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Il successo mondiale de La Casa di Carta è un fenomeno alquanto singolare nel panorama cinematografico delle serie tv: nata come un prodotto a basso costo e destinato ad un pubblico nazionale, considerando che la maggior parte degli attori proviene infatti da fiction e telenovelas spagnole che come target avevano le casalinghe, la saga dei ladri visionari ha guadagnato rapidamente l’apprezzamento nazionale da parte della critica e soprattutto dal pubblico.

I motivi sono parecchi, legati preferibilmente ad una trama avvincente, attori capaci e soprattutto, un’idea di fondo enormemente centrata: colpire lo spettatore sull’inconfessato desiderio di possedere enormi somme di denaro.

Ma qui nessuno è un critico cinematografico e questo non è un giudizio, quindi passiamo direttamente alla parte che più mi ha colpito della serie:

le sue attinenze con la nascita, l’evoluzione e l’eventuale successo della tua officina.

Riassumendo la trama: un gruppo di criminali con attitudini diverse e discriminati dalla società, capeggiati da uno stratega intelligente e vagamente idealista, decide di assaltare la zecca di stato spagnola per rubare quanto più denaro possibile.

Per raggiungere il loro scopo prendono in ostaggio i lavoratori al suo interno e li impiegano per il loro fine: stampare denaro.

Se credi che stampare denaro sia la prima similitudine con la tua officina sei decisamente fuori strada.

Detto ciò, le connessioni con la tua officina sono diverse.

