza e, facendo questo, garantire il futuro della tua azienda.


La domanda chiave

Alla fine, tutto si riduce a una domanda che ogni titolare dovrebbe farsi ogni mattina davanti allo specchio:
“Perché un cliente dovrebbe scegliere la mia officina invece che quella di un concorrente?”

Se la tua unica risposta è “perché costiamo meno”, hai già perso.
Se invece riesci a costruire un posizionamento solido, se diventi l’esperto che prescrive soluzioni e non lo schiavo che subisce sconti, allora sei già a metà strada verso la libertà imprenditoriale.

E fidati: la libertà non è avere più clienti. La libertà è gestire bene quelli che hai già.


 

Caro titolare di officina, immagino che in questo momento nella tua testa frulli il costante pensiero del “come farò a smazzarmi tutto quel lavoro domani che sono in carenza di personale?”.

Sei incappato nell’articolo giusto. Oggi voglio riportare alcune riflessioni che possono aiutarti nella crescita della tua azienda.

Innanzi tutto, partiamo dal fatto che il 98% delle imprese vengono definite come microimprese (sotto i 2 milioni di fatturato e 10 dipendenti).

Le aziende italiane sono piccole e di conduzione familiare e nascono con l’obiettivo di dare lavoro ai membri familiari o persone vicine come amiche o soci.

Nel mercato queste aziende non sono competitive e generalmente non crescono.

Ci sono però altre realtà che hanno a capo menti imprenditoriali con voglia di investire il loro tempo e denaro nella crescita; ipotizzo tu ti ritrova in questa descrizione e di poter parlare per te.

Per far crescere un’azienda servono degli elementi necessari che Max ha elencato più e più volte e sono:

  • un reparto di marketing che acquisisca clienti e che li fidelizzi nel tempo (non parlo solo di pubblicità e di web marketing ma di uno studio molto più approfondito della propria situazione aziendale in termini di numeri);
  • l’attrezzatura e lo spazio (su questo aspetto potete fare scuola voi a noi);
  • competenze tecniche.

In tutto ciò manca però il più importante in assoluto, ovvero i COLLABORATORI.

È un problema che mi è stato sollevato nel 99% delle telefonate che ho fatto quest’anno:

“Non ci sono collaboratori, non si trova personale…” mi sento dire spesso.

Questo è un grave problema perché se l’azienda è scarica di personale e la richiesta è alta, ti ritrovi a fare ore su ore in officina per soddisfare tutte le richieste dei clienti, a volte marginando anche poco.

Capite quelle che sono le regole del marketing ovvero: trovato un posizionamento, avendo il controllo dei numeri, sapendo leggere un bilancio, avendo un flusso continuo di acquisizione clienti, abbiamo dunque bisogno di persone all’interno dei nostri reparti.

IL PROBLEMA GENERAZIONALE

Ora voglio aprire un dibattito: tu azienda x, come fai ad invogliare me, collaboratore a venire a lavorare da te? Cosa mi offri perché io scelga la tua azienda rispetto ad un’altra?

Il nostro consiglio è quello di acquisire all’interno della vostra azienda una parte di personale molto giovane. Bisogna trovare collaboratori dinamici, con la voglia di apprendere e rendersi utili.

Perché parlo di giovani? Per la loro velocità di apprendimento ed esecuzione e la “verginità’’ nella professione. I talenti giovani possono essere forgiati secondo le tue direttive e procedure, mentre i tecnici più esperti hanno un loro “modus operandi” probabilmente funzionalissimo e ottimale ma che potrebbe scontrarsi con le tue modalità di lavoro. Sembra un controsenso, ma ci sono studi in merito.

’Eh, ma i giovani non fanno nulla, eh ma i giovani non si appassionano, stanno su TikTok ecc ecc.’’

I tempi son cambiati, i lavori sono cambiati, le abitudini di vita son cambiate, l’avanzamento tecnologico ha fatto sì che la generazione si adagi; infatti, molti ragazzi vivono sulle spalle dei genitori perché tutto quello che loro hanno costruito, lo cedono volentieri ai figli (non voglio fare di tutta l’erba un fascio, ma è così per la maggiore).

Rispetto alla generazione dei tuoi nonni che si sono fatti il “mazzo” per avere un qualcosa, i giovani nascono e vivono in una situazione dove c’è “abbondanza”.

E quindi, cosa facciamo: ci lamentiamo che i giovani non hanno voglia di fare nulla o iniziamo a sollevare il problema dalla radice, cercando di trovarne una soluzione?

