Prima di comunicare a leggere questo articolo, ti suggerisco di partire da questo. L’articolo di oggi, anche se molto importante, è una continuazione di quello scritto 10 giorni fa.

Ultimamente in molti parlano di posizionamento, suggerendo che basta specializzarsi in qualcosa per vincere nel mercato. Con l’atteggiamento da guasta feste che mi contraddistingue però, in questo articolo ti svelerò il motivo per cui, per riposizionare la tua officina non ti basta la forza del pensiero, ma ti serve tattica, strategia e soldi.

Quando si parla di posizionamento, bisogna partire da una serie di domande:

  • Cosa i clienti vorrebbero e che né io né i miei concorrenti stiamo offrendo?
  • Se i clienti potessero scegliere, cosa desidererebbero?
  • Che cosa potrei fare che i miei concorrenti non fanno?

Ci sono molte azioni pratiche e semplici che i tuoi concorrenti non fanno e che, programmando la tua officina, potresti mettere in leva.

Prova a definire da cosa può iniziare a differenziare la tua officina e che sia possibile con le risorse che hai.

Ad esempio vuoi posizionarti sulla Delivery, sul Servizio o sull’Assistenza, ma magari per farlo ti mancano gli strumenti in termini struttura o persone: cosa ti servirebbe?

Devi lavorare di più? Ti serve un’officina più grande!

Vuoi concentrarti sulla Delivery? Ti servono persone, attrezzature, macchinari, PC, una banca dati più precisa collegata a un servizio clienti.

Ma tutte queste cose assieme, quanto ti costano in un contesto ideale?

Quanti soldi ci sono per poter riposizionare la tua officina? Il posizionamento si fa con i soldi, comprando strumenti, strutture e persone.

Sei conti non tornano, li devi rifare.

Se hai letto questo articolo, dovresti avere in testa (a maglie larghe) come creare la tua Delivery, il tuo Servizio o la tua Assistenza.

Avendo in testa questi tre concetti, la prima cosa da fare è quella di porre ad un tuo conoscente la seguente domanda:

Se tu fossi mio cliente, ti piacerebbe ricevere una Delivery così, un Servizio così o un’Assistenza così?

Fai sondaggi cercando di andare a risolvere un problema reale, che i tuoi clienti potrebbero avere ma che fino ad oggi non hai considerato.

Raccogli i dati.

Questo è il lavoro da fare per posizionare la tua officina.

Quando vengo ingaggiato per il percorso consulenziale di un anno, la prima cosa che domando ai miei clienti è il bilancio. Non lo chiedo per fare i conti in tasca ai meccanici, lo chiedo perché senza di quello non abbiamo in mano niente, non sapremo mai dove andare.

Nel bilancio ci sono degli indicatori che se analizzati correttamente ti danno la direzione corretta.

Nella prima fase si deve decidere dove focalizzare l’officina e investire di conseguenza del denaro in quella direzione.

I soldi vanno investiti in officina!

No macchine, non ferie, no mignotte.

Niente di niente.

I soldi servono per riposizionare l’officina e non avere più clienti che arrivano con i ricambi, che non pagano o che rompono le palle per niente.

Il marketing in l’officina serve a questo.

Perché il nostro lavoro ha bisogno di persone e attrezzature per far vivere al cliente la miglior esperienza possibile.

Ti servono persone, strutture e macchinari per far funzionare l’officina, e li devi comprare.

Dove metti i soldi domani mattina, determinerà il tuo successo o il tuo fallimento nei prossimi anni.

Se io ti insegnassi tutto quello che so di Marketing, domani mattina potresti avere l’officina piena e poi? Hai le persone? Hai i ponti a disposizione? Puoi offrire un servizio a regola d’arte?

Il Marketing ti può portare dei problemi se non sei strutturato, il marketing ti fa fallire se non hai i clienti che ti pagano come dovrebbero.

L’officina deve crescere e si deve strutturare per forza: il marketing ti dà soldi se fai i clienti felici, motivati e soddisfatti del servizio e dell’assistenza.

Inizialmente puoi concentrarti solo su uno dei tre aspetti, perché magari non hai abbastanza soldi in questo momento, ma non può ignorare gli altri nel lungo periodo.

Perché non ci si posiziona in tre giorni, quindi devi cominciare a differenziare la tua officina da domani mattina se vuoi aumentare la tua liquidità da subito e se vuoi che i tuoi progetti vengano realizzati.

Quindi devi ragionare a lungo termine.

Da dove si parte?

Delivery, Servizio, Assistenza?

Capito da dove partire, qual è l’area successiva delle 3 da migliorare?

Le officine dei tuoi concorrenti che funzionano, sono timonate da persone che hanno ben chiara in testa la visione e la strada da percorrere e tutti sono partiti da qui.

I soldi vanno reinvestiti in officina se vogliamo farla crescere.

Se non sei astuto, non creerai mai una struttura che sopporta le avversità che incontra durante il suo cammino, poi hai voglia a dire “lo stato ci deve aiutare”.

Devi sviluppare la tua visione a più Step e dalle risorse che hai in mano, decidi da dove partire e poi vai a compiere le azioni giuste in base all’obbiettivo precedentemente raggiunto.

