Tag Archivio per: Vendita per officine

Come ben saprai, il funambolo è una persona che cammina sul filo con (o senza) un contrappeso in mano, che gli consente di non cadere nel vuoto.

Ora prova ad immaginare quel funambolo con in braccio una pantera che lo vuole sbranare, mentre cerca di attraversare il filo con delle zavorre al posto delle scarpe.

Hai figurato la scena?

Ecco stai pensando al tipico titolare di officina.

Il titolare di officina è solitamente quella figura, che cerca di rimanere in equilibrio tra le diverse mansioni che è costretto a ricoprire, per questo motivo, basta un passo falso per precipitare nel vuoto.

Basta un passo falso, solo uno…

Perché dico questo?

Dopo il lancio del nostro nuovo servizio OfficinaPro, sono stato sommerso di videochiamate con titolari di officina, mogli o figlie di quest’ultimi, che cercavano di capire se io e il mio team, fossimo una potenziale soluzione ai loro problemi.

Il 90% di queste realtà, sta camminando su una fune a centinaia di metri d’altezza in balia delle difficoltà quotidiane, cosa che nemmeno era tra i loro pensieri tra l’altro.

Nella stragrande maggioranza, i problemi che emergono durante queste videochiamate sono di tipo finanziario.

La verità nascosta ai più, è che sono problemi che si possono risolvere solo e soltanto con l’aiuto del marketing.

Se sei tra le persone che ancora non ha mai parlato con me, ti anticipo le domande che solitamente (a volte anche a bruciapelo) porgo alle persone che chiedono il mio aiuto e ti darò anche le risposte che ricevo nella maggior parte dei casi.

Ti chiedo però (almeno mentalmente), di provare a rispondere anche tu, senza limitarti solamente a leggere.

Questa cosa potrebbe farti riflettere, quindi se lo farai, sicuramente avrai più benefici di quanto immagini.

Prima domanda:

Qual è secondo te il problema più importante degli altri all’interno della tua officina? Qual è la cosa che vorresti risolvere con priorità assoluta?

Nel grosso, la risposta prende la linea verso la mancanza di liquidità.

Dietro alla mancanza di liquidità però, ci possono essere diverse cause.

C’è chi fa fatica ad avere i soldi che servono all’officina per stare in piedi, perché magari ha pochi clienti o in alcuni casi perché parte dei clienti che aveva sono stati portati via da un concorrente, dal web o da un meccanico abusivo.

C’è chi invece ne ha parecchi ma vende i propri servizi con dei margini al limite del ridicolo.

C’è chi ha dei clienti “grossi” e che quindi possono permettersi di fare il bello e il cattivo tempo all’interno dell’officina, tenendo legato al guinzaglio il povero titolare che pensa quotidianamente: “se perdo quel cliente sono finito!”.

C’è chi si sta ancora rialzando dalle difficoltà causate dalla crisi del 2006/2008.

C’è chi non incassa come dovrebbe.

Insomma, le motivazioni sono talmente numerose, che se ci mettessimo ne uscirebbe un libro.

Qualunque sia la causa, la mancanza di liquidità è un problema che non si può di certo risolvere chiedendo un finanziamento in banca come se nulla fosse.

Iniettare in qualche modo dei soldi in azienda senza una strategia, per poi bruciarli per l’ennesima volta, è come cercare di fare il livello dell’olio, senza aver montato il tappo della coppa.

Infatti, i soldi spariranno esattamente come hanno fatto fino a quel giorno.

Poi ci sono dei casi in cui chiedere un finanziamento è assolutamente necessario, come quando hai intenzione di lanciare un nuovo servizio in grande stile, ma il prestito della banca, non è di certo la fine dei tuoi problemi se sei in una situazione di tensione finanziaria.

Seconda domanda:

Come mai secondo te questo problema ha priorità sugli altri?

“Perché lavoro ne abbiamo, siamo sempre indaffarati ma ci troviamo sempre in difficoltà tra incassi e pagamenti.”.

Se hai molti clienti ma continui ad avere poca liquidità, la mancanza di liquidità è il tuo problema minore.

Ora ci arriviamo…

Se sei costretto a rincorrere i clienti per poter pagare i fornitori, automaticamente diventi il funambolo di cui sopra.

Perché questo ti porta, oltre a faticare quotidianamente per fare il tuo lavoro, ad essere sballottato da una parte all’altra, alla ricerca di un modo per tenere tutto in equilibrio.

E’ davvero possibile in una situazione del genere, occupati della crescita della tua officina?

E inoltre, il tempo che perdi a gestire le rogne o i clienti che non ti pagano, chi te lo rimborsa?

Terza domanda:

Cosa hai provato a fare per risolvere la situazione? Cosa non ha funzionato?

Solitamente la risposta media del titolare di officina è la seguente:

“Per prima cosa abbiamo abbassato il magazzino è tagliato certi fornitori in modo da controllare meglio i soldi in uscita.”.

Questo pensiero non è del tutto sbagliato, ma non considera un fattore fondamentale: il potere del fornitore.

È giusto infatti avere come obiettivo quello di controllare la cassa in uscita e di conseguenza marginare di più, ma riducendo il numero di fornitori non fai altro che aumentare la tua dipendenza dal loro.

Cosa succede se domani uno di loro iniziasse a pretendere pagamenti più corti mentre tu hai abituato certi clienti a pagare a 90 gg fm?

Sarai d’accordo con me che una situazione del genere, va a mettere a repentaglio la cassa della tua impresa.

Come dovresti comportarti quindi?

Lo vediamo qualche riga più giù…

Quarta domanda:

Quale obiettivo vuoi far raggiungere alla tua officina?

La risposta più frequente è: “ottimizzare la gestione in modo tale che ci permetta di crescere e creare cassa per far fronte agli imprevisti e sostenere i mesi di calo di lavoro.”.

Questo dovrebbe essere anche il tuo obiettivo.

In questi oltre vent’anni, che mi hanno visto partecipare attivamente all’interno delle officine con mansioni diverse, posso dire con la massima certezza che oltre ad essere un lavoro legato alla stagionalità, è un lavoro molto legato a scadenze dettate da immatricolazioni, revisioni e via discorrendo.

Gli alti e bassi in officina non mancano.

Il problema è che non puoi avere un’azienda in balia della sorte!

Non puoi essere pieno di liquidità nei mesi buoni e con la cassa che piange quando ci sono mesi di calo.

Hai provato a rispondere, anche se mentalmente a queste domande? Ti trovi?

Allora: partendo da presupposto che ogni realtà va analizzata a sé, i problemi di base dei titolari di officina sono molto simili tra le varie realtà, per quanto ogni caso possa essere unico.

Detto questo, mettiti comodo e rifletti fortemente sulle prossime righe.

Ci sono dei passaggi egualmente importanti che devi tenere in considerazione:

1) Pianifica le tue finanze.

Pianificando nel giusto modo le entrate e le uscite e, essendo consapevole con anticipo dei tuoi flussi futuri, puoi gestire gli sbalzi della tua liquidità senza impazzire.

Se sei su Vendere in Officina, non è necessario che io ti dica quanto è fondamentale avere una corretta gestione dei numeri per fare marketing.

Non ci si può svegliare un giorno e decidere di fare 4 sponsorizzate su Facebook come se nulla fosse.

Lo puoi fare solo e se hai il pieno controllo della cassa.

Solo in questo modo il marketing e la gestione aziendale lavoreranno all’interno di un sincronismo perfetto, per farti ottenere il massimo del risultato.

Inoltre, una corretta pianificazione ti permette di sapere quali sono i periodi di calo e qui il marketing la fa da padrone.

2) Vendi servizi e non ore di manodopera.

Facciamo degli esempi pratici.

Se vado a tagliarmi i capelli spendo 17 euro. Se il mio parrucchiere per farmi il taglio ci impiega 20 minuti e la volta dopo ce ne impiega 30, io spendo sempre 17 euro.

Stessa cosa se vado a farmi la pulizia dei denti o a lavare l’auto.

In officina no, in officina siamo ancora li con il costo orario.

Questo è un problema da risolvere subito e ti spiego perché.

In primo luogo, perché ti togli dalla battaglia del prezzo o dalla famosa frase: “Quanto chiedi all’ora?”. Secondo (ma non per importanza), perché se lavori a servizio, puoi chiedere quei 10/20 euro in più che ti ritrovi a fine anno come margine.

Ecco tutto il segreto per aumentare il costo orario.

Per fare il tagliando ci impieghi 2 ore, quindi chiedendo 40€ all’ora il cliente si ritrova 80€ di manodopera e ti rompe le palle perché Gino Brugola invece chiede 35?

Bene! Tu al posto della manodopera su quella fattura, scrivi servizio (quantità 1) e lo prezzi a 80, 90 o anche 100 euro.

Stessa cosa con i freni e con tutti gli altri interventi di manutenzione ordinaria.

Per fare il tagliando da noi costa XX!

Fine dalla storia.

Ovviamente un’attività del genere la puoi fare seguendo 2 fondamentali strade:

La prima è la strada della specializzazione, cosa che tra l’altro ripeto da anni.

Se sei specializzato in un determinato tipo di intervento o in un determinato marchio, sai perfettamente quanto ci metti a fare ogni singolo intervento, quindi se imposti un prezzo, difficilmente ti sbaglierai.

Se la tua officina invece è “la sagra paesana”, questa cosa non la puoi gestire. A meno che non siate in 40 e in 10 siano lì a fare statistiche e misurazioni.

La seconda strada da intraprendere è quella dei numeri, ossia se non sai nello specifico quanto costa a te come imprenditore il servizio che vendi, nel 90% dei casi lo venderai in perdita.

Per capire come imboccare queste strade, l’unica possibilità che ad oggi troviamo nel mercato la trovi qui sotto.

 

Ma andiamo avanti…

3) Svuota il magazzino.

Sempre tenendo l’occhio sui numeri, è fondamentale che in officina vengano programmate delle offerte per svuotare il magazzino.

Facendo questo si ottengono diversi risultati.

In primis aumenti il fatturato medio sul cliente. Inoltre riesci ad aumentare il tuo venduto e questa cosa ti permette di sederti al tavolo delle trattative con i fornitori, strappandogli dei prezzi migliori, con conseguente aumento dei margini per te.