  1. L’organizzazione. Una rapina ha bisogno di un progetto molto solido. Più è complesso il colpo, più dovrà essere perfetta la parte organizzativa. Ne La Casa di Carta, “il professore”, ossia il capo della banda, elabora il piano nei minimi particolari: dall’irruzione, a come verranno trattati gli ostaggi, dal metodo di lavoro e agli approvvigionamenti. Nella tua officina, l’analisi e la rianalisi costante del progetto sono tutto, specie in momenti storici come quello che stiamo vivendo. Ai giorni nostri infatti, non puoi pensare di gestire l’officina e vendere in officina senza tenere conto dei dettagli, dei particolari e del reparto finanziario, perché saranno quelli a fare la differenza. Solo quando sarai capace di stabilire con esattezza i processi, le mansioni, i budget e gli obiettivi da raggiungere, riuscirai a ottenere risultati più appaganti.
  2. I poteri. In ogni azienda e di conseguenza anche in un’officina, c’è bisogno di un capo. Per capo si intende un punto di riferimento che coordini il lavoro degli altri, assegnando i compiti e delegando le varie responsabilità. Non si tratta di un sistema monarchico o indirettamente dittatoriale, soltanto che le direttive devono arrivare da singole persone in base al proprio ruolo e non a casaccio. Se la banda con la tuta rossa avesse eseguito gli ordini imposti da 10 persone diverse, non sarebbero durati nemmeno un’ora, infatti nelle puntate della serie, le cose iniziano ad andare male proprio quando comincia a barcollare la leadership del team.
  3. Gestire lo stress. Il gruppo criminale più famoso del mondo, nella trama, era rinchiuso in una fortezza con un gruppo di ostaggi poco cooperanti e impauriti. Fuori dalla zecca di stato invece, tutta la polizia di Spagna, l’esercito e i media di tutto il mondo sono schierati e pronti per intervenire. Sulle loro teste volano elicotteri per 24 ore al giorno, l’ipotesi di essere attaccati dalle forze di polizia in qualsiasi momento era più che probabile e, all’interno, il team di banditi a fasi alterne, mostrava segni di cedimento e preoccupazioni di varia natura. Nonostante questo scenario, i ladri dovevano essere abbastanza lucidi da mantenere la concentrazione fissa sull’obiettivo: stampare denaro e fuggire attenendosi rigorosamente al piano. In officina lo stress è all’ordine del giorno e nonostante tu possa pianificare tutto alla perfezione, ci saranno sempre cose che non puoi in nessun modo evitare: la concorrenza che ti ruba i clienti, la paura di non riuscire, le tasse, le scadenze da rispettare e, in molti casi, un mercato che sembra non capire la tua offerta, il tutto condito dall’avanzamento tecnologico dei mezzi. Sii più forte delle distrazioni esterne! Riuscire ad isolarti dalle distrazioni e mantenere una certa freddezza rispetto alle pressioni che provengono dall’esterno, è fondamentale se vuoi riuscire nei tuoi scopi.
  4. Ognuno deve fare il suo. Può sembrare strano, ma per rubare due milioni e mezzo di euro in una zecca di Stato è necessario seguire delle regole. Se la regola principale è che “tutti fanno tutto” non è di certo la soluzione migliore in un’operazione del genere. Ne La Casa di Carta, ogni criminale del commando ha un compito ben specifico ed è addestrato per quello. Anche in un’officina competente funziona così: l’errore più grande che puoi commettere infatti, è quello di credere che i tuoi collaboratori, i soci, i colleghi e tu stesso, siate in qualche modo intercambiabili. Questo concetto non funziona, non ha mai funzionato e non funzionerà mai. Ognuno dei protagonisti che agisce in un’impresa, possiede una precisa capacità che va sfruttata nella sua peculiarità e, quindi, nella sua pienezza. Nel caso in cui lo staff di base non riesca a coprire tutti i ruoli necessari ai processi aziendali, allora è bene rivolgersi all’esterno e coinvolgere delle figure inizialmente non previste, che però possono fornire un sostegno utile agli obiettivi aziendali. Nella serie TV, questo aspetto è chiarito a priori dall’utilizzo degli ostaggi. Gli ostaggi de La Casa di Carta, diventano sin da subito dei collaboratori, obbligati a mettere a disposizione dei criminali le loro competenze, tuttavia vengono trattati con rispetto, remunerati per il loro servizio e messi in condizione di svolgere il lavoro nelle migliori condizioni possibili. Significativo è lo scenario in cui il responsabile della stampa del denaro, il più anziano della zecca, si rivolge al capo dei criminali per ringraziarlo, poiché erano anni che non lavorava così bene. Questa è la prova del fatto che per ottenere dei risultati, non si può e non si deve rinunciare al potenziale, spesso inespresso e le competenze umane delle persone, cosa che all’interno delle officine è molto frequente.
  5. La stima. Siamo seri: fare un blitz in un immobile del governo armati fino ai denti, non porta ad avere un’alta opinione pubblica. Questa cosa i componenti del commando la sanno molto bene, ecco perché attraverso costanti chiarimenti mediatici, lavorano per guadagnare il consenso della nazione, che ad un certo punto quasi tifa per la riuscita del colpo. Questo aspetto è importante per due motivi: sconforta le forze militari ad avviare azioni violente e permette a loro, di conseguenza, di guadagnare tempo prezioso. Nella tua realtà in officina, la tua reputazione e il magnete che attira i clienti e per ottenerla non puoi ignorare il vero messaggio a cui ti riferisci nella tua comunicazione e che ti spinge a vendere i tuoi servizi. Devi essere un motivo forte e condivisibile che crea empatia con i tuoi potenziali clienti e di certo è qualcosa di molto distante da scemenze del tipo: “tutto per tutti con qualità, cortesia e affiatamento del team”. Per guadagnare la fiducia del potenziale cliente devi essere specifico e ben posizionato con il tuo messaggio nel mercato. La causa dei criminali de La Casa di Carta è una forma di ribellione contro il signoraggio bancario, che ha disponibilità esclusiva della zecca dove può creare denaro dal nulla, contro le politiche economiche oppressive del governo verso i cittadini e la tutela delle banche e dei loro interessi. Questo tema in qualche modo difende il loro crimine agli occhi dei cittadini. I membri de La Casa di Carta non sono andati a fare una rapina, sotto c’è un messaggio molto più sottile? E il tuo messaggio di che parla? Giusto rapporto qualità prezzo forse?
  6. Tieni sempre sottomano un piano B, un B+ o un C. Una caratteristica molto efficace nella serie, che in una pellicola ha puramente lo scopo di dare spettacolarità al film, è stata quella di inserire una successione di imprevisti apparentemente insuperabili, salvo poi scoprire che ognuno di essi riproduceva uno scenario già previsto dal professore. In altre parole, il leader aveva già pianificato una serie di azioni da compiere in caso le cose non fossero andate come previsto. Dalla serie TV si può estrarre l’esaltazione massima del concetto di piano B, ovvero fornire alla propria impresa una forma di elasticità tale, da poter agevolmente realizzare dei piani di riserva in caso di necessità, difendendo così lo scopo finale che rimane sempre lo stesso. In officina questo approccio, ad esempio, potrebbe essere quando ti affidi ad un solo fornitore o ad un solo collaboratore che copre un determinato ruolo. Oppure, visto che qui parliamo di vendere in officina e di fare marketing in officina, potresti coltivare delle strategie corrispondenti, da attivare nel momento in cui vuoi fare dei test o semplicemente quando ti rendi conto che le attività che stai facendo non ti stanno portando il risultato che avevi previsto.
  7. Il sogno. In ultimo è importante parlare dell’aspetto che forse più di ogni altro avvicina alla serie il concetto di officina o meglio al concetto che dovresti aver ben chiaro in testa tu in qualità di titolare: l’ambizione. Nei vari episodi, quello che emerge da questo punto di vista è palese: i ladri non cercano semplicemente di fare una semplice rapina, non si limitano a rubare un preciso quantitativo di denaro per arricchirsi ma si spingono oltre, fino all’origine di ogni tipo di furto: la zecca di Stato, ossia il produttore. Nemmeno Lupin 3° credo si sia mai spinto a tanto. Questo atteggiamento cambia completamente le regole del gioco, perché a differenza di qualsiasi altra rapina, in questo caso sono loro che decidono il quantitativo di denaro da stampare e di cui appropriarsi: Due miliardi e mezzo di euro. Morale della favola utile per te? Non c’è limite all’ambizione che puoi coltivare all’interno della tua officina, devi però capire da dove partire. Non c’è un limite al sogno o all’obiettivo finale che poi raggiungere, ovviamente non sto parlando di cose inattuabili, legate esclusivamente alla tua fantasia. Puoi sognare anche quelle, certo, ma in questo caso parlo di cose fisicamente possibili: il concetto più collegato all’ambizione di cui ti sto parlando, è quello associato al pensiero lungo termine.