Definisci bene da dove è il caso di partire per differenziarti pur che sia fattibile con le risorse che hai.

Se sei reduce da investimenti importanti o da un anno andato male, da dove si può cominciare a cambiare a costo zero domani mattina?

Essere più organizzato magari?

Lavorare con materiale di alta qualità e non con ricambi e lubrificanti che si trovano nel web?

Già questo è in parte posizionamento.

Prova a ragionare in base a come sei messo ora.

Poi potresti fare bene i conti sul margine che ti rimane in ogni intervento e su quanto guadagni per ogni singolo cliente.

Comincia a gestire chirurgicamente questi aspetti, perché per fare Marketing in Officina ti serve controllare e gestire bene tutti i numeri e capire su quali servizi e su quali clienti stai guadagnando o stai perdendo.

Non devi stare li a testa bassa a lavorare 15 ore al giorno senza guardare questi dati, devi togliere fatturato tossico per trovarti più soldi nel conto.

Avrai sicuramente anche tu dei clienti che ti bruciano più di quello che fatturi e tu non vedi questi costi perché costi sono nascosti.

Queste cose il commercialista non te le ha mai dette perché lui fa il suo lavoro, ossia quello di fare un’analisi del tuo andamento per poi dire allo stato quante tasse devi pagare.

Fine.

Comincia subito a ragionare in modo diverso.

Il tuo posizionamento dipende in parte dai tuoi concorrenti storici, perché loro, se sono arrivati prima di te hanno già padroneggiato un modo di fare, delle parole e dei concetti che tu non puoi copiare, ma non puoi nemmeno ignorare.

Devi studiare gli altri e muoverti di conseguenza.

Detto questo, non basta comunicare quello che ti viene permesso dal mercato, ma ti devi muovere con le risorse che hai a disposizione.

Una piccola officina può posizionarsi in base alle risorse che ha a disposizione, quindi tutto parte dai numeri e non dai post su Facebook o dalle mail mandate a raffica come insegna qualcuno.

Se sei titolare di un’officina, devi cominciare a fare quello che puoi e non quello che vuoi, perché magari lo fanno gli altri.

“Dai Max, insegnami ad avere più clienti…”.

Avere più clienti senza controllo è come giocare alla Roulette Russa, mettiamocelo in testa.

Il posizionamento per la tua officina consiste nel violare le regole e le norme del settore, ma soprattutto capire dove violarle. Non posizionerai mai la tua officina facendo delle false promesse su Facebook, il tuo sistema aziendale deve ribellarsi alla situazione che vive in questo momento il mondo dell’autoriparazione.

Devi far leva sul malcontento dei clienti, trasgredendo quelle regole che li rendono scontenti su Delivery, Servizio e Assistenza.

Comincia da quello che ti puoi permettere per iniziare a fare Marketing in Officina, ma fai attenzione: se non ragioni con i numeri, farai molta fatica a farlo.

Ci vediamo come sempre da queste parti…

Apro questo articolo mettendo subito in chiaro un concetto: “se sei una persona composta e timida, non puoi fare un marketing in officina”.

Il marketing per la tua officina deve infrangere le regole, perché il tuo successo è direttamente proporzionale a quanto sei in grado di violare le regole di questo settore. Più sei bravo a violare le regole imparando a fare marketing in officina, meno avrai risultati scadenti.

Quando sento i meccanici vecchia scuola dire che il marketing in officina non serve, e che per lavorare basta la passione e l’olio di gomito, mi rendo conto che queste persone vogliono continuare a rimanere mediocri: ossia “uno dei tanti”.

Non sto dicendo che passione e olio di gomito non siano ingredienti fondamentali, anzi! Il problema è che se un tempo bastavano, ora non bastano più.

Come puoi fare marketing in officina se non riesci ad uscire da quella situazione comunitaria, perché continui ad offrire quello che offrono gli altri?

Ti rispondo io…

NON PUOI!

Superare quello che fanno tutti gli altri meccanici è il vero segreto del marketing e del posizionamento per la tua officina.

Qui su Vendere in Officina abbiamo parlato svariate volte del posizionamento: il suo segreto non parte da un’idea che poi deve essere concretizzata, ma è un qualcosa che può nascere solamente se il titolare di officina è un tipo coraggioso e da quanto ha le palle di far uscire la propria officina da quella zona di comfort, generata dalle vecchie regole di questo settore.

Se vuoi che la tua officina si posizioni bene nel mercato, devi saperla portare al di fuori di quelle che sono le vecchie e malsane regole del gioco. Se vuoi essere al comando di un’officina di successo e fare azioni di marketing di successo, quello che non ti può mancare non è lo strumento social, la campagna mail o il corso per scrivere i post su Facebook da due lire.

Quello che non ti può mancare è il coraggio.

Un titolare di officina coraggioso, ha tutte le carte in regola per fare Marketing in Officina con i contro!

Il tuo marketing non funzionerà grazie all’efficacia degli strumenti che usi, funzionerà solo se avrai il coraggio e la tenacia di portare la tua officina ad un livello che nessuno dei tuoi concorrenti è mai riuscito.

