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La maggior parte titolari di officina, quando affrontiamo argomenti di marketing, il più delle volte non si rende conto di un aspetto indispensabile.

Di fatto prima di cominciare ad affrontare questi argomenti con me, sono certi che il marketing e l’acquisizione clienti siano la stessa identica cosa.

E se andiamo più nel dettaglio, sono convinti che il marketing serva ad acquisire il maggior numero di clienti possibile.

Questo è dovuto ad un sistema “vecchia scuola” che con una certa ingordigia ha sempre insegnato che “ogni buco è trincea”.

Non fraintendermi, quella che in termine tecnico si definisce “lead generation”, ossia la generazione di una lista di contatti potenzialmente interessati ai tuoi servizi di officina, è di certo una funzione importante nel marketing, ma non è la sola cosa da fare.

Perché acquisire clienti potenzialmente interessati è un’attività riduttiva.

E in questo articolo cercherò di spiegarti il perché più che concentrarti su quanti clienti dovresti attirare a te, è più importante che tu decida quali.

LA DOMANDA DA PORSI È: QUALI O QUANTI?

  • Quanti clienti nuovi o targhe nuove stiamo gestendo rispetto all’anno scorso?
  • Quanti clienti abbiamo perso?
  • Quanti clienti hanno cambiato auto, camion o furgone e sono andati alla concorrenza o in concessionaria?

Queste domande sono valide e non solo bisogna darsi delle risposte per migliorare il servizio nel caso ci siano più clienti andati alla concorrenza, rispetto a quelli rimasti, ma le risposte devono essere classificate in più gruppi per capire cosa sta succedendo intorno alla tua officina.

Per quanto riguarda la parte qualitativa invece, non viene molto concepito dal titolare di officina che il marketing opera pesantemente sul tipo di clienti che passano dentro al suo portone.

Il titolare di officina che si avvicina alla materia di marketing, commette questo errore perché non capisce che l’infinità di preventivi senza portare a casa nessun lavoro, è dovuta a un marketing sbagliato o inesistente.

Per quale motivo?

PERCHÈ NON CHIUDI NESSUN PREVENTIVO?

Mettiamo il caso che il meccanico Gino, stanco di lavorare alle dipendenze di Piero, decida di mettersi in proprio creando la “Gino Brugola Autoriparazioni”.

Tendenzialmente questa persona, che cosa fa nel momento in cui decide di entrare nel mercato?

Prima di tutto dovrebbe farsi due conti su quanto deve capitalizzare e soprattutto su quale dovrebbe essere il ritorno economico.

Poi comincia a ragionare sugli sconti con i quali riesce ad acquistare i ricambi e a quanto potrebbe venderli e con dei calcoli immaginari sa quanto potrebbe guadagnare da questa operazione, sommati alle ore di manodopera.

Quello che gli rimane, generalmente lo spende per qualsiasi cosa tranne che per il marketing.

Di solito questo è il percorso intellettivo del titolare di officina!

Ti ci ritrovi?

A questo punto deve attuare la GRANDE strategia del “giusto rapporto qualità prezzo”, perché è convinto di essere un genio.

Quindi come si muove?

Comincia ad indagare a quanto vendono la manodopera nelle concessionarie e nelle altre officine del quartiere.

Attento perché qui esce il genio…

Con questi dati, che sono il risultato di mesi di spionaggio, cosa farà il buon Gino Brugola?

Taaak! Si pianta nel mezzo facendo una media!

Ecco come nasce il “miglior rapporto qualità prezzo”.

Peccato che il mercato non funziona in questa maniera e questa strategia condanna l’azienda al fallimento.

Questa fantascientifica strategia ti condanna alla “guerra del prezzo”, l’unica battaglia dove non esiste un vincitore ma solo un numero infinito di perdenti.

Perché nella “guerra del prezzo”, anche chi riesce a lavorare di più alla fine muore di fame, perché senza una specializzazione e senza un posizionamento, non si è nient’altro che una copia malfatta del leader, destinata a sparire come tutte le altre officine che non sono altro che la copia, della copia, della copia…

Si ma allora Max cosa dovrebbe fare Gino Brugola Autoriparazioni per riuscire a lavorare decentemente e senza fallire?”.

Allora, partiamo dal presupposto che il cliente non è scemo, è solo che statisticamente parlando tende ad essere basso splendente. Per tanto vuole giustamente risparmiare il più possibile.

Ma questo non vuol dire necessariamente che voglia il servizio più economico che esiste, desidera per lo meno non spendere troppo in cambio di una qualità media, un qualcosa di accettabile per la bassa spesa insomma.

Quindi, con questo pensiero in testa ti confronta.

E se ci pensi, la stessa cosa la fai anche tu se devi acquistare qualsiasi cosa, dentro e fuori dalla tua officina.

Ogni volta che passa il rappresentante di turno a venderti lo “Svitol”, tu gli rompi le palle perché da un altro lo paghi 3 centesimi in meno.

Se invece sei abituato ad usare il miglior sbloccante che c’è nel mercato e che costa il doppio o il triplo dello “Svitol”, tu continui ad usare quello che costa 3 volte tanto, perché ne hai capito le caratteristiche e hai capito che tra uno “Svitol” che non serve a nulla e uno sbloccante che funziona, il prezzo non è un problema.

Tutte le persone che si recano in un’officina hanno lo stesso atteggiamento di cui sopra.

Quindi hai voglia a portare a casa i clienti con la strategia stupida del “ti do il servizio del concessionario ma ti costa di meno”.

Ma che roba è questa?

Questo ragionamento funzionerebbe se tu fossi il solo farlo e potresti anche permettertelo, tanto mica devi rispettare tutti gli standard che deve smazzarsi il concessionario.

Ma siccome non sei il solo, perché ci sono migliaia di genialoidi che usano la tua stessa strategia, inevitabilmente i tuoi guadagni continueranno a crollare fino a che il cliente non diventa l’unico a trarre un vantaggio, e tutte le officine verranno sgozzate in questa sanguinosa guerra del prezzo, alla quale io ho deciso di porre fine creando Vendere in Officina.

Te ne rendi conto che il cliente fa questo vero?

Sei consapevole che quando entra in concessionario non batte ciglio, mentre a te rompe il cazzo per una lampadina da 5W!

Quando ti contatta e ti chiede un preventivo, nella maggior parte dei casi è perché ai suoi occhi tu sei uguale a tutti gli altri.

Se hai un amico gommista, prova a chiederglielo. Chiedigli quante volte dice il prezzo delle 195/60R15.

Lo sa a memoria , perché lo dice almeno 20 volte alla settimana e così anche per le altre misure del pneumatico.

Se non capisci che ti devi posizionare, passerai la vita a fare preventivi che non chiuderai mai!

Quando il cliente ti chiede un preventivo, lo ha già chiesto anche agli altri, ti chiede quanto costa e cosa gli fai.

E quando ha fatto il confronto con te e altri 5 a cui ho già chiesto prima di te, a parità di servizio l’auto la porterà a chi gli fa meno.

È qui che entra in gioco il marketing, fermando questo automatismo schifoso e proteggendo il titolare di officina dal mattatoio del prezzo più basso.

LA FUNZIONE SCONOSCIUTA DEL MARKETING

Il marketing è fondamentale per acquisire clienti non solo dal punto di vista quantitativo, ma anche e soprattutto da un punto di vista qualitativo.

Le attività di marketing ti permettono di selezionare i clienti che vengono da te, in modo tale da farti investire al meglio il tuo tempo e soprattutto i tuoi soldi verso le persone con le quali vuoi veramente lavorare.

Se non fai marketing, arrivano da te cani e porci!

Se non sei focalizzato, non riesci a trasferire alle persone il valore del tuo servizio, che fa passare la “questione prezzo” in secondo piano e quindi entreranno nella tua officina in gran parte individui che si lamenteranno del prezzo e che la maggior parte delle volte ti faranno perdere tempo senza farti guadagnare nulla.

Perché se i clienti non vengono educati dal marketing, nemmeno si “auto-selezionano” da soli e come conseguenza, arriveranno da te persone abituate al solito modo di pensare, ovvero: “vediamo tra tutti chi costa meno e mi dà di più”.

Quando ti arriva un cliente di questo tipo, il tuo lavoro con lui parte molto male.

E senza marketing arrivano quasi tutti così..

COME EVITARE QUESTA SITUAZIONE?

Ovviamente attraverso la focalizzazione e attraverso la preparazione del cliente con il materiale di marketing.

Perché se il cliente ti percepisce come una persona esperta in una specifica nicchia del settore Automotive, ti categorizzerà come l’unico in grado di aiutarlo a risolvere il problema o a tenergli l’auto in perfette condizioni.

Per questo motivo, si approccerà a te in modo diverso.

Il potenziale cliente deve essere educato a capire che per una serie di motivi, il tuo intervento è la migliore soluzione che può trovare e che, proprio per questo il tuo prezzo è più alto. E nel momento in cui gli presenterai il conto o il preventivo, non ti romperà le palle con un devastante “si può fare un po’ meglio?”.

Deve essere preparato a pensare che il prezzo è giustificato e se vuole la soluzione migliore allora viene da te e paga per quello che costi.

Capisci il senso, no?

Il marketing consente di ottenere proprio questo effetto, anche se fai il meccanico e sei convinto che il marketing a te non serva.

Devi metterti in testa che il marketing è il sangue per la tua officina, non puoi vivere senza sangue.

Inoltre, come spiegato su questo articolo, il marketing seleziona i clienti che arrivano in officina, i quali sono consapevoli dell’utilità che puoi avere per loro e di conseguenza qual è il tuo valore economico.

Questo è quello che voglio insegnarti con Vendere in Officina.

E se rimarrai qua dentro, imparerai delle strategie da attuare subito per mandare i clienti peggiori a far fallire i tuoi concorrenti, mentre tu con la tua specializzazione, riuscirai grazie ai clienti migliori a impugnare la vita che ti meriti.

La missione di Vendere in Officina, è quella di insegnarti a gestire al meglio la tua officina, prima che sia lei a gestire la tua vita.

Alla prossima.

 

Il tema della pubblicità è una delle cose che affligge il meccanico e lo divide in più punti:

  • La miglior pubblicità è il passaparola,
  • La pubblicità non serve a niente;
  • Come faccio a farmi pubblicità?

Solitamente il “come farsi pubblicità in officina” è un tema molto ostile e se non arriva il pubblicitario di turno a trovare il meccanico, il più delle volte questo argomento viene letteralmente ignorato.

Non c’è da stupirsi di questo atteggiamento da parte del titolare di officina.

Perché la maggior parte delle officine ricade nella categoria “microimprese”, non possono nemmeno essere definite piccole imprese e non le possiamo nemmeno considerarle medie imprese, ovvero non rientrano nella categoria delle cosiddette PMI.

Ovvio poi ci sono i grossi concessionari, ma le micro officine sono una fetta molto più grossa.

Solo per farti un’idea, sono considerate microimprese tutte le aziende che comprendono meno di 10 operatori e non superano i 2 milioni di euro di fatturato. Le partite iva che rispettano questa descrizione sono oltre i 4 milioni, andando a rappresentare per la quasi totalità della vera economia che spinge e sorregge il nostro paese.

Come già detto altre volte, le piccole e micro officine nascono da una forte pulsione interna al meccanico specializzato, che stanco di lavorare “sotto padrone”, decide di lavorare per sé stesso.

Questo fattore un po’ romantico in realtà peggiora la situazione, poiché se sei un bravo meccanico, non comporta automaticamente che tu sia un bravo imprenditore che sa Vendere in Officina.

Essere un bravo meccanico ti rende molto abile nel risolvere i problemi alle auto dei tuoi clienti, ma quando si parla di come promuovere la tua officina e quindi come trovare nuovi clienti o vendere di più a quelli che hai già, cominciano le difficoltà.

Se hai le “mani d’oro” e pochi clienti, la tua officina potrebbe essere spazzata via con un soffio di vento.

Inoltre i titolari di officina avvezzi a farsi pubblicità, negli anni si sono sempre rivolti a delle figure poco conformi all’obbiettivo finale:

  • Venditori di pubblicità;
  • Agenzie pubblicitarie;
  • Agenzie di comunicazione.

Nessuna di queste tre è la via corretta…

Vediamo insieme il perché e come rimediare alle reali possibilità e bisogni di un’officina in termini di pubblicità.

COME PUOI FARTI PUBBLICITÀ SE HAI POCO BUDGET

Partiamo dal presupposto che la maggior parte dei titolari di officina, non mette sul piatto nessun tipo di risorsa per farsi pubblicità e per attirare nuovi clienti.

Questo comportamento è portato dal pensiero che la pubblicità sia una cosa riservata solo alle grandi aziende, che i soldi per la pubblicità siano buttati via e che non serva a nulla.

E da una parte, i titolari di officina che ragionano in questo modo hanno ragione.

