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Prima di comunicare a leggere questo articolo, ti suggerisco di partire da questo. L’articolo di oggi, anche se molto importante, è una continuazione di quello scritto 10 giorni fa.

Ultimamente in molti parlano di posizionamento, suggerendo che basta specializzarsi in qualcosa per vincere nel mercato. Con l’atteggiamento da guasta feste che mi contraddistingue però, in questo articolo ti svelerò il motivo per cui, per riposizionare la tua officina non ti basta la forza del pensiero, ma ti serve tattica, strategia e soldi.

Quando si parla di posizionamento, bisogna partire da una serie di domande:

  • Cosa i clienti vorrebbero e che né io né i miei concorrenti stiamo offrendo?
  • Se i clienti potessero scegliere, cosa desidererebbero?
  • Che cosa potrei fare che i miei concorrenti non fanno?

Ci sono molte azioni pratiche e semplici che i tuoi concorrenti non fanno e che, programmando la tua officina, potresti mettere in leva.

Prova a definire da cosa può iniziare a differenziare la tua officina e che sia possibile con le risorse che hai.

Ad esempio vuoi posizionarti sulla Delivery, sul Servizio o sull’Assistenza, ma magari per farlo ti mancano gli strumenti in termini struttura o persone: cosa ti servirebbe?

Devi lavorare di più? Ti serve un’officina più grande!

Vuoi concentrarti sulla Delivery? Ti servono persone, attrezzature, macchinari, PC, una banca dati più precisa collegata a un servizio clienti.

Ma tutte queste cose assieme, quanto ti costano in un contesto ideale?

Quanti soldi ci sono per poter riposizionare la tua officina? Il posizionamento si fa con i soldi, comprando strumenti, strutture e persone.

Sei conti non tornano, li devi rifare.

Se hai letto questo articolo, dovresti avere in testa (a maglie larghe) come creare la tua Delivery, il tuo Servizio o la tua Assistenza.

Avendo in testa questi tre concetti, la prima cosa da fare è quella di porre ad un tuo conoscente la seguente domanda:

Se tu fossi mio cliente, ti piacerebbe ricevere una Delivery così, un Servizio così o un’Assistenza così?

Fai sondaggi cercando di andare a risolvere un problema reale, che i tuoi clienti potrebbero avere ma che fino ad oggi non hai considerato.

Raccogli i dati.

Questo è il lavoro da fare per posizionare la tua officina.

Quando vengo ingaggiato per il percorso consulenziale di un anno, la prima cosa che domando ai miei clienti è il bilancio. Non lo chiedo per fare i conti in tasca ai meccanici, lo chiedo perché senza di quello non abbiamo in mano niente, non sapremo mai dove andare.

Nel bilancio ci sono degli indicatori che se analizzati correttamente ti danno la direzione corretta.

Nella prima fase si deve decidere dove focalizzare l’officina e investire di conseguenza del denaro in quella direzione.

I soldi vanno investiti in officina!

No macchine, non ferie, no mignotte.

Niente di niente.

I soldi servono per riposizionare l’officina e non avere più clienti che arrivano con i ricambi, che non pagano o che rompono le palle per niente.

Il marketing in l’officina serve a questo.

Perché il nostro lavoro ha bisogno di persone e attrezzature per far vivere al cliente la miglior esperienza possibile.

Ti servono persone, strutture e macchinari per far funzionare l’officina, e li devi comprare.

Dove metti i soldi domani mattina, determinerà il tuo successo o il tuo fallimento nei prossimi anni.

Se io ti insegnassi tutto quello che so di Marketing, domani mattina potresti avere l’officina piena e poi? Hai le persone? Hai i ponti a disposizione? Puoi offrire un servizio a regola d’arte?

Il Marketing ti può portare dei problemi se non sei strutturato, il marketing ti fa fallire se non hai i clienti che ti pagano come dovrebbero.

L’officina deve crescere e si deve strutturare per forza: il marketing ti dà soldi se fai i clienti felici, motivati e soddisfatti del servizio e dell’assistenza.

Inizialmente puoi concentrarti solo su uno dei tre aspetti, perché magari non hai abbastanza soldi in questo momento, ma non può ignorare gli altri nel lungo periodo.

Perché non ci si posiziona in tre giorni, quindi devi cominciare a differenziare la tua officina da domani mattina se vuoi aumentare la tua liquidità da subito e se vuoi che i tuoi progetti vengano realizzati.

Quindi devi ragionare a lungo termine.

Da dove si parte?

Delivery, Servizio, Assistenza?

Capito da dove partire, qual è l’area successiva delle 3 da migliorare?

Le officine dei tuoi concorrenti che funzionano, sono timonate da persone che hanno ben chiara in testa la visione e la strada da percorrere e tutti sono partiti da qui.

I soldi vanno reinvestiti in officina se vogliamo farla crescere.

Se non sei astuto, non creerai mai una struttura che sopporta le avversità che incontra durante il suo cammino, poi hai voglia a dire “lo stato ci deve aiutare”.

Devi sviluppare la tua visione a più Step e dalle risorse che hai in mano, decidi da dove partire e poi vai a compiere le azioni giuste in base all’obbiettivo precedentemente raggiunto.

Definisci bene da dove è il caso di partire per differenziarti pur che sia fattibile con le risorse che hai.

Se sei reduce da investimenti importanti o da un anno andato male, da dove si può cominciare a cambiare a costo zero domani mattina?

Essere più organizzato magari?

Lavorare con materiale di alta qualità e non con ricambi e lubrificanti che si trovano nel web?

Già questo è in parte posizionamento.

Prova a ragionare in base a come sei messo ora.

Poi potresti fare bene i conti sul margine che ti rimane in ogni intervento e su quanto guadagni per ogni singolo cliente.

Comincia a gestire chirurgicamente questi aspetti, perché per fare Marketing in Officina ti serve controllare e gestire bene tutti i numeri e capire su quali servizi e su quali clienti stai guadagnando o stai perdendo.

Non devi stare li a testa bassa a lavorare 15 ore al giorno senza guardare questi dati, devi togliere fatturato tossico per trovarti più soldi nel conto.

Avrai sicuramente anche tu dei clienti che ti bruciano più di quello che fatturi e tu non vedi questi costi perché costi sono nascosti.

Queste cose il commercialista non te le ha mai dette perché lui fa il suo lavoro, ossia quello di fare un’analisi del tuo andamento per poi dire allo stato quante tasse devi pagare.

Fine.

Comincia subito a ragionare in modo diverso.

Il tuo posizionamento dipende in parte dai tuoi concorrenti storici, perché loro, se sono arrivati prima di te hanno già padroneggiato un modo di fare, delle parole e dei concetti che tu non puoi copiare, ma non puoi nemmeno ignorare.

Devi studiare gli altri e muoverti di conseguenza.

Detto questo, non basta comunicare quello che ti viene permesso dal mercato, ma ti devi muovere con le risorse che hai a disposizione.

Una piccola officina può posizionarsi in base alle risorse che ha a disposizione, quindi tutto parte dai numeri e non dai post su Facebook o dalle mail mandate a raffica come insegna qualcuno.

Se sei titolare di un’officina, devi cominciare a fare quello che puoi e non quello che vuoi, perché magari lo fanno gli altri.

“Dai Max, insegnami ad avere più clienti…”.

Avere più clienti senza controllo è come giocare alla Roulette Russa, mettiamocelo in testa.

Il posizionamento per la tua officina consiste nel violare le regole e le norme del settore, ma soprattutto capire dove violarle. Non posizionerai mai la tua officina facendo delle false promesse su Facebook, il tuo sistema aziendale deve ribellarsi alla situazione che vive in questo momento il mondo dell’autoriparazione.

Devi far leva sul malcontento dei clienti, trasgredendo quelle regole che li rendono scontenti su Delivery, Servizio e Assistenza.

Comincia da quello che ti puoi permettere per iniziare a fare Marketing in Officina, ma fai attenzione: se non ragioni con i numeri, farai molta fatica a farlo.

Ci vediamo come sempre da queste parti…

Apro questo articolo mettendo subito in chiaro un concetto: “se sei una persona composta e timida, non puoi fare un marketing in officina”.

Il marketing per la tua officina deve infrangere le regole, perché il tuo successo è direttamente proporzionale a quanto sei in grado di violare le regole di questo settore. Più sei bravo a violare le regole imparando a fare marketing in officina, meno avrai risultati scadenti.

Quando sento i meccanici vecchia scuola dire che il marketing in officina non serve, e che per lavorare basta la passione e l’olio di gomito, mi rendo conto che queste persone vogliono continuare a rimanere mediocri: ossia “uno dei tanti”.

Non sto dicendo che passione e olio di gomito non siano ingredienti fondamentali, anzi! Il problema è che se un tempo bastavano, ora non bastano più.

Come puoi fare marketing in officina se non riesci ad uscire da quella situazione comunitaria, perché continui ad offrire quello che offrono gli altri?

Ti rispondo io…

NON PUOI!

Superare quello che fanno tutti gli altri meccanici è il vero segreto del marketing e del posizionamento per la tua officina.

Qui su Vendere in Officina abbiamo parlato svariate volte del posizionamento: il suo segreto non parte da un’idea che poi deve essere concretizzata, ma è un qualcosa che può nascere solamente se il titolare di officina è un tipo coraggioso e da quanto ha le palle di far uscire la propria officina da quella zona di comfort, generata dalle vecchie regole di questo settore.

Se vuoi che la tua officina si posizioni bene nel mercato, devi saperla portare al di fuori di quelle che sono le vecchie e malsane regole del gioco. Se vuoi essere al comando di un’officina di successo e fare azioni di marketing di successo, quello che non ti può mancare non è lo strumento social, la campagna mail o il corso per scrivere i post su Facebook da due lire.

Quello che non ti può mancare è il coraggio.

Un titolare di officina coraggioso, ha tutte le carte in regola per fare Marketing in Officina con i contro!

Il tuo marketing non funzionerà grazie all’efficacia degli strumenti che usi, funzionerà solo se avrai il coraggio e la tenacia di portare la tua officina ad un livello che nessuno dei tuoi concorrenti è mai riuscito.

Questo già di suo è posizionamento.

Se sei rispettoso, arrendevole, riguardoso e rimani a testa bassa a fare il tuo senza infastidire nessuno, sarai solo una brava persona, ma come imprenditore non farai molta strada.

L’ho già detto altre volte: “stare al timone di un’officina non è un mestiere per fighette!”…

Se stai sempre nel gregge perché tutti fanno così, il sistema ti toserà, ti mungerà e poi ti scannerà.

Devi uscire da lì quanto prima.

Il primo segreto del posizionamento è FARE!

Fai le cose diverse dagli altri. Non scrivere post su Facebook che contengono promesse riciclate dai tuoi competitor. Se i tuoi concorrenti vanno a destra, tu devi andare a sinistra o viceversa.

Chiarito il fatto che i fanta-corsi che trovi online saranno totalmente inutili se non sai da che parte girarti, vediamo insieme da dove partire con il tuo posizionamento.

Dove devi posizionarti esattamente?

Allora: contrariamente da quello che leggi sul giornale o nei blog pieni di negatività, nel nostro settore c’è molto, molto, ma molto da fare. E nonostante ci siano dei grandi incapaci, in questa fetta di mercato ci sono nascosti tanti soldi.

Partiamo dal presupposto che nel nostro settore non possiamo inventarci un prodotto o un servizio da zero: il cliente viene in officina con un problema o per la manutenzione ordinaria, e di questo ha bisogno.

La differenza tra un’officina che funziona e una che patisce la fame, sta nel fatto che quella che funziona sta operando in maniera diversa da come lo stanno facendo gli altri (vedo queste differenze ogni giorno).

Ovvero offre alle persone ciò che loro vogliono!

Questo concetto non rientra nel faccio tutto per tutti e accontento il cliente perché vuole spendere poco, lo preciso per non essere frainteso.

Internamente questo pensiero si può tradurre in: non offrire quello che offrono gli altri perché si è sempre fatto così.

Non c’è scritto da nessuna parte che le persone vogliono le cose come gliele date tu e i tuoi concorrenti.

Quando analizzo certe officine, mi sembra quasi che stiano operando all’interno di un monopolio gestito da chissà chi: fanno le stesse cose degli altri. Mi sembrano un’unica officina con sedi diverse e persone diverse al loro interno.

Prova a pensare per un attimo al mondo dei Taxi.

Ma ti pare normale che io scendendo da un aereo, sono costretto a salire in un taxi sporco e che puzza di fumo? E sono tutti cosi! Quando è arrivato Uber, ha scassinato le regole del gioco dei Taxisti, ha cambiato le serrature delle porte, ha rovesciato i cassetti e la gente sceglieva Uber, no il taxi col posacenere pieno.

Poi lascia stare che in Italia ci sono tutte queste regole a sfondo democristiano che hanno portato a scioperi dei Taxisti e altre operazioni per rompere le palle a Uber.

La gente vuole Uber, no il Taxi!

Più partecipi a queste coalizioni non dette, più ti rimangono le briciole. Più partecipi a questo consorzio non profanando le regole del settore, più ti unisci al sistema sbagliato.

Offri al cliente il servizio che vuole e non quello che è comodo a te o come lo pensi tu perché è così che ti hanno insegnato a fare.

Più ti spingi oltre, più ti è semplice lavorare nel Marketing in Officina.

Se invece non offri quello che la gente vuole, fare marketing diventa impossibile.

Lo sai cosa vogliono i tuoi clienti o sei centrato su te stesso?