Questo già di suo è posizionamento.

Se sei rispettoso, arrendevole, riguardoso e rimani a testa bassa a fare il tuo senza infastidire nessuno, sarai solo una brava persona, ma come imprenditore non farai molta strada.

L’ho già detto altre volte: “stare al timone di un’officina non è un mestiere per fighette!”…

Se stai sempre nel gregge perché tutti fanno così, il sistema ti toserà, ti mungerà e poi ti scannerà.

Devi uscire da lì quanto prima.

Il primo segreto del posizionamento è FARE!

Fai le cose diverse dagli altri. Non scrivere post su Facebook che contengono promesse riciclate dai tuoi competitor. Se i tuoi concorrenti vanno a destra, tu devi andare a sinistra o viceversa.

Chiarito il fatto che i fanta-corsi che trovi online saranno totalmente inutili se non sai da che parte girarti, vediamo insieme da dove partire con il tuo posizionamento.

Dove devi posizionarti esattamente?

Allora: contrariamente da quello che leggi sul giornale o nei blog pieni di negatività, nel nostro settore c’è molto, molto, ma molto da fare. E nonostante ci siano dei grandi incapaci, in questa fetta di mercato ci sono nascosti tanti soldi.

Partiamo dal presupposto che nel nostro settore non possiamo inventarci un prodotto o un servizio da zero: il cliente viene in officina con un problema o per la manutenzione ordinaria, e di questo ha bisogno.

La differenza tra un’officina che funziona e una che patisce la fame, sta nel fatto che quella che funziona sta operando in maniera diversa da come lo stanno facendo gli altri (vedo queste differenze ogni giorno).

Ovvero offre alle persone ciò che loro vogliono!

Questo concetto non rientra nel faccio tutto per tutti e accontento il cliente perché vuole spendere poco, lo preciso per non essere frainteso.

Internamente questo pensiero si può tradurre in: non offrire quello che offrono gli altri perché si è sempre fatto così.

Non c’è scritto da nessuna parte che le persone vogliono le cose come gliele date tu e i tuoi concorrenti.

Quando analizzo certe officine, mi sembra quasi che stiano operando all’interno di un monopolio gestito da chissà chi: fanno le stesse cose degli altri. Mi sembrano un’unica officina con sedi diverse e persone diverse al loro interno.

Prova a pensare per un attimo al mondo dei Taxi.

Ma ti pare normale che io scendendo da un aereo, sono costretto a salire in un taxi sporco e che puzza di fumo? E sono tutti cosi! Quando è arrivato Uber, ha scassinato le regole del gioco dei Taxisti, ha cambiato le serrature delle porte, ha rovesciato i cassetti e la gente sceglieva Uber, no il taxi col posacenere pieno.

Poi lascia stare che in Italia ci sono tutte queste regole a sfondo democristiano che hanno portato a scioperi dei Taxisti e altre operazioni per rompere le palle a Uber.

La gente vuole Uber, no il Taxi!

Più partecipi a queste coalizioni non dette, più ti rimangono le briciole. Più partecipi a questo consorzio non profanando le regole del settore, più ti unisci al sistema sbagliato.

Offri al cliente il servizio che vuole e non quello che è comodo a te o come lo pensi tu perché è così che ti hanno insegnato a fare.

Più ti spingi oltre, più ti è semplice lavorare nel Marketing in Officina.

Se invece non offri quello che la gente vuole, fare marketing diventa impossibile.

Lo sai cosa vogliono i tuoi clienti o sei centrato su te stesso?

Una mia buona abitudine è quella di tirare su le antenne quando sento amici, parenti o conoscenti parlare del loro meccanico. Sono talmente sensibile a questa materia che mi metto ad origliare anche gli sconosciuti quando sento qualcuno parlare di officine.

Consiglio anche a te di parlare con chi sta al di fuori del mondo delle officine, in modo tale di avere una visione in maniera diversa da quella che hai sempre avuto.

Ovviamente i tuoi famigliari o i tuoi soci sono esclusi da questa funzione, la vedono esattamente come te, lascia perdere.

“Si ma io non mi voglio sbattere più di tanto, ho fatto solo un corso che mi insegna a mandare le mail e a fare i post su Facebook, i risultati prima o poi arriveranno…”.

Allora:

se parti che sei uguale agli altri, che la tua azienda è giovane e dinamica e che ti basta solo spiegarla al cliente tramite Facebook, vai tranquillo che il marketing per la tua officina non si può fare.

Continua pure a mandare mail a cannone a clienti che non ti hanno dato nemmeno l’autorizzazione e spera solo che non ti arrivi una multa che ti fa saltare per aria!

Più il servizio che la tua officina offre è uguale a quello delle altre officine, più sarai debole e raccoglierai le briciole.

È inutile che cerchi il canale magico per fare marketing, se tanto sei uguale agli altri.

Vediamo quindi dove potresti essere diverso.

In questo momento come ti puoi posizionare?