Porti obiettivi a media lunga distanza, ti aiuterà a pianificare con maggior precisione e in molti casi ti faranno risparmiare soldi: con i numeri alla mano, organizza la tua officina nel medio termine, questo ti permetterà di gestire i tuoi investimenti in modo più prudente e di ottimizzarli.

Al contrario, avere obiettivi troppo ravvicinati non ti consente di vedere il quadro nel suo insieme e soprattutto, non consente alla tua officina di crescere come dovrebbe, portandoti a gestire solamente problemi immediati.

I consigli che hai letto nei vari punti, se seguiti, contribuiranno a rendere la tua officina solida, attiva, ambiziosa e specializzata. In poche parole, ridurrà il rischio di renderla fragile e in balia degli eventi, come sarebbe una qualsiasi officina di carta.

 

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SILVIA BOSCHIERO
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VIDEO A FONDO PAGINA

Hai ben chiaro chi è il tuo concorrente diretto? E sai chi sono i tuoi concorrenti indiretti?

Su questo video ti spiego rapidamente la differenza tra concorrenza diretta e concorrenza indiretta, in modo tale che tu riesca a capire come muoverti in base al tipo di concorrente con il quale devi competere.

Se la tua è un’officina dipendente, hai tutta una serie di concorrenti indiretti che non consideri o che consideri concorrenti diretti.

Questo tipo di pensiero è sbagliato.

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VIDEO A FONDO PAGINA

Prima di Vendere in Officina, prima di fare Marketing in Officina e prima ancora di pensare all’accettazione, un vero Meccanico Venditore degno di nota deve conoscere esattamente quanto gli costa l’azienda che questa sia piena o vuota.

Ci sono dei costi, cosiddetti “fissi”, che devi assolutamente conoscere perché sono quei costi che si attivano automaticamente da quando apri il portone al mattino.

Nel video che ti riporto qui sotto, spiego in maniera semplice come considerarli e di conseguenza ti porto a capire quanto ti costa all’ora la tua officina, sia che sia piena, sia che sia vuota.

Video estratto da LA SETTA DI VENDERE IN OFFICINA

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“Alessandra qual è il giusto prezzo?”

Questa è una delle domande più frequenti che mi vengono rivolte quando sono in consulenza con i clienti del circuito officinaPro.

Oppure…

  • Qual è il giusto prezzo di vendita per non chiudere in perdita?
  • Qual è il giusto prezzo per i clienti per non sembrare troppo cari rispetto alla concorrenza?
  • Qual è il giusto prezzo se miglioro la qualità del mio servizio?

Sono infinite le domande corrette che giustificano la ricerca del giusto prezzo.

La vera risposta a questo tipo di domanda è che non esiste una risposta.

E il vero motivo per cui non esiste risposta, è che il prezzo di un servizio non è un concetto generale e di conseguenza non si può calcolare matematicamente.

Capisco che questa affermazione detta da un tecnico che gestisce i numeri per mestiere, potrebbe sembrare molto strana e innaturale, ma siccome il titolo di questo articolo contiene la parola “verità”, ti invito a continuare a leggere quello che sto per dirti.

Analizziamo prima di tutto il “pensiero comune”.

Qualcuno potrebbe pensare che il prezzo corretto si possa calcolare guardando il costo sostenuto per produrre quel servizio, aggiungere il giusto guadagno, controllare il prezzo della concorrenza e allinearsi.

Questa risposta, che tra l’altro può sembrare molto logica, nasconde una trappola molto pericolosa in quanto, rimanere all’interno di un allineamento dei prezzi calcolato secondo una media di mercato apparentemente remunerativa, rende il tuo lavoro di titolare di officina, un lavoro infruttifero.

Partendo dal presupposto che un titolare di officina dovrebbe padroneggiare il marketing e prendere le decisioni attraverso i numeri, il suo mestiere è proprio quello di fare in modo che l’officina venda sempre più servizi ad un prezzo sempre più alto e dove il costo è sempre più basso.

 Sostanzialmente per generare profitto bisogna vendere a prezzi alti dei servizi a basso costo.

Questo concetto, che potrebbe tranquillamente uscire dalla bocca di un alunno di 3° elementare, sembra di fatto essere più una favola raccontata da una maestra d’asilo e quindi un sogno irrealizzabile.

Eppure, se studiamo la storia delle grandi aziende che tutt’oggi fioriscono, possiamo notare benissimo che questo metodo di fare impresa è esattamente l’unico che può trasformare la tua piccola officina in una GRANDE officina.

Prendiamo ad esempio un azienda coma Apple: numerose ricerche di mercato dimostrano che un iPhone che nel mercato viene venduto a 1200€, in fase di produzione costa 400€.

1200-400=800

A primo impatto saremo tutti d’accordo che questo Smartphone viene venduto al triplo del suo costo di produzione.

Parte di quegli 800€ di margine, serve a coprire i vari reparti aziendali, logistica, marketing e amministrazione.

La maggior parte delle persone analizzando questo dato, potrebbe arrivare alla conclusione che nel settore degli Smartphone, la formula del giusto prezzo è costo del prodotto per 3.

Non c’è nulla di più sbagliato di questo pensiero.

Gli altri produttori infatti, magari non possono permettersi di usare la forma del X3, perché potrebbe portare a scelte che orienterebbero l’azienda verso il fallimento.