COME IL CONCETTO DI RICERCA CLIENTI VA APPLICATO ALLA RICERCA DEL PERSONALE

Ammesso e concesso che tu faccia un po’ di campagne di marketing per l’acquisizione dei clienti, hai mai pensato di fare delle campagne riservate alla ricerca del personale?

Parlo di campagne, non post-it o passaparola o ricerche su siti come Linkedin ecc.

Riformulo la domanda di prima: tu azienda x, come fai ad invogliare me, collaboratore a venire a lavorare da te? Cosa mi offri perché io scelga la tua azienda rispetto ad un’altra?

Se rifletti bene, questo concetto lo abbiamo già affrontato in tutto l’aspetto della ricerca clienti, del lato marketing.

Bisogna considerare che hai diversi concorrenti che ti sfidano nell’acquisire i tuoi collaboratori:

  • questi talenti lavorano in altre aziende, quindi devi avere un buon motivo per spodestarli;
  • altri invece preferiscono la disoccupazione quindi sei obbligato ad offrire un qualcosa che faccia invogliare le persone ad alzare le loro gentili terga dal divano.

Ti consiglio di fare un giochino molto veloce e pratico per raccogliere più informazioni in merito.

Prendi un tuo amico, un tuo familiare, il collaboratore stesso, il/la tuo/a compagno/a, tuo figlio/a, ecc e fate loro questo quesito:

“Se tu fossi un collaboratore di un’azienda, cosa vorresti ti venisse offerto?”

Noi di Vendere in Officina abbiamo fatto questo sondaggio e, tra le voci più importanti, sono spiccate le seguenti:

  • DENARO: vogliono una buona paga per garantire un loro benestare e un buon tenore di vita;
  • CLIMA CONFORTEVOLE: sia in termini di luogo, sia di rapporto. Molto spesso si tende a riversare le problematiche aziendali o vostre mancanze sui collaboratori. Questo atteggiamento oltre a creare delle discrepanze, genera sicuramente malessere. L’atteggiamento più corretto sarebbe quello di farsi vedere disponibili al confronto, al dialogo, al miglioramento, servendosi di critiche costruttive che non vadano ad intaccare l’aspetto personale della persona. Per i “primi lavoratori” ovvero i giovanissimi che iniziano la loro carriera lavorativa da te, offrigli formazione per renderli autonomi e sicuri di sé, responsabilizzali e concedi loro di sbagliare (nei limiti);
  • ASCOLTO: non devi fare lo psicologo, basterà aprirsi alla possibilità di ascoltare o di percepire se c’è qualcosa che scricchiola all’interno della vostra azienda. Fai riunioni periodiche, coinvolgi i collaboratori in attività extra lavorative piacevoli. Chiedi al tuo collaboratore di cosa ha bisogno e spiega le tue necessità, il tutto in un dialogo lineare e costruttivo.

Sembrano concetti scontati, ma queste sono le regole fondamentali perché un dipendente resti in azienda. Ricorda: tu in questo momento stai vendendo la tua azienda al tuo collaboratore.

Ora analizziamo punto per punto come fare per soddisfare tutti questi concetti elencati:

DENARO

“Ma come la pago che non ho soldi nemmeno per me?”

Solitamente i problemi sono due, uno concreto e uno astratto:

  • concreto: errori nel processo di marketing. Il problema è che se vendi a sottocosto, se fai campagne di marketing scorrette, se fai investimenti senza avere controllo, soprattutto in attrezzatura e basta non hai abbastanza liquidità da offrire al tuo braccio destro.
  • astratto: non hai le palle e non azzardi nell’investire nella persona. Si tratta di coraggio e di sforzi. In qualche modo il denaro si trova, è più difficile a volte investire e dare fiducia alle persone.

DENARO PERSONALE E DENARO AZIENDALE

Un altro enorme problema che l’imprenditore medio fa è che non si stacca dal denaro.

Mi spiego meglio: dobbiamo differenziare il denaro personale da quello dell’azienda.

Ricorda: tu non sei l’azienda ma sei parte dell’azienda! Devi possedere il terreno fertile perché la tua pianta cresca sana e rigogliosa ma, se non dovesse esserci (con terreno fertile intendo la liquidità), cosa ci resta in mano?

Te lo dico io…

Un pugno di mosche.