Come avrai già capito, qui su Vendere in Officina non parliamo di Marketing e Vendita in modo superficiale. Qui non sei nel luogo dove “ti basta la scorciatoia per prenderti una buona fetta di mercato”, quindi le azioni da fare, vanno ragionate in base ai soldi che ci sono nel conto corrente della tua officina.

Pertanto, se ti dico che quella è la strada da prendere e tu non la puoi imboccare perché ti manca la cassa da investire, siamo a punto e a capo.

Ecco quindi che ti suggerisco come si può fare il posizionamento con una cassa limitata. Ricordati che serve tempo per fare le cose per bene, ma partendo dagli strumenti che hai a disposizione oggi, quello che leggerai nelle prossime righe ti sarà molto d’aiuto.

1-SERVIZIO

Il primo punto è il servizio.

  • Puoi offrire un servizio in maniera diversa dalle altre officine?
  • Hai le risorse?
  • Hai la disponibilità economica per stravolgere il servizio che offri rendendolo unico e insostituibile?

Sicuramente se hai una piccola officina locale, non hai le risorse per rivoluzionare il servizio al cliente, di conseguenza dobbiamo lavorare con quello che hai.

Tranquillo, non è detto che per forza devi reinventare il tuo servizio, ma magari devi imparare a specializzarti in una nicchia.

2-DELIVERY

La delivery è il modo in cui consegni l’auto, ossia la modalità che deve essere assolutamente diversa e opposta a quella offerta dai tuoi competitor.

  • Come viene consegnata l’auto? Lavata o devi ancora togliere le macchie che hai lasciato sul cofano?
  • Consegni in tempi brevi o non mantieni la parola data?
  • Fai il ritiro e consegna?
  • Sei aperto quando i tuoi clienti hanno più bisogno?

Prova a farti qualche domanda mettendoti dalla parte del cliente.

Tutti fanno in un modo? Tu fai nel modo opposto.

Perché trovato il modo, hai già un angolo dove attaccare la tua concorrenza grazie al Marketing in Officina.

Ma da domani mattina devi iniziare a mettere da parte dei soldi per cominciare a creare la struttura in grado di offrire un servizio di Delivery perfetto. Ad esempio ti può servire una persona in più.

3-ASSISTENZA

Al terzo punto c’è l’assistenza.

C’è una regola non scritta che ci permette di fare solamente quello che gli altri non fanno.

Mi spiego meglio…

Se un tuo concorrente è già ben conosciuto in zona per essere quello che ritira e consegna le auto dei clienti a casa o sul posto di lavoro, sarà molto difficile che tu riesca a ricoprire quella posizione con il tuo Marketing in Officina.

Per cambiare uno di questi punti che ti ho appena descritto, devi partire dai soldi che hai a disposizione e da come è organizzata la tua officina, e non da un post efficace su Facebook.

Prima organizzi l’azienda intorno al tuo obbiettivo e poi ci costruisci il marketing attorno, non il contrario.

O meglio, prima pensi al marketing, poi organizzi l’azienda e poi cominci a farlo.

Perché il Marketing in Officina non è fare promesse da marinaio per attirare clienti che, oltre a non essere in linea con te e la tua officina, non ricevono nemmeno assistenza sul lavoro eseguito.

Se la tua officina a livello aziendale fa schifo e non hai nessun tipo di assistenza sui lavori eseguiti è un cazzo di problema.

La tua officina da domani deve essere strutturata in questo modo.

Trova un angolo dove batterai sempre il martello, intorno al quale costruirai il marketing.

Il Marketing in Officina deve battere forte la sua differenziazione totale, in almeno uno di questi tre punti che ti ho elencato, ma gli altri due devi continuare a migliorarli nel tempo.

Se ti concentri sul servizio, non puoi essere scarso sull’esperienza che vive il cliente da te. Perché anche se sei un mago con le mani, ma la macchina non me la consegni più perché sei disorganizzato, o non mi fai un preventivo perché in ufficio hai un pull di storditi, le cose non funzionano.

In questo articolo non sto parlando di te, non offenderti… Ma in giro purtroppo c’è molto, molto di peggio di quello che immagini.

Se domani mi chiama un concessionario per fargli il posizionamento per me non è difficile, perché loro sono in 20 persone all’assistenza e 5 alla delivery. Tu invece che non sei Tesla, e sei costretto a spostare le persone come le pedine da una mansione all’altra, fai più fatica.

Per questo motivo devi diventare uno stratega affinché la tua promessa diventi il tuo marketing.

Ma per mantenere le promesse devi avere la cassa e la cassa la fai se non ti pagano a babbo morto o come vogliono loro.

Non ti serve il messaggio persuasivo o il post figo per intrattenere i tuoi clienti su Facebook, lascia perdere queste cazzate perché ora non è il momento di utilizzarle.

Chi vuoi persuadere se non ci stai dietro tra rogne e clienti che non pagano?

Più lavoro in questo caso equivale a più rotture di palle per te!

Quello che voglio che tu faccia, è capire dove devi cominciare da attaccare i tuoi concorrenti, e lo farai come se io fossi seduto di fronte a te in una consulenza a pagamento.