Una mia buona abitudine è quella di tirare su le antenne quando sento amici, parenti o conoscenti parlare del loro meccanico. Sono talmente sensibile a questa materia che mi metto ad origliare anche gli sconosciuti quando sento qualcuno parlare di officine.

Consiglio anche a te di parlare con chi sta al di fuori del mondo delle officine, in modo tale di avere una visione in maniera diversa da quella che hai sempre avuto.

Ovviamente i tuoi famigliari o i tuoi soci sono esclusi da questa funzione, la vedono esattamente come te, lascia perdere.

“Si ma io non mi voglio sbattere più di tanto, ho fatto solo un corso che mi insegna a mandare le mail e a fare i post su Facebook, i risultati prima o poi arriveranno…”.

Allora:

se parti che sei uguale agli altri, che la tua azienda è giovane e dinamica e che ti basta solo spiegarla al cliente tramite Facebook, vai tranquillo che il marketing per la tua officina non si può fare.

Continua pure a mandare mail a cannone a clienti che non ti hanno dato nemmeno l’autorizzazione e spera solo che non ti arrivi una multa che ti fa saltare per aria!

Più il servizio che la tua officina offre è uguale a quello delle altre officine, più sarai debole e raccoglierai le briciole.

È inutile che cerchi il canale magico per fare marketing, se tanto sei uguale agli altri.

Vediamo quindi dove potresti essere diverso.

In questo momento come ti puoi posizionare?

Come avrai già capito, qui su Vendere in Officina non parliamo di Marketing e Vendita in modo superficiale. Qui non sei nel luogo dove “ti basta la scorciatoia per prenderti una buona fetta di mercato”, quindi le azioni da fare, vanno ragionate in base ai soldi che ci sono nel conto corrente della tua officina.

Pertanto, se ti dico che quella è la strada da prendere e tu non la puoi imboccare perché ti manca la cassa da investire, siamo a punto e a capo.

Ecco quindi che ti suggerisco come si può fare il posizionamento con una cassa limitata. Ricordati che serve tempo per fare le cose per bene, ma partendo dagli strumenti che hai a disposizione oggi, quello che leggerai nelle prossime righe ti sarà molto d’aiuto.

1-SERVIZIO

Il primo punto è il servizio.

  • Puoi offrire un servizio in maniera diversa dalle altre officine?
  • Hai le risorse?
  • Hai la disponibilità economica per stravolgere il servizio che offri rendendolo unico e insostituibile?

Sicuramente se hai una piccola officina locale, non hai le risorse per rivoluzionare il servizio al cliente, di conseguenza dobbiamo lavorare con quello che hai.

Tranquillo, non è detto che per forza devi reinventare il tuo servizio, ma magari devi imparare a specializzarti in una nicchia.

2-DELIVERY

La delivery è il modo in cui consegni l’auto, ossia la modalità che deve essere assolutamente diversa e opposta a quella offerta dai tuoi competitor.

  • Come viene consegnata l’auto? Lavata o devi ancora togliere le macchie che hai lasciato sul cofano?
  • Consegni in tempi brevi o non mantieni la parola data?
  • Fai il ritiro e consegna?
  • Sei aperto quando i tuoi clienti hanno più bisogno?

Prova a farti qualche domanda mettendoti dalla parte del cliente.

Tutti fanno in un modo? Tu fai nel modo opposto.

Perché trovato il modo, hai già un angolo dove attaccare la tua concorrenza grazie al Marketing in Officina.

Ma da domani mattina devi iniziare a mettere da parte dei soldi per cominciare a creare la struttura in grado di offrire un servizio di Delivery perfetto. Ad esempio ti può servire una persona in più.

3-ASSISTENZA

Al terzo punto c’è l’assistenza.

C’è una regola non scritta che ci permette di fare solamente quello che gli altri non fanno.

Mi spiego meglio…

Se un tuo concorrente è già ben conosciuto in zona per essere quello che ritira e consegna le auto dei clienti a casa o sul posto di lavoro, sarà molto difficile che tu riesca a ricoprire quella posizione con il tuo Marketing in Officina.

Per cambiare uno di questi punti che ti ho appena descritto, devi partire dai soldi che hai a disposizione e da come è organizzata la tua officina, e non da un post efficace su Facebook.

Prima organizzi l’azienda intorno al tuo obbiettivo e poi ci costruisci il marketing attorno, non il contrario.

O meglio, prima pensi al marketing, poi organizzi l’azienda e poi cominci a farlo.

Perché il Marketing in Officina non è fare promesse da marinaio per attirare clienti che, oltre a non essere in linea con te e la tua officina, non ricevono nemmeno assistenza sul lavoro eseguito.

Se la tua officina a livello aziendale fa schifo e non hai nessun tipo di assistenza sui lavori eseguiti è un cazzo di problema.

La tua officina da domani deve essere strutturata in questo modo.

Trova un angolo dove batterai sempre il martello, intorno al quale costruirai il marketing.

Il Marketing in Officina deve battere forte la sua differenziazione totale, in almeno uno di questi tre punti che ti ho elencato, ma gli altri due devi continuare a migliorarli nel tempo.

Se ti concentri sul servizio, non puoi essere scarso sull’esperienza che vive il cliente da te. Perché anche se sei un mago con le mani, ma la macchina non me la consegni più perché sei disorganizzato, o non mi fai un preventivo perché in ufficio hai un pull di storditi, le cose non funzionano.

In questo articolo non sto parlando di te, non offenderti… Ma in giro purtroppo c’è molto, molto di peggio di quello che immagini.

Se domani mi chiama un concessionario per fargli il posizionamento per me non è difficile, perché loro sono in 20 persone all’assistenza e 5 alla delivery. Tu invece che non sei Tesla, e sei costretto a spostare le persone come le pedine da una mansione all’altra, fai più fatica.

Per questo motivo devi diventare uno stratega affinché la tua promessa diventi il tuo marketing.

Ma per mantenere le promesse devi avere la cassa e la cassa la fai se non ti pagano a babbo morto o come vogliono loro.

Non ti serve il messaggio persuasivo o il post figo per intrattenere i tuoi clienti su Facebook, lascia perdere queste cazzate perché ora non è il momento di utilizzarle.

Chi vuoi persuadere se non ci stai dietro tra rogne e clienti che non pagano?

Più lavoro in questo caso equivale a più rotture di palle per te!

Quello che voglio che tu faccia, è capire dove devi cominciare da attaccare i tuoi concorrenti, e lo farai come se io fossi seduto di fronte a te in una consulenza a pagamento.

  • Fai una lista dei tuoi concorrenti più forti nel giro di qualche chilometro dalla tua officina.
  • Seguendo i tre punti che hai studiato in questo articolo, prova a dare un voto al loro Servizio, alla loro Assistenza post intervento e alla loro Delivery.

Bene, hai fatto?

Ok…

Ora hai una fotografia di dove ti è più facile attaccarli.

Fatto questo devi trovare la liquidità per aggredirli, se hai qualche dubbio scrivi a info@vendereinofficina.com o chiedi nel gruppo.

Ricordati sempre che il marketing è un acceleratore per il tuo successo, ma se usato in maniera sbagliata, può portarti senza che tu te ne renda conto, al fallimento.

Alla prossima, Max..

Scopri il rischio nascoso dietro a queste false promesse.

Una delle cose che mi fa più arrabbiare, è l’enorme tendenza della gente di fraintendere i concerti, quando si parla di marketing e di vendita.

Sostanzialmente la maggior parte delle persone, quando si affrontano questi argomenti, mentalmente li trasforma in quello che vuole sentirsi dire.

C’è una corrente di pensiero che non si può negare, ossia che il successo si trova dietro la complessità e non davanti.

Ma la maggior parte delle persone purtroppo vuole la scorciatoia, la bacchetta magica, la pillola miracolosa, il tutto e subito e in modo facile, e se lo fa qualcun’altro, è ancora meglio.

La fuori ci sono un’infinità di marketer che vivono riadattando slogan del tipo: “questa è l’unica cosa che ti separa dalla ricchezza…”, “l’unica cosa che ti serve per…”, “Ecco l’unico ingrediente segreto per…”.

Ma il discorso è che non ci sono scorciatoie e nemmeno segreti, come non ci sono sette, caste o complotti che stanno tramando perché tu diventi o rimanga povero.

Sono consapevole che la teoria del complotto, è una delle argomentazioni di marketing più efficaci per fare in modo che qualcuno prenda la direzione che vogliamo. Se convinci qualcuno che esiste una specie di organizzazione segreta che gestisce un raggiro per non fargli raggiungere i suoi obiettivi, lo avrai in pugno.

Siccome Vendere in Officina non agisce utilizzando questi trucchetti di bassa lega, ti suggerisco (anzi ti obbligo) ad aprire bene le orecchie:

Il marketing che usano per venderti dei servizi o dei prodotti per la tua officina, impiega delle leve a livello motivazionale dalle quali devi stare alla larga quando sei tu come titolare di officina a dover fare qualcosa o dover comprare qualcosa.

Ogni volta che senti:

  • Dinamico;
  • Veloce;
  • Subito;
  • Senza fatica;
  • Lo facciamo noi per te;
  • Basta qualche Click;
  • L’unica cosa che;

o altre cazzate del genere, devi girare i tacchi e scappare a gambe levate.

Perché nulla di quello che stai per comprare farà veramente ciò che dice, ammenoché non si tratti di un forno microonde.

…ma non credo che in officina ti serva forno microonde.

L’amara verità è che per avere successo serve una serie di abilità e competenze che all’inizio della carriera imprenditoriale non si possiede.

Quando si è agli inizi, l’unica cosa della quale si è dotati è la propria competenza tecnica.

Quindi, all’inizio del percorso è normale non avere tutta la parte di abilità strategica e imprenditoriale.

Ma questa cosa potrebbe diventare pericolosa quando non te ne rendi conto e fai tutta una serie di errori che possono compromettere facilmente il futuro della tua officina e di conseguenza il tuo e quello dei tuoi cari.

Nel mondo imprenditoriale, non c’è “l’unica cosa che ti manca…”, te ne mancano tante. Tantissime! E più studi e ti formi, più nascerà dentro di te la sensazione che te ne manchino altre, perché la tua visione si allargherà e la conoscenza della realtà diventerà più ampia, specifica e perfezionata.

Compreso questo, ti trovi di fronte a tre step:

  1. Accetti il fatto di non capire niente o poco su come si fa impresa;
  2. Ti sforzi di NON cercare la soluzione facile, semplice e veloce;
  3. Cerchi di trovare il modo di acquisire nuove competenze “serie”.

 

2 SUGGERIMENTI DA TENERERE IN CONSIDERAZIONE, PRIMA CHE SATANA TI VENGA A PRENDERE

1 – Impara a conoscere bene le tue competenze e focalizzati solo su quei lavori che non richiedono capacità e strumentazioni maggiori.

Mettiti comodo perché questo è il movente di gran parte delle tragedie che vivono i titolari di officina, ossia quello di accettare e portare a casa tutti i tipi di intervento su tutti i tipi di auto che passano davanti al capannone.

Partiamo dal presupposto che all’inizio siamo tutti bisognosi di fare cassa e bisognosi di clienti, di conseguenza siamo necessariamente disposti a fare tutto e per tutti. Ordinaria amministrazione, tranquillo.

La storia di molte aziende però, insegna che fare tutto per tutti è la strada che ci condurrà alla distruzione della nostra amata officina.

E questo lo conferma il fatto che il “grosso” del tessuto imprenditoriale Italiano, è composto da micro imprese che non superano i due-tre anni di vita (50%), mentre solo il 4% arriva a compiere il decimo anno.

Questo accade perché, il piccolo imprenditore ha la tendenza (cosa tramandata dalla vecchia scuola) di defocalizzarsi per aggredire altre fette di mercato, quando invece, dovrebbe affilare la punta e rimanere concentrato solo su un tipo di clienti e un tipo di interventi che possono essere eseguiti con un investimento minimo di risorse.

Per spiegarla in maniera semplice, quando parlo di risorse intendo che la tua officina ha a disposizione i seguenti strumenti:

  • Il team;
  • L’esperienza del team;
  • L’attrezzatura;
  • La cassa.

Quando hai la smania del fatturato, soprattutto agli inizi, cominci ad accettare lavori che richiedono:

–  Più persone che non hai, quindi i tempi di consegna si allungano e di conseguenza i clienti si incazzano. Inoltre quando esegui lavori nei quali non sei preparato, le marginalità diminuiscono e il flusso di cassa comincia a barcollare;

–  Strumentazione specifica che non hai, di conseguenza ti barcameni in soluzioni approssimative con quello che hai e che magari è poco adatto. Oppure devi far fare fuori parte del lavoro con le difficoltà di coordinare altri fornitori e/o con degli imprevisti che portano sempre ad un risultato non ottimale.

Quando lavori senza specializzazione trascuri tutta una serie di fattori che, concentrandoti solo sul fatturato fine a se stesso, non tieni mai in considerazione.

Volendo fare tutto per tutti, entriamo in un contesto che ci porta immediatamente in una condizione dove magari aggiungiamo fatturato effettivo o ipotizzato (in quanto poi bisogna farsi pagare), ma creiamo una serie di clienti scontenti che nel breve – medio periodo, non porterà nulla di buono all’interno della nostra officina.