Ma non è finita…

Programmando certi tipi di campagne, potrai anche garantirti delle entrate in quei periodi di calo, attirando i clienti a te grazie a degli sconti favolosi, ovviamente sempre con i numeri alla mano.

Ho creato un sistema di Marketing Management specifico per Autoriparatori, dove queste attività sono gestite da un team di specialisti che vivono l’officina ogni giorno, ai quali le cose piace farle come vanno fatte e non a braccio.

Se vuoi capirne di più clicca qui.

Ci vediamo da queste parti!

Max.

Non so se ci hai mai pensato ma, acquisire un nuovo cliente è da 5 a 25 volte più costoso che mantenerne legato a te uno già esistente.

Questa cosa se ci pensi è ragionevole solo per il fatto che, non devi spendere tempo e risorse per trovare un nuovo cliente ma ti basta solo mantenere buoni rapporti con quelli con cui hai già lavorato in passato.

Tenere stretti a te i clienti, è fondamentale per il futuro dell’officina.

Uno dei dati da tenere in considerazione per capire se i processi di vendita e marketing della tua officina stanno o meno finalizzando correttamente i clienti, è il cosiddetto tasso di abbandono.

Detto termini semplici, il tasso di abbandono è quello che misura la percentuale di clienti che hanno smesso di portare l’auto da te e il tuo obiettivo è quello di ridurre al minimo questa percentuale.

Come si fa?

Si devono coltivare relazioni a lungo termine con le persone con cui si fa business, soprattutto in questo settore dove non è il cliente a decidere quando recarsi in officina, ma è l’auto.

L’errore che noto molto frequentemente invece, è che per la maggior parte dei titolari di officina, il cliente è cliente fino a che non ha pagato il conto, poi la questione finisce li.

In pochissimi colgono l’importanza di costruire qualcosa di duraturo con i loro clienti.

E questo porta il meccanico ad imbarcarsi sempre su attività complicate per cercare sempre nuovi contatti, senza lavorare su quelli già in banca dati.

Questo grave errore, porta solo inutili perdite di denaro sul lungo periodo e affossa le officine ogni giorno di più.

Se anche tu ti ritrovi in questa situazione, sei tuoi clienti ti abbandonano per qualsiasi inutile motivo o se tu stesso non fidelizzi chi ti ha già dato fiducia, devi rimediare immediatamente a questa mancanza se vuoi rendere sostenibile e profittevole la tua attività.

“Ok Max ma da dove inizio?  A pensarci bene ho perso molti clienti negli anni e ho sempre puntato a trovarne di nuovi.”.

Il tuo punto di partenza è la banca dati, all’interno della quale ci sono sicuramente clienti che non vedi da 12/18 mesi.

Se non sei un improvvisato che negli anni ha fatto tutto a nero, con la convinzione sbagliata che è l’unico sistema per non pagare le tasse, sicuramente avrai raccolto negli anni, indirizzi, numeri di telefono e mail di queste persone. Per cui puoi recuperare i clienti che ti hanno “abbandonato” per fargli un’offerta irresistibile.

A meno che non siano deceduti, in questo momento se non portano l’auto da te è perché saranno stati attirati dai tuoi competitor che ora probabilmente stanno incassando soldi tuoi.

A questo punto quindi DEVI…

Ora devi prenderti la responsabilità di andare a liberare i clienti della tua officina, che sono imprigionati nelle stanze buie della concorrenza.

È un’azione di marketing abbastanza semplice, ma la maggior parte dei gestori di officina amano le complicazioni e trascurano le cose che funzionano davvero.

Quello che dovrai fare, sarà semplicemente attuare una piccola campagna di riattivazione clienti, che contenga un’offerta “ignobile” nei confronti dei tuoi concorrenti, in modo tale che chi leggerà la tua divulgazione, non possa far altro che chiamarti per venire in officina.

In questo modo potrai recuperare la relazione e iniziare a vendere di nuovo a queste persone.

Ma fai attenzione! Non commettere l’errore di dare per scontato che adesso ritorneranno sempre da te senza alcuno sforzo.

Perché se ricapiterà che non ti fai più sentire, abbasserai nuovamente il ponte levatoio della tua fortezza e i concorrenti invaderanno il tuo castello per fare “man bassa” di clienti.

Per agevolarti nell’attività di recupero clienti, ho deciso di regalarti in questo articolo un piccolo esempio.

Si tratta di un modello già pronto per recuperare i vecchi clienti in pochi giorni.

È un’azione di marketing “a mitragliatore” che ti aiuterà a recuperare le relazioni con i clienti senza fare particolari sforzi.

Ma prima di mandarti all’esempio che ho preparato per te, dobbiamo assolutamente fare un passo indietro e capire perché il cliente ha deciso di rivolgersi ad un’altra officina, piuttosto di continuare a frequentare la tua.

Qualsiasi sia il tuo caso, la tua zona, la dimensione della tua officina o i servizi che eroga, prima di iniziare una campagna di riattivazione clienti, dovresti quantificare il motivo o i motivi principali, per cui i clienti hanno smesso di farti lavorare.

Uno dei modi per farlo (oltre quello di farti un bel esame di coscienza), è quello di fare dei sondaggi specificatamente creati per i clienti persi. Chiedi senza paura e in maniera diretta, perché queste analisi, ti permetteranno di migliorare in futuro e soprattutto ti aiuteranno a costruire un messaggio di marketing più preciso, la prossima volta che dovrai riattivare un cliente.

“Ma dai Max che palle… Cosa dovrei chiedere adesso?”.

Chiedi informazioni di base come:

  • In cosa possiamo migliorare il nostro servizio?
  • Cosa non ti è piaciuto l’ultima volta che sei venuto in officina per il tagliando?
  • Quel servizio che trovi solo da noi, può essere migliorato o va bene cosi?

Trova comunque qualcosa che si adatti al tuo contesto.

Poi raccogli i feedback più interessanti e usali per migliorare il tuo servizio e comunica al cliente che prenderai in considerazione le sue esigenze.

Rimarrai sorpreso da quante persone apprezzeranno questo tuo gesto nei loro confronti.

Ma non dimentichiamoci che il nostro obbiettivo è quello di recuperare i riporti perduti e vendere di nuovo a questi clienti.

Quindi, dopo aver identificato i vuoti da colmare diventa più facile segmentare i clienti persi in base ai loro bisogni.

Offri soluzioni invitanti e che facciano venire l’acquolina in bocca.

Non puoi vivere con la speranza che ritorno da te da un giorno all’altro oppure perché un’altra officina li ha trattati male. Nessuna impresa si sostiene con questo atteggiamento mentale.

Le persone rispondono molto bene alle aziende che cercano programmi fedeltà, perciò una strada da percorrere è sicuramente quella di riagganciare all’amo un vecchio cliente, proponendo un programma di questo tipo.

Ma anche se non hai voglia o tempo di crearne uno, puoi sempre utilizzare oggetti di vario tipo come sconti su prodotti di punta, servizi e assistenze personalizzate e così via.

Qualsiasi cosa tu voglia offrire, devi renderla unica e utile per i clienti a cui vuoi proporla. Soprattutto se si tratta di clienti persi. L’importante è che i tuoi concorrenti facciano a fatica copiare la tua offerta.

Quindi se la maggior parte di loro offre ad esempio, un determinato servizio a titolo gratuito, non ha alcun senso proporre la stessa cosa per riattivare un vecchio cliente.

Devi osare di più e spingerti dove i tuoi competitor hanno paura di addentrarsi.

Ad esempio, costruttore un fortissimo sconto su un servizio particolarmente richiesto in una determinata stagione potrebbe essere un’idea.

Per questo motivo, ho creato per te un modello da seguire per riattivare i vecchi clienti.

La strategia che dovrai utilizzare in molto semplice e veloce:

  1. Crea una lista con i contatti dei tuoi clienti che non vedi da un po’;
  2. Scrivi ad ognuno di loro una lettera usando il modello che trovi alla fine di questo articolo, metti la scadenza che ritieni più opportuna in base al servizio citato;
  3. Invia la lettera via posta (di carta);
  4. Attendi la chiamata;
  5. Telefona a chi non ti ha chiamato, cercando in primis di capire se ha ricevuto la lettera che gli hai mandato.

Puoi provare anche con un numero limitato di clienti, questo ti permette di aggiustare la mira e di correggere la lettera “strada facendo”.

Attendo i tuoi feedback nel gruppo!

In bocca al lupo, Max.

Lettera di riattivazione clienti

I clienti sono la cosa più importante che un’officina possa mai avere.

So che sembra una banalità ma devi credermi, il più delle volte i titolari di officina ignorano totalmente questo patrimonio.

Che tu sia al timone della tua officina da un anno, cinque, dieci o venti, hai idea di chi siano i tuoi clienti? Nel senso, sono gli stessi clienti che sono venuti l’anno scorso? Cinque anni fa? I tuoi clienti vecchi sono stati sostituiti da altri?

È importante tenere traccia dei tuoi clienti sia attuali che potenziali, con la stessa scrupolosità che dovresti utilizzare per tenere traccia al flusso di cassa, perché i clienti stessi creano il flusso di casa.

Una volta che sai chi sono i tuoi clienti è essenziale mantenerli soddisfatti nel corso del tempo, sfruttando sconti, premi ed opportunità, togliendoti dalla testa che i tuoi clienti vengano da te per caratteristiche come “qualità, cortesia o giusto rapporto qualità prezzo”.

Non è sufficiente un “grazie, ci vediamo al prossimo tagliando!”, ma dovresti impegnarti a rimanere in contatto con loro.

TRACCIA I CLIENTI ATTUALI E CREANE DI NUOVI

Come stai profilando i client? E i clienti potenziali?

Ti suggerisco di sfruttare un sistema molto usato da chi fa marketing a livello professionale, che si differenzia di gran lunga da chi spara nel mucchio sperando di raccogliere qualcosa.

Crea una lista di clienti potenziali o clienti che sono venuti in officina da te in modo casuale e un’altra lista per i tuoi clienti abituali.

All’interno di questi elenchi non devi far mancare l’indirizzo fisico, l’indirizzo mail e il numero di cellulare.

Ovviamente mi auguro che tu sia in linea con la protezione dei dati (GDPR Regolamento Ue 2016/679) e che il cliente ti abbia espressamente autorizzato ad inviargli informazioni.