  • Fai una lista dei tuoi concorrenti più forti nel giro di qualche chilometro dalla tua officina.
  • Seguendo i tre punti che hai studiato in questo articolo, prova a dare un voto al loro Servizio, alla loro Assistenza post intervento e alla loro Delivery.

Bene, hai fatto?

Ok…

Ora hai una fotografia di dove ti è più facile attaccarli.

Fatto questo devi trovare la liquidità per aggredirli, se hai qualche dubbio scrivi a info@vendereinofficina.com o chiedi nel gruppo.

Ricordati sempre che il marketing è un acceleratore per il tuo successo, ma se usato in maniera sbagliata, può portarti senza che tu te ne renda conto, al fallimento.

Alla prossima, Max..

Scopri il rischio nascoso dietro a queste false promesse.

Una delle cose che mi fa più arrabbiare, è l’enorme tendenza della gente di fraintendere i concerti, quando si parla di marketing e di vendita.

Sostanzialmente la maggior parte delle persone, quando si affrontano questi argomenti, mentalmente li trasforma in quello che vuole sentirsi dire.

C’è una corrente di pensiero che non si può negare, ossia che il successo si trova dietro la complessità e non davanti.

Ma la maggior parte delle persone purtroppo vuole la scorciatoia, la bacchetta magica, la pillola miracolosa, il tutto e subito e in modo facile, e se lo fa qualcun’altro, è ancora meglio.

La fuori ci sono un’infinità di marketer che vivono riadattando slogan del tipo: “questa è l’unica cosa che ti separa dalla ricchezza…”, “l’unica cosa che ti serve per…”, “Ecco l’unico ingrediente segreto per…”.

Ma il discorso è che non ci sono scorciatoie e nemmeno segreti, come non ci sono sette, caste o complotti che stanno tramando perché tu diventi o rimanga povero.

Sono consapevole che la teoria del complotto, è una delle argomentazioni di marketing più efficaci per fare in modo che qualcuno prenda la direzione che vogliamo. Se convinci qualcuno che esiste una specie di organizzazione segreta che gestisce un raggiro per non fargli raggiungere i suoi obiettivi, lo avrai in pugno.

Siccome Vendere in Officina non agisce utilizzando questi trucchetti di bassa lega, ti suggerisco (anzi ti obbligo) ad aprire bene le orecchie:

Il marketing che usano per venderti dei servizi o dei prodotti per la tua officina, impiega delle leve a livello motivazionale dalle quali devi stare alla larga quando sei tu come titolare di officina a dover fare qualcosa o dover comprare qualcosa.

Ogni volta che senti:

  • Dinamico;
  • Veloce;
  • Subito;
  • Senza fatica;
  • Lo facciamo noi per te;
  • Basta qualche Click;
  • L’unica cosa che;

o altre cazzate del genere, devi girare i tacchi e scappare a gambe levate.

Perché nulla di quello che stai per comprare farà veramente ciò che dice, ammenoché non si tratti di un forno microonde.

…ma non credo che in officina ti serva forno microonde.

L’amara verità è che per avere successo serve una serie di abilità e competenze che all’inizio della carriera imprenditoriale non si possiede.

Quando si è agli inizi, l’unica cosa della quale si è dotati è la propria competenza tecnica.

Quindi, all’inizio del percorso è normale non avere tutta la parte di abilità strategica e imprenditoriale.

Ma questa cosa potrebbe diventare pericolosa quando non te ne rendi conto e fai tutta una serie di errori che possono compromettere facilmente il futuro della tua officina e di conseguenza il tuo e quello dei tuoi cari.

Nel mondo imprenditoriale, non c’è “l’unica cosa che ti manca…”, te ne mancano tante. Tantissime! E più studi e ti formi, più nascerà dentro di te la sensazione che te ne manchino altre, perché la tua visione si allargherà e la conoscenza della realtà diventerà più ampia, specifica e perfezionata.

Compreso questo, ti trovi di fronte a tre step:

  1. Accetti il fatto di non capire niente o poco su come si fa impresa;
  2. Ti sforzi di NON cercare la soluzione facile, semplice e veloce;
  3. Cerchi di trovare il modo di acquisire nuove competenze “serie”.

 

2 SUGGERIMENTI DA TENERERE IN CONSIDERAZIONE, PRIMA CHE SATANA TI VENGA A PRENDERE

1 – Impara a conoscere bene le tue competenze e focalizzati solo su quei lavori che non richiedono capacità e strumentazioni maggiori.

Mettiti comodo perché questo è il movente di gran parte delle tragedie che vivono i titolari di officina, ossia quello di accettare e portare a casa tutti i tipi di intervento su tutti i tipi di auto che passano davanti al capannone.

Partiamo dal presupposto che all’inizio siamo tutti bisognosi di fare cassa e bisognosi di clienti, di conseguenza siamo necessariamente disposti a fare tutto e per tutti. Ordinaria amministrazione, tranquillo.

La storia di molte aziende però, insegna che fare tutto per tutti è la strada che ci condurrà alla distruzione della nostra amata officina.

E questo lo conferma il fatto che il “grosso” del tessuto imprenditoriale Italiano, è composto da micro imprese che non superano i due-tre anni di vita (50%), mentre solo il 4% arriva a compiere il decimo anno.