Perché se compri pubblicità da un’agenzia o dal venditore di turno, ti limiti a comparire sul un giornalino di paese, in una radio o in una televisione locale, senza uno studio preciso fatto prima. Oppure puoi trovarti di fronte ad un team di cialtroni che si limitano a copiare il marketing e la pubblicità che viene fatta dalle grandi aziende, spesso multinazionali, con brand e capitali inarrivabili per te che sei il titolare di officina.

Quindi si finisce per spendere una marea di soldi su idee intangibili come “immagine” ed “espansione del marchio”.

Il problema è che copiare il marketing fatto dai grossi gruppi è una scelta incosciente.

Se consideriamo che le grandi aziende hanno le loro ragioni, non perfettamente ortodosse, per fare marketing creativo, di immagine o istituzionale, in qualità di piccolo imprenditore dovresti seguire una via pubblicitaria molto diversa.

Lo scopo di un piccolo imprenditore che investe in pubblicità, non è quello di comunicare al paese che “esiste”, ma è trovare più clienti per vendere di più.

Quando una grande azienda assegna un budget per una campagna pubblicitaria rivolgendosi ad un’agenzia, come priorità ha nell’ordine:

  1. Compiacere i membri del consiglio di amministrazione e i vari direttori;
  2. Farsi vedere fighi dai fornitori e dai partner, costruire la brand identity;
  3. Aumentare le vendite.

Quando invece l’agenzia di pubblicità si aggiudica la campagna pubblicitaria, ha come obiettivi in ordine:

  1. Il suo fatturato;
  2. Compiacere a chi decide in modo tale da farsi richiamare per la prossima;
  3. Usare l’azienda come scopo per farsi pubblicità (Noi lavoriamo anche per…);
  4. Se riescono a fare in modo che tu venda di più bene, sennò amen;

Da questo sistema, se hai una piccola realtà devi starne alla larga.

Il tuo obbiettivo è trovare più clienti ai quali vendere di più, già da domani mattina.

Fine.

Ora sai che l’obbiettivo di una campagna di marketing di un grosso gruppo, è ben diverso dall’obbiettivo di marketing che dovresti avere tu per vendere in officina.

Se comunque decidi di contattare un’agenzia per gestire il tuo marketing, anche se in realtà dovresti farlo tu, di seguito ti descrivo due passaggi molto stretti, all’interno dei quali devi guidare il pubblicitario di turno per rendere più efficace il marketing in officina.

  • Ogni euro che spendi in marketing per l’officina, dovrà essere tracciato e ne dovrai misurare il rientro. Non potrà quindi, essere investito con il pensiero scemo: “speriamo che porti qualcosa”.
  • Se non porta niente una determinata azione, si deve subito sospenderla.

Sono due concetti semplicissimi, ma guarda caso non ci pensa nessuno.

LA PUBBLICITÀ DEL MECCANICO:
I DIECI COMANDAMENTI

Da domani mattina, qualsiasi azione pubblicitaria per la tua officina sarà strutturata seguendo queste regole.

Qualsiasi forma pubblicitaria tu voglia fare, che sia online o offline, che sia su Facebook o nei volantini che mandi in giro con il postino, dovrà attenersi a questo ferreo regolamento.

Ma questo non lo devi fare perché te lo dico io, lo devi fare perché il conto in banca è intestato a te! Sapere che il meccanico butta via i soldi a caso, senza utilizzare delle matrici che ora sto per regalarti in modo tale che impari a fare marketing per la tua officina, mi fa realmente dispiacere.

Per imparare a vendere in officina come si deve, questi sono i dettami segreti che devi seguire:

  1. Qualsiasi azione pubblicitaria o di marketing per l’officina che farai, conterrà sempre una “call to action” (richiamo all’azione).
    Fai questa azione ora per…”.
  2. La tua campagna conterrà sempre un motivo per far agire il cliente SUBITO!
    Una quantità limitata, un’offerta a scadenza, uno sconto per venire prima a fare un controllo stagionale.
  3. I richiami all’azione dovranno essere chiari e precisi. Metti più volte le istruzioni per agire subito. Spiega bene cosa succederà poi, come se dovessi spiegarlo a tuo nonno di 80 anni. Sii ripetitivo!
  4. Che sia un volantino, una sponsorizzata su Facebook, una pubblicità su un giornalino locale, o qualsiasi altra forma di pubblicità per la tua officina, dovrà contenere un sistema di misurazione del ritorno. Terrai in considerazione solo le attività che potrai tracciare e le altre le lascerai perdere.
    Qualsiasi tipo di sponsorizzata online, farà atterrare il cliente in una pagina o più pagine specifiche del tuo sito web. Non farai mai atterrare il traffico a pagamento sulla home del tuo sito.
    Se l’offerta prevede un “chiama ora”, non metterai il tuo numero di telefono ma utilizzerai un numero verde dedicato, in modo da tracciare se le telefonate arrivano o meno dalla campagna.
    Se la tua campagna è offline, il cliente che vorrà aderire dovrà portare con sé la lettera o il buono che gli hai inviato e consegnartelo. In questo modo riuscirai a capire a fine della campagna quanti buoni sono rientrati e di conseguenza quanto ti è costata l’acquisizione cliente.
  5. Non farai mai pubblicità tradizionali, dove appare il tuo logo o la foto della tua officina per “farti conoscere”, ma lavorerai solamente facendo marketing per l’officina a “risposta diretta”.
  6. Non farai alcun tipo di pubblicità per l’officina senza una pianificazione a lungo termine.
    L’azione pubblicitaria non sarà fine a sé stessa, ma continuerà per un tempo deciso prima e valutato con dei test.
    Ogni attività fatta online, avrà lo scopo di acquisire il contatto del cliente e poi lo continuerai a tracciare grazie a degli strumenti di “remarketing“.
  7. La pubblicità in officina non conterà alcun tipo di idiozie creative e non userai mai slogan stupidi e senza senso. Spiegherai le cose da professionista e non da scemo.
  8. Sarai sempre consapevole che il tuo obbiettivo è quello di vendere in officina, quindi ogni azione che farai avrà come unico scopo quello di portare il cliente a fare un passo verso la tua officina.
  9. Terrai lontane frasi del tipo “giusto rapporto qualità prezzo”, “qualità e cortesia” e “azienda giovane e dinamica” da ogni tipo di azione di marketing per la tua officina. Comunicherai invece la tua specializzazione che si rivolgerà ad un target di clienti ben definito.
  10. Sarai sempre consapevole che il tuo obbiettivo principale non è quello di riparare le auto, ma è quello di trovare clienti. Per fare questo, ti muoverai in modo da avere sempre sotto controllo i dati di tracciamento dei risultati delle tue attività di marketing.
    Fino a che non avrai il sistema per avere un flusso costante di clienti, continuerai a testa bassa fino a quando non avrai trovato la via giusta. Senza arrenderti!

COME FARSI PUBBLICITÀ SCEGLIENDO IL GIUSTO STRUMENTO

Sicuramente c’è una grossa tendenza a lavorare con strumenti online, ma fossi in te, con la banca dati dei miei clienti di fronte, con gli indirizzi fisici in mano, io non trascurerei il fatto di muovermi anche offline.

Come muoversi online.

Partiamo dal presupposto che le ricerche su Google con le parole “meccanico o officina a NOME PAESE” sono irrilevanti, la media è di circa 30 ricerche al mese su città tipo Milano.

Quindi possiamo tranquillamente ragionare sul fatto che le persone non cercano il meccanico su Google.

Perciò nel caso come il nostro, considerando che non c’è una domanda consapevole forte, va impostato un tipo di campagna che vada ad intercettare la domanda latente, ossia le persone che per interessi affini potrebbero essere interessati ai servizi offerti dalla tua officina.

Questo si può fare tramite una campagna su Facebook.

Come muoversi offline.

Andando offline, il discorso è lievemente diverso: se vuoi andare ad intercettare con dei volantini le persone di un determinato luogo, devi aggredirlo con la tua pubblicità offline progettata grazie ai 10 comandamenti che hai appena letto.

Se invece vuoi riattivare dei clienti che non vedi da un po’, non c’è nulla di più efficace di una lettera o più lettere spedite direttamente a casa.

Se stai pensando che la carta non sia più efficace perché ora siamo nell’epoca del digitale, ti comunico che Netflix ha appena strutturato una rivista cartacea con i film in programmazione, Sky l’ha sempre avuta.

In tutti e due i casi, si possono vedere i film in programmazione nel sito o tramite App, ma la carta ha tutto un altro sapore.

A differenza di una mail ad esempio, una lettera cartacea che contiene un’offerta specifica, difficilmente verrà cestinata subito. Inoltre una mail si perde tra le altre 50 che riceviamo quotidianamente.

La carta non morirà mai.

COME PROMUOVERTI ORA CHE SEI CONSAPEVOLE DI COME STANNO LE COSE

A questo punto, credo ti sia abbastanza chiaro che se ti dovessero porre la domanda “Come fare pubblicità in officina” la risposta è una sola:

Bisogna portare il cliente in officina con delle attività che si possono misurare.

In base alle attività che devi fare, devi scegliere lo strumento più adatto.

Lascia stare tutti i Digital Media Manager di stocazzo e concentrati su quello che è il tuo obbiettivo finale.

Meno ti sforzerai di capire come fare pubblicità in officina nel modo corretto, più la tua impresa sarà a rischio.

Il tuo obbiettivo principale non è riparare auto, il tuo primo obbiettivo è imparare a fare marketing per autoriparatori. Capito questo, automaticamente arriverai a quella che è la tua vera missione: Vendere in Officina.

A presto!

Non mollare mai…

Se la tua officina opera in un ristretto bacino di clientela, che risiede in un raggio di pochi km dalla tua officina, questo articolo di Vendere in Officina fa al caso tuo.

Molto spesso, quando dei grossi concessionari aprono una filiale nei pressi di una piccola officina, quest’ultima accusa il colpo, soffrendo all’ombra della grande realtà a marchio.

Solitamente il meccanico di paese attribuisce la colpa alle estensioni di garanzia, ai contratti di manutenzione e ai maxi sconti che la “casa madre” in questione, riesce ad attribuire al cliente finale.

Quindi reagisce decidendo di abbassare i prezzi più che può, finendo così nella battaglia del prezzo e rimanendo schiacciato dallo sproporzionato taglio dei margini.

La realtà è che molti meccanici locali potrebbero salvarsi a due condizioni:

1) Cominciando a lavorare sul proprio posizionamento, differenziandosi e specializzandosi in determinati reparti, cosa che i concessionari o i grossi gruppi non riescono a fare, appropriandosi così di una posizione unica nella mente dei clienti.

2) Comunicando il proprio posizionamento attraverso delle strategie di guerriglia, che permettono alle piccole imprese geolocalizzate, non solo di sopravvivere, ma anche e addirittura di avere la meglio sulle grandi.

Come si crea il posizionamento e la specializzazione per una piccola officina?

Le regole del posizionamento sono sempre le stesse: restringere il proprio focus, trovare una nicchia che il grosso gruppo non riesce a coprire e battere lì con tutte le proprie forze.

Il primo errore che non devi commettere è quello di lottare con la grande concessionaria nel suo stesso campo di battaglia.

Scegline uno più piccolo, un fianco scoperto che puoi attaccare con tutte le tue forze e diventa padrone di un concetto o di una parola: (CarGlass = Cristalli) questo porterà la maggior parte delle persone sceglierti.

Se tu volessi lavorare su un raggio kilometrico molto ampio dalla tua officina (fuori provincia o fuori regione), saresti un piccolo pesce rosso in mezzo al mare e quindi non potresti competere con lo squalo bianco.

Ma c’è un però!

Se un piccolo pesce rosso viene messo in un acquario, è un pesce grande.

Non potrai mai salvarti dalle azioni del concessionario se ti batti come lui su un vasto territorio, se invece ragioni con una strategia militare, cercando di conquistare un piccolo territorio alla volta, allora le tue possibilità saranno molto più alte.

La preoccupazione che ha il piccolo meccanico di paese nel trovarsi a pochi chilometri il grosso gruppo sono giustificate, o meglio capisco perché sia inquieto, ma la realtà è che un’azienda piccola possiede numerosi assi nella manica, è tutta questione di comprenderli e di metterli in pratica.

Vediamone qualcuno.

I vantaggi di una piccola officina

1) Nella tua zona puoi essere il più grande.

Ti chiarisco questo pensiero con un esempio.

Se hai una piccola officina, non sopporti il fatto che un grosso gruppo, magari con più marchi, ti abbia aperto a fianco e abbia il piazzale sempre pieno, mentre da te vengono a singhiozzo e rompono anche le palle.

Questo succede perché cerchi di lottare per una categoria che non ti appartiene. Tu non hai la stessa officina del concessionario che costa meno. Tu hai un’officina tua che deve trovare la propria specializzazione e la propria promessa da comunicare.