Avere questi elenchi compilati con cura, non solo ti aiuterà a tenere traccia dei clienti che vengono in officina in modo casuale, ma ti aiuterà a convertirli in clienti abituali.

Se qualcuno viene nella tua officina solo per fare la revisione, chiedigli comunque i dati e chiedi l’autorizzazione a inviargli del materiale informativo. Segnati in quale officina è andato fino ad ora e cerca di capire perché, segnandoti il motivo vicino al suo nome.

Inoltre puoi fare la media della sua percorrenza annua: se dai Km segnati nel cruscotto, sottrai i km dell’ultimo tagliando e li dividi per i mesi trascorsi dall’ultimo tagliando, saprai quando in linea di massima scadrà il tagliando la prossima volta, quindi un mese prima potresti inviargli una bella busta di carta come promemoria.

Tu chiuderai un’altra vendita, e il tuo cliente apprezzerà il fatto che ti sia ricordato di lui e lo aiuti nella gestione del veicolo.

Ma non solo, questa profilazione dovrebbe tenere conto di quello che un cliente ha acquistato o richiesto nel tempo, la cifra totale che ha speso, il margine sull’intervento e anche i problemi nella gestione che potresti aver incontrato.

PER VENDERE IN OFFICINA E MANTENERE VICINI SIA I CLIENTI ABITUALI CHE QUELLI OCCASIONALI (O POTENZIALI), DEVI AVERE UN CONTATTO COSTANTE CON LORO.

Qual è il punto di avere una lista di clienti profilata se non la sai sfruttare al massimo?

Contatta con buon senso le persone della tua lista, sia telefonicamente (chiamata o messaggio) che via mail, per comunicare loro quello di cui hanno bisogno o per verificare se sono rimasti soddisfatti del loro precedente rapporto con la tua officina.

Sfrutta l’opportunità di chiedere ai tuoi clienti dei feedback per migliorare i tuoi processi e la tua azienda, contattali non appena hai qualcosa da offrire loro o hai la risposta a un loro problema che ti era stato sottoposto mesi prima.

SU QUALE TIPOLOGIA DI CLIENTI BISOGNA FOCALIZZARSI?

Questa è una domanda che mi viene posta ad ogni consulenza (se vuoi prenotarne una clicca qui).

Anche se non ho la più pallida idea di quella che sia la tua realtà, la prima cosa che consiglio di fare io è quella di puntare sui clienti già acquisiti ma non abituali, ossia i clienti occasionali.

“ah non nuovi clienti…”.

Ci sono vari motivi per cui la penso così…

La prima ragione è che costa molto di più acquisire un nuovo cliente rispetto che trasformare un cliente occasionale in cliente abituale. In secondo luogo, i tuoi clienti occasionali hanno già dimostrato interesse per la tua officina e anche se “leggero”, hai già cominciato ad instaurare un rapporto con loro.

Terzo: se tratti abbastanza bene i clienti esistenti, questi potrebbero segnalare la tua officina ai loro amici e quindi portarti nuovi potenziali clienti, raccontando loro chi siete, cosa fate e soprattutto come lo fate.

Inoltre se le auto sono intestate a persone, puoi anche archiviare le date dei compleanni dei tuoi clienti in modo che, quando arriva il giorno potrai offrire loro uno sconto o un regalo.

Si tratta di gesti piccoli e che a te costano poco, ma che potranno nel tempo portarli ad affidarsi solo ed esclusivamente a te per la tua specializzazione, diventando così un cliente sempre più legato alla tua officina, garantendoti conseguentemente un costante flusso di cassa.

 Cosa dovresti scrivere o dire nelle comunicazioni ai tuoi clienti?

Per prima cosa sottolinea la loro fedeltà, quindi continua parlare loro dei servizi che potrebbero essere di loro beneficio o dai loro motivi per cui dovrebbero venire nella tua officina (DEVI DIVENTARE IL FORNITORE CHE VORRESTI AVERE!!!)

Quindi dai  ai clienti informazioni su come possono effettuare da soli una prenotazione nel tuo sito o invitali a rispondere direttamente alla mail o al messaggio che gli mandi.

Quando il cliente è andato via dopo l’intervento, non dimenticarti di seguirlo con altre comunicazioni specifiche, ad esempio chiedigli cosa gli è piaciuto in particolare del servizio ricevuto, oppure come puoi migliorarlo, o se consiglierebbe la tua officina a un suo amico.

Questa tattica è un altro modo per coinvolgere il cliente nel far crescere la tua impresa.

I clienti saranno felici di lasciare recensioni gratuitamente, se ci vedranno un beneficio.

Le opinioni dei clienti abituali, significano molto di più agli occhi dei clienti potenziali di quello che dici tu.

Quindi crea dei file con le testimonianze positive che rilasciano i tuoi clienti soddisfatti e utilizzali nei tuoi materiali di marketing futuri.

Ovviamente, tieni conto anche delle testimonianze negative, potrebbero essere utili per migliorare determinati reparti.

LIFETIME VALUE DEI CLIENTI IN OFFICINA

Gli elenchi dei tuoi clienti ti danno inoltre un altro dato molto importante, ossia quanto tempo in media il cliente rimane con te.

3, 5, 10 anni?

La cosa importa poco se non hai idea di quanto il cliente ti è fedele nel tempo.

L’idea di base è che sai quanto margini su un cliente in media, sai quanto tempo e per quali servizi acquisirlo.

Mettiamo caso che tu abbia un’officina specializzata in tal marchio, non è necessario che sia un’officina autorizzata, mi basta che tu prenda i veicoli dei tuoi clienti e controlli qual è modello di auto che passa di più all’interno della tua officina.

Oppure su quale tipologia di auto hai più margine, se parliamo di manutenzione ordinaria.

Bene, ora per comodità ragioniamo che per quel tipo di manutenzione in un anno, pagati i ricambi e le spese a te rimangano 100€ (importo buttato lì a caso) e quel tipo di cliente viene da te a fare il tagliando 1 volta all’anno e di media il cliente rimane fedele alla tua officina per 5 anni.

Ora sai che quel cliente ti fa marginare solo sul tagliando 500 euro in 5 anni.

Nel corso di 5 anni, quell’auto ha tutta una serie di manutenzione straordinarie che ipotizziamo ti possano far fruttare altri 500€ di margine.

Abbiamo 1000€ che realmente potresti guadagnare in 5 anni, ma i conti li devi fare tu.

Detto questo, potenzialmente potresti spendere 1000€ per acquisire quel cliente in varie forme e chiudere a pareggio.

Se non segmenti i clienti però, se non fai i conti di cosa margini su quel modello di auto, se non sai dove margini di più, difficilmente potrai sapere questo dato. E se non sai questo dato, non puoi nemmeno sognarti di fare alcun tipo di azione di marketing.

Se non hai in mano questo, non sai nemmeno da dove partire…

Non sai quanto e come investire su sistemi pubblicitari, non sai quanto investire su un cliente perché ti porti un altro cliente e non sai cosa scrivere perché non sai a chi stai comunicando.

E tutti i corsi che acquisterai online per aumentare le tue vendite, senza questo punto di partenza non ti serviranno a niente.

In pratica tu e il marketing non vi incontrerete mai.

È questo il punto.

Come detto più volte, il marketing è un’attività complessa e articolata, quindi devi metterti di impegno se vuoi che la tua officina progredisca.

Alla prossima…

Max.

Solitamente la risposta a questa domanda non è mai corretta. È molto simile al tormentone del tipo “è nato per vendere”, ma in questo articolo vorrei facessimo una riflessione insieme.

Partiamo dal presupposto che nel titolo di Titolare di Officina, c’è il termine “titolare” che a casa mia, deve essere sinonimo di imprenditore.

Per definire un imprenditore possiamo trovare diversi tipi di descrizione, ma quelle te le lascio ricercare comodamente su Google e approfitto di queste righe, per dirti la mia definizione di imprenditore – titolare di officina.

Un imprenditore non è una persona che scambia il suo tempo per soldi, ma è quella figura che è in grado grazie le sue competenze, di fare leva sui seguenti elementi:

  1. Il tempo;
  2. I suoi soldi o quelli che genera la sua impresa (nel nostro caso l’officina);
  3. I clienti.

Tutto al fine di generare un servizio che abbia un certo tipo di valore sul mercato, per il quale dei potenziali clienti possano essere interessati ad acquistarlo.

In poche parole, il servizio che la tua officina offre, deve avere più valore percepito dal cliente, rispetto ai soldi che ti mette in mano.

Fine.

Prima capisci questo e prima riesci a capire qual è il tuo VERO mestiere.

Così facendo ti togli anche dai piagnistei del tipo “offriamo servizi di qualità e cortesia ma i clienti non capiscono”.

Se loro non capiscono, significa che tu hai sbagliato a comunicare.

Tornando al titolo di questo articolo…

Esiste il DNA del titolare di officina?

Sinceramente NO!

Ora non partirmi con la fissa che bisogna essere i geni della brugola… Conosco persone al timone di officine che la brugola non sanno nemmeno cosa sia.

Ci possono essere delle affinità caratteriali, ma nulla di importante.

Una cosa importante invece che ho trovato nei titolari di officina che seguo con le mie prestazioni e che hanno un discreto successo, è la totale assenza di negatività, la totale assenza di egocentrismo, non trovano mai scuse e non sono invidiosi delle altre persone.

Ma al di là di questo, si può imparare ad essere un bravo titolare di officina? Nel senso di essere bravo a gestirla da imprenditore?

Veniamo al dunque.

Stare al timone di un’officina è una qualità che si può imparare, ma non facendo solo un corso, bensì capendo le basi fondamentali e applicandole ogni giorno.

E con questo articolo, voglio darti l’input per dare una sterzata alla tua gestione.

  1. Marketing e posizionamento. Tra gli articoli di Vendere in Officina c’è un’infinità di materiale che tratta questo argomento (puoi inoltre chiedere una consulenza cliccando qui);
  2. Messa in opera.

La messa in opera invece ha diversi protagonisti:

  • Tu come titolare devi essere in grado di generare risultati ottimizzando quello che fai. Non puoi nemmeno lontanamente pensare di generare risultati se il 90% del tuo tempo viene utilizzato per attività che non contribuiscono alla crescita della tua officina.