Questo accade perché, il piccolo imprenditore ha la tendenza (cosa tramandata dalla vecchia scuola) di defocalizzarsi per aggredire altre fette di mercato, quando invece, dovrebbe affilare la punta e rimanere concentrato solo su un tipo di clienti e un tipo di interventi che possono essere eseguiti con un investimento minimo di risorse.

Per spiegarla in maniera semplice, quando parlo di risorse intendo che la tua officina ha a disposizione i seguenti strumenti:

  • Il team;
  • L’esperienza del team;
  • L’attrezzatura;
  • La cassa.

Quando hai la smania del fatturato, soprattutto agli inizi, cominci ad accettare lavori che richiedono:

–  Più persone che non hai, quindi i tempi di consegna si allungano e di conseguenza i clienti si incazzano. Inoltre quando esegui lavori nei quali non sei preparato, le marginalità diminuiscono e il flusso di cassa comincia a barcollare;

–  Strumentazione specifica che non hai, di conseguenza ti barcameni in soluzioni approssimative con quello che hai e che magari è poco adatto. Oppure devi far fare fuori parte del lavoro con le difficoltà di coordinare altri fornitori e/o con degli imprevisti che portano sempre ad un risultato non ottimale.

Quando lavori senza specializzazione trascuri tutta una serie di fattori che, concentrandoti solo sul fatturato fine a se stesso, non tieni mai in considerazione.

Volendo fare tutto per tutti, entriamo in un contesto che ci porta immediatamente in una condizione dove magari aggiungiamo fatturato effettivo o ipotizzato (in quanto poi bisogna farsi pagare), ma creiamo una serie di clienti scontenti che nel breve – medio periodo, non porterà nulla di buono all’interno della nostra officina.

Se prendiamo incarichi ma non sappiamo come fare a portare a termine un lavoro, da un lato sottoporremo a più stress del dovuto la nostra officina, dall’altra parte la mancanza di reali competenze specialistiche, di strumenti specifici e attrezzatura poco adatta, ci porterà a infiniti ritardi nel consegnare un veicolo, e comunque il lavoro non sarà eseguito al 100% a regola d’arte.

Inoltre così facendo, si cade in una ricerca continua di fatturato “vuoto”, cioè incapace di generare un vero flusso di cassa operativo positivo. Quindi anche se si fattura a manetta, si devono inseguire i pagamenti e raramente non ci sono mai i soldi per assumere un nuovo collaboratore o per espandersi e aumentare il proprio volano di fatturato.

E qui non è più problema di come trovare nuovi clienti. Perché più clienti gestisci in una condizione del genere, più problemi ti crei.

Ma non è finita…

Perché quando sei piccolo, in realtà dalla tua parte c’è il fatto che hai costi ridotti, in particolare sei nella condizione di sbragare i prezzi pur di strappare lavori alle officine più grosse della tua. Porti a casa il lavoro perché ti accontenti e ti basta quello che incassi, mentre magari un’officina più articolata della tua non ci sta dentro. Ma così facendo contribuisci a falsare a ribasso il mercato.

Il problema non è trovare nuovi clienti, ma essere specializzati.

Perché se ti specializzi in un determinato tipo di lavori o in una determinata marca di veicoli e cominci a studiare il marketing come si deve e non i corsi scemi che ti insegnano a generare post su Facebook, avrai modo anche di raffinare la tua attività di acquisizione clienti.

E tutto questo lo puoi fare solamente se fai un conto onesto delle tue possibilità e delle tue capacità tecniche e di struttura.

Fatto questo puoi passare alla fase successiva, ossia quella di fare “pulizia” dei servizi che offri in base a dove è forte la tua concorrenza.

Sarà compito tuo quello di selezionare quindi, i servizi da poter erogare per prenderti il tuo posto unico nel mercato, ovviamente tenendo sempre un occhio su fattori del tipo:

  • Debolezze della concorrenza nell’erogare quel tipo di servizio dove tu sei un campione;
  • Marginalità sui servizi che eroghi;
  • Flusso di cassa che deve essere nella maggior parte (meglio sempre) positivo;

Solo a questo punto, ti sarà possibile creare e gestire delle campagne di marketing in maniera molto focalizzata, andando a promuoverti solo sul target specifico di clientela e offrendo solo una serie specifica di servizi sui quali realmente puoi fare la differenza e soprattutto dove puoi mantenere la parola data.

2 – Stai focalizzato solo su quelle attività che ti permettano un’altra percentuale “sistematizzazione”.

Una delle cose più importanti che ti ho riportato nel primo punto, è il fatto di scegliere con grande cura la nicchia di clienti e il tipo di servizi offerti, e fare in modo di non avere più di tante sorprese appena arriva un cliente.

Poi oh, lo so anch’io che il lavoro del meccanico è una sfida quotidiana, ma non è questo il punto.

Il punto è che se ti metti ad erogare altri servizi “perché non vuoi perdere clienti”, dovrai investire sempre tempo e denaro a formare te e il tuo team, dovrai comprare nuovi e costosi macchinari che faticherai ad ammortizzare. Tutto questo porterà a un ingannevole aumento del fatturato, ma contemporaneamente ti porta alla distruzione dei tuoi margini di guadagno e la tua cassa sarà sempre barcollante.