  • Se applico il X3 su uno Smartphone che non è un iPhone, magari non vendo abbastanza unità che mi permetterebbero di coprire i costi fissi.
  • Se applico il X3 su uno Smartphone che non è un iPhone, magari il prezzo va in una fascia talmente bassa che viene percepita dal cliente come scarsa, ma non solo, perché potrei applicare il X3 e risultare più caro di un iPhone e di conseguenza la clientela dirotterebbe la sua scelta verso la Apple.

Le domande da porsi sono:

  • Quanto sarebbe il prezzo più alto che il mio cliente sarebbe disposto a pagare per avere il mio servizio?
  • Come posso far percepire che il mio servizio è diverso dagli altri e quindi non paragonabile agli altri?
  • Come posso avvicinare la mia azienda solo i clienti che sono disposti a pagare il prezzo che ho deciso?

Se fossi seduta al tavolo con i miei colleghi di Vendere in Officina, il nostro pensiero andrebbe diretto verso il concetto di un corretto posizionamento e quindi la corretta focalizzazione aziendale, dove l’intento è quello di attrarre solo i clienti in target che sono disposti a pagare il prezzo che viene deciso per un determinato servizio.

Ma siccome il marketing non è compito mio, non approfondirò materie che non mi appartengono.

La mia esperienza in termini numerici però, mi porta ad affermare con certezza che fino a quando il titolare di officina si limiterà a considerarsi un artigiano, rimarrà intrappolato in un contesto di sottomissione al mercato.

Quando Max nel Gruppo di Vendere in Officina (se non sei nel gruppo clicca qui), parla del fatto che “il giusto rapporto qualità prezzo non esiste” intende dire che il prezzo lo deve decide il titolare di officina e se vogliamo dirla tutta, il prezzo lo decide il titolare di officina affiancato ad un reparto marketing come officinaPro.

Il prezzo è il risultato di un lavoro, non l’inizio del lavoro.

  • Come posso progettare un’azienda dove il marketing è l’anima, se i prezzi sono già decisi a livello amministrativo un tanto al kilo?
  • Come posso progettare un’azienda dove il marketing è l’anima, se i prezzi devono essere in linea con quelli della concorrenza?

Non si può!

Il prezzo non sarà mai la leva per il successo della tua officina, ma è solo la conseguenza della tua bravura come titolare e un titolare di officina di successo, guarda caso è quella figura che padroneggia il marketing.

Una delle fasi critiche nella progettazione aziendale, è la definizione del servizio che attira il cliente (front end) e del servizio sul quale abbiamo del margine vero (back end).

Se eri presente a Marketing in Officina, avrai capito che se ti fai bene i conti puoi decidere anche di acquisire un cliente in perdita nella fase iniziale, perché se acquisisci un cliente “di tipo A” il tuo intento è quello di mirare a guadagnare sul lungo periodo.

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Se ci pensi, Lavazza, Nespresso, Illy e altri produttori di caffè, ti vendono la macchinetta da tenere in casa o in ufficio ad un prezzo pressoché ridicolo (questo è il loro prodotto di front end) e marginano su di te sulle capsule (prodotto di back end).

Attività di questo tipo possono essere costruite anche all’interno della tua officina, a patto che i numeri siano analizzati in maniera chirurgica.

Un’altra fase importante della progettazione di un’officina gestita come azienda è la scelta di servizi in versione più costosa o di servizi collaterali.

Nella costruzione di un piano marketing si utilizza il prezzo come strumento per spingere il cliente a spendere in modo più consistente.

Prendiamo come esempio pratico il servizio di tagliando su una Lancia Ypsilon 1200 benzina.

Per fare questo tagliando possiamo attenerci alle indicazioni di casa madre, oppure possiamo aggiungere dei servizi ad un prezzo vantaggioso per il cliente: “con solo XX€ in più ti offro questo, questo e questo!”.

  • Tagliando 1;
  • Tagliando 2;
  • Tagliando 3.

Nel semplice esempio che riporto di seguito, il prezzo del tagliando 3 è ideato per spingere il cliente a spenderle 52€ in più per avere 3 servizi aggiuntivi. La validità della strategia di marketing deve essere sempre validata dai numeri.

Per facilitarti la comprensione ho creato delle tabelle con il ragionamento (prezzi puramente indicativi):

ATTENZIONE: perché di fronte a questa tabella la maggior parte delle persone rimane ingannata dal margine in percentuale.

Prova a ragionare: secondo te quale dei 3 tagliandi farebbe guadagnare di più la tua officina?

Quello dove c’è più margine in percentuale o quello che ha un margine in valore assoluto più alto?

Ovviamente la scelta giusta è quella del tagliando numero 3.

Infatti, se in un trimestre fai 10 tagliandi n.3, hai in tasca un margine di 1.261,00€, mentre se fai 10 tagliandi di tipo 1, margini 200,00€ in meno.

Con questo semplice ragionamento, ti ho dimostrato quanto sia facile sbagliare i calcoli e dimezzare i guadagni di fronte alla stessa vettura. Non è la percentuale di margine che devi guardare, ma il valore assoluto che rimane, i soldi sostanzialmente.

L’errore quindi di decidere a priori il prezzo di un servizio, senza pensare che il prezzo è solo una delle componenti strategiche del fare impresa e semplicemente fatale.