Non ti sto dicendo che puoi sconfiggere l’officina del concessionario, ma se lavori bene, puoi aggiudicarti una buona fetta del parco circolante.

Ricordati che per farlo necessario essere focalizzato.

2) Se giochi in casa conosci il tuo territorio e i clienti che lo popolano.

In un piccolo territorio è facile trovare il proprio target di clientela: sai i luoghi che frequentano e dove scovarli. Puoi facilmente attirarli a te con delle offerte specifiche.

Questo è un enorme vantaggio competitivo. Perché puoi proporre con la tua officina quello che maggiormente serve in quella zona.

Nessuna grande casa costruttrice sarà in grado di attuare le iniziative di marketing così specifiche per la singola concessionaria. Le loro attività sono standardizzate nei vari service sparsi per l’Italia e tu puoi approfittare di questa loro concentrazione per fare un eccellente lavoro.

3) La piccola officina si pone troppo spesso, il problema del prezzo.

“Non posso far pagare tanto il mio servizio, perché altrimenti le persone vanno in concessionaria”.

Quindi decide di posizionare il suo servizio a basso prezzo perché crede di non poter fare diversamente.

A questo punto si trova marginare su questi bassi prezzi creando la versione più economica del tagliando raccomandato da casa madre.

Ovviamente, quello che viene fuori è un surrogato che attira solamente i cacciatori di sconti e i rompi coglioni.

Il titolare della piccola officina infatti, non si rende conto che un servizio specifico crea curiosità, e può essere collocato sul mercato proprio per le bellissime opzioni aggiuntive che gli vengono affiancate e che il prezzo non è altro che un’altra strategia di posizionamento.

Se hai un motivo credibile per farti pagare di più, puoi tranquillamente posizionarlo con il prezzo più alto e quindi in una categoria diversa rispetto a quella dei concorrenti.

Hai idea di quante persone ci sono in giro felici di spendere 50€ in più per il servizio di ritiro e consegna e lavaggio completo?

Io sarei uno di quelli!

E parli con uno che ha la gestione del suo tempo in totale autonomia.

Pensa tutte le persone che hanno l’orario imposto dal datore di lavoro?

Questo inoltre creerebbe un gran passaparola, molto più potente di “qualità e cortesia” e altre scemenze che dicono tutti.

Cosa potrebbe essere modificato leggermente nel tuo servizio per essere venduto ad un prezzo più alto già da domani mattina?

4) Il vantaggio delle alleanze.

Se sei titolare di una piccola officina geolocalizzata, avrai certamente dei concorrenti nella tua zona, ma in altre città o in altre regioni, potresti trovare dei validi alleati.

Se ci pensi, se un cliente che abita nel paese X, deve spostarsi tutti i giorni nel paese Y, potresti creare una partnership con qualcuno nel paese diverso dal tuo che non si occupa di autoriparazioni.

Queste sono solo alcune delle utili idee sulle quali puoi concentrarti per far prevalere il tuo controllo sulla tua zona.

Ci sono anche degli errori che non devi assolutamente commettere.

Errori da evitare.

Ti ricordo che sei diventato un pesce grande in un acquario piccolo, quindi ti devi scegliere un territorio piccolo che sei in grado di difendere. La mentalità deve rimanere sempre quella di un’azienda geolocalizzata anche se un domani ti vuoi espandere con una filiale della tua officina.

Vedi l’occasione di aprire una seconda officina in un altro paese perché c’è spazio?

Hai tutto il mio appoggio ma a due condizioni:

  • Devi sempre e in ogni caso impiegare le tattiche di guerriglia che si addicono ad una piccola media impresa.
  • La tua specializzazione deve essere perfettamente replicabile in un altro luogo.

Se per un qualsiasi motivo essere presente in un’altra città non comporta fare la stessa cosa, ragionaci su 10 volte.

Perché se hai l’officina da trent’anni nel tuo paese e tutti ti conoscono perché era di tuo padre, in un altro luogo dovresti entrare in punta di piedi.

Non intestardirti!

Mentre una grande realtà ha processi lenti e molto costosi per fare dei concreti cambiamenti, per una piccola attività non è così.

Questo è un altro vantaggio che devi sfruttare e non utilizzarlo sarebbe un gravissimo errore.

Essendo il titolare di una piccola officina, poi essere molto agile nel mettere in funzione i cambiamenti interni alla tua azienda.

Queste sono le cose che devi ben tenere a mente se hai una piccola realtà e vuoi cominciare a Vendere in Officina con delle soddisfazioni.

Ci vediamo da queste parti!

È facile considerare un “Titolare di officina” come una persona banale, superficiale e incapace di fare impresa.

Lo sento fare continuamente, sia da persone esterne al settore, ma soprattutto (cosa che mi fa parecchio girare le palle) da fornitori di servizi che orbitano attorno al settore Automotive.

La cosa mi manda in bestia perché io conosco i nomi, le facce e le rispettive officine. Io conosco l’anima di chi è dentro una tuta sporca di grasso e posso dire che ci sono ben pochi mestieri che meritano tutta la considerazione, come il mestiere dell’autoriparatore.

Il meccanico non può sbagliare! L’errore umano fa perdere una ruota ad un’auto con relative conseguenze.

Se il meccanico fa un errore tecnico molto grande può ritrovarsi a pagare danni che lo portano al fallimento, nel caso di incidente stradale causato ad una manutenzione superficiale.

Ed è per questo che concentra tutte le sue buone intenzioni sul far bene il mestiere, trascurando quello che in realtà può portarlo alla chiusura definitiva della sua officina.

Il problema più grave che noto, è assolutamente quello di mandare avanti l’officina affidandosi a vecchi sistemi economici, metodi di gestione talmente obsoleti, ma allo stesso tempo molto efficaci per portare il titolare di officina a ritrovarsi con i conti in rosso.

Fino alla nascita di Vendere in Officina, nessuno ha parlato di questi argomenti al meccanico, è pertanto normale che l’autoriparatore commetta errori che possono portargli via tutto quello che ha costruito.

È proprio per evitare queste situazioni catastrofiche che ho creato un metodo di lavoro che ho battezzato semplicemente “Strategie di Marketing per Autoriparatori” e che qui su Vendere in Officina ti do la possibilità di trovare una valanga di informazioni GRATUITE per evitare i gravi errori che ti porteranno a versare lacrime amare.

Basta solo che ti prendi la briga di studiare quello che trovi qui dentro.

Il 99% degli interventi fatti su auto aziendali, veicoli commerciali e camion, passano tramite un intervento della banca che offre liquidità al meccanico per poter lavorare. Di prassi si fa l’intervento e il cliente se ne va senza pagare, quindi il titolare di officina si fa anticipare dalla banca i soldi che non ha fisicamente in mano, ma solo in fattura.

Questo è un sistema che viene portato avanti da parecchi anni e che ormai fa parte della normalità, non è mio intento giudicarlo in questo articolo, voglio solo analizzarlo con te e ragionarci su.

Mettiamo il caso che tu ora sia al quindicesimo piano di un grattacielo che sta andando a fuoco: sei affacciato dal cornicione e le fiamme stanno procedendo proprio verso di te. Non hai scampo! Ti devi buttare nel vuoto e l’unica cosa che può avere le sembianze di un paracadute è una borsa della spesa vuota, che per caso ti ritrovi nella tasca dei pantaloni.

Come ti sembra questo scenario?

Te lo dico io: sarebbe una gran situazione del cazzo.

IL GRANDE TRANELLO DELL’ANTICIPO DELLE FATTURE

Come dicevamo, da parecchi anni in trattativa si è cominciato ad inserire il “metodo di pagamento lungo o dilazione di pagamento” per accontentare molti clienti e per evitare di perdere il lavoro, cosa che senza che te ne renda conto, ti mette nelle condizioni di lavorare in modo assurdo.

Lavorare in questa maniera non è altro che la conseguenza di non aver attivato un processo di marketing che ti permetta di selezionare i clienti prima ed escludere quelli che non corrispondono alle tue caratteristiche ideali.

Ri.Ba. e altre diavolerie simili, sono una soluzione che la banca si è inventata per venderti un altro finanziamento. Questo sistema può diventare un tranello a lungo termine.

Il cliente ha il mezzo riparato, la banca ha venduto un servizio addebitandoti le spese e tu non hai in mano nulla oltre che a interessi e commissioni da pagare, che assorbiranno parte del guadagno sull’intervento appena effettuato.

Potresti sentirti al sicuro perché tu hai tanti clienti e nel grosso in qualche modo te la cavi tutti i mesi, ma non stai considerando che più utilizzi questo sistema, più sei esposto con la banca e più bruci i tuoi guadagni.

Un altro fattore che stai trascurando inoltre è che:

LA BANCA IN QUALSIASI MOMENTO HA IL POTERE DI CAMBIARE LE REGOLE DEL GIOCO

Potrebbe infatti capitare che per motivi da te inaspettati, il direttore per mantenere degli standard imposti dalla sede centrale, decida che quel fido deve essere ridotto o che sul salvo buon fine non ti concede più il 100%, quindi ti abbassa anche la percentuale di anticipo sulle ricevute bancarie che presenti.

Il problema è che tu su quei soldi ci hai fatto affidamento e, da un giorno all’altro, ti trovi senza i denari per pagare i fornitori e acquistare i ricambi.

Queste situazioni capitano spesso, molto più spesso di quanto si pensi.

Quindi, tornando a quella drammatica situazione del grattacielo, la banca è l’incendio che ti costringe a saltare nel vuoto.

QUANDO LA BANCA DECIDE DI TAGLIARTI LE LINEE DI CREDITO?

I parametri che determinano la liquidità che la banca ti concede, si basano su un unico ed insostituibile concetto: sei affidabile? Sei in grado di rientrare della tua esposizione?

La Banca è un’azienda e come tale fa il suo lavoro.

Non è sempre colpa della Banca.

Tutti i numeri del tuo bilancio, la banca li sa leggere bene ed è in grado di capire anche se tu e il commercialista lo avete taroccato per farti dare quel benedetto fido, e servono solamente per arrivare a definire se Gino Brugola Autoriparazioni è in grado di mantenere la parola data e rientrare con questa benedetta esposizione.

Se la cosa riguardasse solo Gino Brugola, l’incognita non ci sarebbe (il meccanico per quanto se ne dica, è una persona onesta), il grosso problema è che Gino viene valutato anche in base al comportamento dei suoi clienti.

Il problema non sei tu, sono i tuoi clienti.

Da un momento all’altro infatti, qualcuno potrebbe saltare quel pagamento, qualcuno fallire o chiudere i battenti, qualcuno decidere che questo mese la tua fattura non rientra nelle sue priorità e di conseguenza orientare la liquidità che serve a te da un’altra parte.

Basta poco per mettere in difficolta la tua officina in una situazione dove i ritardi si accumulano, la banca ti chiude i rubinetti e diminuisce drammaticamente la tua percentuale di anticipo.

Per questo motivo il tuo cliente è quella busta di plastica che durante il tuo tentativo di salvarti dalle fiamme dovrebbe sostenerti e impedirti spalmarti al suolo, ma lo sappiamo tutti che in realtà non riuscirà a sostenere il tuo peso.

Tanto per concludere in bellezza, c’è un terzo problema.

LE GARANZIE CHE TI CHIEDE LA BANCA

Per avere a disposizione della liquidità, può succedere che ti venga richiesto di firmare delle garanzie.

Lo scenario è più o meno questo:       

Metti a garanzia dei beni (soldi o immobili) per farti dare la liquidità che dovresti però aver già incassato dal cliente, prima di aver pagato il fornitore dei ricambi usati per quello stesso intervento.

In pratica firmi una garanzia di tuo pugno, per fare un prestito al cliente dove però gli interessi li paghi tu.

Quindi stai facendo tu da garante al tuo cliente.

Ma siamo seri?

Ma è questo il sogno che avevi da ragazzo con la passione dei motori?

Ma stai scherzando?

Cioè hai aperto un’azienda o una Onlus? Perché forse ho capito male io.

Stai praticamente consegnando le chiavi della tua officina in mano ai tuoi clienti, nella speranza che te le restituiscano non senza rompere nulla.

“Quello che dici è tutto vero, ma come faccio a uscire da queste sabbie mobili”?

Anzitutto considera che gli effetti che ti ho appena descritto sono quelli che puoi vedere subito facendo due conti, ma non ti ho detto che se continuerai a farti pagare in questo modo, a lungo termine ci sono altre tre cose che devi considerare.

  • Gli interessi e le commissioni sbricioleranno la tua cassa operativa proveniente dalle tue riparazioni e manutenzioni, obbligandoti a lavorare di più guadagnando meno, per andare a coprire quel buco che stai continuando a scavare;
  • In una situazione del genere, la tua capacità di sistemare i conti si riduce all’osso e le banche faranno sempre più fatica a concederti la liquidità che ti serve per andare avanti;
  • Più castelletti o altre diavolerie hai in piedi, più aumenta la tua esposizione in centrale rischi e di conseguenza, anche se non stai usando i castelletti che hai in piedi, non puoi accedere ad altre forme di finanziamento.