Quindi ricorda: il denaro non è tuo ma è dell’azienda perché ha bisogno di benzina, proprio come un’auto che circola in strada. Lo stesso principio è applicabile a quello che è il corso naturale della vita: il bimbo nasce e ha bisogno di costante nutrimento perché diventi grande e forte.

Il piccolo crescerà, crescerà e crescerà fino a quando diventerà autonomo. Ecco, così funziona l’azienda.

COME “VENDERE” AL COLLABORATORE

Ti svelo un trucco per la crescita di un’azienda e per l’acquisizione del collaboratore, esperienza che ho vissuto sulla mia pelle.

Rullo di tamburi…

Più l’azienda è piccola, più va pagato il collaboratore. Ebbene sì, ci sono stati mesi in cui io ho percepito più di Max, per la sua felicità. È paradossale, lo so ma qualcuno deve pur farlo questo “sporco lavoro”.

Scherzi a parte, quando assumo devo pensare che sto competendo con altre situazioni. Come nel marketing, stesso concetto. Se mi offri meno o uguale rispetto a quello che dispone il mercato, sei un’azienda piccola, senza nome e senza identità, che motivo avrei io collaboratore di sceglierti?

ENTRA NELLA COMMUNITY

Come ai clienti fai l’offerta straordinaria (in questo caso parliamo di denaro per l’acquisto di un prodotto o servizio) per non farteli scappare, la stessa cosa va riportata al processo di acquisizione dei dipendenti.

Il marketing ha quindi un ruolo fondamentale perché oltre ai clienti, è fonte d’acquisizione dei collaboratori. L’imprenditore ha poi il ruolo di creare talenti per la sua azienda per la vita…

…PER LA VITA.

Ammesso e concesso che un collaboratore decida di cambiare mestiere perché non gli piace più il lavoro, per trasferimento, per motivi di salute, per cause di forza maggiore o progetti personali, non devi permettere alla tua azienda di generare un turnover di persone. Se ciò dovesse avvenire, mi fermerei e mi porrei qualche domanda. Se la tua strategia è quella di creare contratti che non garantiscono un minimo di sicurezza e gratificazione, vai a fare il dipendente per un’altra realtà, e te lo dico con tutta la gentilezza e umiltà del mondo perché così non si fa impresa.

Dobbiamo cercare di non perdere le persone che lavorano per noi perché così si creerebbe un’enorme emorragia alla tua attività e ti spiego anche perché:

  • avresti una perdita in termini di denaro. Prova a pensare: se un dipendente percepisce una paga media di 1500 euro al mese, a te imprenditore costerà il doppio, per non parlare se dovesse licenziarsi;
  • avresti una perdita in termini di tempo perché devi sommare le ore che hai investito in formazione a quelle di lavoro che viene rallentato in caso di sua assenza e licenziamento;
  • avresti un clima di stress in azienda perché tu o gli altri collaboratori devono coprire la mancanza di chi non c’è più.

E COME FIDELIZZARLO?

Con dei piani di incentivazione.

  • Ridistribuendo il 50% degli utili considerando il collaboratore come SOCIO: io imprenditore creo ricchezza con il marketing e ridistribuisco una parte del denaro generato da questo processo.

Ci sono persone che spiccano all’interno del tuo operativo, che producono tanto e che possono impegnarsi di più, ma devono avere un buon motivo per farlo. Se voglio che questa persona produca di più, gli si può proporre che tutto il guadagno in eccesso venga diviso per parti eque, ovvero il 50% destinerà all’imprenditore e l’altro 50% resterà a lui.

Prova ad immaginare se applicassi questo sistema a più componenti della tua realtà: quando le persone sono stimolate a produrre tutte di più, avrai un’azienda con dei pistoni che spingeranno verso l’alto.

Ora somma questi guadagni: uscirà un numero che sicuramente tu, solo con le tue forze, non riusciresti a fare.

  • Mix di retribuzione ovvero fisso base + premi o incentivi di produzione: ogni persona di ogni reparto, dopo una fase di tirocinio iniziale, viene valutato per la propria performance. Come faccio a valutare la persona per la performance? Attraverso un indicatore chiave di prestazione (KPI – Key Performance Indicators) che è un valore misurabile in termini di QUALITA’ e QUANTITA’, che dimostra l’efficacia con cui un’azienda sta raggiungendo gli obiettivi aziendali principali.

Il calcolo non è immediato, non stiamo parlando di provigioni. Si parla di prestazione del singolo elemento in azienda, della sua miglior performance, che va quantificata e retribuita in denaro.