La decisione sul prezzo infatti, è un’attività che sta esattamente nel mezzo tra il marketing e i numeri, ma la prima indicazioni la deve dare proprio il marketing e l’attività di vendita di conseguenza.

Il mio compito all’interno di officinaPro è proprio quello di controllare se effettivamente le cose stanno andando come è stato progettato e di darti gli strumenti per verificare che a fine giornata e a fine mese, la tua officina stia effettivamente crescendo in termini di guadagni tangibili.

La frase di Max “il giusto rapporto qualità prezzo non esiste” è corretta solo in parte, perché come è vero che il giusto rapporto qualità prezzo non esiste, è vero anche che “esiste solo il modo giusto di gestire l’officina” ovvero facendo marketing e guardando i numeri, senza allinearsi a quello che sta facendo la concorrenza.

Il vero Meccanico Venditore è colui che non dando nulla per scontato rivede quotidianamente il modo di stare sul mercato della propria officina, ricercando nuovi clienti in target che siano disposti a pagare qualsiasi prezzo per quel servizio in quanto unico.

Unico come il titolare di officina che lo ha ideato e messo nel mercato nel modo più corretto.

 

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SILVIA BOSCHIERO
Ufficio Marketing e Customer care
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Nel corso degli anni, ho analizzato in maniera più che approfondita le differenti cause che portano un’officina sull’orlo del baratro.

Ho scritto su questo blog, più e più volte dei problemi che portano una percentuale molto alta di officine a chiudere a zero, rischiando il fallimento.

Nel grosso ho sempre parlato di:

  • Titolari di officina che pensano di non aver bisogno di fare marketing;
  • Imprenditori (se così si possono chiamare) innamorati eccessivamente del loro servizio;
  • Tecnici specializzati che non riescono ad andare oltre le loro competenze.

L’elenco potrebbe andare avanti praticamente all’infinito, di base il concetto è sempre lo stesso: al centro di formazione professionale dove hai imparato a fare il meccanico, nessuno ti segna come gestire l’officina, di conseguenza, gli errori commessi sono infiniti.

Detto questo, potrei chiudere questo articolo e guardare una serie su Netflix, però mi sono reso conto che c’è un aspetto della mentalità del titolare di officina che viene sottovalutato e che invece è di fondamentale importanza.

Ed è proprio a questo che voglio dedicare questo articolo del blog.

Ad un certo punto della tua vita, ti sarai sicuramente trovato di fronte ad un bivio, da una parte avevi la sicurezza di un posto fisso, dall’altra la possibilità di aprire la tua officina spinto da qualcosa che abitava dentro di te.

Quando hai deciso di intraprendere la seconda strada però, non eri probabilmente a conoscenza di quello che avrebbe comportato.

La solitudine, le ore angoscianti passate sulle difficili decisioni da prendere, la tua cassa non abbastanza piena per far fronte ai tuoi impegni… Queste sono cose delle quali non ti parla mai nessuno. Queste sono cose che quando vogliono venderti i loro corsetti da tre lire, vengono omesse per due motivi:

  • Non hanno idea di quali siano i veri problemi nascosti nelle pieghe di un’impresa come un’officina;
  • Non te ne parlano perché il loro unico scopo è quello di sfilare i soldi dal tuo portafogli e infilarli nel loro.

Il problema è che la gente si impicca nei capannoni, ma la cosa ormai non fa più notizia. Certo, in Italia se ti suicidi perché sei Gay, la si diventi famoso.

Ma se sei un imprenditore abbandonato al suo destino, allora non conti un cazzo.

Ed essendo questo un argomento alquanto tabù nel nostro paese, è molto probabile che i numeri che si leggono sui giornali, siano molto inferiori di quelli che realmente sono i dati reali.

Ma siccome non è nella mia posizione, né di mio interesse affrontare questi argomenti, preferisco ritornare a noi e a parlare della solitudine che vive chi prende la via del lavoro in proprio.

La verità è che, l’ignoranza in materia imprenditoriale non riguarda solo chi apre la sua partita iva senza conoscenze giuste in termini di marketing, numeri e finanza.

Questo non sapere riguarda tutta la società.

Perché parliamoci chiaro, quando le persone vedono imprenditori che ce l’hanno fatta, vedono persone che hanno avuto in qualche modo o la spinta o la fortuna di nascere nel contesto giusto invece di vederli come degli eroi.

Chi tiene in piedi un’impresa nel XXI° secolo, va visto come un eroe mitologico o un esempio da emulare, non come uno che ha avuto culo.

Il problema è che nessuno pensa che questi soggetti quando sono partiti abbiano avuto paura, nessuno pensa alle notti insonni, alle ore passate a spaccarsi la testa per raggiungere gli obbiettivi che si erano prefissati.

Nessuno! È questo il problema più grave.

Nessuno vede i weekend trascorsi chiusi in uffico davanti a un computer, nessuno vede le famiglie trascurate o la tensione quotidiana che li portava a pensare che non ce l’avrebbero fatta.

Si guardano solo le Porsche parcheggiate nel vialetto di ville luccicanti e i viaggi da 10k a settimana, senza minimamente considerare le ore passate a masticare sabbia che hanno portato quelle persone ad arrivare li.