Tradotto: se sei ogni giorno per 10/12 ore con la testa sotto al cofano, stai dedicando alla vera crescita della tua officina una percentuale di tempo molto vicina allo zero.

Invece dovresti, nel caso fossi da solo, dedicare parte del tuo tempo al marketing per farla crescere.

  • L’officina stessa. Il tuo ruolo di capitano è quello di fare in modo che certe attività vadano avanti senza che ci sia tu di mezzo. Prima cominci a responsabilizzare il tuo team, prima avrai tempo per dedicarti alla crescita della tua officina.

Lo so che ti sembra una perdita di tempo metterti lì a formare i tuoi collaboratori, ma credimi, è l’unica via verso il successo.

  • La gestione dei soldi e del rischio. Questo è un argomento abbastanza caldo. Ho visto titolari di officina gestire questo argomento nella maniera più assurda: a partire da chi ha mangiato 20/30mila euro in attrezzatura perché il commercialista gli aveva detto di investire per non pagare tasse, a quello che per paura di pagare tante tasse lavora a nero dentro un buco di officina che magari gli è stata lasciata dal padre.

Ogni officina ha dei rischi e anche in questo caso si può imparare.

Concludendo, ribadisco come detto più volte che “di marketing si può anche fallire”, di conseguenza un bravo titolare di officina tiene sempre l’occhio sui numeri.

Molte volte potresti ritrovarti pieno di lavoro, quindi sei convinto che sei pieno di lavoro il tuo conto in banca sia in ordine, le sorprese però, arrivano quando a fine mese ci sono le fatture da pagare e tu ti ritrovi senza soldi.

Questa magia, accade solamente perché non sei attento ai numeri, non sai su quali interventi ci sia più margine, non sai quali siano i clienti che ti fanno guadagnare di più, non hai sostanzialmente il controllo di dove stai andando.

Il marketing non è divertimento, il marketing è scienza!

E quello applicato per l’officina, quello vero che parte dai numeri, lo trovi qui su Vendere in Officina.

Alla prossima!

Max…

L’officina è un’attività imprenditoriale articolata e prevede il possesso e lo sviluppo di molte abilità.

Ma non solo, essere al timone di un’officina richiede un coraggio che non tutti hanno.

Possiamo quasi dire che il coraggio, sia proprio una delle capacità che vanno padroneggiate per avere un’officina fiorente.

Ti sembrerà sciocco, ma questa è la prima abilità che cerco di riconoscere quando mi viene chiesto il servizio di Marketing Management per l’officina. Ancora prima di guardare i numeri infatti, cerco di capire se la persona che ho davanti, sia consapevole che per fare impresa bisogna accettare la visione del fallimento.

Fallire vuol dire commettere degli errori.

La persona che ha paura di commettere degli errori, è riconoscibile dal fatto che non vuole mettersi in discussione e ha paura di supportare le proprie idee e convinzioni fino in fondo, oltre che a sostenere dentro di sé, che fare ciò che gli altri non hanno mai fatto sia una pazzia, che se non lo ha mai fatto nessuno allora vuol dire che è irrealizzabile, perché nella sua mente bisogna sempre e comunque seguire la strada già battuta da qualcun altro.

Ecco, le imprese non si costruiscono così.

Le grandi aziende della storia infatti, sono state fatte da persone coraggiose che hanno messo a rischio tutto quello che avevano pur di raggiungere il proprio obiettivo.

Jobs, Ferrari, Schultz, Del Vecchio, Lauren, Rosso e tanti altri, sono tutti nomi di persone consapevoli che nel momento del lancio stavano rischiando oltre che al proprio lavoro, tutti i soldi che avevano in tasca.

Accogliere il rischio, significa mettere in campo le proprie risorse per costruire e per conquistare un reparto, un luogo o una specializzazione, come nessun’altro ha mai fatto prima.

È questo che fai quando ti focalizzi in un determinato servizio con la tua officina e ti posizioni nella mente dei clienti. È questo l’atteggiamento mentale che ridefinisce il tuo brand e lo focalizza.

Si lo so che quando ti metti a pensare a queste cose, ti assale la sensazione di smarrimento perche tutti i tuoi concorrenti hanno un’insegna 6X3 piena di servizi e io sono mesi che ti dico di segare tutto.

Nelle officine “vecchia scuola” si è sempre fatto in una certa maniera, ma tu se ti vuoi salvare devi andare controcorrente.

Lo so che fa paura, ma è un rischio che un imprenditore degno di nota, deve saper affrontare se non vuole continuare ad essere il meccanico di periferia, al quale si rivolgono solo perché non costa un cazzo.

Sostanzialmente ti sto suggerendo di uscire dal tuo capannone e di andare a conquistare territori dove nessun altro è stato prima d’ora.

Perché se hai un’officina e come unica strategia di marketing utilizzi quella di aprire il portone e aspettare perché tuo papà ti ha detto che il passa parola è l’unica soluzione, credo tu non ti possa definire un imprenditore.

A pere mio, la differenza tra un possessore di partita iva e un imprenditore, si trova proprio nel fatto di mettersi in gioco non solo investendo denaro, ma anche nel prendersi la responsabilità di innovare, scommettendo tutto sul fatto di riuscire a farcela. Questa è un’impresa!

Passare da gestire la tua officina come titolare per diventare imprenditore, significa quindi mettere in campo soldi, tempo e capacità di riuscire a conquistare una fetta di mercato dove vendere i tuoi servizi?

In realtà questa è solo la prima parte dell’attività imprenditoriale che sicuramente potrebbe dare una soddisfazione economica, ma che ha anche un punto debole.

Il fianco scoperto è che l’officina così progettata, ha una fragilità vitale che è palese nelle piccole e medie imprese, ed è data dal fatto che la vita di un’impresa dipende dalla vita del titolare.

In effetti la causa della morte professionale di molte “officine allo sbaraglio”, è collegata al pensionamento o addirittura alla scomparsa del “padrone”.

Qual è allora l’officina che resterà impressa nella storia?

Quella che saprà creare il proprio brand.

Pensa a quante aziende sono ancora in piedi nonostante non ci sia più il fondatore all’interno.

A mio avviso questi sono imprenditori che hanno fatto delle vere e proprie IMPRESE, inseguendo un sogno e scommettendo tutto quello che avevano, accettandone i rischi.

Fare impresa è riuscire a costruire un’azienda così solida che possa continuare a vivere anche dopo l’uscita di scena del suo fondatore.

Inoltre un’azienda deve possedere un brand esistente a prescindere dall’imprenditore alla quale è legata, questo è il vero valore sul mercato.

Invece la maggior parte delle officine italiane è condotta da un imprenditore che è l’unico riferimento per tutto.

Queste sono aziende che non hanno alcuna possibilità di essere vendute o passate ai figli e di conseguenza non hanno sufficienti circostanze di sopravvivenza, a meno che, il nuovo timoniere non possieda competenza e coraggio per cambiare rotta immediatamente.

Per questo motivo vedo ancora vecchietti girare con la Graziella per l’officina che loro stessi hanno creato, perché la fiducia dei clienti è ancora collegata a doppio filo alla loro presenza dentro una tuta blu.

ENTRA NELLA COMMUNITY

E quando accade questo, non importa che l’officina sia nella condizione giuridica di Srl o Spa, sarà sempre un’impresa individuale legata ad una persona.

E in queste realtà, se passano 10 clienti per fare lo stesso intervento a 10 veicoli identici, avranno 10 trattamenti diversi perché “il vecchio” dovrà essere sempre l’ultimo che mette la parola sui conti.

Queste gestioni non sono più possibili.

La gestione di officine eseguita in questo modo, poteva andare bene in un periodo storico in cui effettivamente bastava aprire il postone e far sapere la propria esistenza nel territorio con una bella insegna.

Ma ora non si possono più gestire le officine in questa maniera.

La cosa fondamentale che tu ed ogni titolare di officina dovete capire, è che le officine non si possono più creare intorno ad un servizio e non si costruiscono nemmeno attorno ad una persona.

Non può dipendere tutto da te, dalla tua bravura con le mani e dal tuo gestire ogni cliente come ti gira quel giorno.

Ecco perché ti serve un brand.

Un brand forte è la tua assicurazione per evitare che un qualsiasi cambiamento sul mercato, ti tolga l’officina dalle mani.

ENTRA NELLA COMMUNITY

Il tuo vero lavoro non è stare con la testa sotto al cofano, ma è quello di creare il tuo brand.

Il tuo dovere morale dunque, è imparare tutto ciò che cerco di trasferirti, senza ascoltare le cazzate che trovi in giro come “cose in officina” o altre scemenze e applicare quello che apprendi per filo e per segno.

Vendere in Officina è questo, ed è l’originale.

Puoi trovare dei professionisti che lavorano per te in maniera dignitosa, ma se non saprai dirgli quali sono i tuoi obiettivi e il budget che puoi impegnare per raggiungerli, sarà completamente inutile.

E lo sai da dove partire per evitare di creare qualcosa che non ti permetta nemmeno un giorno di vacanza?

Ovviamente dai numeri.

La tua officina è stata creata da un pazzo con un sogno, ma un sogno senza i numeri non si avvererà mai.

Alla prossima!

Max.

Sei dubbioso se pagare le fatture, gli stipendi, la rata del leasing o gli F24? Allora questo articolo fa al caso tuo.

Sicuramente non ti è mai successo prima, so che quei soldi non li hai utilizzati per andare in villeggiatura, so che sei tra quelle persone che si fanno in quattro per tirare il carretto, che rinuncia ad ogni cosa e che odia questa condizione, non preoccuparti, capisco benissimo.

Ho visto diversi titolari di officina ritrovarsi nella tua stessa situazione che posso quasi delinearli uno per uno.

Solitamente chi legge gli articoli di Vendere in Officina è una persona sveglia e capace, alla quale è capitato qualche intoppo che lo ha scaraventato in un tormento senza fine.

La paura di non farcela, l’ansia di perdere tutto e quella sensazione di debolezza, prima o poi colpiscono ogni imprenditore in difficoltà finanziaria, o meglio, colpiscono quegli imprenditori onesti che non sopportano di avere debiti con qualcuno.

Ti senti sperduto, confuso e non sai da dove iniziare…

Il mio obiettivo mentre scrivo questo articolo è proprio quello di evitare che, preso dalla confusione, tu commetta delle stupidate che potrebbero costarti caro.