CLIMA CONFORTEVOLE

Questo è uno degli spetti che purtroppo viene spesso trascurato e sottovalutato. Come anticipavo prima, mi riferisco sia al luogo, sia al rapporto intrapersonale.

È importante lavorare in un ambiente pulito e accogliente, anche se sappiamo che le officine hanno i loro limiti in questo. Il mio consiglio è quello di avere un occhio di riguardo negli spazi di accoglienza dei clienti e nella parte dell’amministrazione, come per esempio gli uffici.

Il dialogo tra titolare e collaboratore non deve mai mancare: cerca di non riversare le problematiche aziendali o tue mancanze sui collaboratori. Spesso, nelle chiacchierate tra amici, sento lamentele dove il protagonista è il loro capo che si sfoga con loro come se fossero dei sacchi da box, senza lasciar voce e motivo di spiegazione del perché è stata fatta quella cosa invece che un’altra, ovviamente in antitesi a quelle che erano potenzialmente le procedure e le pretese che echeggiavano solo ed esclusivamente nella testa del titolare, proprio perché il dialogo nelle aziende è pressoché assente, se non nullo.

Mantieni un rapporto professionale (non serve fare gli psicologi) e aperto al confronto ascoltando le critiche e osservazioni che potrebbero portare migliorie all’azienda. Essa deve crescere e, per farlo, ha bisogno di pareri dei singoli collaboratori di reparti differenti perché vivono sulla pelle le esperienze della loro mansione, che tu per ovvie ragioni non riesci a seguire.

Ultimo, ma non meno importante, è la creazione di un’ambiente all’interno dell’azienda che abbia la possibilità di formare il proprio collaboratore per non metterlo in difficoltà. È giusto che faccia esperienza sul campo, ma non va buttato a capofitto.

ASCOLTO

Non è solo sentire le parole dell’altro ma implica:

  • riconoscere;
  • comprendere;
  • accettare l’altro;
  • dare valore ad ogni sua azione;
  • elevare la sua dignità.

Nell’ascolto è fondamentale comprendere le emozioni altrui, ciò che non viene detto, perché alla lunga si coltiveranno aspetti che creeranno fiducia e accoglienza reciproca.

Quindi, una delle abilità che un imprenditore dovrebbe acquisire assieme a tutte le competenze ‘’tecniche e burocratiche’’ è proprio l’ascolto.

Come si chiama questo aspetto?

Si chiama EMPATIA.

In psicologia, l’empatia è la capacità di porsi in maniera immediata nello stato d’animo o nella situazione di un’altra persona, con nessuna o scarsa partecipazione emotiva.

Come dicevo prima, non devi essere lo psicologo del tuo collaboratore, ma renditi disponibile all’ascolto. Sai perché ti dico questo? Perché l’officina non è solo un mucchio di mattoni e di attrezzatura, ma è costituita anche e soprattutto da persone. Se le pareti del vostro edificio iniziassero a frantumarsi a causa di problemi tralasciati, nel tempo c’è il rischio che l’azienda crolli.

Mi congedo sperando che queste informazioni possano tornarti utili nella realizzazione del tuo sogno, perché non c’è nulla di più gratificante nell’arrivare a creare la propria creatura con la stima e la fiducia della tua squadra.

Alla prossima…

 

Silvia Boschiero Marketing Management

 

Per informazioni sul prossimo MARKETING IN OFFICINA®

SILVIA BOSCHIERO
Ufficio Marketing e Customer care
VENDERE IN OFFICINA®
silvia@vendereinofficina.com

 

 


 

VIDEO A FONDO PAGINA

Fare Marketing in Officina serve o non serve?

Chi è al timone di un’officina, molto frequentemente si focalizza sull’aspetto tecnico e poco su quello imprenditoriale.

Questo è un grave errore perché il titolare di un’officina non lavora nel settore dell’autoriparazione, bensì nel settore della vendita.

Questo video, che riguarda un intervento al ServiceDay 2023, contiene molti spunti interessanti sul marketing in officina.

Per maggiori informazioni sul prossimo MARKETING IN OFFICINA® contatta Silvia Boschiero, responsabile del Servizio Clienti di Vendere in Officina®.

SILVIA BOSCHIERO
Ufficio Marketing e Customer care
VENDERE IN OFFICINA®
silvia@vendereinofficina.com

 

 

C’è una frase che Max ripete spesso su questo blog o quando siamo in video call con i clienti e ti confesso che mi colpisce sempre molto:

“Vendere in Officina non è un mestiere per fighette!”.