Se prendiamo incarichi ma non sappiamo come fare a portare a termine un lavoro, da un lato sottoporremo a più stress del dovuto la nostra officina, dall’altra parte la mancanza di reali competenze specialistiche, di strumenti specifici e attrezzatura poco adatta, ci porterà a infiniti ritardi nel consegnare un veicolo, e comunque il lavoro non sarà eseguito al 100% a regola d’arte.

Inoltre così facendo, si cade in una ricerca continua di fatturato “vuoto”, cioè incapace di generare un vero flusso di cassa operativo positivo. Quindi anche se si fattura a manetta, si devono inseguire i pagamenti e raramente non ci sono mai i soldi per assumere un nuovo collaboratore o per espandersi e aumentare il proprio volano di fatturato.

E qui non è più problema di come trovare nuovi clienti. Perché più clienti gestisci in una condizione del genere, più problemi ti crei.

Ma non è finita…

Perché quando sei piccolo, in realtà dalla tua parte c’è il fatto che hai costi ridotti, in particolare sei nella condizione di sbragare i prezzi pur di strappare lavori alle officine più grosse della tua. Porti a casa il lavoro perché ti accontenti e ti basta quello che incassi, mentre magari un’officina più articolata della tua non ci sta dentro. Ma così facendo contribuisci a falsare a ribasso il mercato.

Il problema non è trovare nuovi clienti, ma essere specializzati.

Perché se ti specializzi in un determinato tipo di lavori o in una determinata marca di veicoli e cominci a studiare il marketing come si deve e non i corsi scemi che ti insegnano a generare post su Facebook, avrai modo anche di raffinare la tua attività di acquisizione clienti.

E tutto questo lo puoi fare solamente se fai un conto onesto delle tue possibilità e delle tue capacità tecniche e di struttura.

Fatto questo puoi passare alla fase successiva, ossia quella di fare “pulizia” dei servizi che offri in base a dove è forte la tua concorrenza.

Sarà compito tuo quello di selezionare quindi, i servizi da poter erogare per prenderti il tuo posto unico nel mercato, ovviamente tenendo sempre un occhio su fattori del tipo:

  • Debolezze della concorrenza nell’erogare quel tipo di servizio dove tu sei un campione;
  • Marginalità sui servizi che eroghi;
  • Flusso di cassa che deve essere nella maggior parte (meglio sempre) positivo;

Solo a questo punto, ti sarà possibile creare e gestire delle campagne di marketing in maniera molto focalizzata, andando a promuoverti solo sul target specifico di clientela e offrendo solo una serie specifica di servizi sui quali realmente puoi fare la differenza e soprattutto dove puoi mantenere la parola data.

2 – Stai focalizzato solo su quelle attività che ti permettano un’altra percentuale “sistematizzazione”.

Una delle cose più importanti che ti ho riportato nel primo punto, è il fatto di scegliere con grande cura la nicchia di clienti e il tipo di servizi offerti, e fare in modo di non avere più di tante sorprese appena arriva un cliente.

Poi oh, lo so anch’io che il lavoro del meccanico è una sfida quotidiana, ma non è questo il punto.

Il punto è che se ti metti ad erogare altri servizi “perché non vuoi perdere clienti”, dovrai investire sempre tempo e denaro a formare te e il tuo team, dovrai comprare nuovi e costosi macchinari che faticherai ad ammortizzare. Tutto questo porterà a un ingannevole aumento del fatturato, ma contemporaneamente ti porta alla distruzione dei tuoi margini di guadagno e la tua cassa sarà sempre barcollante.

Rimarrai dentro quel buco di officina per 12/15 ore al giorno senza tirarti fuori uno straccio di stipendio e non capirai mai il perché.

Trova un tipo di servizi che nel grosso diventi il tuo lavoro primario e specializzati sempre di più su quello, cercando di affinare il sistema di lavoro per eseguirlo più rapidamente possibile.

Scappa dalla trappola mentale che ti dice che più servizi offri e più lavorerai e cerca di metterti in testa che: se fai marketing come si deve, focalizzando tutto su quello, le soddisfazioni non tarderanno ad arrivare.

Lo scopo della tua officina non è quello di fatturare tanto, lo scopo della tua officina è quello di produrre utili.

Utili tenuti in piedi ed affiancati ad una cassa positiva.

Non badare alle scorciatoie, sono tutte balle.

Le cose funzionano solo se cominci con il piede giusto e continui con quel passo. E questo lo puoi fare solo tu e devi farlo ora…

Lascia che Satana si prenda le officine dei tuoi concorrenti…

Ci vediamo da queste parti!

I piccoli imprenditori in genere, quando iniziano ad avere problemi pensano a come contenerli o a come tamponare la situazione per un po’, invece di agire in profondità intervenendo direttamente sulla causa.

Lo stratagemma che attivano solitamente è sempre lo stesso:

  • Tagliano i costi pubblicitari. Non parliamo del marketing perché questa è un’attività tabu. Basta innovazione con successivo taglio degli acquisti e di conseguenza meno creditori, con il risultato più che normale di far colare a picco il lavoro e di conseguenza il giro d’affari;
  • Ovviamente tagliano il personale e di conseguenza pagano più straordinari a quei 4 gatti stanchi che rimangono a lavorare, oppure riducono l’orario con conseguente perdita di clienti.
  • Assieme al commercialista fanno dei “giochi di prestigio” per cercare di ripararsi dai debiti e avere dei costi di gestione più snelli.

Se ti riconosci in queste tre attività (che non funzionano se vuoi salvare la tua officina), rimani incollato al monitor.

Sui primi due punti ho già parlato diverse volte nel blog di Vendere in Officina, in questo articolo quindi cercherò di approfondire con parole mie, quella che è la tematica del terzo punto.

Infatti in questo articolo ragioneremo brevemente sui diversi tipi di Partita Iva e delle differenze che esistono fra uno e l’altro, sugli aspetti positivi e quelli negativi, in modo tale che tu riesca – a grandi linee – a capire quale sarà la scelta migliore da fare.

SI! Va bene anche per te che l’officina l’hai già aperta da qualche anno o l’hai ereditata da tuo padre.

Perché le parole che leggerai tra poco, servono nel caso tu abbia un’officina già avviata o nel caso tu abbia intenzione di aprirla da zero.

Nel caso tu voglia aprire una tua officina da zero infatti, le informazioni che ti darò saranno indispensabili per scegliere in modo consapevole ed efficiente che tipo di impresa aprire e non ritrovarti con spaventose sorprese fra qualche anno.

Nel secondo caso, ossia se parliamo di officina già avviata e con magari qualche problema, potresti evitare in tempo molte spese per sistemare l’assetto societario.

Sarò chiaro fin da subito:

questo articolo è adatto a chi è realmente interessato alla propria azienda. Chi invece usa l’officina solo come un Bancomat, può interrompere serenamente la lettura perché la cosa non fa al coso suo.

Ma procediamo…

IL MODO DI PENSARE SBAGLIATO SULLE IMPRESE INDIVIDUALI E SULLE SOCIETÀ DI PERSONE (SNC & SAS)

A meno che l’officina non l’abbiamo ereditata, siamo partiti tutti da qui: una forte passione ha spinto un giovane meccanico che lavorava come dipendente, a fare uno dei passi più importanti della vita, ossia mettersi in proprio.

Presa questa decisione, ci si trovava di fronte ad una scelta a noi totalmente sconosciuta, ossia decidere che tipo di partita iva creare per poter cominciare a lavorare.

Ovviamente questo giovane Titolare di Officina non ha molte risorse, l’entusiasmo non manca ma i soldi si.

Inoltre non pensa di fare grandi numeri, almeno nel primo periodo, si informa quindi su come mettersi in regola con “le carte” cercando magari dal commercialista o all’associazione artigiani, su cosa gli convenga fare.  Si trova quindi davanti a un bivio: scegliere fra una società di persone o una società di capitali.

La prima scelta gli sembra subito una meraviglia:

  • È semplice da gestire e ha un’amministrazione snella e rapida;
  • Non ha determinati obblighi burocratici da portare avanti;
  • Non serve capitale sociale iniziale;
  • Ha la possibilità di lavorare con il bilancio in perdita.

Insomma, BIM BUM BAM!!!

Aperta la partita IVA come ditta individuale e il sogno comincia.

Inoltre stiamo parlando di un sogno che costa poco, è semplice da gestire, non è una catastrofe se ha delle perdite, in pratica una vera e propria meraviglia.

Ah sì???

Vediamo…

Le caratteristiche generali di una società di capitali (SRL o SRLS)

  1. È caratterizzata dalla separazione patrimoniale; quindi qualsiasi cosa che è tua rimane tua, mentre qualsiasi cosa che invece è dell’azienda rimane dell’azienda.
  2. È fondata su un capitale sociale;
  3. È più complessa da gestire dal punto di vista amministrativo;
  4. Ha più sbattimenti burocratici ed amministrativi obbligatori;
  5. A livello gestionale è più costosa.

A primo impatto, con queste carte in tavola potremmo pensare che la società di persone o ditta individuale sia la scelta migliore, più semplice, più facile nella gestione e meno costosa per chi sta iniziando la sua attività in proprio.

Contiene innumerevoli vantaggi ed è per questo motivo che è la scelta di molti.

Quando si fa impresa – soprattutto all’inizio – non si tiene però in considerazione una cosa fondamentale: i rischi.

Il famoso rischio d’impresa, è un elemento sottovalutato da molti per un semplice motivo: l’eccessivo entusiasmo!

Quando sei in fase di apertura della tua nuova officina, sei talmente euforico che tutte le notizie che senti di imprenditori che non ce l’hanno fatta, non ti toccano minimamente e di conseguenza non pensi che potrebbe capitare che le cose ti vadano male.

Capisco che nella vita ci voglia ottimismo, ma certe decisioni vanno prese in maniera scrupolosa.

Non voglio essere quello che porta sfiga, ma se non è il primo dei miei articoli che leggi, dovresti ormai aver capito che quando parlo lo faccio a ruota libera e la verità è che le cose potrebbero mettersi davvero male e tu devi essere pronto.

La vera differenza fra i due tipi di P.I. di cui ti ho parlato infatti non è la semplicità di conduzione, non sono le questioni burocratiche. La differenza è in quella che in termine tecnico si definisce separazione patrimoniale.

Il problema è che lo si scopre nel momento in cui si cominciano ad avere problemi economici, quando ci sono momenti di difficoltà, quando i clienti non arrivano.

E quando tu sei in questa situazione, puoi fare tutti i corsi per vendere in accettazione o che ti istruiscano a scrivere i post su Facebook più fighi, ma la situazione non cambierà in ogni caso, perché se la tua officina sta girando male, tu sei nella merda anche con i beni tuoi.

Tu e la tua officina siete la stesa cosa, siete legati “fin che morte non vi separi” e quando le cose vanno bene, i soldi della tua officina sono i soldi tuoi, mentre quando vanno male, i debiti della tua officina sono debiti tuoi!

Se la chiudi, i creditori ti verranno a cercare A VITA!

E se hai un pezzo di casa, i tuoi creditori possono pignorartela anche se tuo padre te l’ha lasciata in eredita.

Questo è il vero grande inganno della ditta individuale o della società di persone.

Questo tipo di formule, che vengono scelte all’inizio per la loro convenienza sia in termini economici che di gestione, sono l’equivalente di mettere la testa in una ghigliottina.

Bisogna smetterla di cercare sempre la via più facile e furba, perché il più delle volte una scelta che apparentemente può sembrare furba, è una scelta del cazzo!

E non pensare minimamente che se trasformi “in corsa” la tua individuale indebitata in Srl unipersonale le cose cambino, perché se l’azienda trasformata ha dei debiti, ci sarà comunque il coinvolgimento diretto dell’imprenditore o dei soci.

Fare questo cambio in corsa non serve perché si sono già formate quelle condizioni per cui la responsabilità ricade su di te comunque, anche se trasformi il tipo di azienda.

Qual è quindi la conduzione aziendale più corretta?

Personalmente sono per la Società a Responsabilità Limitata.

Ovviamente, non puoi gestirla a livello contabile alla cazzo come si farebbe con un individuale, perché anche se è vero che ti tiene al riparo da molti rischi, potrebbe limitarti quando hai bisogno di liquidità e ti rivolgi alla banca, perché comunque ti chiederebbero la firma come garante e saresti legato fino a che non hai chiuso il mutuo o il fido.

Inoltre una società di capitali ha tutta una serie di vantaggi ma questo non è il luogo dove approfondirli.

Qualunque sia la tua conduzione comunque, un suggerimento che ti voglio dare è quello di tenere sempre separata la tua liquidità personale da quella dell’azienda, solo così avrai una gestione imprenditoriale di base.

Inoltre se sei nelle condizioni di farlo, discuti con il tuo commercialista sul come fare per trasformare la tua individuale o SNC in SRL o SRLS. So già che ti scoraggerà nel farlo, ma sappi che uno dei motivi di tenerti in contabilità semplificata è perché lui così lavora meno.

Non ascoltarlo, dividi quanto prima il tuo patrimonio personale da quello aziendale…

Nella vita non si sa mai!

Ci rivediamo da queste parti…

Ammetto di non essere tanto normale, da sempre mi appassionano le parole usate nei messaggi pubblicitari. Al mondo ci sono veramente dei bravi comunicatori, peccato che il meccanico non ne conosca nemmeno uno.

Più e più volte nei miei articoli e nei miei post, prendo di mira la frase più stupida che sento e che leggo nella pubblicità delle officine: “il giusto rapporto qualità-prezzo”.