È normale che quando a guidare le tue scelte c’è l’irrazionalità, il margine di errore aumenti in maniera esponenziale.

Quindi mettiamo subito sul piatto 3 concetti che devi tenere a mente quando escono i soldi dalla tua cassa.

Le 3 domande che devi farti quando pianifichi i tuoi pagamenti per evitare il tracollo

Prendere delle decisioni con lungimiranza, ti permetterà di avere a disposizione delle regole di scelta oggettive e di non sprecare i pochi soldi che hai in tasca.

Prima di procedere verrei mettere in chiaro una cosa:

Quello che stai per leggere può essere utilizzato a fin di bene, quindi per permettere al sangue di circolare normalmente nelle vende della tua officina, oppure per comportarti in maniera sbagliata.

La scelta dipende esclusivamente dalla tua etica professionale.

Quindi parto dal presupposto che quando paghi un creditore sacrificandone un altro, non lo fai con l’obiettivo di fregare qualcuno.

Sicuramente sei una persona che vuole rispettare tutti gli impegni e pagare quello che deve, ma che non riesce a farlo perché la sua attività non incassa come dovrebbe, i margini di guadagno si sono ridotti o ha subito qualche perdita.

Quello che avvicina tutti i titolari di officina con i quali lavoro, è che hanno sul conto corrente e meno soldi di quelli che servirebbero.

Se fosse diversamente non ci sarebbe alcun tipo di problema: pagherebbero tutti.

ENTRA NELLA COMMUNITY

Prima di entrare nel vivo della cosa, vorrei spiegarti quello che non devi assolutamente fare e che sono certo, tu abbia già fatto.

1) Non pagare con piccoli acconti un po’ tutti;

2) Non cercare di tamponare un po’ qua e un po’ là.

3) Non pagare gli importi più bassi nel frattempo che recuperi soldi per quelli più pesanti.

Fare queste cose è abbastanza istintivo, perché ti sembra facendolo, di prendere in mano la situazione, di fare qualcosa e di tenere calmi i fornitori.

Voglio essere sincero, non è così.

Perché preso dall’ansia del momento, ti ritrovi a dare quei pochi soldi che hai a quello che insiste di più, ma non è mai la strada giusta da seguire.

Tutte queste attività che ti fanno sentire meglio in quel momento, ti fanno anche correre il rischio di rovinare il tuo futuro e quello della tua officina.

Stai facendo andare i soldi nella direzione sbagliata e lo stai facendo nel modo peggiore possibile.

Ma non solo…

Se non fai attenzione e la situazione si dovesse aggravare, rischi anche problemi più gravi del ritrovarti senza liquidità per tenere aperta l’officina.

Ora che hai capito quello che devi evitare di fare per non ritrovarti con il conto in rosso, veniamo alle cose utili e pratiche, che può iniziare a mettere in pratica già da domani mattina.

Come dicevamo tra le prime righe di questo articolo di Vendere in Officina, ci sono tre domande che devi porti prima di aprire il portafoglio e di decidere chi, come e quando pagare.

Sono domande importantissime che permettono di circoscrivere dei veri e propri criteri di selezione e di raggruppamento dei pagamenti da effettuare.

A seconda delle risposte che dai, crei una graduatoria in base al punteggio e stabilisci la priorità nei pagamenti.

L’efficacia nella produzione del fatturato è un criterio decisionale indispensabile quando ti mancano i soldi per pagare tutti.

ENTRA NELLA COMMUNITY

In una situazione di normalità tu hai entrate ed uscite regolari, una lista di clienti, una di fornitori e una di creditori.

In una situazione anomala come quella di insufficiente liquidità invece, devi fare una selezione accurata.

Veniamo quindi alle domande che devi porti per decidere quale pagamento è il più conveniente per te.

Domanda numero 1

Il pagamento che sto per effettuare mi serve per produrre nuovo fatturato?

Quando arriva il momento di ridurre le spese, tu come molti altri titolari di officina tendi a tagliare sui costi più facili da ridurre. E le prime cose che sono coinvolte in questo genere di tagli, sono le iniziative commerciali. L’errore che comporta questo taglio è enorme, io capisco che l’officina può andare avanti lo stesso, certo, ma fino ad un certo punto.

Quando fai questo tipo di scelta stai sacrificando il fatturato di domani per ridurre i costi di oggi, ma se riduci i costi di marketing oggi, domani sarai sempre nella situazione di oggi, quindi in assenza di liquidità.

Ricordati sempre quello che hai appena letto.

So che a primo impatto ti sembrerà paradossale, ma in un momento di difficoltà, decidere di pagare l’affitto del capannone rinunciando ad iniziative commerciali, è follia pura.

Ovviamente, chi ha potere decisionale su quali pagamenti sono prioritari, oltre che la cassa, sono le garanzie rilasciate ai creditori.

Domanda numero 2

Quali garanzie hai rilasciato ai tuoi creditori?

Partiamo dal presupposto che ci sono diversi tipi di garanzie e che quello che hai fatto in passato, decreta i binari nei quali sei costretto a viaggiare in futuro.

Ricorda: non devi mai dimenticarti il grado e la tipologia di garanzia che hai rilasciato.

Perché solo le garanzie che creano la prelazione dei tuoi pagamenti.

Perché potresti ritrovarti ad affrontare sanguinosi piani di rientro su debiti meno garantiti e poi scoprire che sei in sofferenza bancaria sul muto ipotecario, mettendo a rischio la casa.

Questo è un errore che rischia di farti perdere tutto il patrimonio nel giro di due firme.

Domanda numero 3

Posso sostituire il fornitore?

Il grado di intercambiabilità del creditore è un altro fattore che determina se una scelta è giusta o sbagliata.

Quel fornitore, lo poi sostituire?

Solitamente un’altra tendenza che solitamente si ha, è quella di cadere alle minacce del creditore più insistente: più il fornitore è comprensivo, meno viene pagato e viceversa, più è aggressivo, più è facile che riceva il suo pagamento puntualmente.

Costruire e gestire nuovi rapporti di fornitura, sono elementi fondamentali che stabiliscono il successo o il fallimento della tua azienda, in un momento di crisi finanziaria.

Rispondere a queste domande in maniera concreta, ti permetterà di non consumare liquidità quando le emozioni negative prenderanno il sopravvento.

Ma non è tutto.

Se vuoi che la situazione cambi, devi sapere cosa rischi facendo una scelta anziché un’altra e devi fare azioni che ti permettano di ridurre al minimo questi rischi.

Io suggerisco sempre di analizzare nel dettaglio tutti i numeri.

Non trascurare nessun costo, nemmeno il tuo compenso, prendi carta e penna e scrivi chiaramente tutto ciò che esce dalla tua officina e tutto ciò che entra.

ENTRA NELLA COMMUNITY

Inserisci anche finanziamenti, leasing e ammortamenti vari, gli interessi che devi alla banca, ogni singolo euro.

Con questo foglio tra le mani puoi programmare le uscite, ma solo dopo essersi posto le domande che ti ho rivelato in queste righe.

Anche se la tua cassa è limitata non tagliare mai totalmente i costi di marketing, piuttosto concentrati su azioni che possono portarti immediatamente del fatturato, ad esempio una campagna per riattivare un cliente perso.

In un momento angoscioso come la mancanza di liquidità, non pensare di poter destinare tutte le tue risorse per pagare i fornitori.

Il tuo obbiettivo è quello di fare in modo che l’azienda non si fermi, il motore della tua officina non deve spegnersi, perché finché rimane in moto, c’è sempre la possibilità di cambiare completamente il suo futuro.

Ricorda: usa quello che hai imparato in questo articolo in maniera etica mi raccomando. I fornitori vanno sempre pagati, non tirargli mai il chiodo.

Ci rivediamo da queste parti…

Non mollare mai!

Max.

Bruce Wayne, appena tornato a Gotham City dopo un lungo addestramento nella Lega degli Assassini, inizia subito a mettere in pratica delle tecniche di combattimento infallibili, che accompagnate dalla teatralità fanno nascere Batman.

Prima di affrontare l’argomento di cui ti parlerò su questo articolo, vorrei farti ragionare su questo.

Credo che nessuno possa discutere sul fatto che le capacità di combattimento di Batman, non variano minimamente a seconda che lui sia o meno all’interno del suo costume.

Sicuramente sotto il mantello ha delle armi e una corazza molto resistente che lo protegge dai colpi, ma queste cose le potrebbe portare con sé ed utilizzarle con maestria, anche se non si vestisse da pipistrello nero come la morte.

Ma il suo costume ha uno scopo ben preciso: terrorizzare i criminali.

Stiamo parlando della stessa persona, ma a differenza di Bruce Wayne che si muove per la città con una Lamborghini, vestendo un abito di sartoria sopra una camicia bianca, Batman indossa una maschera terrificante e si aggira nell’oscurità calandosi con un cordino d’acciaio a testa in giù, motivo per cui i suoi nemici se la fanno sotto dalla paura.

E la paura, riduce al minimo la combattività dei criminali, che potendo decidere sono più portati a scappare piuttosto di affrontare l’uomo dal mantello nero.

Se hai visto il film, avrai notato come Batman dedica la massima cura ad ogni minimo dettaglio.

Al di là delle armi efficaci, ogni oggetto ed ogni dettaglio del suo costume, doveva essere come voleva lui e serviva a rafforzare il suo personaggio di particolarità che potessero spaventare i suoi nemici.

Ogni non curanza gli sarebbe potuta costare la vita.

Anche quando Lucius gli mostra il prototipo di quella che in un secondo momento diventerà la Bat-Mobile, Bruce Wayne chiede immediatamente se è possibile averla nera.

E questa cosa non la fa perché il nero va con tutto.

La Bat-Mobile deve essere nera come la notte, come la maschera e tutto il costume, come l’oscurità dove lui si muove per combattere il crimine, nera perché tutto sia più terrificante possibile.

E se tu sei titolare di un’officina, dovresti cominciare a ragionare come Batman se vuoi sconfiggere i tuoi nemici (concorrenza) e salvare i buoni (clienti).

I nemici sono tanti, forti e potenti, ed hanno molte più risorse di te che sei da solo.

Solo come Batman…

Teatralità e inganno sono armi potenti Alfred… è un buon inizio! “Tratto dal film Batman Begins”.