Rimarrai dentro quel buco di officina per 12/15 ore al giorno senza tirarti fuori uno straccio di stipendio e non capirai mai il perché.

Trova un tipo di servizi che nel grosso diventi il tuo lavoro primario e specializzati sempre di più su quello, cercando di affinare il sistema di lavoro per eseguirlo più rapidamente possibile.

Scappa dalla trappola mentale che ti dice che più servizi offri e più lavorerai e cerca di metterti in testa che: se fai marketing come si deve, focalizzando tutto su quello, le soddisfazioni non tarderanno ad arrivare.

Lo scopo della tua officina non è quello di fatturare tanto, lo scopo della tua officina è quello di produrre utili.

Utili tenuti in piedi ed affiancati ad una cassa positiva.

Non badare alle scorciatoie, sono tutte balle.

Le cose funzionano solo se cominci con il piede giusto e continui con quel passo. E questo lo puoi fare solo tu e devi farlo ora…

Lascia che Satana si prenda le officine dei tuoi concorrenti…

Ci vediamo da queste parti!

Ammetto di non essere tanto normale, da sempre mi appassionano le parole usate nei messaggi pubblicitari. Al mondo ci sono veramente dei bravi comunicatori, peccato che il meccanico non ne conosca nemmeno uno.

Più e più volte nei miei articoli e nei miei post, prendo di mira la frase più stupida che sento e che leggo nella pubblicità delle officine: “il giusto rapporto qualità-prezzo”.

Te lo dico molto francamente, se l’unico messaggio che sei riuscito ad inventarti in anni di attività con la tua officina è “qualità e cortesia, azienda giovane e dinamica, e giusto rapporto qualità-prezzo”, dovresti perlomeno cominciare a porti qualche domanda.

Io ti suggerisco la seguente: quale dignitoso lavoro da dipendente potrei fare, che mi consenta di vivere senza perdere in giro me stesso e i miei clienti, visto che la mia massima competenza comunicativa consiste nel dire al cameriere che è finito il pane?

Non sto scherzando.

La situazione è gravissima e se ti sei offeso fino a qua, sappi che il linguaggio che sto utilizzando è molto ma molto mitigato.

Sai perché me la prendo così tanto?

Perché quando si parla di “giusto rapporto qualità-prezzo”, si parla di qualcosa che nessuno capisce e che nessuno ha idea di cosa significhi.

Nel chi lo scrive, né tantomeno chi lo legge.

Il giusto rapporto qualità prezzo è la dichiarazione più stupida, più vuota e vaga che si possa fare.

È un’affermazione che manca completamente di particolarità, ingrediente che dovrebbe essere uno degli strumenti principali di un titolare di officina.

Inoltre questo avvenimento rappresenta solo in minima parte un disastro ben più grave: ossia la mancanza di una ragione valida per stare sul mercato.

Cerco di essere più chiaro…

Se per spiegare il tuo servizio ti devi ridurre a parlare di un generico “giusto rapporto qualità-prezzo”, significa che non hai nulla da dire di più concreto e di conseguenza non hai un reale posizionamento.

Ma non finisce qui!

Molto probabilmente non esiste nessuna valida ragione per la quale un determinato cliente debba preferire la tua officina rispetto a quella della concorrenza.

Nell’ultimo periodo, sono andato a scandagliare la comunicazione di circa 500 officine sparse in tutto lo stivale.

E ho avuto la conferma che la maggior parte di loro, quando si tratta di spiegare al cliente per quale motivo dovrebbe affidarli la propria auto, non sa fare di meglio che comunicare sto cazzo di rapporto qualità prezzo..

Cosa vuol dire concretamente questa cosa?

E soprattutto, mettiamo il caso che tu sia “economico”, ma con un’affermazione del genere come pensi di differenziarti dalle altre migliaia di officine che dicono esattamente la stessa cosa?

In che modo pensi di differenziarsi dalle altre 800.000 officine che dicono esattamente la stessa identica cosa?

Come fai a dimostrare al cliente che il tuo “giusto rapporto qualità-prezzo” è più “giusto” di quello degli altri?

È un cane che si morde la coda…

Ma come mai siamo arrivati ad un punto così stupido?

La mia idea è che la ragione risieda nell’aver perso di vista le basi del vero marketing.

Quello reale e consistente.

Non parlo di marketing strategico o di marketing a risposta diretta. Parlo di quello che sostiene che lo scopo della comunicazione sia quello di vendere.

Se parti da questo concetto, ti sarà poi facile capire che un messaggio di marketing ha come compito principale quello di spiegare al cliente il motivo per cui deve portarti la macchina a riparare, al posto di portarla alla concorrenza.

E una volta che ha piantato questo messaggio nella testa del cliente, non ci sarà nessuno che te lo porterà via con l’urlo di battaglia del “giusto rapporto qualità-prezzo”.

Questa è un’affermazione vaga e che possono fare tutti, che significa tutto e niente e ti assicuro che nella maggior parte dei casi non significa proprio niente.