Te lo dico molto francamente, se l’unico messaggio che sei riuscito ad inventarti in anni di attività con la tua officina è “qualità e cortesia, azienda giovane e dinamica, e giusto rapporto qualità-prezzo”, dovresti perlomeno cominciare a porti qualche domanda.

Io ti suggerisco la seguente: quale dignitoso lavoro da dipendente potrei fare, che mi consenta di vivere senza perdere in giro me stesso e i miei clienti, visto che la mia massima competenza comunicativa consiste nel dire al cameriere che è finito il pane?

Non sto scherzando.

La situazione è gravissima e se ti sei offeso fino a qua, sappi che il linguaggio che sto utilizzando è molto ma molto mitigato.

Sai perché me la prendo così tanto?

Perché quando si parla di “giusto rapporto qualità-prezzo”, si parla di qualcosa che nessuno capisce e che nessuno ha idea di cosa significhi.

Nel chi lo scrive, né tantomeno chi lo legge.

Il giusto rapporto qualità prezzo è la dichiarazione più stupida, più vuota e vaga che si possa fare.

È un’affermazione che manca completamente di particolarità, ingrediente che dovrebbe essere uno degli strumenti principali di un titolare di officina.

Inoltre questo avvenimento rappresenta solo in minima parte un disastro ben più grave: ossia la mancanza di una ragione valida per stare sul mercato.

Cerco di essere più chiaro…

Se per spiegare il tuo servizio ti devi ridurre a parlare di un generico “giusto rapporto qualità-prezzo”, significa che non hai nulla da dire di più concreto e di conseguenza non hai un reale posizionamento.

Ma non finisce qui!

Molto probabilmente non esiste nessuna valida ragione per la quale un determinato cliente debba preferire la tua officina rispetto a quella della concorrenza.

Nell’ultimo periodo, sono andato a scandagliare la comunicazione di circa 500 officine sparse in tutto lo stivale.

E ho avuto la conferma che la maggior parte di loro, quando si tratta di spiegare al cliente per quale motivo dovrebbe affidarli la propria auto, non sa fare di meglio che comunicare sto cazzo di rapporto qualità prezzo..

Cosa vuol dire concretamente questa cosa?

E soprattutto, mettiamo il caso che tu sia “economico”, ma con un’affermazione del genere come pensi di differenziarti dalle altre migliaia di officine che dicono esattamente la stessa cosa?

In che modo pensi di differenziarsi dalle altre 800.000 officine che dicono esattamente la stessa identica cosa?

Come fai a dimostrare al cliente che il tuo “giusto rapporto qualità-prezzo” è più “giusto” di quello degli altri?

È un cane che si morde la coda…

Ma come mai siamo arrivati ad un punto così stupido?

La mia idea è che la ragione risieda nell’aver perso di vista le basi del vero marketing.

Quello reale e consistente.

Non parlo di marketing strategico o di marketing a risposta diretta. Parlo di quello che sostiene che lo scopo della comunicazione sia quello di vendere.

Se parti da questo concetto, ti sarà poi facile capire che un messaggio di marketing ha come compito principale quello di spiegare al cliente il motivo per cui deve portarti la macchina a riparare, al posto di portarla alla concorrenza.

E una volta che ha piantato questo messaggio nella testa del cliente, non ci sarà nessuno che te lo porterà via con l’urlo di battaglia del “giusto rapporto qualità-prezzo”.

Questa è un’affermazione vaga e che possono fare tutti, che significa tutto e niente e ti assicuro che nella maggior parte dei casi non significa proprio niente.

E lo sai perché non significa niente? Perché nessuno afferma il contrario.

Se nessuno afferma il contrario di quello che dici tu la tua affermazione non ha alcun senso, quindi tanto vale stare zitti.

Prova a ragionare:

Esiste qualcuno che dichiara “i servizi nella nostra officina fanno cagare?”.

Io non ne conosco nessuno…

Per questo motivo non ha senso dire “i nostri servizi sono di altissima qualità.”.

Conosci per caso qualcuno che sostiene “i nostri servizi costano tanto rispetto a quello che valgono?”.

Nemmeno io…

Anche qui non ha senso parlare di questo.

E non ha senso farlo perché nessuno dice nella sua comunicazione che lavora “nel giusto modo per sfilarti dei soldi lavorando di merda.”.

Bisogna smetterla immediatamente di dire queste stupidaggini.

Il giusto rapporto qualità-prezzo NON ESISTE!

Ma quindi cosa dovrei scrivere al posto di giusto rapporto qualità-prezzo?”.

Ci siamo arrivati finalmente.

Per avere qualcosa da comunicare che abbia senso, tutto quello che fai deve avere un senso.

Devi porti quindi una serie di domande:

  • In cosa la mia officina è diversa dalle altre officine che ci sono nel mercato?
  • In cosa la mia officina è più preparata delle altre che si trovano nel mercato?
  • Perché il cliente deve scegliere la mia officina rispetto a quelle della concorrenza?
  • Qual è la mia specializzazione?
  • Cosa voglio che la gente pensi quando sente parlare di me e la mia officina?

Se hai dubbi ne discutiamo nel gruppo, se non sei già dentro passa da qui.

Non mollare mai!

Max…

Se per caso è la prima volta che capiti su Vendere in Officina, consentimi di avvisarti che qui troverai un modo di spiegare i concetti molto diretto, non tagliato, e sicuramente anche “troppo forte”e dove la diplomazia sta in poco posto.

Quindi prima di proseguire con la lettura, ti invito a pensarci bene perché qui troverai informazioni totalmente diverse da tutto ciò che solitamente si trova in giro.

Qui non è di casa il politically correct, le scemenze o le cose motivazionali, quindi prima che tu ti faccia l’idea sbagliata ti avviso prima di continuare nella lettura, perché mi rendo conto che questo è l’articolo di Vendere in Officina più in controtendenza che io abbia mai scritto.

In questo articolo affronteremo il primo motivo per il quale non si ottiene successo in officina.

Partendo dal presupposto che ognuno di noi è diverso potrebbe risultare stupido fare un’affermazione del genere, me ne rendo perfettamente conto, ma se sotto tortura mi obbligassero a confessare il motivo più importante per il quale il titolare di officina non ha risultati nella vendita e nella gestione, io svelerei quello che leggerai tra queste righe.

Premetto che in giro potresti leggere che il meccanico non ha risultati perché.

  • Non ha una buona accettazione;
  • Non ha una buona pagina Google My Business;
  • Non è bravo nel WebMarketing;
  • Non offre il giusto rapporto qualità prezzo;
  • No è su Facebook in maniera corretta;

e altre mille stupidaggini dette a caso che se lo desideri, puoi mentalmente aggiungere a questi 5 punti.

Questi e altri motivi, sono assolutamente veri e rilevanti ma non sono quelli che prenderei in considerazione per primi per definire il più importante, per il quale non si riesca ad avere un successo enorme all’interno delle officine.

Detto questo io andrei al sodo.

IL VERO MOTIVO PER IL QUALE NON HAI SUCCESSO IN OFFICINA

Il primo vero motivo per il quale con la tua officina non ottieni il successo che desideri, è la follia del voler sempre essere disponibile con tutti al posto di essere focalizzato invece su un target preciso di clienti.

Non ti sto dicendo, come ho già fatto numerose volte qui su Vendere in Officina, di focalizzarti su una nicchia o target nel senso di segmentazione dei clienti o specializzazione tecnica. Questa cosa è necessariamente indispensabile, ma non è il punto che voglio approfondire in questo articolo.

Ti sto dicendo che dovrai considerare il fatto che ci sono alcuni tipi di persone con le quali non devi avere a che fare, a prescindere che possano o meno essere tuoi clienti con le loro auto.

E con questo non dico che tu non debba aiutare gli altri, perché il tuo successo si baserà proprio su quanto sarai in grado di aiutare gli altri.

Il fatto è che “gli altri” non sono “tutti”.

Se vuoi avere successo nella vendita e nel business, devi costruire una muraglia che difenda due cose essenziali: il tuo tempo e la tua mente.

Se vuoi avere successo con la tua officina, non devi permettere a nessuno di aggredire questi due ingredienti vitali.

Qualsiasi distrazione sotto forma di telefonata, un cliente lamentoso, un WhatsApp o una mail con un “ci penso su un po’”, sono come dei piranha affamati che strappano a morte le tue risorse mentali e il tuo tempo.

Tutti i tuoi piani di produzione, i tuoi obiettivi e i tuoi sogni andranno letteralmente ingoiati da questi sanguinosi Caracidi.

Sicuramente vieni da una cultura nella quale il meccanico viene considerato come un ladro, e ti sarà difficile seguirmi, ma tranquillo, io lo so che non è così…

Approcci del tipo:

  • Il cliente ha sempre ragione;
  • Il cliente va accontentato;
  • Facciamo qualunque cosa il cliente richieda;
  • Il cliente ci paga lo stipendio;

sono assolutamente concetti corretti, ma se non comprendi quello che c’è dietro, puoi ritrovarti ben presto con il culo per terra.

E la mia missione è quella di non far appoggiare il tuo culo sul pavimento!

DI CHE CLIENTE STIAMO PARLANDO?

Io sono il primo a dire che il cliente è una figura fondamentale per la tua officina. Il problema è che questo pensiero porta velocemente i titolari di officina in confusione e li trasforma in preda di qualsiasi soggetto che voglia scavalcare la loro muraglia, con la scusa di poter essere un cliente per saccheggiare tempo gratuitamente.

Evitare tutto questo è possibile, devi però creare un sistema di lavoro che sia esclusivo, cioè devi assolutamente limitarti a:

  1. Agevolare solo un certo tipo di persone in target;
  2. Non assecondare un certo tipo di persone scegliendo scrupolosamente quali sono.

Senza queste due regole ben fissate in testa, perderai solo tempo, perderai la lucidità, perderai l’opportunità di lavorare con persone desiderose di affidarti il loro mezzo e perderai soldi.

IMPARA A DI DIRE NO AI CLIENTI CON I QUALI NON VUOI LAVORARE

So benissimo che quello che hai letto ti fa pensare che io sia un coglione o un cazzaro, e lo so perché sei letteralmente progettato per lavorare con qualsiasi persona che entra nella tua officina. Questo te lo hanno insegnato i tuoi maestri materializzati nel tuo ex titolare, in tuo padre, in tuo suocero o tuo fratello maggiore.

“Rifiutare dei lavori Max?

Ma sei pazzo?”.

Eh non sono pazzo proprio per niente.

Invece che avere a che fare con un tipo di persona con la quale non dovresti averne, puoi liberare tempo ed energie per cercare o lavorare con quel cliente che può generare miglior introito, con meno sforzo o semplicemente con qualcuno che ti faccia sentire più appagato, invece di inseguire tutte le carcasse come se fossi un avvoltoio.

Perché se vuoi portarti a casa tutte le rogne che ci sono in giro, sprechi una marea di tempo ed energie con persone che ti prosciugano, ti fanno innervosire, ti demoralizzano e ti rompono solo i coglioni. E con le poche forze che ti rimangono, devi occuparti dei clienti migliori e di tutto quello che sta fuori dall’officina: famiglia, figli, amici, ecc.

Non sei costretto a farti mangiare l’anima da persone che non vuoi nemmeno vedere, trascurando tutto quello che ti dà soddisfazioni.

Tu ripari auto, non vendi farmaci e non salvi nemmeno vite!

Tutti i nervosismi creati dal cliente sbagliato, devasteranno le tue giornate e di conseguenza i rapporti con le persone alle quali tieni e anche se ci metti impegno per essere gentile o fai di tutto per non lasciare trasparire niente, vivrai costantemente incazzato come un puma!

Lavora con chi vuole lavorare con te.

Ovviamente devi offrire un servizio specializzato, inconsueto e fuori dal comune ai tuoi clienti migliori. Devi farlo sapere a tutti e devi imporre delle regole a chi vuole i tuoi servizi.

La leva del ponte levatoio, ce l’hai in mano tu e solo tu.

Più alzi il valore percepito di ciò che fai e di come lavori, più aumenti il valore nella mente delle persone e di conseguenza le regole che potrai dettare, saranno strette e serrate.

Inizialmente limitati cortesemente nel rifiutarti di prendere determinati lavori.

Se ci pensi bene, più e più volte ti sei maledetto per aver portato a casa dei lavori che si sono rivelati dei flop in termini di rotture di palle e tempo perso, ma che per accontentare il cliente o per far girare un po’ la cassa hai comunque accettato.

E il tuo buon senso ti ha fatto notare che lavorare in questa maniera ti ha messo in condizione di trascurare magari i clienti migliori o i tuoi famigliari, fidanzate o amicizie.

NON DEVI ACCETTARE DI ESEGUIRE LAVORI A PERSONE CHE NON RISPETTANO TE, IL TUO LAVORO E IL TUO TEAM

Prima di proseguire con la lettura, ti invito a scrivere qualche caratteristica che dovrebbe avere il tuo cliente, senza della quale, da domani mattina non ci saranno compromessi.

Questa deve essere la tua selezione all’ingresso.

Ovviamente dovrai usare il buon senso, senza bannare qualcuno definitivamente alla prima occasione, ma magari dopo una seconda possibilità, chiarendogli che quel comportamento non è tollerato e cancellarlo dalla tua mente solo se ti accorgi che ha quel comportamento instillato come un programma nella sua testa e non è annullabile.

Devi stabilire in maniera chiara chi sono le persone che vuoi come clienti e chi sono le persone che non vuoi e agire con fermezza e di conseguenza.