Tutto il sacrificio viene coperto da un velo di superficialità.

Ragionando in questo modo, si distorce l’idea di quello che implica fare impresa, si guarda solo al risultato finale senza porre l’attenzione sul percorso che ha portato lì.

Il non guardare dalla parte giusta, coinvolge sia chi decide a cuor leggero di aprire la sua officina senza avere una minima idea di quanto impegno e sacrificio questo comporta,  si sia chi intorno a lui lo guarda ignorando le difficoltà che incontra.

Che tu abbia ereditato l’officina di papà o che tu abbia fatto tutto da solo non cambia nulla, per le persone sei comunque un privilegiato che non è costretto a timbrare il cartellino tutti i giorni. Ed è vero che non timbri, ma è altrettanto vero che di norma il tuo orario di lavoro è di 24/7 o quantomeno, queste sono le ore in cui pensi alla tua attività.

Se hai avuto in qualche modo a che fare con me, sai per certo che sono quello a cui piace essere parte della soluzione e non del problema, di conseguenza, dopo averti caricato di ottimismo tra le righe che hai appena letto, vediamo di trovare una soluzione per evitare che tu ti trovi tra 10 anni, solo, alcolizzato e con una malattia da curare.

Le officine che hanno successo non ottengono questo risultato perché i tecnici che ci lavorano dentro sono “il Michelangelo dei motori”, i geni con le mani e altre stupidaggini del genere.

Se sei qui dentro da un po’ mi dirai: “certo, le realtà che hanno successo è perché fanno Marketing in Officina”

Questa cosa è vera, ho chiamato Marketing in Officina il mio corso perché so per certo che se non sei in grado di attrarre a te i clienti nel modo giusto, non hai nessuna possibilità di ottenere un risultato ottimale.

I tempi in cui si apriva e si aspettava a seduti nel banco l’arrivo di un branco di clienti sono ovviamente scomparsi.

Questo era possibile in un momento storico che non esiste più.

Ma non è solo di marketing che la tua officina può vivere, il marketing in officina è quell’insieme di attività che portano il pallone nella tua area di gioco, ed è li che il ruolo fondamentale lo fa la tua abilità nella vendita.

E non ti sto dicendo che devi rincoglionire il cliente in fase di accettazione, ti sto dicendo che devi essere bravo a far sì che il processo di acquisto continui fino alla fine.

Ma attenzione:

Puoi avere il miglior marketing del mondo e il miglior sistema di vendita possibile, ma se tutto questo si basa su conti sbagliati non hai alcuna speranza di sopravvivere.

  • Se vendi i tuoi servizi in perdita perché non hai calcolato in maniera perfetta i tuoi margini;
  • Se non sai quanto ti rimane in cassa dopo una campagna di marketing;
  • Se non hai idea del valore dei tuoi clienti nel tempo;
  • Se non sai in quanto tempo una campagna possa funzionare e riportarti in pari con l’investimento fatto.

Non hai alcuna speranza di andare avanti amico mio.

Ma non ho finito, perché il Marketing in Officina, saper Vendere in Officina e avere una corretta analisi delle finanze non basta ancora.

Devi infatti erogare un servizio impeccabile.

Mi rendo conto ogni giorno di aver dato per scontato questo concetto:

Fare marketing non significa che puoi erogare un servizio di merda!

Perché questo ti porterà ad avere dei clienti scontenti, non potrai mai di conseguenza rivendere loro altri servizi, non potrai chiedergli di farti recensioni, lasciare testimonianze o generarti delle referenze. Chi è disposto a mettere una buona parola per te se ciò che offri è una porcheria uguale a quella dei tuoi concorrenti?

Ma manca ancora qualcosa.

Perché marketing, vendita, analisi finanziaria e servizio impeccabile, non sono gli ingredienti fondamentali per far funzionare le cose come Vendere in Officina comanda.

Di cosa si tratta quindi? Qual è l’elemento che può davvero evitare che tu esaurisca e allo stesso tempo puoi far esplodere i risultati della tua officina?

I 4 punti che ti ho elencato in questo articolo: Marketing in Officina, Vendita in Officina, analisi finanziaria tagliata su misura per la tua officina e un servizio diverso da tutti quelli erogati dai tuoi competitor, hanno un unico comun denominatore.

Questa cosa l’ho citata credo alla 3° frase che ho detto sul palco lo scorso Marketing in Officina: il concetto diceva più o meno così:

Io non posso fare nulla se per primi non siete voi a cambiare il modo di approcciarvi alla vostra officina.

Il problema non è il marketing che non funziona, non sono le tecniche di vendita che non funzionano, non è il servizio erogato male e non sono i numeri che non girano.

Quando le cose non funzionano, il problema sei tu!

E se sei intelligente, prenderai questa mia provocazione come stimolo per migliorarti e diventare il titolare che la tua officina si merita.

Per quanto mi riguarda, se hai bisogno di me, mi trovi sempre da queste parti…

Passo e chiudo!

 

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SILVIA BOSCHIERO
Ufficio Marketing e Customer care
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Nel corso dei miei anni lavorativi, ho avuto modo di interfacciarmi con un gran numero di titolari di officina, vivendo tante situazioni diverse e trovandomi ad affrontare i più disparati problemi, di marketing e non.