 

Questo concetto si trova alla base di tutto il sistema di VENDERE IN OFFICINA®, ed è il principio fondante di MARKETING IN OFFICINA®, il nostro corso.

Durante i 2 giorni di evento, che si tiene una volta all’anno nel mese di febbraio, Max insegna ai partecipanti come deve vendere un titolare di officina, dimostrando che la vendita non è qualcosa che si improvvisa ma una scienza esatta, un sistema preciso che chiunque può applicare.

In pratica, ha sgretolato la credenza popolare che per fare officina bisogna avere i prezzi “buoni” o “fare nero”, con un metodo preciso e strutturato, che presenta dei materiali di marketing che comunichino il tuo posizionamento.

Però, è altrettanto vero che la vendita si fa nella maggior parte dei casi di persona.

I materiali di marketing che hai creato ti hanno aiutato ad avere un cliente davanti a te, ma prima o poi con colui che pagherà la fattura bisognerà che ci parli.

Come si fa a Vendere in Officina?

Nella maniera più semplice e logica del mondo: mettendosi nei panni della persona che hai di fronte.

In tutti i nostri Marketing in Officina vengono abbondantemente spiegati i 5 livelli di consapevolezza del cliente:

  • Consapevole;
  • Consapevole del servizio;
  • Consapevole del problema;
  • Consapevole della soluzione;
  • Inconsapevole.

Questo è un argomento molto, molto delicato. Spiegarlo in un articolo del blog porterebbe solamente a sminuirlo.

Allora di che parliamo Silvia?

Ti confesso una cosa: stando spesso con Max anche io sono stata affetta dalla sindrome del Bastian Contrario” e ho imparato a valutare le situazioni, ragionando anche in modo esattamente opposto a quelle che sono le normali correnti di pensiero.

In questo mio articolo, voglio dunque esporti i 5 livelli di consapevolezza che tu, in qualità di titolare, devi avere nei confronti della persona che ha varcato il portone della tua officina.

Ti invito a leggere l’articolo fino in fondo, perché tutto alla fine ti sarà più chiaro…

1 – Consapevolezza personale

Ti sembrerà scontato, ma questa è la base da cui partire.

Devi sapere esattamente chi sei, perché quella persona ha scelto te e la tua officina, essere consapevole dell’immagine che hai creato nel mercato e della tipologia del servizio che stai erogando.

Inoltre, devi essere focalizzato sul momento, perché è necessario per poter gestire la trattativa nella maniera migliore possibile.

2 – Consapevolezza dei tuoi obiettivi

Come secondo punto, devi sempre avere ben chiaro dove vuoi arrivare.

  • Qual è l’obiettivo che vuoi raggiungere?
  • Cosa devi fare per raggiungere quell’obiettivo?

Non sto parlando di qualcosa di motivazionale, di visualizzare il futuro in stile New Age, di crederci forte, nella speranza che prima o poi i risultati arrivino. Anche perché se andassi in quella direzione, Max strapperebbe immediatamente il mio contratto di lavoro obbligandomi a mangiarlo. Sto parlando puramente di consapevolezza dei propri obiettivi.

E non sto nemmeno parlando del raggiungimento di un fatturato preciso su base mensile, ma di sapere precisamente cosa vuoi ottenere dal tuo lavoro.

3 – Consapevolezza sul tuo target e sul suo dialogo mentale

Come ripetuto a più riprese all’interno del circuito di Vendere in Officina, se sei un titolare, non stai lavorando nel settore dell’autoriparazione, ma stai lavorando nel settore della vendita. Se fai tuo questo concetto, converrai con me che io e te siamo colleghi, ossia tu sei un venditore esattamente come me.

Appurato che il tuo lavoro è quello del venditore, dopo un po’ le trattative devono diventarti sempre più semplici e automatiche.

Un bravo venditore si può definire tale quando si concentra sulla persona che ha davanti a sé e focalizza il proprio dialogo mentale in maniera specifica.

Per essere un bravo venditore, devi chiederti:

  • Che dialogo mentale ha il tuo target di clientela?
  • Che dialogo mentale ha quello specifico cliente?
  • Che sogni e che desideri ha la persona seduta di fronte a me?
  • Quali sono gli ostacoli che gli impediscono di realizzare i propri sogni e desideri?
  • Cosa pensa davvero mentre sta decidendo di acquistare i tuoi servizi?

Ovviamente a queste domande devi anche poter rispondere, ma ti invito a non mollare la lettura e di stare con me anche nelle righe successive.