Tutte le tue risorse (e tutto il tuo tempo) devono essere dedicate alle persone che sono in linea con i servizi erogati dalla tua officina e non a convincere altre persone con le supercazzate in accettazione. Le persone devono interfacciarsi con te già formate su come è il tuo tipo di servizio.

Tu non vuoi lavorare con chi è incapace di intendere quello che dici, con chi vuole lo sconto ogni santa volta, con chi contraddice la tua professionalità o con chi con presunzione pensa che essendo un cliente, gli è concesso tutto.

Devi assolutamente mettere alla porta questi clienti, anche se sono clienti reali che ti stanno pagando.

Ma sono clienti importanti! Non posso perdere quel fatturato! Come faccio se non ho più determinati introiti?

Il modo c’è e tu lo troverai…

Un cliente che ti sta sulle palle, si impadronisce della tua persona come una malattia.

Rovina il tuo rapporto con gli altri clienti, con i clienti futuri e distrugge il tuo rapporto con la tua famiglia e i tuoi amici. Praticamente ti distrugge lentamente come fa un cancro.

Solamente se hai di fronte a te il cliente giusto riuscirai a Vendere in Officina, ma mentre perdi tempo a gestire le rotture di palle, la tua officina non crescerà mai e alla fine della storia, cercherai sempre scuse al di fuori della tua officina, darai sempre la colpa all’esterno dei problemi che ti porti all’intrerno.

Puoi frequentare corsi, seminari, webinar… Puoi fare pubblicità su Facebook, studiare su questo sito il marketing per l’officina o imparare a Vendere in Officina, ma solo dopo aver capito una cosa:

Che uno sia ricco o che uno sia povero, abbiamo tutti a disposizione 24h al giorno!

Non sprecarle con gente scema…

Progetta subito una fortezza per difenderti dai clienti che non vuoi.

Perseverare non sempre è diabolico!

Ci rivediamo da queste parti, Max.

Il vero segreto è nel sistema, non nelle mani!

Questa è una frase che ripeto spesso all’interno dei miei interventi, ed è uno dei concetti più importanti da capire se vuoi continuare a tenere aperta la tua officina, che con tanti sacrifici hai costruito.

Quotidianamente mi interfaccio con titolari di officina con le palle quadrate, gente che non ha paura di niente e di nessuno. Sono dei veri campioni, e guadagnano anche bene grazie alle loro officine.

Ma purtroppo non arrivano a determinati introiti grazie ad un sistema di lavoro o all’organizzazione dello stesso.

Il titolare di officina, solitamente è ossessionato dal fare, per questo motivo sta in officina 10/12 ore al giorno con coraggio, cuore, mente, occhi e mani in qualsiasi reparto.

Sicuramente sei uno di questi anche tu.

Sei quello che decide da chi si comprano i ricambi, che prezzo fare, che decisione prendere. Ogni tanto vai in ufficio e tiri quattro urla, tanto che si ricordino chi comanda. Poi vai in banca, dal commercialista e parli con i rappresentanti.

Se sei un tipo ammaliante professionalmente parlando, potresti avere al tuo fianco dei collaboratori fedelissimi che fanno tutto quello che dici senza battere ciglio, oppure un braccio destro che possiamo definire un mini titolare, ossia uno o più collaboratori responsabilizzati che gestiscono intere mansioni da soli e che sono al tuo fianco da 10 anni o giù di li.

Partendo dal presupposto che io mi tolgo il cappello di fronte a persone così e che hanno una gran voglia di fare, devo però dire che questo tipo di organizzazione rappresenta esattamente il motivo per il quale molte aziende sono destinate a chiudere nel lungo termine.

A meno che non vogliano cambiare il modo di lavorare.

Analizziamo insieme la tipologia di azienda che ho pena descritto.

Se ti ci riconosci, ti sarà più facile darmi ragione.

Le officine italiane si basano su uno scenario di questo tipo:

  •  Il titolare è sempre pieno di forza, in salute e con voglia di lavorare;
  • I suoi collaboratori più bravi, gli resteranno fedeli al 99.99%.

Le officine così strutturate, riescono a sfornare lo stipendio per tutti, ma mi capita numerose volte, quando sono alla macchinetta del caffè con il titolare di officina, di sentire frasi del tipo: se mi succede qualcosa, questi mi mangiano fuori tutto nel giro di due mesi.

Questo è il pensiero di molti titolari di officina, magari è anche il tuo.

Proviamo a fare un ragionamento…

Mettiamo il caso che la tua officina fatturi 1 milione di euro!

Quanto di questo fatturato dipende da te? Nel senso, se smetti di lavorare quanto di questo fatturato perdi?

Potrebbe essere tutto oppure solo una parte.

Solitamente nelle aziende ben strutturate, 700k sono riconosciuti ai collaboratori.

Potrebbe essere che un intero reparto sia coperto da un collaboratore che fa tutto da solo o che l’officina sia completamente nelle mani del capo officina che andando via ti metterebbe in ginocchio.

Potrebbe essere che non deleghi niente a nessuno e quei 700 mila euro dipendono da te, ma se copri tu tutte queste mansioni, tu vali 700k e la tua azienda ne vale 300.

Cerca di seguirmi…

Se tu vali 700 mila euro sei il numero uno, ma è ovvio che la tua azienda ne risentirebbe se (mi tocco i maroni) domani mattina per qualche motivo non puoi più essere presente.

Il tuo lavoro da imprenditore dovrebbe essere quello di traslare il valore da te all’azienda, per fare in modo che il fatturato non dipenda solamente dal tuo lavoro fisico.

Con questo non sto dicendo che devi smettere di generare valore.

Ma il tuo valore aumenta per l’officina, se impieghi il tuo tempo a farla crescere.

Mente tu ripari una perdita della pistola del compressore, non stai servendo all’azienda.

Capisci cosa intendo?

Il valore del titolare di officina.

Cosa fa un bravo imprenditore?

Solitamente, le variabili sulle quali lavora sono sostanzialmente due:

  1. Il tempo. Lavora tanto, riesce ad ottimizzare e a fare più cose magari contemporaneamente.
  2. Il valore delle attività che svolge. Se per risolvere un problema ad un motore che nessuno ha risolto prima ci metti 2 ore, il tempo ha un valore molto più alto delle due ore che impieghi per andare a prendere dei ricambi.

TEMPO X TUO VALORE = SOLDI

Ma detto questo, la moltiplicazione che hai appena letto sarà sempre battuta da questa:

TEMPO DI ALTRI X VALORE DEI SISTEMI = SOLDI

Mentre il tuo tempo non può essere esteso all’infinito, quello dei tuoi collaboratori sì.

È per questo che, come detto nel titolo, il titolare potrebbe anche non indossare la tuta.

Magari lavori da solo, ma se vuoi prosperare e far crescere la tua officina devi avere presto dei collaboratori. Non fare l’errore di pensare “prima mi procuro il lavoro e dopo assumo”, perché se sei dentro questo pensiero contrario, il tuo lavoro non aumenterà mai.

I veri soldi sono nella struttura: il moltiplicatore che ti consente di trasformare il tempo delle altre persone in ricchezza per l’officina.

Come creare un sistema efficace per avere più tempo per far crescere la tua officina.

Pensa ad alcune attività che devono essere svolte all’interno della tua officina, lasciando perdere l’aspetto tecnico.

Ti parlo proprio di mansioni come: andare in banca, andare dal fornitore, cambiare una lampada che si è bruciata, sistemare il portone, pulire la lavapezzi, cambiare un tubo alla pressa idraulica.

Per fare una qualsiasi di queste attività che ho messo un po’ a caso, ci deve essere sempre la mano di qualcuno. Ci deve essere una persona che agisce.

Tutto quello che viene fatto in officina e che comporta un essere umano che fa qualcosa è una attività che deve essere organizzata. Ovvio che ci sono le emergenze, ma nella norma ci deve essere qualcuno che fa quella cosa.

Quali attività fai tu in questo momento, ma che potresti delegare mentre ti concentri in qualcosa di più redditizio?

In una situazione ideale, l’intera officina dovrebbe funzionare nell’ordinaria amministrazione senza che tu metta becco su nulla. In ordinaria amministrazione bisogna far andare avanti l’officina senza stravolgimenti o innovazioni, ma tenendola ad un livello stabile di crescita.

Quando cambi le cose, programmi cambiamenti strategici o migliori, stai innovando.

Se invece continui a fare le tue cose come sempre, stai facendo ordinaria amministrazione che, in quanto tale, deve essere svolta da chi lavora con te, una volta messo in condizione di: sapere cosa fare, sapere come farlo, sapere quando farlo, farlo in modo tale da non necessitare controllo da parte tua.

Il tuo ruolo di titolare, deve essere quello di farti il mazzo studiando nuove strategie di marketing per l’officina, mettendo in pista nuovi progetti che porteranno l’officina alla crescita.

Vuoi essere il numero uno? Ecco, dimostralo facendo crescere l’officina.

Tutti gli altri lavori invece, li fai eseguire dai metodi che hai creato.

3 meccanici che seguono un sistema di lavoro o un mansionario ben organizzato, saranno sempre più efficaci di te che fai tutto da solo.

Mettiamocelo in testa una volta per tutte!

Crea un sistema per gestire le manutenzioni ordinarie, uno per le straordinarie, uno per gestire il magazzino, uno per gli incassi, uno per gli ordini, uno per il marketing ecc…

Tutto deve seguire la procedura che tu comandi.

Se non hai dei sistemi e sei uno che ha voglia di lavorare, lavora per crearli.

Perché avere questi due sistemi ti consente contemporaneamente di:

  • Avere contatti sempre freschi e in maniera consistente.
  • Sapere che se domani mattina arrivano 10 nuovi clienti, possono essere gestiti in maniera sistematica da una persona diversa da te.

Come creare delle procedure efficaci.

Procurati dei post-it e riempili delle mansioni che devo essere svolte in officina senza badare al risparmio, anche le più banali.

In secondo luogo, spargili sulla scrivania in modo tale da avere una fotografia delle cose che devono essere fatte.

Seleziona le attività che se potessero essere svolte completamente da altri, ti farebbero risparmiare un sacco di tempo. Ora gestiscile una alla volta.

Ecco!

Hai trovato il sistema per ufficializzare una mansione e una volta creato e messo in opera, almeno quella non dovrai più farla!

A questo punto hai un compito sempre doppio, perché ora dovrai formare una persona che lo faccia al tuo posto. Poi dovrai documentare tutto, in modo tale che rimanga come dimostrazione e che tu non debba farlo più personalmente.

Ora parti con un’altra mansione che hai scritto nei foglietti e così via.

Quando sarai riuscito a delegare un bel pò di mansioni, avrai tutto il tempo da dedicare alla crescita della tua officina, mettendo la tua testa sulla creazione di nuovi progetti e non alla sopravvivenza della stessa.

L’officina deve vivere anche senza di te.

Il tuo compito è esclusivamente quello di farla crescere imparando a Vendere in Officina.

Alla prossima, Max.

Ecco perché l’investimento corretto, ti fa risparmiare più di quanto credi.

Quando gli affari cominciano ad andare male e il fatturato dell’officina precipita inesorabilmente, la prima cosa che fa il titolare di officina è tagliare i costi.

Quindi meno spese, meno uscite di cassa e aspetta che le cose vadano meglio.

Giusto no?

Sbagliato! questa non è la soluzione ai problemi…

Rimanere fermi non è una scelta intelligente, perché si rischia di perdere tutto quello che si ha costruito con tanti sacrifici.

Aspettando niente si sistemerà. Ma questo non significa che prendere il bilancio ed eliminare le voci alle quali puoi rinunciare con più facilità, sia una buona idea.

Scusa se ho detto “bilancio”, so che è una cosa alla quale sei allergico…

Dicevamo…

Non basta tagliare a casaccio ma bisogna farlo nel modo giusto, non basta eliminare le spese un tanto al kilo.

Ti dico questo perché sento come parlano i meccanici ai rappresentanti. E parlo di rappresentanti di qualsiasi prodotto o servizio.

Quello di cui hai bisogno è una visione che aumenti drasticamente le tue possibilità di liberare l’azienda dalla situazione drammatica nella quale è costretta ad operare in determinati periodi dell’anno.

Si lo so che ti basterebbe che i clienti ti pagassero con regolarità, ma non è l’argomento di questo articolo.

Ogni titolare di officina, quando si trova ad affrontare un periodo grigio cerca il modo per abbattere i costi aziendali.

Una cosa che magari non hai mai considerato, è che uno dei punti deboli delle officine e in generale di ogni attività di post-vendita, è la mancanza di controllo sui margini di profitto dei prezzi dei ricambi e quindi sul quello che è il fatturato.

Il meccanico titolare di officina, non ha dei prodotti propri sui quali puntare per aumentare i margini di guadagno e il cliente può trovare gli stessi prodotti in ogni altra officina o direttamente dal ricambista, quindi ci si trova a combattere la solita “battaglia del prezzo”.

Questo viene storicamente aggravato, quando cominciano a nascere i grossi gruppi di concessionari che invadono le aree geografiche e magari tu come meccanico, ti trovi a combattere con dei competitor che hanno la possibilità di applicare sconti o a fare i prezzi che il titolare di officina medio, non può nemmeno sognarsi.

QUANDO CI SI TROVA IN QUESTE SITUAZIONI, BISOGNA FARE LE MOSSE GIUSTE

A questo punto, spinto dalle perdite continue e dalla paura del fallimento potresti fare l’errore che fanno in molti, ossia tagliare violentemente le spese.