In questo articolo ti voglio parlare di quattro cose che, se dovessi malauguratamente decidere di fare, potrebbero compromettere la situazione della tua officina irrimediabilmente.

Fai molta attenzione, perché ho visto tanti titolari di officina cadere su uno o più di questi tranelli, rischiando di conseguenza di perdere tutti i sacrifici di una vita.

Errore numero 1: Tagliare il budget per il Marketing in Officina.

Quando sei a corto di cassa, la prima spesa da NON tagliare è quella del marketing in officina!

Se sei a corto di cassa e devi ridurre le tue spese, un suggerimento che voglio darti molto amichevolmente è quello di NON tagliare assolutamente il budget per il marketing in officina.

Per recuperare liquidità, puoi limitare spese di altro genere prima di arrivare a quel punto: in primo luogo, potresti eliminare tutta quella parte di magazzino che è li sotto 4 dita di polvere. Hai presente quelle scatole giallognole mezze rotte? Ecco, una volta erano giallo vivo.

Se non riesci a far girare il magazzino alla velocità che desideri (2/3 mesi), non ha senso avere un sacco di soldi li fermi sugli scaffali. Chiama il ricambista e trova un accordo, oppure metti i ricambi su subito.it. Ma levali da quello scaffale.

Questo semplice ma fondamentale intervento, ti permetterà di sbloccare dei soldi che attualmente sono stoccati in magazzino da anni.

Fatto questo, decidi di fare magazzino solamente con ricambi che girano, ma per farlo devi aver ben segmentato i tuoi clienti ed aver ben chiaro nel tuo gestionale, che rotazione ha quel singolo articolo.

Quando investi in marketing, devi capire quali sono i clienti da colpire.

Capito questo, devi creare una strategia che parli proprio a quel tipo di clienti, non puoi limitarti a “comunicare”, devi comunicare al cliente che vuoi tu.

Dopodiché, devi rassegnarti al fatto che devi fare una riorganizzazione del personale.

In modo sincero e onesto con te stesso, ragionando sui numeri di cui hai bisogno e sulle competenze che servono alla tua officina.

I dipendenti svogliati e i soci improduttivi, vanno mandati via senza paura.

Comincia a prendere in considerazione il lavoro, subappaltando dei servizi a fornitori esterni quando ne hai bisogno.

È pieno di officine là fuori con cui puoi collaborare, che hanno molte risorse a cui puoi attingere: personale, struttura, tecnologia, e soluzioni di vario genere.

Infine, cerca di mantenere l’officina più “snella” possibile, riducendo al massimo le spese di consumo in eccesso.

Ridurre le uscite ti porta inevitabilmente in tasca un bel gruzzolo, che ti permetterà di fare attività per acquisire i clienti che vuoi, che pagano quello che dici tu e come lo dici tu e tutto questo, non farà altro che migliorare la tua situazione finanziaria professionale e personale.

Errore numero 2: Compromettere le relazioni con i clienti.

Sicuramente stai pensando: “ovvio!!! nessuno vorrebbe mai rovinare e compromettere una relazione col suo cliente”, ma credimi che per esperienza, ti posso garantire che questa cosa succede molto più spesso di quanto si pensi e rischia davvero di compromettere le fondamenta della tua officina.

Nel mondo del business, a volte bruciamo i nostri ponti rovinando importanti relazioni con clienti, potenziali clienti e fornitori.

Bisogna comportarsi sempre nel miglior modo possibile con il prossimo, dall’inizio alla fine di ogni relazione. In certe situazioni potresti sentirti non rispettato, ma il vero segreto è quello di essere gentile sempre, cortese e corretto quando parli con qualcuno e ricordati che stai rappresentando non solo te stesso ma anche la tua officina, sii sempre sincero in quello che dici e soprattutto in quello che prometti.

A parte nei casi in cui la gente va mandata via a calci in culo dalla tua officina, aiutare le persone non è mai sbagliato, perché anche quando un soggetto per qualche motivo non sarà tuo cliente, potrà comunque consigliarti ai suoi amici e parenti, lasciarti delle buone recensioni e far risaltare la tua reputazione.

Credimi: bruciare i rapporti con i clienti è estremamente dannoso e succede spesso se non si fa attenzione.

Rispetta le scadenze, sii onesto e mantieni la parola data, sforzandoti inoltre di comunicare in tempi brevi ogni problema o disaccordo, cercando di comprendere i bisogni dell’altro.

Errore numero 3: Non pensare di essere l’unico pensiero dei tuoi clienti.

Non dimenticare mai che sul mercato ci sono moltissime altre officine interessate al tuo cliente e che continuano a bombardarlo con la loro pubblicità per portartelo via.

Poi è vero, i tuoi clienti hanno scelto te, ma allo stesso tempo continuano costantemente ad avere la possibilità di scegliere altri, per questo non puoi dare per scontato il rapporto con il cliente.

Un appuntamento fissato per la settimana prossima potrebbe essere annullato o ancor peggio, il cliente potrebbe non presentarsi senza neppure avvisare. Il tuo cliente potrebbe trovare un servizio migliore in un’officina più vicina a lui, oppure un’offerta più adatta alle sue esigenze.

Devi lavorare costantemente per consolidare la tua relazione con i tuoi clienti, altrimenti li perderai.