COSA DOVRESI FARE PER USCIRE DA QUESTA SITUAZIONE?

Per prima cosa, per migliorare l’aspetto finanziario della tua officina, evitando così che questi sistemi di pagamento tutti italiani possano farti smettere di lavorare (se non hai soldi non copri nemmeno i costi fissi), devi ridurre l’utilizzo degli anticipi applicando, dopo aver fatto bene i conti, uno sconto al cliente che ti paga in modo corretto.

In questa maniera riuscirai a mettere in moto l’unico meccanismo regolare per la gestione dei conti della tua officina:

Compro -> Vendo -> Incasso -> Pago

L’unico modo per far girare nella maniera corretta i soldi dentro la tua officina è quello che hai appena letto.

Non hai letto bene? Allora rileggi.

Compro -> Vendo -> Incasso -> Pago

Questa è la prima attività che devi fare non appena hai finito di leggere questo articolo.

Per fare questo devi portare dei drastici cambiamenti in tutta la tua officina.

COME?

Come avrai capito, l’anima di Vendere in Officina si poggia su quelle che sono le regole fisse del marketing.

La missione di Vendere in Officina come presenza online e nei corsi live che sto preparando, è quella di insegnarti come posizionarti nella mente del tuo cliente come l’unica scelta possibile, in modo tale di spostarti da questa quotidianità succube e assurda nella quale stai operando.

Ti sei mai chiesto come mai i tuoi clienti hanno messo le tue palle nella morsa che hai fissato sul banco?

Seriamente, te lo sei mai chiesto?

E che risposta ti sei dato?

Ah fammi indovinare:

“La crisi, il governo, le banche, bisogna scappare dall’Italia, si stava meglio quando si stava peggio, ecc”…

Queste cose amico mio, non le puoi cambiare!

Non ti sto dicendo che in Italia si vive da Re, sono consapevole che siamo il paese più caro d’Europa in termini di costi della produzione e punti percentuale sulle tasse.

Sto dicendo che la risposta la trovi all’interno della tua officina e non sul quotidiano che leggi al Bar Sport tutte le mattine.

I clienti che ti rompono i coglioni sono quelli che hai attirato tu negli anni, quelli non in target, quelli non rispettosi del tuo sacrificio.

Questa situazione può essere cancellata per sempre grazie a corretti e sani principi di marketing.

Quello che devi fare a focalizzarti, restringere il campo di quello che fai, smettere di riparare tutto per tutti e iniziare a specializzati per essere unico e interessante agli occhi di un determinato gruppo di persone.

Solo con la specializzazione puoi strutturare il tuo messaggio di marketing con forza.

Fatto questo potrai mandare i clienti peggiori a creare problemi dai tuoi concorrenti. E mentre loro perderanno tempo a risolvere questioni bancarie o a recarsi dai clienti ad incassare quella fattura aperta da 6 mesi, tu ti potrai concentrare sulle attività dove c’è marginalità e flusso di cassa positivo.

E lo farai con serenità, sapendo che per ogni cliente tossico che perdi, ne arriva un altro che aumenta la salute tua, della tua officina e dei tuoi collaboratori.

Se farai subito queste attività, i numeri cominceranno a cambiare e un apparente calo di fatturato, diventerà un aumento del guadagno.

Ti sembra impossibile?

No, è la magia del marketing strutturato seguendo i numeri.

Ci vediamo da queste parti, qui su Vendere in Officina…

Non mollare mai!

Da qualche tempo scrivo sulla drammatica situazione nella quale sta operando l’imprenditoria italiana, cercando di chiarire come dovrebbe essere organizzata un’impresa in maniera corretta.

In realtà non è come pensano in molti, ovvero che la nostra economia è in crisi, infatti è il nostro modo di operare che è la vera crisi. Oggi il sistema imprenditoriale si è globalizzato e sta solamente chiedendoci il conto.

Ora non partire con il pippone della politica o altre cazzate che invadono tutti i giorni i media nazionali. Cerca di seguirmi più in profondità e vediamo di metterci in linea.

Anche se partiamo dal presupposto che nel mondo dove funziona qualcosa c’è di mezzo sempre un italiano, la verità è che la situazione che stiamo vivendo è più o meno sconfortante.

IL VERO MOTIVO PER CUI STAI FATICANDO OGNI GIORNO E COME È NECESSARIO CHE TU TI MUOVA SUBITO SE DESIDERI AVERE SUCCESSO E VENDERE IN OFFICINA.

Per fare questo ragionamento bisogna partire dall’inizio e capire come in base alle necessità, l’uomo è capace di adattarsi per sopravvivere.

In America negli anni 40 Rosser Reeves cominciava a parlare di USP (Unique selling proposition), che in italiano potrebbe essere tradotto come “argomentazione esclusiva di vendita”, tematica che grazie alla visione di Jack Trout & Al Ries (quest’ultimo ho avuto l’onore di vederlo dal vivo più volte, grazie al mio maestro Frank Merenda che lo ha portato in Italia), intorno agli anni 80 si trasforma nella disciplina chiamata Brand Positioning o “Posizionamento di Marca”.

Il Brand Positioning è il concetto che deve stare alla base del marketing per la quale ogni azienda, deve lavorare con uno scopo ben preciso: essere presente nella mente del cliente come scelta unica.

Si decise di percorrere questa via per un motivo molto semplice: in USA l’enorme riprodursi di aziende, spesso tutte identiche, cominciava a riempire il mercato di prodotti e servizi simili nella maggioranza dei settori, serviva quindi escogitare qualcosa che permettesse agli imprenditori di differenziarsi e vincere nella competizione.

In Italia questa cosa è parte della quotidianità, aziende nei più disparati settori nascono dal tecnico che stanco di lavorare “sotto padrone”, decide di mettersi in proprio e offrire le stesse medesime soluzioni del suo ex titolare.

Le officine in questo sono in pole position.

Se mentre leggevi hai fatto al volo due conti, ti sarai reso conto che questa scienza che in Italia ancora molto sconosciuta, negli USA è presente da 40 anni.

Sai perché c’è questa differenza?

PERCHÈ IN ITALIA NON È MAI SERVITO IL MARKETING!

Negli USA, non è stata combattuta la seconda guerra mondiale.

Dopo la Grande depressione del ’29 (detta anche Crisi del 1929) infatti, negli USA hanno avuto praticamente cinquant’anni di crescita e sviluppo continuo, mentre in Italia, una società comunque in prevalenza contadina, negli anni 60′ eravamo all’inizio del boom economico mentre ricostruivamo tutto dalle macerie.

Alla fine del secondo conflitto bellico mondiale, l’Italia devastata dai duri anni di guerra era una superficie totalmente da ricomporre e grazie allo spirito che ci contraddistingue in tutto il mondo, si inizia un periodo di forte crescita.

Il successo imprenditoriale dell’epoca, si collocò sul fatto che era tutto da ricostruire e non c’era concorrenza.

I mercati erano realmente vergini e il fiorente benessere della popolazione, faceva nascere un incremento della domanda di acquisto.

Qualsiasi cosa si producesse all’epoca, creava introito.

Nascevano le prime aziendine che producevano in serie, tavoli, sedie, ecc…

Tra gli anni 50 e 70 si realizza così, il famosissimo “miracolo italiano”.

Da noi non c’è mai stato bisogno per lunghi decenni, del marketing e delle tecniche di vendita per un motivo ovvio: là fuori c’era un mondo che desiderava comprare qualsiasi cosa.

Grazie a questo momento storico sono nati i vari “poli” industriali.

Ogni regione, in particolare del centro-nord, ha sempre avuto la sua specializzazione e un insieme di aziende che producevano quel tipo di prodotti e servizi specifici.

Di pari passo con l’industrializzazione del paese che avanzava, si è passati alla seconda fase, meglio nota come “geolocalizzazione”.

Si produceva in provinciale e regionale ma i più bravi negli anni sono riusciti a soddisfare mercati su scala nazionale. Le prime aziende diventate “Marche”, sono state anche le prime che hanno avuto la saggezza di investire in marketing, tramite i canali dell’epoca. Mi viene in mente il “Carosello”.

C’è da dire però, che queste imprese non hanno fatto chissà quali sforzi.

Quando nella piazza non c’è niente e tu sei il primo che ripara le auto, basta che lo dici in paese e automaticamente ti sei aggiudicato una buona fetta di mercato.

Bastava che uno avesse voglia di lavorare.

In pratica, dai vari “fulcri” sparsi in giro per l’Italia, si staccavano piccole realtà artigianali che portavano a livello locale quel tipo di prodotto o servizio, andando a colmare la distanza tra il prodotto e l’enorme richiesta a livello territoriale che con difficoltà poteva essere curata dalle aziende più grandi.

Se a questo aggiungiamo una sorta di “protezionismo” tipico italiano, ossia la tendenza di fare affari con le persone del proprio territorio per motivi di diffidenza culturale con tutti coloro che abitassero a più di 20 km dal proprio paesello, si capisce come mai qualunque concetto legato al marketing e alla vendita siano sempre stati sconosciuti in Italia.

Più che sconosciuti sarebbe da dire inutili, all’epoca si “ululava”: “mogli e buoi dei paesi tuoi!”.

Nessuno avrebbe aperto l’officina in un paese dove era già presente il meccanico. Sarebbe stato un affronto morale troppo forte.

PERCHÈ LE IMPRESE ITALIANE SONO CRESCIUTE NONOSTANTE FOSSERO PROGETTATE PER FARE UN BUCO NELL’ACQUA

Detto in poche parole, le aziende italiane sono sempre riuscite a crescere e fiorire nella leggenda del “giusto rapporto qualità prezzo”, trascurando completamente il bisogno di curare la vera forza motrice del business, ossia il marketing.

Questo accade per un motivo molto semplice: nonostante le aziende italiane siano progettate a cazzo, tutte incentrate sul prodotto o servizio, a quei tempi era presente una forte esigenza all’acquisto da parte dei clienti, quindi bastava avere voglia di lavorare e via andare.

In Italia le piccole e medie imprese, nella totale assenza di marketing, hanno ricevuto per anni ordini da tutto il mondo, i soldi nel bel paese giravano e guarda caso anche il meccanico stava da RE.

LO SAI QUAL È IL VERO MOTIVO?

Perché nonostante gli imprenditori italiani avessero la terza elementare, vivevamo in un momento storico dove ormai si era scatenata un’inerzia “da domanda”, che non si arrestava.

Sicuramente se sei intorno ai 50/60 anni potrai sentirti un po’ offeso, ma qui su Vendere in Officina le cose vanno dette come stanno.

Un imprenditore che ha fatto fortuna 30/40 anni fa, se utilizzasse le stesse strategie dell’epoca ai giorni nostri, sarebbe in grave difficoltà. Che ti piaccia o meno.

La cosa ridicola che c’è in Italia, è che potevamo creare aziende specializzate con un brand chiaro, avendo un tessuto imprenditoriale composto da micro realtà. Invece noi che siamo convinti di saperne una pagina più del libro, siamo riusciti a creare una marea infinita di PMI generaliste, che dicono di saper fare tutto, convinte di poter fare tutto stravolgendo il loro modello di business, rischiando di andare in perdita pur di non perdere un lavoro.

L’OFFICINA BEN PROGETTATA È UN AGO IN UN PAGLIAIO

Sono stanco di vedere titolari di officina tartassati da stupide richieste da parte del cliente, quindi qui dentro oltre che ai calci nelle palle, puoi trovare le informazioni che possono aiutarti a prendere la strada giusta.

Riprogetta la tua officina seguendo questi punti:

  • Branding (posizionati come scelta preferita nella mente di uno specifico insieme di clienti);
  • Marketing (attrai i clienti dell’insieme del punto precedente);
  • Vendita (trasforma i potenziali clienti in clienti);
  • Servizio (se sei specializzato in un determinato tipo di servizio, nessuno ti batterà)

Hai visto dove ho messo il servizio? Si per ultimo, perché è lì che deve stare.

IL MUCCHIO DI MERDA NEL QUALE SARAI COSTRETTO A LAVORARE, SE HAI APERTO LA TUA OFFICINA DOPO CHE HAI IMPARATO A LAVORARE DA GINO BRUGOLA AUTORIPARAZIONI – OFFICINA A “BELSEDERE SUL MINCHIO“

Come detto più volte su qui su Vendere in Officina, la stragrande maggioranza delle officine nasce dalla pulsione ribelle di un meccanico stanco di lavorare sotto padrone, il problema è che se hai imparato dal buon Gino Brugola il mestiere di meccanico, ciò non comporta automaticamente che tu sia in grado di tenere in mano il volante della tua officina.