Sappi che questa precisa decisione, anche se presa con le migliori intenzioni del mondo può rischiare di farti chiudere in tempi brevissimi.

Ma cerchiamo di spiegarci meglio.

I costi variabili di un’azienda, cioè i costi che aumentano o diminuiscono in base alle variazioni del fatturato, non possono quasi mai essere modificati senza provocare grossi cambiamenti e quindi si tende sempre a non considerarli.

Cominciare ad usare ricambi o lubrificanti di bassa qualità per avere più margine, non salverà la tua officina dal crollo, ti porterà solamente ad eseguire lavori di merda.

Questa cosa la dico perché la sento quotidianamente con le mie orecchie, queste cose non si fanno.

Spero non sia il tuo caso…

La cosa che solitamente si tende a fare, è quella di intervenire tagliando i costi fissi, quelli non esplicitamente correlati al fatturato.

Però se cominci a tagliare numero il di dipendenti, a tagliare i servizi aggiuntivi o ad eliminare il budget che spero tu abbia destinato al marketing per l’officina, non basterà, anzi peggiorerà la situazione.

Perché tagliare i costi fissi ha un limite strutturale che nessuno prende in considerazione, ossia quello di non poter superare una certa soglia, perché se viene superata, il giro d’affari cessa di esistere, ma non solo, la riduzione delle spese considerate fisse infatti comporta un inevitabile peggioramento dei risultati aziendali, perché la maggior parte di essi sono costi essenziali per l’acquisizione e il mantenimento dei clienti.

Quello che bisognerebbe davvero fare è intervenire chirurgicamente sui costi variabili, quelli che aumentano o diminuiscono in base al fatturato, ma sembra esistere una specie di blocco psicologico all’idea di poter tagliare queste spese, che praticamente rappresentano i veri costi fissi dell’azienda.

Una delle prime cose che suggerisco ai miei clienti quando parliamo di “tagli dei costi”, è quella di cercare di capire dov’è possibile intervenire a livello di forniture.

Quello che devi fare anche tu se ti trovi in una situazione difficile, è definire se il fornitore è sostituibile o insostituibile.

Potrebbero esserci dei fornitori strategici, quelli che ti servono per guadagnare perché vendono prodotti particolari, ma un bullone da 8 con testa esagonale, lo puoi acquistare dal miglior offerente, non è necessario che tu lo acquisti dallo storico rappresentante come ri-ordino.

Se analizzi scrupolosamente tutti i tuoi fornitori, scoprirai che ci sono rapporti che consideri intoccabili, ma che invece dovresti interrompere perché contribuiscono a bruciare la tua cassa.

Sicuramente anche tu, come la maggior parte dei tuoi colleghi, ritieni assolutamente intoccabili quasi tutti i rapporti di fornitura e non hai mai preso in considerazione l’idea di intervenire su questo tipo di costi per migliorare la cassa.

Magari ti sarà capitato di tagliare su altro, non considerando che i conti della tua azienda sono alterati e nemmeno il commercialista ti ha mai spiegato questa cosa.

Il taglio delle spese malfatto, ti porta automaticamente un calo di fatturato, e può innescare il volano maledetto che porta il direttore di banca a telefonarti per dirti la frase letale: qua bisogna rientrare.

Quando tagli le spese alla “cazzo di cane”, ti trovi in una situazione che non è sostenibile nel lungo periodo.

Non girano più soldi, capisci cosa intendo?

E se non girano soldi presto arrivano le brutte notizie, sotto forma di fornitori che chiamano per essere pagati, ricambi non consegnati e magari, nella peggiore delle ipotesi, delle bellissime buste verdi…

Quando ti trovi in queste condizioni, diventi una persona scoraggiata, delusa e sfiancata.

Tagliare i costi nel breve periodo aspettando che le cose cambino, non aiuterà la tua officina a rimanere in piedi, anzi non lavorare il sabato o lavorare con meno dipendenti del dovuto, sono fattori che peggiorano il servizio, finendo col dare il colpo di grazia ad una situazione già drammatica.

Per non parlare del taglio netto alle spese di marketing in un momento dove le pubblicità dei grossi concessionari si vedono da tutte le parti.

LA COSA CHE NESSUNO TI HA MAI DETTO DI FARE

La strategia di riduzione dei costi nel medio periodo deve prevedere inevitabilmente, un intervento di calo dei costi variabili.

Questo è infatti uno dei modi più efficaci per aumentare i margini a partire dai costi.

E aumentare i margini e l’unico modo per liberare la tua azienda da una situazione economica infelice.

Quindi non ci sono altre strade?

Ci sono centinaia di modi per aumentare i margini per la tua azienda lavorando sui ricavi. Potresti trovare un il modo per aumentare i prezzi, potresti applicare una strategia per aumentare il valore medio della marginalità su ogni singolo cliente, potresti tentare di aumentare la frequenza di acquisto e via discorrendo.

Ma sono azioni che riguardano la generazione di fatturato e che richiedono tempo e soldi perché producano effetti.

Lavorare sui costi più facile se sai come si fa.

Se in questo momento non sei con l’acqua alla gola, hai tutto il tempo per concentrarti su una nicchia specifica dei clienti, con dei servizi che magari il concessionario non riesce ad offrire.

Ma se non sei in un periodo roseo, prendi la lista dei fornitori e comincia a depennare in maniera intelligente.

Ora so a cosa stai pensando, la domanda che ti gira in testa è la seguente:

Come posso fare un piano di riduzione dei costi senza sbagliare?”.

Questa amico mio, non è la domanda corretta.

La domanda da porsi è: fino a dove posso spingermi per salvare l’officina?”.

E questa domanda bisogna porsela prima che le cose vadano male.

Prima si inizia, meno danni si provocano.

Uno dei costi che non bisogna MAI e dico MAI tagliare, è proprio quello del marketing in officina per acquisire clienti e mantenere quelli che si hanno già in banca dati.

Lo so che nei momenti difficili, investire in marketing per l’officina ti può sembrare stupido o magari puoi pensare che è un’attività che si può rimandare, ma un euro investito in marketing come si deve è, fatturato che rientra immediatamente.

Per tenere la tua officina distante dai momenti di difficoltà, l’unico modo è avere sempre i numeri in testa.

Se non riuscirai a fare questo quotidianamente, perché magari distrai soldi dall’officina per sfizi personali, sappi che stai sgretolando brutalmente le basi dove si poggia tutta la tua vita professionale.

Da ragazzo con la passione per i motori, sognavi di avere un giorno la tua officina e fare il lavoro che ti piaceva alla tua maniera. Ma una volta che la tua officina ha visto la luce, hai smesso di essere quel ragazzo con le mani sporche di grasso e sei diventato un titolare d’impresa.

Indovina un po’?

Le imprese si fanno con i numeri, non con le passioni…

Devi rimetterti a studiare, non ci sono segreti, non ci sono cose facili, non ci sono scorciatoie, non ci sono governi che ti aiuteranno abbassandoti di qualche punto percentuale le tasse…

C’è solo un gran culo da farsi.

Ci rivediamo da queste parti!

Ovviamente questo titolo mi serviva solo per attirare la tua attenzione!  Ora che sei qui, ti prego per il tuo bene, di continuare con la lettura.

In questo articolo capirai:

  • Perché fare marketing in officina è sempre stata un’attività inutile;
  • Il motivo per cui non riesci a vendere in officina come una volta;
  • Perché tuo padre o il tuo ex datore di lavoro, sono riusciti a costruire qualcosa che tu se partissi da zero potresti solo sognare.

Quando nel 2003 ho aperto la mia partita iva, anche io mi approcciavo a questo mondo spinto dalla forte passione per i motori. All’epoca non ero in possesso delle competenze che padroneggio ora e come moltissimi imprenditori dell’epoca, mi stavo convincendo anch’io che per vincere nell’impresa bastasse l’olio di gomito e la voglia di lavorare.

Diventando di fatto un imprenditore, a quel tempo mi piantavo tra i metodi “vecchia scuola” e i nuovi sistemi che oggi padroneggio.

Tanto che erroneamente e maledettamente, mi sono ritrovato a seguire i consigli dei “vecchi”, inciampando più e più volte, fino a che non sono riuscito a perfezionare il mio sistema, a farlo funzionare e farlo replicare quotidianamente  ai miei clienti.

Ogni volta che parlavo di marketing, mi veniva risposto che si trattava delle solite cose da americani e che se avevi voglia di lavorare non ti servivano queste stupidaggini.

L’imprenditore “vecchia scuola” e la “nuova generazione” faticano ad incontrarsi quando parliamo di questa materia.

Sembra quasi che vivano in due mondi diversi.

Dobbiamo pensare una volta per tutte in maniera oggettiva: le cose non funzionano più come una volta.

Pertanto, i punti di riferimento imprenditoriali, le persone che ti hanno insegnato il mestiere che stai facendo e i tuoi genitori, in gran parte dei casi non sono i soggetti più indicati con i quali parlare di vendita e marketing ai giorni nostri, dico questo perché l’ho sperimentato sulla mia pelle e sul mio conto corrente.

Sicuramente stiamo parlando di persone in gamba, persone che hanno contribuito rendere grande l’Italia, ma che non possono confrontarsi con te, alle porte del 2020, su marketing, acquisizione clienti e aumento delle vendite.

LA CREAZIONE DELLE VECCHIE IMPRESE ITALIANE E COME LA LORO IMPOSTAZIONE, INFLUENZA OGGI SULLE SCELTE DELLE NUOVE

Visto che ho aperto questo articolo con una data, ora te ne dico un’altra, ma questa volta è molto più storica della mia.

Siamo nel 1945.

Alla fine del secondo conflitto bellico mondiale, l’Italia devastata dai duri anni di guerra, era una superficie totalmente da ricomporre e grazie allo spirito che ci contraddistingue in tutto il mondo, si inizia un periodo di forte crescita.

Tra gli anni 50 e 60 si realizza il famosissimo “miracolo italiano”.

Il successo imprenditoriale dell’epoca, si collocò sul fatto che era tutto da ricostruire e non c’era concorrenza.

I mercati erano realmente vergini e il vigoroso benessere della popolazione, faceva nascere un incremento della domanda di acquisto.

Qualsiasi cosa che si produceva all’epoca, creava reddito.

Nascevano le prime fabbrichette che producevano in serie, tavoli, sedie, ecc…

Qualsiasi cosa ti venga in mente in questo momento, era da costruire e non c’era concorrenza.

Si produceva in locale, regionale e i più bravi negli anni sono riusciti a soddisfare mercati su scala nazionale. Le prime aziende diventate “Marche”, sono state anche le prime che hanno avuto la saggezza di investire in marketing, tramite i canali dell’epoca. Mi viene in mente la carta stampata e il “Carosello”.

C’è da dire però, che queste imprese non avevano la neccessità di fare gli sforzi che sei costretto a fare tu, con la tua officina ai giorni nostri.

Quando nella piazza non c’è niente, e tu sei il primo che vende coltelli e lo dici in paese, automaticamente ti sei aggiudicato una buona fetta di mercato.

La domanda superava l’offerta in quegli anni, di conseguenza qualsiasi cosa venisse prodotta aveva la sua buona dose di successo. Ma non solo veniva prodotta, ma nel tempo venne prodotta in serie con costi minori e con la qualità che continuava a migliorare.

Mio nonno o il tuo, se avevano bisogno di una carriola, non serviva più che se la costruissero o che la facessero costruire da un artigiano, perché finalmente anche loro se la potevano acquistare da qualche parte, perché già da tempo erano nate le prime grandi imprese nei poli industriali delle grandi città come Milano o Torino.

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I contadini e i fattori si trasformano in operai, mentre le persone che avevano studiato, diventavano impiegati, a volte anche migrando in città diverse dalla loro.

Dopo aver maturato una certa esperienza, le persone che avevano lasciato il paesino, sentivano l’esigenza di ritornarci, mentre nasceva dentro di loro un forte desiderio imprenditoriale.

Molto spesso compravano dei macchinari usati, li portavano nella loro casa di paese e sotto ad una tettoia creavano la loro piccola impresa.

In questo punto della storia, cominciano a fiorire le piccole attività geolocalizzate, grazie alle quali, gli ex operai, cominciano a diventare “padroni di sé stessi“.

Questa in parole povere, è la parte iniziale di quello che poi diventerà il miracolo italiano.

Considerando questo, dobbiamo dare ragione ai nostri genitori: la differenza tra successo e insuccesso, dipendeva esclusivamente dalla “voglia di lavorare”.

Capisci com’è naturale che le persone che hanno fatto impresa in quel periodo, non abbiano mai sentito parlare di marketing, vendita o altre discipline per prosperare?

Inoltre, dobbiamo anche sottolineare il fatto che non c’era né internet, nè Facebook, nè Amazon o altri vari comparatori di prezzo.

Non c’era bisogno di marketing e vendita nemmeno per i meccanici all’epoca.

Se si voleva acquistare qualcosa in quegli anni, bisognava attraversare il paese a piedi col carretto, oppure andare in una città distante 30/40 km, perché si aveva sentito che qualcuno vendeva l’articolo di nostro interesse, a prezzi inferiori.

L’unica forma di concorrenza la si poteva trovare, se un ex collega che lavorava nella stessa officina con te, avesse deciso di aprire anche lui un business uguale al tuo, oppure poteva capitare che un tuo dipendente, imparato il mestiere, aprisse anche lui un’officina offrendo dei prezzi migliori.