RACCOGLI IL TUO CORAGGIO E VAI A SALVARE I CLIENTI DALLE GRINFIE DELLA CONCORRENZA

Nel dover mettere i servizi che offre la tua officina sul mercato, ti ritroverai molto spesso a competere con tutta una serie di difficoltà: aziende molto più grandi e potenti di te e officine gestite da cazzabubolari che “ingannano“ il cliente per poi percuoterlo senza pietà.

Se provi ad affrontare questi nemici frontalmente, finiresti subito per essere fatto a pezzi, devi quindi imparare a muoverti nell’oscurità e senza dare nell’occhio.

COME RIUSCIRE A SALVARE I CLIENTI DALLA CONCORRENZA QUANDO SEI SOLO E PIENO DI NEMICI COME BATMAN

Per riuscire a penetrare nel palazzo dove i tuoi clienti sono tenuti in ostaggio, devi strutturare degli attacchi mirati, mai frontalmente ma ai fianchi, magari dove i tuoi concorrenti sono troppo deboli e indifesi, ma soprattutto dove non si aspetterebbero mai di essere attaccati.

È doveroso fare una precisazione: quello che sto per dirti richiede una notevole capacità strategica sia a medio che a lungo termine.

Quindi, se ad esempio non ti sono ancora chiari i concetti più basilari come ad esempio “che l’estensione dei servizi offerti è un’illusione di una crescita breve termine, ma che causa dei danni all’officina nel lungo periodo”, meglio se lasci questo articolo da parte, per magari tornarci sopra in un secondo momento.

Devi attaccare i tuoi concorrenti ai fianchi per rubargli una fetta di mercato.

Con rubare una fetta di mercato voglio dire che il concorrente che attaccherai, continuerà magari a rimanere quello con l’officina più “grossa” che c’è nella tua zona, più conosciuta, più forte, più potente e più ricca.

La tua però nel frattempo crescerà, perché quelle che per una grande azienda sono briciole che gli porti via, per te sono una montagna di soldi.

Portare questo genere di attacco implica che dovresti già aver scelto una categoria in cui posizionarti, una nicchia che per quanto possa essere piccola appartiene solo a te.

Per fare attività del genere, devi essere attento e scrupoloso come lo è Batman.

Devi avere una lungimiranza strategica nel medio e nel lungo periodo e devi essere tra i primi ad offrire un certo tipo di servizio.

Se la tua officina non soddisfa questi parametri, ti fermi qui.

Non puoi fare marketing di nessun tipo, non ti serviranno le parole magiche da dire in fase di accettazione e non ti servirà nemmeno nessuna competenza per scrivere post su Facebook.

Capito il fatto che senza una strategia non riuscirai mai ad avere successo con la tua officina, bisogna affrontare un’altra questione:

Quando devi attaccare qualcuno, specialmente se devi farlo dove non se lo aspetta, cerchi di farlo anche quando non se lo aspetta… In sostanza un attacco a sorpresa.

Tendenzialmente però quando si vuole mettere un servizio sul mercato, si fanno prima dei test per evitare di mettere a rischio tutto il proprio capitale.

Il problema è che se fai dei test, rendi pubblico a tutti che cosa stai facendo e quindi perdi il fattore sorpresa; il tuo nemico a questo punto potrebbe eseguire delle contromisure e di conseguenza strapparti quella nicchia in cui volevi arrivare primo.

Per questo ti dico che servono abilità strategiche e di lungimiranza per muoversi in una realtà difficile come la nostra.

Quindi se i test non li fai con i tuoi già clienti, dovresti cercare di anticipare quale sarebbe la risposta della concorrenza ai tuoi test.

  • Se dovesse accorgersene?
  • Prenderebbe provvedimenti?
  • Con quale velocità e quali risorse a rispetto a te risponderebbe al tuo attacco?
  • Anche se volesse fare qualcosa, sarebbe in grado di prevedere e prendere provvedimenti o sarebbe costretto a guardare fiaccamente le tue mosse per mancanza di cassa?

Solo tu puoi dare risposta a queste domande.

Siamo seri… Nel fare si corrono dei rischi, ma è anche vero però che se stai fermo le cose non cambieranno mai.

Dipende tutto dal tuo caso specifico (che situazione hai davanti) e da te (quanto sei disposto a rischiare).

Per stare al timone di un’officina ci vuole il coraggio di Batman: coraggio nelle scelte che bisogna, prendere nonostante la fuori il contesto sia ben poco diverso dalle ostilità di Gotham City.

Detto questo, ti invito a fare attenzione riguardo ai test di mercato. Nel posizionamento e soprattutto nell’ambito che stiamo affrontando ora, ricerca e lungimiranza non hanno lo stesso valore.

Sicuramente, se tempo fa quelli di Apple fossero andati in giro a chiedere alle persone, se fossero state interessate all’acquisto di uno Smartphone da 1000€, si sarebbero sentiti rispondere con offese alla mamma. Ma Apple, essendo stata timonata da chi la vista ce l’aveva lunga, sappiamo tutti come sono andate le cose.

Prima di vedere insieme alcuni esempi di tattica di attacco, c’è un’ultima caratteristica che devi fare tua quanto prima.

NEL MARKETING IN OFFICINA SI INVESTE SUL CAVALLO PIÙ VELOCE.

Mi capita molto spesso di vedere officine (ma anche aziende che operano in altri settori), erogare diversi servizi.

Di questi servizi erogati, uno o al massimo due sono remunerativi per una buonissima percentuale, mentre tutti gli altri sono più che altro un dispendio di risorse ed energie.

Sai cosa fanno i titolari di queste aziende?

Commettono un errore gravissimo che magari commetti anche tu: cominciano a investire sei servizi che “vanno” meno per cercare di portarli al livello degli altri.

QUESTA COSA NON S’HA DA FARE… MAI!

La mossa giusta è di continuare a investire risorse ed energie sui quei servizi che già stanno andando bene.

Fine…

“MA io… Pensavo!”.

Ho detto fine…

Trovata la tua specializzazione (perché di quello stiamo parlando), grazie alla quale con un attacco al fianco sei riuscito a ferire il tuo nemico, sottraendogli una fetta di mercato, il più grande errore che puoi fare a fermarti.

Quando durante il combattimento sei riuscito a infilare il coltello in un fianco, lo devi spingere sempre più a fondo. Se quel servizio o quel modo di lavorare che la tua officina sta padroneggiando, e quella strategia si è dimostrata efficiente nel rubare una fetta di clienti al nemico, devi continuare ad insistere su quel punto, cercando di migliorare il migliorabile.

Ribadendo quanto visto fino a qui, per attaccare la concorrenza e rubargli una fetta di mercato devi:

1) Avere lungimiranza strategica nel medio e lungo termine (conoscere bene la tua realtà, i tuoi concorrenti e il mercato in continua evoluzione);

2) Padroneggiare una nicchia specifica;

3) Lanciare un attacco a sorpresa nella totale oscurità della tua concorrenza, in funzione di quanto hai bisogno di testare, ma soprattutto di quanto hai coraggio di rischiare;

4) Una volta che nemico ferito non fermarti! Investire sempre di più sul posizionare il tuo servizio, sarà l’equivalente di girare il coltello nella piaga.

In quanto titolare di officina, devi assolutamente rubare una fetta di clientela ai tuoi competitor mediante la strategia della specializzazione in un determinato tipo di servizio.

In questo articolo ho cercato di farti chiarezza, ma resta il fatto che, come abbiamo visto prima, come ha fatto Batman a Gotham City, una città pericolosissima e piena di poliziotti corrotti e criminali, è sempre una questione di coraggio.

Come dico sempre, stare al timone di un’officina non è un mestiere per fighette, per timidi o deboli di cuore. Per questo motivo devi essere uno stratega che considera tutte le eventualità e che sa prendere decisioni coraggiose.

Solo così nessuno riuscirà a colpirti alle spalle.

La Bat-Mobile è pronta signore… Che la missione abbia inizio!

Se hai bisogno di qualcosa, puoi richiedere la Bat-Consulenza cliccando qui.

Se invece vuoi interagire con me e i tuoi colleghi, ti aspetto nella Bat-Community.

Ci vediamo da queste parti… Passo e chiudo!

Anche se in prima elementare odiavi la matematica e quella racchia della maestra ti stava anche sulle palle, ricorderai sicuramente che 1 + 1 = 2 e sei cresciuto con il pensiero che la matematica non è un’opinione.

Effettivamente questa cosa è reale: i numeri dicono sempre la verità.

C’è però il rischio di intenderli nella maniera sbagliata e di conseguenza di non capirne il vero percorso.

Magari in officina tu hai il compito di occuparti dell’area amministrativa e questo incarico lo ricopri con maestria da diversi anni, quindi ti fermo subito: NON STO PER DIRTI CHE NON SAI FARE I CONTI.

Questo articolo ti aiuterà a capire tutte le bugie che i numeri ti raccontano sui tuoi clienti.

Qui su Vendere in Officina siamo tutti soggetti molto pratici, quindi, ritenendo che anche tu sia una persona che vuole andare subito sul concreto, questo articolo lo scriverò in modo tale che metta a confronto due situazioni che in officina capitano quotidianamente, cercando di farti evitare errori che vanno a erodere il tuo margine.

Se sei passato dal frigo e hai impugnato la birra, possiamo partire…

Per oggi hai in appuntamento due tagliandi con kit distribuzione da fare e le auto in questione sono due Golf 7 – 1.6 TDI con 210 mila km. Le auto sono identiche e le clienti, Elisa e Marika, stanno attraversando il tuo cancello proprio in questo momento.

Elisa è una persona molto decisa, sa esattamente cosa vuole e quando ha avuto l’appuntamento per il tagliando preso al telefono, oltre ad averti chiesto per quanto avresti trattenuto l’auto, non ha fatto altre domande.

Al momento della firma dell’ordine di lavoro, gli comunichi che l’intervento avrà un costo di circa 1000 euro e la sua risposta è un semplice “mi fido di voi, fate quello che c’è da fare.”.

Quando domani mattina Elisa passerà a ritirare l’auto, ti consegnerà la carta di credito e la tua prestazione sarà saldata prima che vi salutiate con un’amichevole stretta di mano.

Hai mai avuto un cliente migliore di questo?