Lavorando da Gino Brugola, lavoravi in una realtà dove il Brand aziendale non esiste. L’azienda si chiama “Gino Brugola Autoriparazioni” e si tratta di un’azienda creata dal buon Gino con tanta forza di volontà, ma che non è altro che la copia in toto di quella del suo ex titolare, aperta per fargli concorrenza.

Inoltre Gino Brugola ha settant’anni e non molla il colpo. Firma ancora lui gli assegni e lo vedi girare con una Graziella scassata su e giù per l’officina, perché in testa sua, il figlio è un coglione e manderebbe tutto all’aria se lui si consegnasse alla vita da pensionato.

Il problema è che Gino Brugola ha aperto la sua officina negli anni 70, aggiustando i motori “fiat 903” montati sulla 127 e se gli parli di marketing, acquisizione clienti o di tecniche di vendita, parte con la sega che ai suoi tempi bastava avere voglia di lavorare e che se le cose ora non funzionano è colpa del governo e che per stare in piedi bisogna fare nero. Inoltre qui abbiamo sempre fatto così e sicuramente non è adesso che c’è la crisi il momento di cambiare per provare nuovi sistemi.

Tutti da Gino Brugola Autoriparazioni hanno paura “del vecchio” e nessuno ha il coraggio di contraddirlo.

Ma se tu hai imparato a lavorare li, sappi che sei ancora tra i fortunati.

Eh sì, perché ci sono casi dove il Gino Brugola è passato a miglior vita e indovina un po’? Hai a che fare con il figlio.

Il meccanico è un lavoro duro e come già detto altre volte, non è un mestiere per fighette. Il problema è che, specie diversi anni fa, sotto i cofani si plasmavano uomini rudi che ovviamente tiravano su i figli con il comandamento ridondante: “tu non riuscirai mai a fare quello che ho fatto io” o “proprio a me doveva capitare un figlio così insulso?”.

Oggi se ti trovi come titolare il figlio di Gino, hai a che fare con una persona che non solo è più o meno non all’altezza, ma in più vive con l’ansia di concretizzare l’incubo con il quale è stato allevato: non essere all’altezza di suo padre.

Il problema è che il padre è cresciuto con l’officina, mentre il figlio si è trovato tutto d’un tratto questa zavorra nella schiena, in un momento storico dove la contrazione economica è affiancata da un veloce avanzamento tecnologico.

Prova ad immaginarti Gino Junior che se la gioca con il momento storico attuale, con l’avanzamento tecnologico che sta mordendo la sua officina e con il panico di fare qualunque scelta, perché se agisce e sbaglia, tutta la famiglia, i parenti e il paese in toto, lo guarderanno con misericordia dicendo: “aveva ragione suo padre, è proprio un coglione! Ha mangiato l’officina che suo padre aveva creato con tanti sacrifici”.

Ripeto, l’unica cosa che puoi imparare da questi scenari, è solo quella di imparare (forse) un mestiere, ma non il marketing e la vendita specifico per officine.

Imparerai che al cliente bisogna far spendere poco, butterai un sacco di tempo nel cesso girando per gli sfasciacarrozze in cerca del ricambio usato e sarai scelto solo perché costi meno.

Da Gino Brugola non imparerai a gestire un’officina nel 2020!

Perché in un mercato in pieno restringimento economico, dove la domanda non è più infinita come un tempo e lascia spazio solo a persone preparate e che sanno gestire il marketing, non ti basterà solamente sapere riparare le auto.

Se non impari a Vendere in Officina, il mercato con le sue nuove esigenze ti farà masticare la sabbia.

Ogni anno ci sono un’infinità di bilanci in perdita e sono solo una piccola fetta di quelli che si possono consultare, non oso immaginare quelli delle officine aperte come ditta individuale o come SNC o SAS, dove i bilanci non sono pubblici.

Una volta aprivi i portoni, le auto entravano e il meccanico si comprava un appartamento all’anno. Ora ti puoi permettere un appartamento, solo se ti impicchi con una banca per 20 anni.

Ma se tu gestisci la tua officina oggi come 30 anni fa, le esigenze di oggi ti mangeranno vivo.

Una volta avevano un flusso di cassa che gli permetteva di pagare prima di incassare e ammesso che facessero fatica ad incassare, quello che gli rimaneva in tasca era tantissimo.

COSA FARE SUBITO PER CAMBIARE IN MODO DRASTICO LA GESTIONE DELLA TUA OFFICINA

Prendi in mano la tua lista di clienti, c’è l’hai si?

Bene!

Prendi i clienti rompi coglioni, cattivi pagatori e cacciatori di sconti e non fargli più nessun tipo di intervento.

Poi fai un’analisi dei lavori svolti negli ultimi sei mesi: prendi i servizi dove non margini e smetti di erogarli. Se sei un meccanico autoriparatore, no gomme, no convergenze, no cristalli, no cazzate che servono solo ad “accontentare” il cliente, ma dove tu non sei preparato.

A casa tua le regole le fai tu!

“Ma mi stai dicendo di non lavorare?”

NO!

Ti sto dicendo che devi lavorare solo con chi ti paga, offrendo servizi dove margini!

Fine!

Inoltre, quelli che non pagano te, non pagheranno nemmeno i tuoi concorrenti. Lascia che vadano a far fallire gli altri.

Se non fai immediatamente questa attività, nel caso il vento ti dovesse girare ancora più contro, essere fuori con una marea di soldi “perché vado incontro al cliente”, ti porterà a breve verso il fallimento.

Questo ciclo:

Faccio l’intervento -> Pago ricambi e costi fissi -> Poi incasso (forse),

è un processo totalmente sbagliato!

Ogni giorno che sei fuori con la cassa, riduce a brandelli il tuo margine!

Il processo corretto è:

Faccio l’intervento -> Incasso -> Pago ricambi e costi fissi.

Lo so che stai pensando che è ovvio, allora fallo!

Prima di salutarti ti invito a rimanere su Vendere in Officina, dove potrai imparare delle vere strategie di marketing studiate per gli autoriparatori. Solo così potrai stare sul mercato considerando questo momento come una grande opportunità, mentre i tuoi concorrenti verranno spazzati via.

Alla prossima!

Steve Jobs era un vero rivoluzionario, non si è mai affacciato alla vita professionale in maniera convenzionale. Ha abbandonato l’università, è stato definito prepotente, arrogante, odioso, insopportabile e apatico, ma essere un ribelle, ovviamente non fu il segreto dietro successo di Steve Jobs.

Steve Jobs aveva una mente geniale, oltre ad una predisposizione innata per la tecnologia. Era affascinato dall’informatica: al liceo entra a far parte del club di elettronica, aveva un talento naturale e riusciva nella materia nonostante non avesse conseguito la formazione teorica e tecnica.

Le consapevolezze di Steve Jobs sono riportate ovunque, ma a mio avviso nemmeno l’essere un talento naturale dell’elettronica è il segreto che sta dietro al successo di Steve Jobs. La Silicon Valley pullula tutt’ora di talenti nel mondo dell’informatica.

Inoltre Steve Jobs era un genio del design: era ossessionato dalla creazione di oggetti che non fossero solo funzionali, ma anche belli esteticamente. Il suo senso estetico non si applicava solo per la parte esteriore degli oggetti; ma anche la parte interna doveva essere bella esteticamente, un po’ come nelle Zonda di Horacio Pagani, dove ogni componente è un’opera d’arte.

Le cose belle però sono relative, una cosa che piace a me, a te magari può far schifo, quindi neanche il senso estetico fu alla base del successo di Steve Jobs, quella era una sua ossessione personale.

SE TI STAI ISPIRANDO A STEVE JOBS PERCHÈ IL “SIATE AFFAMATI SIATE FOLLI” FÀ FIGO, SAPPI CHE NON TI SERVIRA A MOLTO NELLA TUA OFFICINA

Ciò che realmente ha consentito a Steve Jobs di essere davvero unico, è stata la sua immensa abilità nel marketing!

Per questo motivo ti chiedo di metterti comodo e cercare di assimilare al massimo il contenuto di questo articolo, perchè se lo studierai in profondità in ogni singola frase, potrai godere di un vero e proprio vantaggio rispetto ai tuoi concorrenti e potrai di conseguenza aumentare le vendite in officina.

Vediamo quindi alcune delle decisioni di Marketing prese da Jobs, che gli hanno permesso di creare la più importante azienda al mondo e cerchiamo di capire come puoi ispirarti alla Apple con la tua officina.

 

Come prima analisi, dobbiamo considerare la forza del nome “semplice”.

Tra il 1970 e il 1980, sul mercato c’erano centinaia di brand di personal computer, ma la maggior parte di questi non erano altro che estensioni di linea di marchi provenienti da altri settori esistenti: ad esempio AT&T, DICTAPHONE, SIEMENS, MOTOROLA e molti altri. Inoltre molti di questi brand avevano nomi strampalati tipo Commodore o Osborne.

Quello che differenziò la Apple dagli altri brand del settore non stava nell’hardware, ma nel nome.

Apple è un nome semplice, ed è facile per le persone associarlo immediatamente ad un’azienda precisa. Inoltre, il nome di Apple permette anche di usare il logo della mela morsicata per mantenere il nome dell’azienda nella mente delle persone, cosa che non avrebbe funzionato se chiamava la sua azienda “Jobs & Wozniak Company“.

Si può ottenere lo stesso effetto chiamandosi “Officina Vito Catozzo e Figli”?

Io non credo.

La forza di avere un brand secondario.

Nel 79, durante una visita a Palo Alto Research Center della Xeron, Jobs vide un prototipo di computer con un’interfaccia utente grafica. Al posto che digitare i comandi, come si faceva un tempo, l’utente usava un mouse e si spostava sull’interfaccia, cliccando sul menù.

Questa tecnologia si sposava perfettamente con la filosofia di Jobs, che sognava di rendere i computer facili da usare e adatti alla grande distribuzione.

Per questo si mise subito al lavoro per replicare la tecnologia che aveva visto.

Il 24 gennaio 1984, Apple presenta il Macintosh.

Fino a quel momento, Apple aveva dato nomi abbastanza simili alla sua linea di PC: Apple I, Apple II, Apple IIe. Il Macintosh invece aveva un nome unico, ha quindi creato una nuova categoria di prodotto.

La maggior parte degli imprenditori lo avrebbero chiamato Apple III, ma non Steve Jobs.

Da questo punto puoi cogliere uno spunto molto importante: se di mestiere fai il meccanico, nella tua insegna deve esserci scritto meccanico.

Quando leggo una sfilza di servizi offerti nelle insegne delle officine, mi parte un nervoso che prenderei la scala e andrei io stesso a smontarle. Il cliente compra un risultato e non la sfilza di servizi tecnici che descrivi nella tua pubblicità.

 

La forza di avere un nemico da combattere.

A volte il modo migliore per posizionare un brand a cercare un nemico nel tuo settore e diventare il suo opposto. Per Apple il nemico era ovviamente IBM, che ai tempi possedeva circa il 50% del mercato dei PC.

Jobs ha seguito precisamente questo concetto con il famoso spot pubblicitario nel 1984 del Super Bowl, in cui annunciava il lancio del Macintosh. Ciò che rende lo spot estremamente potente, era il fatto che quasi tutti, immediatamente riconobbero il grande fratello, che rappresentava la conformità: Apple si proponeva come alternativa a IBM (lo spot andò in onda una sola volta). Jobs seguì lo stesso schema successivamente con gli advertising per il Mac contro il pc.

Cosa offre la tua officina rispetto alle officine dei tuoi concorrenti? Riesci a dimostrare di essere diverso o stai portando via i clienti alla concorrenza con la geniale strategia del prezzo più basso, attività che ti fa salire nel treno superveloce diretto verso il fallimento?

La forza di essere il primo in una categoria.

Nel corso della sua carriera da leader della Apple, Jobs ha più volte lanciato un nuovo prodotto come primo brand di una nuova categoria:

  • Toy Story, della Pixar. Il primo lungometraggio interamente realizzato usando il computer;
  • L’iPod, il primo lettore musicale con disco rigido;
  • L’iPhone, Il primo smartphone touch screen.
  • L’iPad il primo tablet.

Nel nostro settore un esmpio lampante potrebbe essere Garglass.

Cosa puoi offrire di diverso rispetto ai tuoi concorrenti? In cosa realmente la tua officina può distinguersi dalle altre?

 

La forza di una categoria diversa.

Inizialmente tutti erano molto scettici sull’iPhone.

Jobs lo aveva descritto come una combinazione tra un iPod, un cellulare, un dispositivo per la navigazione su Internet, tutto in uno.

Nella mente delle persone è subito scattato un allarme, perché la storia dice che i dispositivi convergenti spesso e volentieri non funzionano.

Il Nokia comunicator ad esempio, che era sul mercato da diversi anni e combinava insieme un assistente personale digitale con un cellulare,  è stato un totale disastro.