Da qui comincia la “battaglia dei prezzi”.

LA BATTAGLIA DEI PREZZI E LA CONCORRENZA IN ITALIA

Detto questo, il dramma della concorrenza non è mai stato così sentito come ai giorni nostri, perché nelle realtà provinciali c’era il buon senso di non pestarsi i piedi a vicenda. Nel senso che se eri il primo ad aprire l’officina in paese, difficilmente te ne apriva uno davanti. Per questo motivo, l’essere arrivato primo ti garantiva di rimanere l’unico a fare quel mestiere, senza doverti confrontare con un concorrente vero e proprio.

Le cose sono andate così per molti, molti anni.

Questo conferma il fatto, che in un paese dimenticato dalla concorrenza, gli imprenditori in genere non erano minimamente orientati a fare marketing, perché ovviamente non ne avevano la necessità.

Quindi, chi dice che la voglia di lavorare è importante non sta dicendo una cazzata, solo però che questa cosa è contenuta all’interno di un determinato quadro storico.

Oggi, la voglia di lavorare non ti basta più.

Inoltre c’è da sottolineare un’altra cosa importante che sottraeva le officine di un tempo, a pensare a delle strategie per tenere aperto il portone: ovvero che per anni in Italia, non siamo stati tanto bravi con le ricevute fiscali e le fatture.

Quanta polvere c’era sopra il blocco delle fatture?

Oggi non funziona più così e tu lo sai benissimo.

Grazie al cazzo! Se lavori in un ambiente privo di concorrenza, in quasi totalitaria evasione fiscale e il tuo obbiettivo è quello di star bene te e la tua famiglia, che problemi vuoi porti?

QUESTO AVVIENE FINO AL 2008

Il problema è che 10/12 anni fa, la sagra dell’abbondanza è finita!

Dal 2008 in avanti infatti, il fisco ha assunto un aspetto molto più rigido, mettendo in pista severi controlli oltre che ad azzerare le possibilità di condono.

Ma non solo!

Non dimentichiamoci che nel 2002 abbiamo perso con l’avvento del €uro, la nostra competitività all’estero, visto che con la Lira spesso e volentieri, ci consegnavamo a svalutazioni monetarie a nostro piacimento.

Da quando nelle nostre tasche ha cominciato a girare la moneta unica, non ci è stato più possibile farlo, come era possibile con la Lira, specie durante il governo di Craxi.

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Sostanzialmente il sistema consisteva nello svalutare il valore della Lira di circa il 20% rispetto al Franco francese o al Marco tedesco, così facendo riuscivamo ad essere più competitivi con i costi di produzione verso il mercato estero.

Ti danno fastidio i Cinesi che popolano il paese con le loro imprese o le aziende che dislocano nei paesi dell’est e ti portano via una fetta di mercato perché non fanno lavorare quelli che potenzialmente potrebbero essere i tuoi clienti?

Ti confesso che per anni, noi siamo stati i Cinesi d’Europa e rompevamo le palle agli imprenditori degli altri stati della comunità europea con i nostri prezzi stracciati.

Ma non solo, le aziende estere aprivano in Italia perché la manodopera costava poco.

Il privilegio non aveva rivalità, di conseguenza non serviva fare marketing e nemmeno imparare a vendere.

Ecco perché la mentalità della “vecchia scuola”, sostiene che l’importante è avere voglia di lavorare e che avere un servizio con un buon rapporto qualità prezzo farà funzionare miracolosamente la tua officina.

L’imprenditore della “vecchia scuola”, poggia le sue esperienze su decenni vissuti a costare il 30% in meno, evadendo il fisco e sfruttando il vantaggio della svalutazione monetaria.

Il miracolo italiano in parte è basato anche su questo.

Qualsiasi persona abbia imparato a vendere prima del 2008, ai giorni nostri NON SA VENDERE!

E tu se prendi come insegnanti soggetti del genere, ben presto porterai i libri contabili in tribunale, schiacciato dalla concorrenza o dall’avanzamento tecnologico.

Fine…

Inoltre è successo anche un altro fenomeno, che ci ha tolto l’aria buona della quale ci eravamo abituati.

Dopo l’ingresso dell’€uro, dove abbiamo perso la possibilità di svalutarci per essere più competitivi, la soluzione che abbiamo adottato pur di non perdere mercato, è stata quella delle dilazioni di pagamento.

I soldi che arrivavano dai clienti, sono stati sostituiti dai soldi presi in prestito dalle banche.

Quest’ultime, che hanno subito fiutato l’affare, sono passate dall’essere delle casse di risparmio, a veri e propri finanziatori.

Nasce così il “credito al consumo”.

Noi non eravamo abituati a rateizzare, ma nonostante ciò il fenomeno della dilazione di pagamento prosperò a dismisura, fatto sta che venne adottato anche in trattativa e questo ha devastato le casse delle officine che pur di non perdere il cliente, hanno consegnato le loro sorti al cosiddetto “salvo buon fine”.

Per anni questo dannoso sistema, ha garantito ossigeno alla nostra economia.

I soldi prestati dalle banche, tra fidi, mutui, castelletti ed anticipi fattura con salvo buon fine, non hanno fatto altro che camuffare delle problematiche, che se ci pensi bene erano già venute a galla.

Per questo motivo, molte imprese hanno prolungato la loro vita grazie ai continui prestiti che le banche erogavano, anche se non funzionavano più, e quando nel 2008, con l’arrivo del grande crollo economico anche questo sistema di finanziamento viene meno, le aziende non avevano più ossigeno poiché le banche hanno cominciato a “chiudere i rubinetti”.

L’incapacità di muoverci nel mercato per anni, è stata coperta dai soldi delle banche. Le aziende non solide, cominciano quindi a saltare.

  • Se la banca non copre i tuoi buchi tu non compri nemmeno i ricambi!
  • Se sei autorizzato da una casa costruttrice e la banca non ti concede la fideiussione, ti tolgono il mandato.
  • Se hai a bilancio una valanga di crediti inesigibili, casa madre non ti dà più i ricambi e la banca potrebbe chiederti di rientrare con conseguente fallimento.

Capisci perché sono importanti i numeri?

Ma non è finita…

Purtroppo, senza ossigeno finanziario e senza un buon posizionamento nel mercato, le attività hanno cominciato a finanziarsi con i soldi del fisco (non versando le tasse).

D’altronde il fisco non è mai stato un grosso problema, se non ricordi male ad ogni cambio di governo, c’era lo scudo fiscale e bastava pagare una piccola percentuale del dovuto e arrivederci e grazie.

MA è finita anche questa festa!

Dal 2008 in avanti, i problemi sono arrivati tutti insieme, e senza preavviso. Nessuno durante quegli anni ha mai pensato al marketing per acquisire nuovi clienti o come fare per vendere di più a quelli già acquisiti.

Non serviva è vero!

Ma la crisi sommata al ripudio di questa disciplina, ha colpito molto forte il tessuto imprenditoriale, compromettendolo in maniera drammatica.

La cosa più drammatica che noto, è che i titolari di officina, anche ai giorni nostri, non chiedono al proprio commercialista come gestire la propria azienda in modo corretto, ma gli chiedono “come posso pagare meno tasse?

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Ancora oggi non abbiamo ben chiaro cosa serva per la salute dell’impresa, ma ci focalizziamo nel benessere del portafoglio personale. Come vuoi che crescano le imprese italiane, se gli imprenditori sono i primi a falsificare i bilanci per scopi personali?

Non devono esistere imprenditori ricchi e aziende povere, semmai fino a che le cose non girano nel verso giusto, deve essere il contrario.

TASSO DI MORTALITÀ DELLE IMPRESE IN ITALIA

Chiudendo i bilanci a zero, l’imprenditore è convinto di essere furbo. Solitamente il suo pensiero è più o meno di questo tipo: “io non ingrasso nessuno, mi sono rotto le palle di lavorare sei mesi per il governo e sei mesi per me”.

O roba del genere.

Anche tu hai questo pensiero, di la verità!

Infatti questo atteggiamento porta come conseguenza i numeri che ti elenco di seguito:

  • Il 50% delle imprese italiane chiude entro i primi 2 anni di attività;
  • L’80% chiude entro i 5 anni;

Dopo il 10° anno, il 96% delle imprese non esiste più.

In pratica se domani mattina aprono 100 aziende, 96 sono già fallimentari. Delle 4 che superano i 10 anni, il 95% non supera la limitazione di essere una “micro impresa”. Non ho detto “piccola media impresa”, ho detto proprio micro impresa.

L’Italia non è tenuta in piedi dalle piccole imprese, ma dalle micro imprese, ossia quelle attività composte da 1 a 10 persone e che fatturano sotto i 2 milioni di euro.

Quindi anche dalle officine.

Considerando che il 95% delle partite iva in Italia hanno queste caratteristiche, significa che l’imprenditore italiano apre l’azienda per creare un posto di lavoro per lui, il figlio, la moglie e il fratello della moglie (che altrimenti non si sapeva dove metterlo), non per farla crescere.

Si tende a lavorare fatturando meno possibile per non pagare tasse, ma le tasse non si pagano sul fatturato, si pagano sugli utili! In Italia però, non si producono utili.

La media di questo 95% di aziende, produce 4000€ di utile a fine anno. Le tasse si pagano quando si fanno soldi veri, non 4000€ al netto delle spese.

Le aziende in Italia non chiudono per colpa delle tasse, ma chiudono per colpa della gestione di merda.

I titolari di officina non riescono a guadagnare come una volta, perché non si mettono in testa che il lavoro primario è quello di acquisire clienti, di fare marketing come si deve, di posizionarsi nel mercato in maniera corretta, per potersi permettere di farsi pagare dal cliente come e quanto vogliono, avendo così la forza di mandare a fanculo le banche, evitando di cadere nella battaglia del prezzo, che li porta alla morte.

È una guerra e bisogna combattere!

Il titolo di questo articolo era un tranello per farti arrivare fino a qui, il marketing in officina serve come l’aria che respiri, se non respiri è la fine.

Stai su Vendere in Officina, il luogo dove non troverai soldi facili, ma per lo meno le armi giuste per andare in battaglia.

Alla prossima, Max.

 

Silvia Boschiero Marketing Management

 

Per informazioni sul prossimo MARKETING IN OFFICINA®

SILVIA BOSCHIERO
Ufficio Marketing e Customer care
VENDERE IN OFFICINA®
silvia@vendereinofficina.com

 

 

Corsi di accettazione…

Esistono in linea di massima due tipologie di vendita: la vendita attiva, quella che spinge, meglio conosciuta nel settore delle vendite come vendita “push” e la vendita consulenziale, meglio conosciuta come vendita “pull”.

La vendita push, comporta il fatto di caricare con insistenza un prodotto o un servizio al cliente.

La vendita pull invece comporta un criterio totalmente diverso, all’interno del quale chi vende attira il cliente verso l’acquisto senza costringerlo.

In questo articolo, cercherò di spiegarti la differenza in modo tale che tu sappia regolarti quando tenteranno di venderti un “corso di vendita per accettatori” o un “Corsi di accettazione”.

E dopo aver letto questo articolo, ti divertirai a riconoscere il modo di vendere dei rappresentanti che vengono a trovarti in officina, ma soprattutto saprai riconoscere l’approccio corretto, perché ti renderai conto da quali venditori solitamente acquisti più serenamente.

La vendita push, è quel tipo di vendita che fa il venditore “vecchia scuola”, quello che la mattina si alza già carico di adrenalina, quello al quale hanno sempre detto che se non vende è colpa sua, quello che deve essere motivato, perché ha in mano un prodotto fighissimo che “si vende da solo”.

Quindi lui batte tutte le porte e apre sempre il catalogo anche se gli hai detto che non hai tempo o non ti serve niente.

Questo tipo di vendita è determinata da due fattori, uno è l’esperienza del venditore e uno è un aspetto psicologico.

C’è da dire una cosa inoltre, il venditore push si divide in due categorie: quelli bravi e quelli no.

Questa differenza è determinata da quanto è influente la personalità e il suo stesso senso di insistenza.

Quelli scarsi, non riesco a combinare un granché, danno sempre colpe all’esterno di loro stessi e portano a casa sempre risultati scadenti, fatto sta che nel giro di poco tempo, abbandonano la causa e si mettono a fare altro perché non hanno il carattere per fare un lavoro del genere.

Quelli bravi invece, sono persone affamante, persone avide e cascasse il mondo, se ce ne fosse necessità venderebbero anche la madre.

Questo tipo di venditori, nonostante portino ottimi risultati, hanno un modo di fare che ha delle limitazioni che vedremo di seguito.

  • Parte della del loro successo si basa sui numeri, ovvero mentre gli scarsi fanno 3 visite al giorno, i venditori che portano risultati ne fanno 10. Nessuno dice che la voglia di lavorare sia una cosa negativa, ma da questo punto di vista non significa che questo sia il metodo migliore.
  • Nonostante ce la facciano a portare a casa delle vendite, per la legge dei grandi numeri si ritrovano più spesso a ricevere dei rifiuti. A questo non c’è scampo.
    In questo tipo di vendita il cliente avrà sempre coltello dalla parte del manico, perché è il venditore che vuole parlare con lui e di conseguenza la vendita partirà sempre in una condizione di svantaggio da parte del venditore. Si imbatterà più volte su concetti del tipo “ci devo pensare” che mascherano semplicemente un “ora sento quanto mi fa la concorrenza”.

Quante volte hai detto ad un rappresentante ci devo pensare?