Quando parli con il cliente devi sempre sapere cosa fare durante la trattativa per andare a studiare in profondità, le motivazioni di acquisto specifiche.

Devi comprenderne il dialogo mentale e scoprire i criteri decisionali che lo muovono.

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Ognuno di noi ha delle caratteristiche ben precise, infatti agisce nell’acquisto secondo parametri diversi. Questi parametri tecnicamente si chiamano ologrammi.

Una persona prestigiosa sarà mossa da leve molto diverse rispetto a una persona analitica, e ancora più diverse rispetto a un conservatore, a un originale o a un esteta.

Il primo, ad esempio, sceglierà un servizio al top, mentre il secondo analizzerà molto bene i vantaggi a lungo termine. Un conservatore ti chiederà di sostituire quelle pastiglie che hanno ancora 3mila km il prossimo mese, mentre l’originale vorrà quel tipo di pneumatico che solitamente non monti a nessuno. L’esteta, invece vorrà che la sua auto gli sia consegnata pulita dentro e fuori (tranquillo, te la porterà già pulita di suo, ti basterà solamente fargli un giro di nero gomme e mettergli un profumino all’interno).

Le prime volte è abbastanza complicato, ma nel tempo, esercitandoti, diventerà automatico.

Ecco perché è fondamentale conoscere il target a cui ti rivolgi.

Ad esempio, il nostro obiettivo all’interno di Vendere in Officina è quello di creare la nuova generazione di titolari di officina e ci rivolgiamo ad un target che oscilla tra i 25 e i 55 anni.

Questo tipo di persone hanno esigenze, responsabilità a lungo termine e paure molto diverse rispetto a chi sta contando i mesi per andare a godersi la meritata pensione.

Quando conosci il target di persone a cui proporre i tuoi servizi, saprai automaticamente quali sono i problemi che nella media si trovano ad affrontare ogni giorno, quali sono le loro difficoltà e le loro esigenze.

Le difficoltà del target sono sempre le stesse. Prendendo sempre come esempio il nostro titolare di officina, spesso si trova a lavorare con una squadra sottodimensionata o addirittura deve fare tutto lui in prima persona, senza un flusso di cassa che gli garantisca serenità e soldi per iniziative di marketing e investimenti futuri.

Su questo punto voglio aprirti una parentesi che secondo me vale tutto l’articolo:

Capisci ora perché Max ci devasta l’anima costantemente con questo posizionamento?

Perché se sei posizionato ti rivolgi ad una rosa di clienti molto simile e di conseguenza ti sarà molto più facile produrre il materiale specifico per loro ed essere percepito come l’esperto.

Conoscere questi aspetti, inoltre, ti consentirà anche di presentare al cliente la cifra per acquistare il tuo servizio, sapendo di star spendendo bene i suoi soldi. Tu non stai vendendo qualcosa di materiale ma stai offrendo proprio la soluzione ai suoi problemi.

Le persone aprono il portafoglio per due motivi:

Avvicinarsi al piacere o allontanarsi dal dolore.

E questo avviene in tutti i campi.

La parentesi è chiusa, però mi serviva aprirla per lanciarti come un missile sul quarto punto.

4 – Consapevolezza del tuo messaggio unico

A questo punto, avrai anche compreso che fare officina offrendo tutto per tutti non è un’idea così geniale. Quindi con una sola frase, ho anche smontato quella convinzione diffusa per cui bisogna accontentare il cliente ad ogni costo.

Se finora hai sempre fatto così, abbi il coraggio di lasciare le vecchie abitudini per quelle nuove. Concentrati sul focus e sul messaggio che vuoi portare avanti.

Da dove nasce?

Ovviamente dal tuo Brand e dalla posizione che occupi nella testa del cliente.

Inoltre, devi anche sapere perché qualcuno dovrebbe scegliere te invece dei tuoi concorrenti, anziché non fare nulla o abbandonarsi al mercato degli abusivi.

Lavorare bene sul target, sul dialogo mentale e sul focus ti permetterà di diventare fortissimo nelle tue vendite e di apparire agli occhi della concorrenza come un fenomeno.

I clienti vogliono avere a che fare con qualcuno di determinato, sicuro, che gli mostri la retta via e gli dia un’alternativa a servizi basati sulla mediocrità. Se sei anche quello che gli garantisce il giusto riparo dalle fregature del mercato, li hai vinto tutto!