Quello che è emerso poi è che l’iPhone in realtà, non è un dispositivo convergente. Jobs inizialmente potrebbe essere stato frainteso, ma ormai non è rilevante.

L’iPhone è passato alla storia come il primo smartphone touchscreen.

Ma questa caratteristica non sarebbe stata l’unica a garantire il suo incredibile successo. Infatti lo è il modo in cui l’iPhone gestisce le centinaia di migliaia di app create per essere scaricate e utilizzate dagli utenti. Così come le e-mail hanno reso leader BlackBerry, le app hanno decretato successo di iPhone, rendendolo più di un semplice cellulare, più di un semplice lettore musicale e più di un semplice dispositivo Web.

L’iPhone era qualcosa di completamente innovativo.

Qualsiasi cosa tu riesca ad offrire rispetto ai tuoi concorrenti, che dalla parte del cliente viene percepita come valore inaspettato, può darti un vantaggio competitivo non da poco.

L’unica cosa da fare: aguzzare l’ingegno e testare.

La forza del messaggio verbale.

Quando sei il primo brand in una nuova categoria le persone potrebbero fare fatica a capire fin da subito chi sei e che cosa vendi. Steve Jobs ha fatto un lavoro straordinario nel semplificare non solo i suoi prodotti, ma anche il messaggio con cui li ha presentati.

Con le due famosissime parole “Think different”, Jobs comunicava la differenza essenziale tra il Macintosh e ogni altro PC.

Con quattro parole: “1000 canzoni in tasca”, Jobs ha comunicato la differenza sociale tra l’iPod e gli altri lettori MP3 che potevano contenere solo 30 brani.

Trova un messaggio unico, che permetta al cliente di collegarlo immediatamente alla tua officina, un colore, un logo, un sistema, un modo. Lavora per rimanere nella mente dei clienti e dimenticati “azienda giovane e dinamica” o altre stupidaggini senza senso.

 

La forza di un aspetto visivo d’impatto.

Le parole sono utilissime per comunicare un messaggio, ma l’aspetto visivo può raggiungere emotivamente le persone in modo molto più profondo, dove le parole non possono arrivare. Jobs ha compreso il potere delle immagini come nessun altro amministratore delegato al mondo e ha sfruttato in modo estremamente efficace l’aspetto visivo in modo semplice ma con un forte impatto.

  • La mela morsicata di color arcobaleno per Machintosh;
  • Gli auricolari bianchi per l’iPod;
  • La mela morsicata bianca, attuale logo di Apple Inc. e che si trova oggi su tutti i dispositivi.

Le presentazioni dei prodotti di Jobs, erano sempre estremamente potenti a livello visivo. La prima cosa che salta all’occhio, è la sua coerenza nel vestire. Dal 1998 al 2011 (periodo del suo ritorno in Apple), saliva sul palco sempre in dolcevita nero, jeans e New Balance, quando doveva presentare i nuovi prodotti.

C’è qualcosa che contraddistingue la tua officina dalle altre a livello visivo? Una divisa, un totem, un logo particolare?

La forza di possedere più brand per proteggere i fianchi.

Apple non è diventato la prima azienda al mondo facendo estensione di linea, lo è diventata grazie all’introduzione sul mercato brand differenti.

Prima di tutto, Apple Inc. ha creato il computer Apple e basta. Il computer Apple è morto congiuntamente alla categoria degli home computer.

Oggi Apple è il nome di un’azienda non di un prodotto. Apple Inc. possiede diversi brand: Mac, MacBook, iPad, iPhone e iPad.

Se vuoi fare il gommista come servizio aggiuntivo a quello che già fai come autoriparatore, non lo puoi fare aggiungendo “servizio gomme” ai già numerosi servizi offerti. Lo devi fare sotto un’altro marchio se vuoi che l’attività di gommista prenda la piega giusta.

Evita le continue estensioni di linea sotto lo stesso marchio, queste attività distraggono solamente il cliente e non sarai mai percepito come l’esperto di qualcosa, se fai più cose sotto lo stesso marchio.

Purtoppo pochi amministratori delegati sono capaci di prendere decisioni come Steve Jobs e conoscere i principi del branding bene come lui. Ci ha lasciato veramente un’eredità incredibile.

Se seguirai il principi del branding come ha fatto lui, avrai la possibilità di costruire un’azienda di grande successo, che nella tua area di competenza può diventare la Apple.

Ma per fare questo, devi andare al di là del “siate affamati, siate folli“.

Un titolare di officina di questi tempi è già una persona affamata, e soprattutto è già una persona folle… E tu lo sai bene!

Se in ufficio hai una foto di Jobs, a fianco mettici la tua.

Alla prossima!

Quanto è esclusivo il servizio che offri ai tuoi clienti in officina?

In quanti altri centri assistenza è possibile avere lo stesso tipo di servizi?

Domande di questo tipo, anche se a dire il vero in pochi titolari di officina ne colgono l’importanza, sono fondamentali per il tuo futuro di Meccanico Venditore.

In un contesto assorbito totalmente dai cambiamenti economici, che si prolungheranno nei prossimi anni, il non essere considerato “uno dei tanti”, diventa uno dei segreti fondamentali per continuare a migliorare con la tua officina, guadagnare di più e magari addirittura aumentare le tue quote di mercato.

L’essere “uno dei tanti”, ti porterà SEMPRE ad essere scelto perché costi meno degli altri, inoltre, il tuo margine verrà frantumato e portato verso una percentuale di guadagno sempre più bassa, in tempi molto brevi.

Per anni in Italia, un paese con una miriade di sottoculture e differenti terminologie, “essere il meccanico di paese” contava, non si può contraddire.

Ma guardiamo in faccia la realtà: oggi con informazioni sui prezzi perfettamente aggiornate nei principali siti e a portata di click, e Amazon che vende i ricambi auto, “essere il meccanico di paese” non ha più lo stesso valore di un tempo.

QUALE DI QUESTE QUATTRO DEFINIZIONI DESCRIVE MEGLIO I TUOI SERVIZI?

Ora ti invito a fare questo rapido test. Individua con assoluta sincerità a quale delle quattro categorie qui sotto appartiene ciò che proponi sul mercato.

Prima di buttarti a vedere, applica alcune semplici regole: ragiona a livello almeno provinciale, non come se ti stessi affacciando nel tuo comune.

  1. Il servizio che offro, i miei clienti lo possono trovare da MOLTE altre officine;
  2. Il servizio che offro, i miei clienti lo possono trovare da POCHE altre officine;
  3. Offro un servizio di nicchia, tale per cui i miei clienti dovrebbero impegnarsi moltissimo per trovare un’altra officina che lo offre;
  4. Offro un servizio unico che al momento non è possibile trovare sul mercato.

Ora prova a rifare il test tenendo a mente questi tre fattori:

  • la personalizzazione del servizio;
  • la maggiore assistenza data al cliente che “solo tu puoi dare”;
  • la tua officina è diversa rispetto alle altre officine.

NON servono per rendere il tuo servizio unico.

So già quello che hai pensato, nella tua testa ha girovagato più o meno questo concetto: “la mia è un’officina giovane e dinamica e facciamo un buon servizio al cliente”, oppure “siamo aperti dal 1997 e quindi diamo sicurezza” oppure “offriamo il giusto rapporto qualità prezzo” ecc. ecc.

Amico, avvicinati al monitor perché te lo dico sotto voce: nella mente del cliente tu sei il meccanico! Fine…

L’UNICO VERO MOTIVO PER IL QUALE DEVI ESSERE DIFFERENTE

Io non sono uno da tanti giri di parole, lo dico nel caso questo sia il primo articolo di Vendere in Officina che leggi.

Non giriamoci tanto intorno, il vero beneficio nel differenziarti dai tuoi concorrenti e nello specifico, proporre un servizio unico, è che puoi permetterti di chiedere un prezzo più alto della concorrenza e i clienti sono disposti a pagarlo se soddisfa una loro esigenza.

Sei un titolare di officina, quindi sei nel potere di attivare un circolo virtuoso dove più guadagni, più hai da investire contemporaneamente nel creare un’esperienza per il cliente ad ogni passaggio nella tua officina, ma soprattutto nel marketing, rendendo così la percezione della tua officina ancora più unica, quindi puoi guadagnare ancora e il circolo virtuoso continua.

Se invece la tua officina è come la stragrande maggioranza delle officine italiane, nata dal tecnico che stanco di lavorare “sotto padrone”, si è messo in proprio perché “visto che mando avanti l’officina io, tanto vale che me ne apro una tutta mia”, dando lo stesso identico servizio del ex titolare ma a prezzo più basso, tanto per rompergli le palle e fargli vedere che sei più bravo di lui, anzi senza di lui “lavori meglio”, sappi che questo piano geniale ha delle conseguenze pratiche più gravi e poco evidenti agli occhi del neo titolare di officina.

La principale, oltre ad essere costretto a chiedere meno dei tuoi concorrenti, è che stai rovinando il mercato del post-vendita senza renderti conto che, sbragando i prezzi, sei una delle cause principali del perché i clienti chiedano a tutti sconti come forsennati.

Te lo dico in amicizia: il problema delle officine non sono i concorrenti, la crisi, l’avanzamento tecnologico o gli intervalli di manutenzione costantemente in aumento, il problema delle officine sono i titolari di officina.

Ora te la prenderai sicuramente, penserai che non so nemmeno di cosa sto parlando e che nella tua zona non ci sono soldi e altre palle che come molti ami raccontarti per non prenderti la responsabilità della questione, ma se fosse come dici tu, andremmo in giro tutti con una fantastica Twingo e in tasca avremmo un bellissimo Nokia 3310.

“La medicina è amara ma il paziente ne avrà bisogno”!

Dal film The Iron Lady di Margaret Thatcher

Questa è verità, ed è il caso che la faccia tua!

Perché se tu o il tuo socio, aveste creato un’officina che offre un servizio diverso, invece di uno spin off aziendale del vostro ex titolare, probabilmente vi sareste concentrati nel creare un servizio davvero unico, un qualcosa che al cliente fa provare l’esperienza migliore che si possa trovare nel mercato e a quest’ora, non sareste immersi nelle rogne quotidiane, sguazzando in un lago di letame noto come “la battaglia dei prezzi”.

Non sono famoso per essere un simpaticone, questo lo avrai capito alla terza riga, ma preferisco starti antipatico dicendo la verità, piuttosto di esserti amico raccontandoti una marea di stupidaggini. Internet è pieno di pensieri positivi, di insegnamenti su come si deve fare il saluto al sole, o di quando o come si deve fare l’abbraccio alla neve per rendere grazie, ma non è questo il luogo.

Se ti sto sulle palle lo faccio per il tuo bene, mettiamola così.

IL GENIO DEL AUTORIPARAZIONE ITALIANA, QUELLO CHE PENSA DI ESSERE FURBO, COMBATTE CON IL PREZZO PIÙ BASSO E NON CON LA SPECIALIZZAZIONE PIÙ ALTA, QUESTO È IL MOTIVO PER CUI MORIRÀ DI FAME PRESTO!

Ho visto preventivi di officine autorizzate a 28.00€ l’ora.

Si cazzo, hai letto bene… VENTOTTO!

E se parlo con chi ha scritto quella schifezza di preventivo, si lamenterà che non riesce a portare a casa il lavoro. E ti credo, perché in mezzo a una marea di disperati come lui il cliente va a nozze, massacrando così tanto i titolari di officina che non hanno la prontezza di dirgli: “vai fuori dalle palle”!

Ma che sia chiaro un concetto: il problema non è la crisi, la concorrenza o i clienti che sono rompi palle.

Il problema forse sei tu! Lo hai generato quando hai deciso di aprire la tua officina e offrire gli stessi identici servizi, lo stesso modo di lavorare, lo stesso modo di fare le cose delle altre officine e hai pure abbassato il costo orario.

COSA PUOI FARE SE IL TUO SERVIZIO NON È UNICO

Ok, posso capire che quello che hai letto fino ad’ ora ti ha scombussolato un po’, vediamo quindi di parlare di soluzioni.

Considerando il momento storico è molto probabile che tu prenda tutti i lavori che puoi e che cerchi di fare tutto per tutti.

Se faccio una considerazione a “maglie larghe”, la possibilità che tu rientri nel gruppo 4: “Offro un servizio unico che al momento non è possibile trovare sul mercato”, è pari a zero.

Quindi hai solo una possibilità per diversificare la tua professione.

Tu devi fare quello che gli altri meccanici non sono in grado di fare e fronteggiare alla loro incapacità permanente di pensare in termini di Marketing e di specializzazione per nicchia di mercato, cioè diventare l’esperto nella testa del cliente per un gruppo specifico di soluzioni e per un target di clientela ben definito.