E cosa hai fatto dopo? Quante volte hai alzato il telefono per farti fare un preventivo da un altro? Quante volte il povero sfigato del rappresentante di turno è tornato da te con il preventivo ritoccato o una condizione di pagamento più vantaggiosa per te?

Ecco, immagina quanto tempo ha buttato via per rincorrerti magari senza battere chiodo.

Si ma Max cosa centra questo con il mio lavoro e il concetto di Vendere in Officina che tanto decanti?”.

Tranquillo che tra qualche riga ci arriviamo.

  • Come terzo punto, devo ammettere che ci sono dei venditori talmente bravi che nonostante la totale assenza di marketing da parte delle aziende che rappresentano, riescono a gestire persone che li respingono di continuo, portando comunque a casa dei buoni risultati. Ma questo tipo di qualità conta fino a lì, il cosiddetto “mordente” e il talento la fanno da padroni per riuscire a ottenere risultati, ma anche in questi casi, dove il venditore è bravo a vendere, possono nascere dei problemi. Quando uno è effettivamente bravo nelle vendite, tende a imporre le sue volontà rispetto a quelle del cliente e le conseguenze il più delle volte sono disastrose.

Ma veniamo a noi.

PERCHÈ UN CORSO DI ACCETTAZIONE TI FARÀ PERDERE UN CLIENTE DOPO L’ALTRO.

Se impari a fare una vendita aggressiva, quella che ti insegnano in questi corsi di accettazione, dove impari a “svuotare il caricatore” dei tuoi servizi quando hai il cliente di fronte, lo porterai ad acquistare prodotti o servizi all’interno della tua officina “contro la sua volontà“.

Ora parliamoci chiaro, non gli stai puntando una pistola e quindi lui non essendo in pericolo di vita, può dirti assolutamente di no.

Una vendita molto aggressiva però se condotta in maniera abile, forza il cliente ad accettare quello che gli viene proposto, quando in realtà non si sente pronto a farlo.

Fondamentalmente non è stato un acquisto consapevole e deciso congiuntamente a quello che potrebbe essere il suo vero bisogno o necessità per la sua auto, camion o furgone.

Istintivamente potresti anche sbattertene le palle, ma è il dopo che ti deve preoccupare.

Il cliente in questione sentirà effettivamente di aver acquistato “contro il suo volere“. Non ha accettato perché ha ragionato seriamente sulla questione o perché ha avuto modo di riflettere.

E soprattutto, non ti ha detto di si perché era consapevole di quello che stava facendo, ma solo perché tu lo hai convinto.

Quindi, in un secondo momento rifletterà sulla cosa e molto probabilmente si pentirà di averti autorizzato a cambiargli quel pezzo o a farti fare quell’intervento, che tu con insistenza lo hai convinto ad accettare.

A questo punto, se ormai è troppo tardi, ingoierà il boccone amaro e si ricorderà di te come quello che lo ha “intortato” per vendergli qualcosa, grazie a delle abilità non del tutto corrette che impari durante i corsi di accettazione, tenuti da chi si spaccia per esperto.

E alla successiva manutenzione, ci saranno buone probabilità che tu non lo veda più.

Corsi di accettazione

Corsi di accettazione

Ti capiterà molto spesso di vederti arrivare in officina rappresentanti che usano questo tipo di atteggiamento e sicuramente anche tu ragionerai come quel cliente.

Le persone odiano i venditori proprio perché, eredi di un sistema di vendita di merda, spingono come dei matti il cliente a firmare la copia commissione.

Le persone hanno una forte diffidenza quando si trovano qualcuno di fronte che viene percepito come venditore.

Se entri in un negozio e si avvicina il commesso chiedendoti “posso esserle utile”, tu senza pensare rispondi che stai solo dando un’occhiata, ma dentro di te vorresti urlargli a pieni polmoni: “fatti i cazzi tuoi!!!”.

Se una persona non ha una forte autostima, si sente in difficoltà e si sente a disagio di fronte ad un venditore.

Il più delle volte infatti, i venditori sono evitati proprio perché le persone non desiderano trovarsi in una situazione pericolosa, all’interno della quale temono di essere convinti ad acquistare qualcosa contro la propria volontà.

Per questo tu devi evitare come la peste i corsi di vendita per accettatori, perché ti portano volente o nolente, a fare questo tipo di vendita in officina.

La strada della vendita che io ti suggerisco di intraprendere, è quella che attrae il cliente.

COME ABBASSARE LE DIFESE DEL CLIENTE, GRAZIE ALLA VENDITA PULL.

Ti avverto subito che questo tipo di vendita è efficace solo se le viene affiancato un marketing in officina fatto come si deve, quindi come detto più volte, il marketing viene prima di tutto.

La prima fase nella vendita “pull”, come appena detto consiste in un marketing ben fatto e che ti porti clienti che ti percepiscano come LA SOLUZIONE.

È fondamentale che il cliente che richiede di parlare con te, ti percepisca come un professionista e non come uno che vuole assolutamente vendergli qualcosa.

La parola vendita in questo caso non deve nemmeno essere pensata.

Perché per quanto tu possa fare le cose in maniera professionale e diversa da tutti gli altri meccanici della tua città, resta comunque il fatto che il termine “venditore“, nella mente di quello che si ritrova dalla parte del cliente, è considerato come qualcosa di negativo.

Ma scusa Max, ma tu hai chiamato il tuo sito Vendere in Officina e ora mi dici che la parola vendita, vendere o venditore, non vanno bene?”.

Vendere in Officina nasce per insegnare ai meccanici a vendere, ma come leggerai di seguito non ti sta insegnando qualcosa in senso negativo o manipolatorio, ti sta insegnando a diventare un professionista anche quando sei di fronte al cliente.

Inoltre, non c’era un altro modo di chiamare Vendere in Officina. Già se l’avessi chiamato Marketing in Officina, avrei il 10% dei circa mille lettori al mese che passano da queste parti.

Ma torniamo a te…

Quando hai di fronte un cliente già preparato dal marketing che imparerai su questi articoli, le persone ti percepiranno come un consulente.

La vendita consulenziale è l’unica arma che devi impugnare quando hai il cliente di fronte a te.

Le persone verranno da te perché vorranno delle risposte, verranno da te perché sei percepito come il meccanico più adatto per le loro esigenze.

Quindi il cliente si aspetterà che INSIEME A LUI tu valuti quale sia la situazione più adatta, ti presenterà i suoi problemi e le sue esigenze che tu hai il dovere di capire e di fargli comprendere quale sia la soluzione migliore a riguardo.

Fargli una diagnosi gratuita non ti manderà in fallimento, ma lui abbasserà le difese e ti saprà riconoscere come autorità e ti riterrà un meccanico esperto.

Inoltre, verranno introdotti nel contesto due aspetti mentali molto importanti.

Perché dopo aver parlato ed analizzato assieme al cliente la sua situazione, sarai tu nella posizione di dire a lui se fai al caso suo.

E quando sei tu che decidi se lavorare o meno con quel cliente, il coltello dalla parte del manico è nelle tue mani.

Infatti, non verrai più percepito come qualcuno che vuole vendergli a tutti i costi qualcosa e mano a mano che il dialogo va avanti, lui sarà sempre più desideroso che tu riesca ad aiutarlo.

Sarà lui quindi che avrà un forte desiderio di acquisto.

E quando accade questa vera e propria magia, si arriva ad un vero e proprio cambio di ruoli, un vero proprio rovesciamento della trattativa in cui il cliente è desideroso di avere a che fare con te e di affidarti il suo mezzo di trasporto.

Ma come si fa a creare questo tipo di rapporto?

Per prima cosa bisogna partire da un concetto molto importante:

Quando il cliente non si fida del meccanico è perché è convinto che voglia vendergli qualcosa a tutti i costi.

Il concetto che hai appena letto qui sopra, devi piantartelo in testa una volta per tutte!

Prima ti metti in testa che il cliente non è scemo e che vuole solo risparmiare, prima comincerà la tua ascesa professionale come MECCANICO VENDITORE.

Perché se non porti avanti la tua trattativa in modo consulenziale basandoti su questo principio, se abbandonerai la strada che ti sto tracciando, qualsiasi negoziazione che farai sarà condannata ad essere fallimentare.

Il vero problema è composto dal fatto che il cliente è diffidente, quindi mentre tu sei lì che spieghi in maniera tecnica che sei più bravo degli altri, lui non ti sta nemmeno ad ascoltare.

Per questo che dico e non finirò mai di ribadire, che tu devi attrarre alla tua officina solamente clienti pre-qualificati dal tuo marketing.

Non puoi lavorare con persone paranoiche che come unico pensiero hanno in testa “non devo farmi inculare, non devo farmi inculare, non devo farmi inculare…”.

Corsi di accettazione

Corsi di accettazione

Perché se lavori con questi clienti pre-qualificati, hai la tranquillità, nel caso in cui ne arrivi uno nuovo o fuori target, di poterti prendere il tempo che vuoi per fargli capire che la tua intenzione non è vendere qualcosa a tutti i costi.

Solo così avrai il tempo di rassicurare il nuovo cliente.

Questo è il perno della vendita fatta in maniera professionale.

Per vendere non è necessario fare dei corsi sulla manipolazione o possedere grandiose tattiche di controllo mentale, tanto meno di usare merdose leve sovrumane di ogni tipo.

Se metti il cliente in una condizione di tranquillità, lui ti ascolterà veramente e senza pregiudizi di alcun tipo. E se il cliente ti ascolta realmente, allora viene estremamente semplice persuaderlo in maniera etica a prendere la strada corretta (tecnicamente parlando).

Si deve quindi sfondare una barriera emozionale in modo tale che possa uscire la parte razionale.

Ma quindi Max come facciamo per poter rassicurare il cliente in maniera che si fidi di noi?”.

Eccoti servito…

LA VENDITA CONSULENZIALE

Partiamo dal presupposto che le persone non hanno nessuna voglia di parlare con un venditore, parlare con un consulente invece, riduce di molto la barriera delle difese.

Non sei tu che vuoi vendere, è il cliente che vuole comprare e questo succede grazie al marketing che hai precedentemente attuato.

SPECIFICA CHE NON SEI DAVANTI A LUI PER VENDERE, MA SOLO PER POTERLO AIUTARE

La verità paga sempre!

Il cliente vuole una persona che sia chiara e che dica sempre la verità. Quindi non limitarti a non fagli pressione o a tranquillizzarlo, ma parlagli chiaro e digli direttamente in faccia che non sei lì per vendergli qualcosa tutti costi e che se dopo aver analizzato la sua situazione in termini tecnici ed economici, scoprirai che non fai al caso suo, lo saluterai o sarai tu il primo a segnalargli un’altra officina che rappresenti le sue aspettative.

Se fai questo, il cliente si rilasserà ancora di più, perché apprezzerà la tua onestà e il tuo comportamento e a questo punto, si fiderà ancora di più.

Inoltre, quando lo metti di fronte al fatto che tu certi tipi di interventi non li fai, sottolinei il fatto che sei molto specializzato in quello che hai scelto di fare.

Risulterai ancora più esperto ai suoi occhi.

AMMETTI I TUOI LIMITI

Se durante la contrattazione parli continuamente di quanto è figa la tua officina e quanto poco costi rispetto agli altri, il cliente automaticamente comincerà a chiedersi, da buon italiano, da quale parte arriva la fregatura.

Parti dal presupposto che devi focalizzare la tua officina, come descritto in diversi articoli di questo blog, quindi accetta il fatto che non puoi andare bene per tutti.

SE IL CLIENTE NON SI DECIDE, CHIUDI TU LA CONVERSAZIONE

Se dopo un po’ che discuti con il cliente, ti sembra che la trattativa non vada da nessuna parte, sappi che è il momento di bluffare.

Quindi chiudi la conversazione spiegando che se non è convinto, molto probabilmente la tua officina non è il centro assistenza che fa per lui e di conseguenza non ha alcun senso continuare a parlarne.

A questo punto, se il cliente si mostra sorpreso della tua chiusura della questione, sappi che hai colpito nel segno ed è il momento per rientrare nella parte, garantendogli la massima esperienza o sfoderando una garanzia o un servizio diverso da quello che può trovare nel mercato.

Questa mossa, riconfermerà nella sua mente che tu non sei lì a vendergli qualcosa ad ogni costo e sgretolerà il pensiero che tutti i clienti hanno, ossia: “il cliente non si fida del meccanico perché è convinto che voglia vendergli qualcosa a tutti i costi”.

Prima di chiudere, lasciami ribadire il fatto che devi uscire da quella mentalità “vecchia scuola”, dove bisogna portare a casa più lavori possibili anche a prezzi stracciati e con modalità di pagamento castiganti per te.

Perché questa geniale strategia ti porterà nel più breve tempo possibile a rimanere con i conti in banca vuoti e con le relative conseguenze.

Se invece applicherai quanto riportato qui su Vendere in Officina, sarai sorpreso dai risultati che potrai ottenere già da domani mattina.

Corsi di accettazione

Corsi di accettazione

Ma tutto questo, avviene solamente se prima crei un marketing specifico per portare il cliente giusto da te e per fare questo, io ti aiuterò con dei corsi di formazione dove ti insegnerò le strategie di marketing specifiche per autofficine, che sto attualmente testando in gran segreto, con un numero ristretto di autoriparatori.

Perché quello che voglio io, è far sì che quando il cliente arriva in officina da te, ti consegni le chiavi e ti dica:

fai quello che c’è da fare”.

Ci rivediamo da queste parti…

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