La tua sicurezza evita che il cliente vada in mano a concorrenti privi di etica e di buon senso, che truffano pur di sfilare qualche euro in più dal portafoglio delle persone.

Ti rendi conto che tu sei il loro salvatore?

5 – Consapevolezza sul tuo sistema di lavoro

Siamo arrivarti all’ultimo punto dell’articolo e all’importanza dello studio. Devi studiare alla perfezione il tuo metodo di lavoro, senza tralasciare mai il marketing e la vendita, reparti che sono essenziali per plasmare la tua strategia.

Con questo articolo il mio intento è quello di portarti a fare una riflessione, ma anche tranquillizzarti sul fatto che se fai tue le regole della vendita, il successo arriverà.

La brutta notizia è che tutto questo potrà accadere solo se ti formi.

Purtroppo, il fatturato non lo porta qualche santo e i soldi non piovono dal cielo, purtroppo. Per acquisire più clienti dovrai dunque accelerare la tua presenza nel mercato grazie ai tuoi materiali di marketing, affiancati da un buon servizio clienti interno finalizzato a chiamare le persone per proporgli gli altri servizi che offri.

È solo con la tecnica e la strategia che entrerai in contatto con tantissimi clienti che vogliono avere a che fare con la tua officina.

D’altronde quando Max sostiene che “Vendere in Officina non è un mestiere per fighette!” non lo dice per fare il personaggio, lo dice perché è vero!

Per avere risultati serve una tabella di marcia ben definita e un metodo di lavoro preciso, oltre che una buona dose di costanza e perseveranza.

Ricorda che la quantità di denaro che puoi produrre è infinta, ma affinché tu come singolo e la tua officina otteniate risultati sorprendenti mese su mese, è necessaria la chiarezza.

Serve quindi applicare le procedure unite ad un drastico cambio di mentalità, che passa da

“Speriamo che questo mese vada bene…” a “Ho voglia di superare i miei limiti e raggiungere risultati straordinari!”.

 

Quello che hai appena letto è molto importante, perché puoi cambiare la tua vita, quella dei tuoi cari, la vita dei tuoi collaboratori e quella dei tuoi clienti attraverso la vendita dei tuoi servizi.

La tua officina sta vendendo cose utili per il cliente, non stai truffando nessuno; dunque, è un tuo preciso dovere morale diventare un grandissimo venditore.

E ti prego di non dimenticare mai una cosa importante:

Tu con il tuo lavoro rendi le auto in circolazione più sicure e di conseguenza permettimi di dirti anche che stai salvando delle vite, aspetto non così scontato.

Per questo motivo è tuo dovere far acquistare a più persone possibili quello che offri, cosicché possano cambiare in meglio la loro vita, risolvendo problemi o soddisfacendo desideri.

Per ottenere tutto questo, per imparare a gestire la tua officina prima che sia lei a gestire la tua vita, ti invito a partecipare a MARKETING IN OFFICINA®, dove condivideremo con te tutti i segreti per riuscire a portare la tua officina a livello PRO.

Se vuoi contattarmi ti lascio i miei riferimenti a questo link, così ti potrò dare tutte le informazioni per avere il tuo posto alla prossima edizione.

Ci vediamo in aula!

 

Silvia Boschiero Marketing Management

 

Per informazioni sul prossimo MARKETING IN OFFICINA®

SILVIA BOSCHIERO
Ufficio Marketing e Customer care
VENDERE IN OFFICINA®
silvia@vendereinofficina.com

 

 

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Ho partecipato a MARKETING IN OFFICINA® principalmente per dare uno sviluppo in più all’azienda e avere una gestione più equilibrata per tutto.

Un concetto chiave che porterò a casa dopo questa esperienza è la gestione dei numeri, principalmente perché ti aiuta a decidere tutto all’interno dell’officina.

Consiglio questo di partecipare a MARKETING IN OFFICINA® anche agli altri, perché è la base per aprire e per portare avanti un’autofficina.

Francesco Gelsomino di GF MOtorsport al microfono di Silvia Boschiero, Responsabile del Servizio Clienti di Vendere in Officina®

Per maggiori informazioni sul prossimo MARKETING IN OFFICINA® contatta Silvia Boschiero.

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Ho visto sui social parecchie persone che erano predisposte a venire a MARKETING IN OFFICINA® e siccome l’anno scorso non ho potuto partecipare ora sono qui.

Quest’anno mi ha convinto anche Max e quindi ho fatto la scelta di venire.