Se dai i tuoi clienti qualcosa di fondamentale importanza e realmente utile per loro, non solo sosterrai allungo la relazione, ma la migliorerai nel tempo, con importanti benefici alle tue entrate.

Errore numero 4: Fare di tutta l’erba un fascio.

È assolutamente essenziale dividere l’azienda a livello economico in due parti, la prima parte offre un servizio a clienti Top, l’altra offre servizi ai clienti sui quali margini meno.

Questo è un argomento che mi sta particolarmente a cuore, ma che vedo trascurare nella stragrande maggioranza dei casi.

Nella tua officina entrano 3 tipi di cliente:

A = Cliente dove margini di più,

B = Cliente dove credi di marginare bene,

C = Cliente dove non margini un cazzo e manco te ne rendi conto.

Ecco, il cliente “A” deve avere un trattamento totalmente diverso dagli altri due, perché è quel tipo di cliente dove margini di più in termini di valore assoluto.

Ora che abbiamo visto i 4 errori che devi assolutamente evitare di commettere, vediamo un comandamento molto semplice, ma che allo stesso tempo può concretamente mettere la tua officina in una posizione favorevole.

Analizza sempre le tue performance.

La strategia di marketing che scegli di mettere in piedi per la tua officina, deve essere testata rispetto altri sistemi e strategie. Sperimentando diversi tipi di attività, rimarrai stupito dal fatto che molto spesso uno di questi approcci, avrà performance molto superiori rispetto ad altri.

La maggior parte delle spese di marketing infatti, dovrebbero essere fisse: sostanzialmente dovresti aver destinato un budget per questo genere di attività (solitamente parliamo del 20/25% del fatturato), per questo motivo è fondamentale destinare questi soldi per qualcosa che li moltiplica.

Analizza sempre risultati ottenuti dalle tue campagne e dalle tue pubblicità, tenendo traccia di ogni post che pubblichi online, ogni mail spedita, ogni lettera cartacea e ogni SMS, riportando esattamente la cifra investita per ogni strumento.

Come devi fare?

Semplice, non devi fare altro che seguire questi tre passaggi:

  1. Quando pubblichi una sponsorizzata o un invii una lettera di vendita cartacea, ad esempio, calcola al centesimo quanto hai speso.
  2. Allega questi numeri a un foglio di calcolo indicando l’offerta specifica, insieme al posizionamento a tutti i dettagli collegati al servizio che stai proponendo.
  3. Dopo che hai messo sul mercato l’annuncio o la lettera di vendita, registra il numero esatto di persone che ti chiamano in riferimento a quell’annuncio, che entrano in officina in riferimento a quell’annuncio, che acquistano in riferimento a quell’annuncio o comunque in qualche modo reagiscono, sia in positivo che in negativo, al materiale di marketing che hai prodotto.

Grazie a questi tre passaggi, avrai in mano una fotografia che ti permetterà di decidere su quali canali concentrare il budget per il marketing in officina: dove hai più risultato appunto, scartando ed escludendo tutte le attività che non funzionano.

Lascia che il marketing in officina faccia il suo, riceverai indietro dei risultati che non ti saresti mai aspettato.

Ci rivediamo da queste parti…

Max.

 

Per maggiori informazioni sul prossimo MARKETING IN OFFICINA contatta Silvia Boschiero, responsabile del Servizio Clienti di Vendere in Officina®

SILVIA BOSCHIERO
Ufficio Marketing e Customer care
VENDERE IN OFFICINA®
silvia@vendereinofficina.com

Tu sei un meccanico o un MECCANICO VENDITORE?

 

Qualsiasi sia il nostro “mestiere”, ognuno di noi lavora nello stesso settore, ossia il settore della vendita.

Essere un bravo tecnico non ti basta più, oggi devi padroneggiare il marketing e la vendita anche in officina.

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Per maggiori informazioni sul prossimo MARKETING IN OFFICINA contatta Silvia Boschiero, responsabile del Servizio Clienti di Vendere in Officina®

SILVIA BOSCHIERO
Ufficio Marketing e Customer care
VENDERE IN OFFICINA®
silvia@vendereinofficina.com

Qual è il tuo posto sul mercato? Come ti stai posizionando?

Quando ti metti nel mercato ti rivolgi sempre a delle persone, per questo motivo devi capire che nella mente delle persone c’è posto solo per due brand per settore merceologico. Il tuo lavoro è quello di trovare una zona libera nella mente dei tuoi clienti potenziali e non e offrire il tuo modo unico di operare, ma devi comunicarlo nel modo corretto.

Crea il tuo Brand Positioning.

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Nel web stanno spuntando diverse aziende che vendono corsi di accettazione. 

Sei sicuro che un corso di accettazione serva per la tua officina? Se vuoi Vendere in Officina, devi imparare a fare Marketing. Non c’è nessuna parola magica da dire in accettazione, il cliente va preparato prima. Come si prepara? Con il Marketing in Officina ovviamente.

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L’errore più comune che compiono i titolari di officina, consiste nel voler promuoversi offrendo una moltitudine di servizi, cadendo così nella fatidica battaglia del prezzo. Saper trovare la propria specializzazione e capire quale nicchia di mercato colpire, è l’unica via verso il successo della tua officina.

Scopri perché devi specializzarti e colpire una nicchia di marcato specifica.

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