Ora in ufficio entra Marika, che prima di aver scelto di affidare l’intervento alla tua officina, ha fatto 5 preventivi (oltre al tuo) con altri meccanici. Per qualche motivo sa che sei la scelta giusta, ma comincia a chiederti se la pompa dell’acqua che si è trovata nel tuo preventivo è proprio da cambiare, perché ha sentito che se non perde non serve. Inoltre ti chiede di non fargli spendere tanto e di fare solo quello che c’è da fare.

A questo punto passi mezz’ora a fargli un corso su come funziona un premistoppa, spiegandogli che se si mettese a perdere tra 30 mila km, bisognerebbe tirare giù tutto nuovamente. Lei decide di andare, ma non è del tutto convinta e tu sai già che domani mattina venendo a ritirare l’auto, si inventerà mille storie come al solito.

Il tuo sesto senso non sbaglia! Infatti al momento del conto, identico al preventivo, comincia a chiederti di fargli un po’ meglio e che intanto ti lascia un acconto di 200€ su un conto di mille.

Per saldare totalmente la fattura, Marika ci mette 4 mesi ad acconti sempre di 200€ sollecitati telefonicamente dalla tua segretaria e ogni volta che viene, si inventa un rumorino nuovo per ricordarti che non hai fatto un buon lavoro.

Alla fine della fiera, anche Marika ti paga 1000€, esattamente come Elisa.

Proprio a questo punto, quando chiudi il conto e ti senti tranquillo di aver incassato i tuoi soldi, i numeri cominciano a modificare la verità.

Mettiamo il caso (solo per comodità didattica) che come margine netto un servizio del genere ti porti 500€.

Elisa e Marika ti hanno fatto guadagnare 500€ a testa?

Assolutamente no.

Lavorando con Marika hai perso tempo tra preventivo, accettazione veicolo e gestirla ogni volta che veniva a lamentare quel rumorino generato nella sua testa, solo per vedere se riusciva a sfilarti 100€ di sconto. Tempo che potevi benissimo aver investito in altre attività remunerative.

Ma non è finita, perché l’intervento di Marika, che ti ricordo ci ha messo 4 mesi per pagarti, ti ha costretto ad anticipare soldi per saldare i ricambi prima di incassare e questo ritardo ti causa un altro invisibile problema.

Infatti questo genere di modalità d’incasso, va a danneggiare il delicato bilanciamento che hai fra entrate e uscite, e ti costringe ad affidarti più del dovuto, a strumenti come il fido di cassa o l’anticipo fattura e questi strumenti non sono gratuiti, quindi vanno considerati insieme al tuo tempo perso, come costi che vanno a “mangiare” parte di quei 500 euro, che hai guadagnato pieni nel caso di Elisa.

La storia di Elisa e Marika, sono l’esempio lampante che i clienti non sono quasi mai identici.

Per questo che dico sempre che se non stai attento, più clienti rischiano di farti saltare per aria.

COSA FARE PER AVERE PIÙ CLIENTI “ELISA”

Prima di tutto devi accettare una verità sacrosanta: il tuo organico e le tue risorse sono poca cosa.

Nel senso che non hai soldi infiniti e non siete in 200 in officina.

Per questo motivo, ogni briciolo di energia investita deve avere il massimo ritorno possibile, di conseguenza non puoi lavorare con gente come Marika, ma è fondamentale che tu tratti soltanto con clienti Elisa.

I clienti giusti, non ti rubano tempo e risorse.

Il ragionamento di molti titolari di officina però è proprio contrario: “visto che siamo una piccola realtà, dobbiamo necessariamente lavorare con chiunque entri da quel portone offrendo di tutto.”.

Ma questo è l’equivalente di voler suicidarsi…

Perché più allarghi la gamma di servizi offerti, più sei considerato un generalista e più sei considerato generalista, meno la gente rispetterà la tua professionalità.

Cominceranno a saltare gli appuntamenti senza che nessuno ti avvisi, cominceranno a chiederti di fare degli interventi che sono solo rotture di palle dove non guadagni nulla, cominceranno a pagarti quando vogliono loro, a chiederti sconti su sconti, a contestarti i lavori e tutta una serie di cose che stanno già frullando dentro la tua testa e che quindi non ha nemmeno senso che io te le scriva.

Quando ti trovi in situazioni come queste il problema non è soltanto il cliente, il punto critico dell’intera faccenda siete tu e il tuo marketing, quest’ultimo non creato ad hoc per attirare solo e soltanto potenziali clienti perfettamente in target.

Quello che devi fare è accettare che ci sono clienti buoni clienti cattivi e decidere di lavorare solo e soltanto con i buoni. Sono consapevole che la cosa ti spaventa. So che stai pensando alle bollette da pagare, ma tranquillo, non parlo di scelte drastiche da un giorno all’altro, ma di un cambio di mentalità è fondamentale.

Perché bruciare le tue energie per clienti che non ti fanno guadagnare, non farà crescere la tua officina e non ti fa dormire sonni tranquilli.

TRE PUNTI FONDAMENTALI PER SOSTITUIRE I CLIENTI CATTIVI CON QUELLI BUONI

1) Lavora sul tuo marketing: studia i materiali che trovi su Vendere in Officina e crea un posizionamento forte per la tua impresa, che faccia percepire ai potenziali clienti in target che sei l’unica soluzione per loro. Questo ti permetterà di eliminare mano a mano, tutti quelli che non rispettando la tua professionalità.

2) Elimina i clienti cattivi: non deve succedere dall’oggi al domani, ma deve essere fatto. Smetti di mandargli il richiamo della revisione o offerte di ogni tipo. Un cliente non in target ora, non lo diventerà e rimarrà sempre comunque un rompi coglioni.

3) Trova nuovi clienti; non con la pubblicità scema però, ma con attività specifiche e raffinate che ti consentano di attirare a te proprio il tipo di cliente che vuoi. Ma prima di cominciare cerca di posizionarti, perché senza un buon posizionamento, non è possibile fare nessun tipo di attività in modo efficace.

Non dimenticarti che i numeri dicono la verità solo se tu la vuoi sentire!

Quando ne hai voglia mi trovi sempre da queste parti, oppure tramite la pagina consulenza.

Perseverare non sempre è diabolico…

Max.

Sicuramente ti sarà capitato una volta nella vita, di guardare uno di quei film d’azione dove c’è un uomo che da solo riesce far fuori decine e decine di nemici grazie al suo sangue freddo è alla mira da tiratore scelto.

Dei veri e propri eroi che grazie al loro arsenale di armi, riescono a mettere a segno un colpo dopo l’altro, sterminando tutti i cattivi e salvando la bella, che sistematicamente i criminali tengono in ostaggio.

Cosi come fanno “i buoni” dei film d’azione, tu devi combattere giorno e notte contro i cattivi, che nel nostro caso sono gli errori quotidiani che potrebbero portarti a drammatiche situazioni economiche, mentre la bella da salvare è la tua officina ovviamente.

In questo articolo vorrei trasferirti quello che c’è da sapere per mettere in sicurezza la tua officina, perché quello che stai per apprendere fa tutta la differenza del mondo tra l’avere un’officina forte e in crescita e una che ti costringe a farti vendere la casa per pagare i debiti.

Partiamo da un presupposto importantissimo: per quanto riguarda una piccola e media impresa, nel nostro caso un’officina, il generale al comando non sei tu, ma la cassa.

Si, hai capito bene, tu sei più o meno un maggiore o un colonnello, che ha facoltà di prende tutte le decisioni tattiche, ma che prima di avviare un’azione deve essere autorizzato da un superiore, ecco, il tuo comandante è la cassa della tua officina.

E questo deve avvenire per il semplice fatto che la cassa rappresenta la vita della tua officina e quando arriva a zero il gioco è finito, GAME OWER, KAPUTT!

Magari riesci a “tirare avanti” un altro po’ indebitandoti, ma prima o poi l’inevitabile sipario si chiuderà lo stesso.

Ti faccio un esempio: se domani mattina Amazon dovesse commettere un grandissimo errore da un punto di vista di marketing che gli facesse perdere milioni di dollari, non sarebbe un problema. Amazon ha talmente tanti soldi che anche dovessero perdere diversi milioni, l’azienda resterebbe in piedi solida come sempre, supportata dalla sua praticamente infinita ricchezza e naturalmente dal suo brand oramai nella bocca di tutti.

Per Amazon (che i soldi non li fa con l’e-commerce ma da “Amazon Web Services”, il servizio che gli permette di controllare il 51,8% dell’infrastruttura Cloud – ossia servizi web che vende ad altre aziende a livello mondiale -, seguito da lontano da Microsoft con il 13,3%, Alibaba con il 4,6%, Google 3,3%, e IBM con l’1,9%,) la cassa non la fa da padrone e di conseguenza può permettersi tutti gli errori di valutazione che vuole, continuando sempre comunque ad esistere.

Mentre Amazon può buttare milioni e continuare ad esistere, se tu fiammi con un solo errore alcune migliaia di euro, salti per aria, finisci i soldi, ti riempi di debiti e la giostra si ferma.

Nel tuo caso la cassa la fa da padrone, nel senso che puoi permetterti di investire nelle tue attività di marketing, un numero limitato di soldi.

Quindi devi renderti conto che se consumi tutta la casa sei finito e capire che il tuo scopo è spendere al meglio il poco denaro che hai a disposizione, cercando quindi di ottenere il massimo del risultato possibile con il minimo investimento.

Appurato questo, possiamo analizzare il secondo punto che voglio affrontare.

Se sei qui su Vendere in Officina, dovresti quantomeno aver capito che siamo entrati già da un pezzo in una nuova era, in cui per vendere al meglio i servizi in officina c’è bisogno del marketing prima di tutto.

L’epoca dove bastava aspettare il cliente mandato da un altro, avendo come unica spinta il fatto di aver aperto in una strada di passaggio è finita. Nella testa ottusa della maggior parte dei titolari di officina purtroppo questa cosa è ancora realtà, ma per chi fa parte di Vendere in Officina, quel mondo è finito da un pezzo, perché siamo tutti consapevoli che solo attraverso il marketing-prima, che è realmente possibile portare dignitosamente avanti la propria impresa.

Ma c’è un problema!