Un concetto che mi porterò a casa dopo questa esperienza è quello di creare nuovi progetti, in modo tale di far crescere l’azienda e portare ogni anno nuovi spunti in modo tale da crescere costantemente.

Consiglio questo corso molto volentieri anche agli altri.

Antonio Magnone di Autofficina Magnone al microfono di Silvia Boschiero, Responsabile del Servizio Clienti di Vendere in Officina®

Per maggiori informazioni sul prossimo MARKETING IN OFFICINA® contatta Silvia Boschiero.

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La cosa che mi ha spinto a partecipare a MARKETING IN OFFICINA 2024 è proprio la formazione.

Secondo me è la cosa più importante per un’azienda è formarsi perché è un investimento.

Ci sono state due o tre chicche che sicuramente non sapevo e quindi apprendere qualcosa in più aiuta sempre nel mondo di tutti i giorni, quotidianamente aiuta in particolari problematiche che si hanno.

Questo è un corso da fare: fatelo.

Roberto Concin di Autoassistance Srl al microfono di Silvia Boschiero, Responsabile del Servizio Clienti di Vendere in Officina®

 

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Testimonianza di Stefano Cason, partecipante a Marketing in Officina 2024

L’amicizia che ho con Max mi ha spinto a partecipare a Marketing in Officina, perché ci conosciamo da lungo tempo e sinceramente credo in quello che fa e seguo le sue idee perchè secondo me sono molto valide e quindi, avendo già saltato l’edizione dell’anno scorso, quest’anno non potevo mancare.

Il concetto più importante che mi porterò a casa è posizionamento e differenziazione.

Perché obiettivamente noi diamo sempre tutto per scontato, in realtà non dobbiamo dare niente per scontato ma dobbiamo seguire i nostri clienti e le nostre aziende.

Inoltre dovremmo invogliare i dipendenti ad andare verso la nostra direzione.

Consiglierei a tutti di partecipare a Marketing in Officina perché è sicuramente una cosa molto valida e sono soldi ben investiti.

Oltre al concorso è anche un investimento, perché tu non arrivi mai di tuo, non arriverai mai a fare a meno che tu sia un genio non arriverai mai a pensare ai concetti che ricevi a questo corso.

Stefano Cason di Feltre Autoparco Srl al microfono di Silvia Boschiero, Responsabile del Servizio Clienti di Vendere in Officina®

 

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Testimonianza di Luca Reggioni, partecipante a Marketing in Officina 2024.

Vi ho visto al ServeceDay del 2023.

Ho visto Max parlare e presentare la vostra la vostra società e questo è stato uno stimolo per venire a vedere che cosa poteva offrire e quali potevano essere gli spunti di miglioramento da poter mettere in atto eventualmente anche nella mia azienda.

Mi ha colpito la parte legata alla clientela e come poterla segmentare, piuttosto che come poterla gestire per poter crescere e offrire quei servizi di valore aggiunto che possono essere per il cliente.

Diciamo che questo è quello che mi è saltato più all’occhio relativamente a questo primo giorno e mezzo di corso.

Consiglio assolutamente di partecipare a Marketing in Officina.

Luca Reggioni di Reggioni Srl al microfono di Silvia Boschiero, Responsabile del Servizio Clienti di Vendere in Officina®.

 

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Testimonianza di Angelo Mainolfi, partecipante a Marketing in Officina 2024

Partecipare a Marketing in Officina mi ha permesso di modificare quelli che sono i miei blocchi, che riconosco e devo dire che è stata una bella esperienza e che ci lavorerò.

Non penso di riuscirci subito ma ci lavorerò, perché ho capito delle cose che prima ritenevo superflue che però in realtà oggi sono importanti per migliorare quello che è il nostro stato aziendale, che non è male, però possiamo migliorare.

La giornata di ieri è stata wow!

La gestione del cliente è la cosa più difficile. Io pensavo che potesse essere qualcosa che non era necessario, invece gestire i clienti più difficili può portare a qualcosa di positivo per i clienti, che poi sono quelli più semplici, quindi quello che oggi ritengo che va fatto.

Poi il fatto di gestire meglio i costi.

Consiglio a tutti di partecipare a Marketing in Officina, anche a chi pensa di essere già strutturato e organizzato bene, perché un ripasso ti fa bene e ti fa capire se c’è qualcosa che hai lasciato indietro.

Angelo Mainolfi di Top Car Service Srl al microfono di Silvia Boschiero, Responsabile del Servizio Clienti di Vendere in Officina®

 

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