Se continui a fare come i tuoi colleghi/concorrenti che “basta che abbia una macchina, un camion, un furgone o un trattore ed è un cliente potenziale”, sappi che ben presto i preventivi li chiuderai a 25.00€ all’ora, lavorando magari a nero e in un contesto dove non solo la tua officina non si evolverà, ma si estinguerà al primo giro di vento sfavorevole.

Se il tuo servizio può andare bene per tutti, allora non va bene per nessuno.

Nemmeno questo sito che è studiato e rivolto ai titolari di officina, non va bene per tutti i titolari di officina, ma solo per quelli che vogliono imparare a gestire la loro officina come “azienda”, prima che sia l’officina stessa a gestire la loro vita.

Ma andiamo al sodo. Per essere particolare anche se hai un’officina non a marchio, comincia a sceglierti una nicchia, una fascia di mercato specifica di persone, alle quali grazie al tuo supporto professionale, puoi erogare il tuo servizio in modo che sia percepito come unico e speciale.

Quello che proponi deve superare tre blocchi:

  1. È distintamente ed esplicitamente per una fetta di mercato definita?
  2. È unico per quella fetta di mercato, grazie alle tue competenze da specialista che aggiungono valore intoccabile al servizio che offri e che i tuoi concorrenti non offrono?
  3. Considerando che nel mercato ci sono tantissime belle soluzioni a problemi che non esistono, quello che offri di diverso può veramente essere un valore aggiunto nella testa del cliente?

Preciso questo perché potresti essere quello con l’officina e l’attrezzatura più figa, ma questo non è un valore aggiunto per il cliente, un valore aggiunto potrebbe essere che ogni auto che esce dalla tua officina, passa prima dall’auto lavaggio e viene consegnata pulita dentro e fuori, potrebbe essere il servizio di ritiro e consegna dell’auto a casa o nel posto di lavoro, potrebbe essere che ad ogni cliente che fa il tagliando da te, offri un buono per 2 birre alla pizzeria con la quale hai una convenzione (leggi qua dove spiego le Joint-venture).

Riassumendo:

– Trova una nicchia specifica nella quale puoi essere o diventare uno specialista mettendoti a testa bassa a lavorare e studiare;

– Scopri un’esigenza specifica per quel target di clienti, che nessun altro sta soddisfando.

Questa è sparta, preparati al combattimento!

Ci vediamo qui su Vendere in Officina, alla prossima!

Quando parlo con i titolari di officina, mi rendo sempre più conto che trascurano una parte del lavoro imprenditoriale: ossia l’acquisizione di nuovi clienti.

Mettiamoci subito in pari: se parlo con un meccanico del nord, del centro o del sud, tutti mi diranno che la miglior pubblicità è il passaparola. Il problema che noto però, è che all’interno delle officine, nessuno si prende la briga di controllarlo e/o governarlo.

Lo so che in Italia abbiamo una certa vergogna a venderci, specie se parliamo di un settore che è prevalentemente artigianale. I nostri “vecchi”, mai si sarebbero abbassati a chiedere ad un cliente di mandargli un amico… Guai! Cosa diranno al bar se si viene a sapere?

È il cliente che deve venire da me.

Questa emozione negativa e altrettanto sbagliata, va in contrapposizione con quella che è la realtà ai giorni nostri:

AVERE UNA PARTITA IVA, COMPORTA AUTOMATICAMENTE CHE TU TI PROCURI CLIENTI IN QUALCHE MODO, CHE VENDA A QUEI CLIENTI E CHE CONTINUI A FARLO FINCHÈ HANNO UN’AUTO.

Se dovessi analizzare la tua azienda, quasi sicuramente scoprirei che non usi mai le pubbliche relazioni (PR) per fare acquisizione clienti.

Di questa cosa non se ne occupa mai nessuno. È come se al meccanico questo pensiero fosse sconosciuto.

Proprio perché è totalmente ignorato dai più, il contenuto di questo articolo ti svelerà un segreto che ti farà godere di un vantaggio rispetto ai tuoi concorrenti e che potrai applicare già da domani mattina per vendere di più nella tua officina.

La prima cosa che devi fare nell’approcciarti alle PR, consiste nello sfruttarle per procacciarti nuovi potenziali acquirenti come alternativa alla costosa campagna di acquisizione clienti. Poi non secondo momento potrai utilizzarle per altri scopi, ma non è questo il momento.

E come detto nel titolo di questo articolo, possono essere portate avanti anche a costo zero.

Per prima cosa devi conoscere due vocaboli fondamentali che da oggi faranno parte del tuo vocabolario lavorativo: Referral e Joint-venture.

Comincio con lo spiegarti “al volo” cosa sono i Referral.

In italiano si potrebbe parlare di referenze, un termine un po’ inadeguato visto quello che voglio sostenere, quindi ti spiegherò in modo diretto il significato di Referral con un esempio.

Chiedi ai tuoi clienti soddisfatti di consigliare la tua officina alle altre persone. Fine!

In questo modo porteranno dei clienti già preparati al modo di lavorare della tua officina, in quanto già informati su come operi da una persona di loro fiducia. Il concetto è molto semplice, ti farai dare qualche contatto dal cliente.

Ma attenzione: il cliente deve essere soddisfatto del tuo operare: infatti, tu agli occhi del cliente devi essere il numero uno nel tuo settore, quello che mantiene le promesse e che rispetta gli impegni presi. Non voglio che la gente ti mandi dei “cacciatori di sconti”, quelli li devi lasciare tranquillamente ai tuoi concorrenti in modo tale che facciano fallire loro.

Devi essere una persona affidabile prima di richiedere dei Referral, perché se non esegui dei servizi a regola d’arte, consegni il mezzo con il volante sporco o non risolvi i problemi, nessuno ti manderà nessuno perché a nessuno piace fare brutte figure e purtroppo queste cose succedono troppo spesso.

Magari tu sei fortemente organizzato, ma ti posso assicurare che il 90% delle officine non ha nemmeno un’agenda. Il meccanico è abituato ad accettare più lavori possibile perché bisogna assolutamente fatturare e quindi si trova con interventi che non riuscirà a portare a termine con efficacia entro il tempo previsto.

Cominciando quindi a non rispettare qualche scadenza, a sbagliare un intervento o due, la credibilità andrà calando: e così i clienti non solo non passeranno altri contatti, ma loro stessi se ne andranno in cerca di qualche officina che lavora in modo più efficiente.

Al cliente l’auto serve per andare al lavoro.

Al cliente il camion serve per lavorare.

Se sei tra le persone organizzate come dicevo pocanzi, non prendere queste mie parole come un’offesa alla tua quotidianità, prendile come vantaggio competitivo rispetto ai tuoi concorrenti. Il 90% è così, fidati che vivo le officine dalla mattina alla sera.

Quindi per essere percepito meglio dei tuoi competitor, devi essere una persona onesta e affidabile agli occhi dei tuoi clienti, devi risultare quello che rispetta sempre la parola data a costo di rimetterci di tasca propria se non riesce a mantenerla per causa sua.

Se ti chiedono di fare un lavoro entro domani e sai di non poterci riuscire, non fare promesse che non puoi mantenere.

Ti svelo un segreto che ho imparato durante la vendita sul campo:

quando ammetti una tua mancanza in termini di tempo, il cliente ti è riconoscente della tua onestà, quando invece prometti e non mantieni, per il cliente sei un coglione.

Entiendes?

Lo so che molte volte non dipende da te ma dai ricambi che non arrivano e so anche che se non ti arrivano i ricambi magari hai un ponte occupato dall’auto per la quale stai aspettando il ricambio. Al cliente però, queste cose vanno spiegate.

Se lavori in maniera etica ed onesta, ai tuoi già clienti puoi richiedere un’altra cosa molto importante, ma che fatico ancora a trovare all’interno delle officine: la testimonianza.

 

Se sulla tua insegna c’è scritto “dal 1975” ma non hai uno straccio di testimonianza sulla credibilità dell’officina e sul suo servizio offerto, stai perdendo dei potenziali clienti che sono fuori dal tuo cancello ma che ancora non si fidano di te.

Raccogli più testimonianze che puoi e inseriscile nel tuo sito, questa è una cosa che viene spesso trascurata ma è più importante di quanto credi.

Se ti è capitato di prenotare una camera su Booking.com, la tua scelta è stata spinta anche dal fatto che la struttura alberghiera fosse molto apprezzata dai clienti, stessa cosa se cerchi un ristorante tramite Trip Advisor.

Arriviamo quindi alle Joint-venture.

Il secondo concetto che devi comprendere e quello delle joint-venture.

Per essere un po più diretti sulle Joint-venture, parto spiegandoti questo argomento così: se io e te abbiamo in mano una penna e ce la scambiamo, tutti e due avremmo in mano una penna. Se invece io e te abbiamo un cliente a testa e ce lo scambiamo, tutti e due avremmo due clienti.

Se tu un’altra azienda avete un cliente simile, perché non scambiarvi la vostra lista clienti?

Ognuno nell’attività dell’altro tiene del materiale informativo o dei buoni sconto: Dei semplici volantini che dicano al cliente “hey, esiste questo servizio che fa proprio al caso tuo per questo e quest’altro motivo, ecco uno sconto del xx% per te”.

In questo modo, con il solo costo della stampa dei volantini, vai a raccogliere contatti targettizzati.

Avrai un gommista di fiducia? Ecco, con lui devi sederti a tavolino e trovare un accordo per scambiarvi i clienti.

Concludo ricordandoti le attività che puoi fare senza investire soldi già da domani mattina, che ti permetteranno di aumentare le vendite all’interno della tua officina:

Impegnati nell’essere puntuale e affidabile con le consegne. Devi essere millimetrico come un cardiologo che ha appena iniziato un’operazione a cuore aperto. L’immagine di integrità e fiducia agli occhi del cliente devono essere uno dei tuoi principali obiettivi. Se ti viene richiesto un servizio per il quale non sei certo di essere preparato oppure che non credi di poter eseguire nei tempi richiesti dal cliente, non accettarlo.

Le cose o le fai per bene o non fai.

Chiedi la testimonianza ai tuoi clienti soddisfatti. Spiega loro che per te è importante la loro opinione e che servirà ad altri clienti che sono dubbiosi ogni volta che devono portare l’auto dal meccanico.

ENTRA NELLA COMMUNITY

Cerca un partner con il quale condividere la tua banca dati. Metti in moto un’associazione con qualcuno che ha i clienti che vuoi tu e che fa un altro mestiere. Sicuramente anche lui sarà ben lieto di ricevere dei contatti belli pronti e che tu sarai orgoglioso di dargli.

Metti in pratica quanto ti ho detto e vedrai come cambierà il tuo modo di procurare clienti grazie a queste attività, mentre i tuoi concorrenti hanno la testa bassa sulla Gazzetta dello Sport.

Per questo articolo è tutto, ci ritroviamo qui dentro, sempre su

Vendere in Officina | Strategie di Marketing per Autoriparatori.

Alla prossima!

Il cambiamento tecnologico esploso nel 2006/2007 ha urtato contro le officine come se il Titanic si scontrasse contro la cuccia di un chihuahua.

La prima volta che hai sentito parlare di Long Life, hai pensato che tanto non sarebbe stato possibile che un olio motore permettesse un lunghissimo kilometraggio e quindi, molto probabilmente, non ti sei posto il problema.

Sta di fatto però, che se un cliente che percorre 30000 km in 12 mesi, fino a 10 anni fa veniva a fare il tagliando nella tua officina 2 volte in un anno, ora lo vedi solo una.

A casa mia questo si chiama perdita del 50%.

Il problema è che in molti nonostante questa perdita, hanno continuato a fare quello che avevano sempre fatto, senza preoccuparsi dei cambiamenti.

Raggiungendo sempre buoni risultati, hanno continuato a pensare che lavorare nella stessa maniera, aggiungendo qualche corso di formazione tecnica, sarebbe bastato a superare ogni difficoltà.

Non è stato così.

Il problema è che oggi ci sono meno passaggi in officina di quelli che cerano fino ad un decennio fa, il tutto aggravato dalla drammatica situazione economica che stiamo vivendo, che ha visto il crollo e il ridimensionamento del tessuto imprenditoriale italiano.

“Che me ne frega a me del tessuto imprenditoriale?”

Eh… Te ne frega eccome amico mio!

Come ti sarai reso conto, nonostante la crisi ci sono molte auto nuove in circolazione. La crisi ovviamente ha toccato anche i costruttori, che guarda un po’ hanno continuato a vendere le auto grazie alle finanziarie e grazie ai vari incentivi sulla rottamazione.

Quindi molti clienti hanno rottamato la loro vecchia auto (fonte di reddito per te), per comprarne una a 147 euro al mese per 500 mesi.

Non è questo l’articolo che tratterà l’argomento sul rinnovamento del parco circolante, ma sta di fatto che tu la “Punto Fire” che ti faceva straguadagnare tra frizione e guarnizione di testa, la puoi solo rimpiangere.