Ovvero una realtà statica e irremovibile a cui nessuno potrà mai opporsi: ossia che il mercato cambia continuamente e velocemente, e se vuoi sopravvivere devi adattarti ai suoi cambiamenti.

E come cambia il mercato, cambiano anche gli strumenti che vengono utilizzati per mettere i nostri servizi di fronte ai nostri potenziali clienti e questi strumenti sono usati da sempre più persone.

Essendo in molti ad utilizzare queste risorse, ci troviamo di fronte a due conseguenze:

  • Così come le persone sono nauseate dalla pubblicità, man mano che si andrà avanti arriveranno ad essere indifferenti anche al marketing fatto come si deve.
  • Il costo per acquisire un cliente è cresciuto notevolmente, quindi avere un nuovo contatto è molto più costoso di quanto fosse anni fa.

Questo accade per due motivi; il primo è per il semplice fatto che dove c’è tanta richiesta di un servizio, il prezzo aumenta, e in funzione di questo, i click sopra una tua sponsorizzata costano molto di più rispetto a prima. In secondo luogo, i tuoi concorrenti utilizzano le tue stesse strategie e quindi, per forza di cose, alla fine la vince chi può permettersi di spendere di più per “comprare” un cliente e a questo punto, la cassa condiziona non poco.

Ovviamente il cliente lo devi comprare anche quando è dentro la tua officina, con servizi ed esperienze particolari. Uso il termine comprare, perché un cliente va acquistato esattamente come si fa con un prodotto, fatto questo si trae profitto dalla relazione nel corso del tempo.

Ma visto che acquisire clienti costa sempre di più e, come hai letto qualche riga più su, è la cassa che comanda e che ti obbliga di spendere il meno possibile con il massimo risultato, si può giungere ad un’unica soluzione: è necessario essere più discriminatori possibile nello scegliere i clienti.

Bisogna essere estremamente selettivi nello scegliere i nostri clienti, facendo in modo che siano fin da subito il più “in linea” possibile con la nostra officina, perché ogni cliente non in linea che ci portiamo a casa, è uno spreco di soldi che fa tremare la cassa.

Perché l’essere enormemente selettivo nell’attirare potenziali clienti, non influisce solamente sul risparmiare soldi in marketing per l’officina, ma anche su tutta la gestione del cliente.

Se i potenziali clienti sono in target, non solo acquisteranno i servizi che la tua officina offre, ma richiederanno meno energie, meno tempo e meno soldi, durante il processo per portarli a dire “ok, affido la mia auto a te”.

Se decidi di avere a che fare solo con un determinato tipo di clienti, ovvero quelli che consideri degli ottimi clienti per la tua officina, avrai a che fare con persone che pagano senza farti le pulci ogni volta, senza farti perdere tempo e che non si inventano problemi che non esistono pur di strapparti lo sconto.

Avere in banca dati dei clienti che sono perfettamente in target, che pagano con puntualità e non ti rompono le palle, è come avere in banca dati delle persone felici del loro rapporto con te e che alla prima occasione, ti porteranno altri clienti.

Inoltre i clienti in linea con la tua officina, ti fanno incassare soldi che faranno crescere ulteriormente la tua cassa e non te ne faranno spendere in avvocati per gestire le rogne.

Capito questo puoi ripetere lo stesso procedimento all’infinito, ti potrai così permettere di spendere un pochino in più rispetto alla tua concorrenza e volta dopo volta, acquisirai un vantaggio sempre più grande nei confronti degli altri titolari di officina.

Inoltre, considerando che le persone stanno diventando sempre più allergiche al ricevimento di messaggi promozionali di ogni tipo, tu godrai di un altro “sleale” vantaggio rispetto alla concorrenza: ovvero saprai comunicare con il cliente in target nella maniera più precisa possibile e in base alle sue esigenze specifiche, così facendo, entrerai maggiormente nella sua testa e sarai in empatia con lui.

Come già detto, il mercato sta cambiando e per affrontarlo dobbiamo diventare dei cecchini con poche munizioni.

Quindi non puoi sparare a raffica nel mucchio rischiando di far saltare per aria anche la tua cassa, ma devi equipaggiarti di un fucile ad altissima precisione se non vuoi asciugare tutte le tue risorse.

Un colpo, un morto!

La tua cassa non è infinita, i tuoi colpi non sono infiniti e la concorrenza è sempre più agguerrita e armata fino ai denti, per questo ogni tuo colpo sparato deve andare a segno.

È questo il futuro del Marketing in Officina.

Qui l’efficienza si ferma e comincio io.

Se vuoi ci vediamo nel gruppo: clicca qui… Max.

L’inizio di un nuovo anno, è un momento sempre molto particolare, dove in linea di massima ci si ritrova a riflettere su quello appena trascorso, sui successi e sulle insoddisfazioni, e si pensa a cosa invece si vuole tenere nell’anno nuovo e cosa invece si vorrebbe migliorare o cambiare.

Alcuni decideranno di continuare con lo stile di vita attuale, senza cambiare nulla, mentre qualcun’altro deciderà di stravolgere totalmente la cosa.

In questo primo articolo del 2020 di Vendere in Officina, voglio parlarti di qualcosa di particolare ed esclusivo: perché qualsiasi cosa tu decida di fare, voglio aiutarti a lavorare su un brand molto speciale per il 2020.

Di quale brand sto parlando?

DEL TUO

Per questo 2020 infatti, una delle cose che ti suggerisco di non trascurare, è proprio quella di concentrarti a piantare nella mente dei tuoi clienti un messaggio che subito riconduca a te e alla tua officina.

Ma partiamo dalle basi.

Sicuramente, se non sei nuovo su Vendere in Officina o se ti sei già avvicinato alla materia di marketing, saprai che il brand è un nome, una parola che rappresenta qualcosa nella mente di una persona.

Ad esempio, se ti dico Mercedes a te verrà in mente prestigio, se ti dico iPhone lo associ subito alla categoria degli smartphone, se ti dico Texa ti viene in mente autodiagnosi.

Anche tu stesso e la tua officina siete un un brand.

Ma quale parola richiami nella mente delle persone?

Questa non è per nulla una domanda da risposta facile.

È indispensabile però stabilire un concetto:

“Solo perché un brand o un nome è conosciuto e famoso, non significa che sia un brand potente ed efficace”.

Ad esempio cos’è Samsung? Le persone sanno che si tratta di un’azienda che opera nel settore dell’elettronica, ma allo stesso tempo è probabile che diverse persone abbiano in mente diversi prodotti: smartphone, stampanti, televisori, lavatrici, frigoriferi, aspirapolveri, eccetera.

Samsung in questo senso è un marchio fiacco, perché fallisce nel suo intento di posizionare il proprio brand in maniera efficace nella mente delle persone.

Le aziende di maggior successo (non sto parlando di quelle più famose), sfruttano molto il concetto di branding.

Ed è proprio questo l’argomento di questo articolo.

Perché essere famosi non è assolutamente sufficiente: è fondante posizionarsi efficacemente nella mente di altre persone.

Devi sapere che la battaglia che affronta il marketing, non si combatte su Facebook, con le pubblicità, con le mail, o con altre supercazzole che trovi sul web sotto la voce: “Il vero segreto per…”

Il marketing ha come scopo finale, quello di vincere nella mente del cliente attivo o potenziale! Ed è li che combatte…

Fine della storia…

 

Detto questo, veniamo al dunque.

Come puoi trasformarti da normale e anonima persona ad essere o possedere un vero e proprio Brand potente da piantare nella mente delle persone?

Ci sono tre regole di base che devi seguire.

3 REGOLE PER COSTRUIRE IL BRAND DELLA TUA OFFICINA

1) Hai il giusto nome?

Noi italiani abbiamo da sempre la predisposizione a inserire il nostro cognome nelle aziende. Questa abitudine obsoleta è una delle prime cose da smantellare nel caso la tua officina si chiami con il tuo cognome.

Mentre un tempo era indispensabile, poiché si andava a riparare l’auto dal figlio di tizio, che in paese era conosciuto da tutti ed era una brava persona, nell’epoca multimediale questa cosa non funziona più. Le persone nel web cercano una soluzione e non un cognome che in paese e ben conosciuto e stimato.

Se il nome che hai scelto per la tua officina non va bene, devi cambiarlo.

Cambiare insegna non è cambiare ragione sociale. Quindi tranquillo, non devi chiamare il commercialista.

 

2) Focalizzati e specializzati, non cercare di essere bravo in tutto.

Prima di passare sotto le mie grinfie, la maggior parte dei meccanici sostiene di essere brava in tutto. Mi dicono di saper riparare qualsiasi casa automobilistica e, nel caso un lavoro non gli riesca bene, non sono loro che non sono bravi, ma è quella determinata auto che li sta facendo impazzire ad essere “una macchina di merda e gli ingegneri andrebbero appesi per le palle…”.

Tuttavia i titolari di officine di successo, sono a conoscenza che solo restringendo il proprio focus riusciranno a posizionarsi nella mente delle persone.

Essere specializzato restringendo il tuo focus ti consentirà di collocarti a tua volta nella testa del cliente, se invece non ti focalizzi e proverai ad essere bravo in tutto, finirai per non essere davvero bravo il nulla e non riuscirai a conquistare una posizione nella mente delle persone.

 

3) Sfrutta il passaparola per costruire il tuo brand.

Ora so che il tuo pensiero è:

“Eh l’ho sempre saputo io che il passaparola è la miglior pubblicità…”.

Partendo dal presupposto che il passaparola è uno strumento rapido ed efficace per costruire il tuo brand e portarlo al successo, ti avviso che se sei un generalista non ci sarà nessuna parola da passaresul tuo conto.

Se aspetti il passaparola, morirai assieme alla tua officina.

Solo specializzandoti le persone che parleranno di te daranno una sorta di certificazione al tuo brand. In pratica c’è qualcun altro che sostenendo il tuo posizionamento, ti aiuta a conquistarlo o a conservarlo.

Non esitare a restringere il tuo focus e parlare della tua specializzazione, poi cerca di ottenere pubblicità da più direzioni.

Costruire il tuo brand sarà duro e impegnativo, in certi momenti anche costoso, ma pezzo dopo pezzo, costruirai una fortezza all’interno della quale, i tuoi concorrenti non riusciranno ad entrare.

Ti auguro che il 2020, ti porti tutta la serenità e il successo che meriti.

Max.