Quindi con un calo della domanda del 50%, aggravato dall’affidabilità dei veicoli, devi cambiare rotta ORA!

SE VUOI VENDERE IN OFFICINA, DEVI FARLO CON IL BRAND POSITIONING

Per vincere in questa difficilissima partita, devi cambiare le regole del gioco a tuo favore. Devi costruire la strada che porta i clienti a scegliere la tua officina invece di quella degli altri, indebolendo quindi i concorrenti nel competere con te.

È impossibile? No è Brand Positioning (posizionamento della marca).

Prima che tu pensi che il Brand Positioning non serva nella tua officina, ti riporto una foto che ti fa capire un po’ meglio di che si tratta.


Ti invito per tanto a prendere un foglio, tracciare l’ascissa e l’ordinata e cominciare a vedere come è posizionata la tua officina rispetto alle altre officine che troviamo nel tuo territorio.

Cerca di fare questo esercizio nella maniera più onesta e sincera possibile.

Fai attenzione, se vuoi diventare un bravo Meccanico Venditore e imparare a Vendere in Officina, devi partire da un luogo molto importante: la testa del cliente.

Partiamo dal presupposto che in un momento storico pieno di stupidaggini sia nel web che offline, nella mente del cliente c’è un allarme sempre attivo: “NON DEVO FARMI INCULARE, NON DEVO FARMI INCULARE, NON DEVO FARMI INCULARE…”

Quindi, con la storia della qualità, cortesia, giusto rapporto qualità prezzo e siamo aperti dal 1960, non disattiverai questo allarme.

Non funzionava un tempo, figurati se funziona ora che tutti dicono la stessa Ave Maria…

Non funziona neppure se sei educato, se dai del lei o del voi, se offri il caffè e regali la penna con il tuo logo o il calendario con le donne nude, tranquillo.

Il “non devo farmi inculare” del cliente è sempre in modalità ON.

Bisogna proprio cambiare le carte in tavola fratello mio. Il cliente è sospettoso e preoccupato. Cosa vince la sua diffidenza e preoccupazione? Te lo dico io: l’esperto.
Se tu hai problemi di cuore non ti rivolgi al tuo medico di base, ma cerchi il miglior cardiologo della provincia. Il tuo medico di base è un medico generalista, mentre il cardiologo è l’esperto del cuore.
Tu sei il cardiologo e quindi l’esperto di qualcosa per i tuoi clienti o sei il medico di base?
Lo specialista tranquillizza tutti. Lo specialista è la scelta migliore per il cliente, nessuno può contestarmi questo pensiero.

Grazie al Brand Positioning il cliente si sentirà al sicuro e godrà di approvazione da parte di famigliari e soci che in ogni momento vogliono ficcare il naso su dove vanno i soldi.
Ho scelto l’officina più specializzata per affidare il mio veicolo, sono nelle mani più sicure!

Questo è quello che voglio sentire dai tuoi clienti cazzo, e non l’ho scelto perché era il più economico o perché lo pago a 90/120 giorni fine mese.

Il cliente cerca sempre lo specialista e lo paga come tale.
Ovviamente lo specialista prima ha dimostrato di esserlo, fornendo informazioni di valore e dimostrando esperienza e capacità.

E arriviamo al Brand Positioning per l’officina, che è costruire nella testa dei clienti la percezione che tu e il tuo team, siete gli esperti per una determinata casa costruttrice o per un determinato tipo di servizio.

“Brand Positioning per Vendere in Officina” è un pensiero che ho riadattato io e che trasferisco ai miei clienti. È stato appreso dal marketing, dove viene comunemente chiamato “brand positioning” e consiste nel rendere un’officina differente dalle altre nella testa del potenziale cliente.

Diversa e più avvincente.

Quando il cliente ti avverte come l’esperto, la vendita è fatta ancora prima che tu veda la sua auto.

Dal momento in cui il cliente ti avverte come l’esperto, tutti gli altri sono meccanici ai quali non farebbe cambiare nemmeno una lampadina.

Quando il cliente crede che tu fornisca la soluzione migliore per lui, perché sei quello più competente per fornirgli il servizio migliore che ci sia sul mercato, qualsiasi discorso sul prezzo ha poca importanza.

COME PUOI CREARE IL TUO BRAND POSITIONING PER VENDERE IN OFFICINA

Smetti subito di cazzeggiare tra qualità, cortesia e azienda giovane e dinamica e comunica valore utilizzando ogni canale che conosci (internet prima di tutto) e fai in modo che il tuo messaggio sottolinei la tua posizione nel marchio o nel servizio del quale sei di esperto.

Non devi dire che sei l’esperto, ma devi trasferirlo con del valore.

Nei prossimi articoli (e nei corsi che sto preparando), ti spiegherò come usare bene Internet e i social media per creare il tuo Brand Positioning. Non perdere tempo invece di ottenere i risultati che ti servono.

Intanto ti suggerisco due cose da fare subito:

  1.  Ragiona sul settore dell’Autoriparazione e a come creare la percezione che sei lo specialista. Attenzione però, non ci sono tanti espedienti, devi veramente saperne di più della media.
  2. Segui Vendere in Officina nel blog e sui social, troverai degli spunti per avere un’idea di Brand Positioning applicato, fatto nella maniera corretta.

Questo è il lavoro che devi fare per imparare a Vendere in Officina e diventare un Meccanico Venditore: lavora sulla tua officina e cerca di farla percepire in maniera corretta ai clienti.

Perciò vai di Brand Positioning in controsterzo, così i clienti che rompono i coglioni li lasci ai tuoi concorrenti sfigati.

Stai su Vendere in Officina, sei un Meccanico Venditore…

Non hai altri luoghi da frequentare per trovare i tuoi fratelli guerrieri!

Avanti tutta!

Da quando ho messo piede per la prima volta in un’officina, nel lontano 1996, il ruolo del titolare di officina si è totalmente trasformato.

Per i profani in materia di marketing e vendita, la prima cosa che può saltare in mente è che se gli automezzi sono cambiati, anche il meccanico deve cambiare. Il problema è che non sono cambiati solo gli automezzi, ma è cambiato totalmente anche il mercato.

VERRAI SPAZZATO VIA DA QUESTO URAGANO CHIAMATO CAMBIAMENTO O SAPRAI CREARE UN RIPARO SICURO PER TE E LA TUA OFFICINA?

La nostra professione è cambiata drasticamente e chi non se ne rende conto, a mio avviso prenderà un sacco di pugni in faccia mentre è in mezzo a due sfidanti in un incontro di pugilato un po’ particolare.
All’angolo rosso il campione in carica, colui che è sostenuto dalle persone quando sono all’interno della demotivazione più profonda: LA CRISI.

All’angolo blu, la novità del secolo, quel fenomeno al quale nessun titolare di officina ha dato il giusto peso “perché tanto io lavoro con le mani”, fino a quando non si è trovato di fronte le continue richieste di sconto: signore e signori Mr. Internet!

Il problema è che tra questi due sfidanti non perderà nessuno. Chi prenderà una vangata di stangate all’interno di questo incontro di boxe, è il titolare di piccola media impresa o il professionista, se andiamo nello specifico di Vendere in Officina, stiamo parlando del meccanico.

Il titolare di officina oggi, sembra diventare l’ultimo sulla lista delle priorità delle persone, quello dal quale si deve spendere meno, quello che deve offrire un servizio impeccabile, perché altrimenti gliela tirano anche lunga sui pagamenti.

Possiamo fare qualcosa per arginare questo fenomeno?

SE NON VUOI ESSERE QUELLO CHE LE PRENDE DURANTE L’INCONTRO DEVI SPECIALIZZARTI PER DIVENTARE L’UNICA SOLUZIONE POSSIBILE

Alle persone non interessa che tu sia “il meccanico”.

Alle persone non interessa quello che fai di mestiere, alle persone interessa solamente che tu possa mantenere il loro veicolo affidabile.

Non attaccarmi il pippone sul prezzo! Il prezzo è un problema se tu fai la stessa identica cosa di un tuo concorrente che costa meno.

Se analizzi come scegli tu un qualsiasi servizio/prodotto che devi acquistare, ti renderai conto che nel 50% delle volte hai scelto da chi ti saresti affidato ancora prima di incontrarlo.

Oggi i clienti, quando si accende la spia del service, sanno già dove porteranno la loro auto a fare la manutenzione, infatti: hanno già cercato su Google o stanno già seguendo l’officina di riferimento su Facebook.

Il fatto di non essere presente su queste piattaforme, è l’equivalente di NON ESISTERE.

Quello che pensi tu conta poco, la realtà è questa.

Se non ci sei tu come risposta alla loro ricerca, c’è o ci sarà presto “Gino Brugola Autoriparazioni”, che ti porterà via l’intervento.

Prima di lanciarti a testa bassa nella tua avventura “webbara” però, è bene comprendere da che parte cominciare.

Comincia con il chiederti:

COSA CERCHERANNO LE PERSONE QUANDO DEVONO FARE UNA MANUTENZIONE ORDINARIA O STRAORDINARIA DEL LORO VEICOLO?

Siamo seri: difficilmente cercheranno un meccanico.

Questo perché il meccanico è percepito spesso come una professione generalista e se non hai l’Alfa Sud o la Duna, cerchi qualcuno di più specializzato.

Il meccanico “faccio tutto per tutti” perché devo pur mangiare, nonostante sia un mago con le mani, non trasferirà MAI al cliente la sua figura di esperto. Infatti, se sei tutto per tutti, non sei esperto in niente.

SPECIALIZZARTI E COMUNICARE LA TUA SPECIALIZZAZIONE, È LA PRIMA COSA CHE DEVI FARE PER NON ESSERE SPAZZATO VIA DAL PRIMO VENTICELLO

Allora, non è la prima volta che dico questo, ma se ti è sfuggito qualche articolo precedente lo ripeto: se ripari tutto, e per tutto parlo dalla macchina alla motosega, passando per il trattore fino ad arrivare la motozappa, la tua chance di essere percepito come uno specialista e la possibilità di diventare un riferimento per il cliente, si riduce allo zero.

Non fare affidamento ai clienti che hai già, perché morti quelli, hai finito di lavorare.

E quando hai questa limitazione, la tua professione, il tuo futuro e quello dei tuoi cari sono a rischio.

Gran parte delle officine, vive nell’idea sbagliata che avere una gamma di servizi ampia da offrire, aumenti le possibilità di piazzare qualcosa al cliente. E la cosa più nociva è che ampliano la gamma di servizi offerti perché anche i loro concorrenti lo fanno.

Facendo questo, investiranno valanghe di soldi in attrezzatura, con il risultato che avranno sempre il conto in banca asciugato dai 27 leasing che hanno in piedi, e faticheranno a vendere quei servizi perché non saranno mai trasferiti nella maniera corretta nella mente dei clienti.

Quando offri una gamma di servizi molto ampia, stai solo distruggendo la tua possibilità di costruire il Brand Positioning per la tua officina. Stai buttando nel cesso l’attributo maggiore che tu possa mai avere di questi tempi: ossia quello di esperto per un determinato tipo di servizio.

Quello di voler offrire una vasta gamma di servizi è un errore che commettono anche i più grossi concessionari, vedi solo quanto costa una linea revisione, più paga 1 tecnico per 14 mesi mentre lui ne lavora 11 (se gli dai anche la quattordicesima allora di mesi ne devi pagare 15) e calcola quante revisioni dovresti fare per portare a zero l’investimento e cominciare a guadagnare.

Se vuoi diventare l’esperto di qualcosa, devi specializzarti in quella cosa. Se vuoi essere l’esperto di tutto, diventi un generalista e il generalista si sceglie solamente per una cosa:

perché costa meno!

Dal momento che hai capito in cosa sei esperto, devi cominciare a comunicarlo sia online che offline.

Non serve che ingaggi il super grafico che ti chiede 4mila euro per fari un sito web pieno di stupidaggini.

Puoi cominciare anche con poco, ma l’importante che dopo il tuo nome nel Brand, ci sia scritto officina specializzata in motozappe o in qualsiasi cosa tu sei specializzato.

Lascia stare quelle insegne con scritto autoriparazioni, mecatronica, diagnosi elettronica, servizio clima, assetti sportivi. Ripeto, lascia perdere! La diagnosi elettronica è una procedura che esegui tu per trovare un guasto o fare una taratura di una centralina.

Che cazzo scrivi diagnosi elettroniche nella tua insegna? Hai mai visto nell’insegna di un agriturismo scritto “tagliamo il crudo con l’affettatrice?” Taglialo anche con la spada di Goemon, basta che sia buono!

Fai le cose semplici ed efficaci, vedrai che mi ricorderai come quello che ti ha dato le dritte migliori per Vendere in Officina nella maniera corretta.

Per questo articolo è tutto.

Ci rivediamo su Vendere in Officina | Strategie di marketing per autoriparatori.