E lo sai perché non significa niente? Perché nessuno afferma il contrario.

Se nessuno afferma il contrario di quello che dici tu la tua affermazione non ha alcun senso, quindi tanto vale stare zitti.

Prova a ragionare:

Esiste qualcuno che dichiara “i servizi nella nostra officina fanno cagare?”.

Io non ne conosco nessuno…

Per questo motivo non ha senso dire “i nostri servizi sono di altissima qualità.”.

Conosci per caso qualcuno che sostiene “i nostri servizi costano tanto rispetto a quello che valgono?”.

Nemmeno io…

Anche qui non ha senso parlare di questo.

E non ha senso farlo perché nessuno dice nella sua comunicazione che lavora “nel giusto modo per sfilarti dei soldi lavorando di merda.”.

Bisogna smetterla immediatamente di dire queste stupidaggini.

Il giusto rapporto qualità-prezzo NON ESISTE!

Ma quindi cosa dovrei scrivere al posto di giusto rapporto qualità-prezzo?”.

Ci siamo arrivati finalmente.

Per avere qualcosa da comunicare che abbia senso, tutto quello che fai deve avere un senso.

Devi porti quindi una serie di domande:

  • In cosa la mia officina è diversa dalle altre officine che ci sono nel mercato?
  • In cosa la mia officina è più preparata delle altre che si trovano nel mercato?
  • Perché il cliente deve scegliere la mia officina rispetto a quelle della concorrenza?
  • Qual è la mia specializzazione?
  • Cosa voglio che la gente pensi quando sente parlare di me e la mia officina?

Se hai dubbi ne discutiamo nel gruppo, se non sei già dentro passa da qui.

Non mollare mai!

Max…

Se per caso è la prima volta che capiti su Vendere in Officina, consentimi di avvisarti che qui troverai un modo di spiegare i concetti molto diretto, non tagliato, e sicuramente anche “troppo forte”e dove la diplomazia sta in poco posto.

Quindi prima di proseguire con la lettura, ti invito a pensarci bene perché qui troverai informazioni totalmente diverse da tutto ciò che solitamente si trova in giro.

Qui non è di casa il politically correct, le scemenze o le cose motivazionali, quindi prima che tu ti faccia l’idea sbagliata ti avviso prima di continuare nella lettura, perché mi rendo conto che questo è l’articolo di Vendere in Officina più in controtendenza che io abbia mai scritto.

In questo articolo affronteremo il primo motivo per il quale non si ottiene successo in officina.

Partendo dal presupposto che ognuno di noi è diverso potrebbe risultare stupido fare un’affermazione del genere, me ne rendo perfettamente conto, ma se sotto tortura mi obbligassero a confessare il motivo più importante per il quale il titolare di officina non ha risultati nella vendita e nella gestione, io svelerei quello che leggerai tra queste righe.

Premetto che in giro potresti leggere che il meccanico non ha risultati perché.

  • Non ha una buona accettazione;
  • Non ha una buona pagina Google My Business;
  • Non è bravo nel WebMarketing;
  • Non offre il giusto rapporto qualità prezzo;
  • No è su Facebook in maniera corretta;

e altre mille stupidaggini dette a caso che se lo desideri, puoi mentalmente aggiungere a questi 5 punti.

Questi e altri motivi, sono assolutamente veri e rilevanti ma non sono quelli che prenderei in considerazione per primi per definire il più importante, per il quale non si riesca ad avere un successo enorme all’interno delle officine.

Detto questo io andrei al sodo.

IL VERO MOTIVO PER IL QUALE NON HAI SUCCESSO IN OFFICINA

Il primo vero motivo per il quale con la tua officina non ottieni il successo che desideri, è la follia del voler sempre essere disponibile con tutti al posto di essere focalizzato invece su un target preciso di clienti.

Non ti sto dicendo, come ho già fatto numerose volte qui su Vendere in Officina, di focalizzarti su una nicchia o target nel senso di segmentazione dei clienti o specializzazione tecnica. Questa cosa è necessariamente indispensabile, ma non è il punto che voglio approfondire in questo articolo.

Ti sto dicendo che dovrai considerare il fatto che ci sono alcuni tipi di persone con le quali non devi avere a che fare, a prescindere che possano o meno essere tuoi clienti con le loro auto.

E con questo non dico che tu non debba aiutare gli altri, perché il tuo successo si baserà proprio su quanto sarai in grado di aiutare gli altri.

Il fatto è che “gli altri” non sono “tutti”.

Se vuoi avere successo nella vendita e nel business, devi costruire una muraglia che difenda due cose essenziali: il tuo tempo e la tua mente.

Se vuoi avere successo con la tua officina, non devi permettere a nessuno di aggredire questi due ingredienti vitali.

Qualsiasi distrazione sotto forma di telefonata, un cliente lamentoso, un WhatsApp o una mail con un “ci penso su un po’”, sono come dei piranha affamati che strappano a morte le tue risorse mentali e il tuo tempo.

Tutti i tuoi piani di produzione, i tuoi obiettivi e i tuoi sogni andranno letteralmente ingoiati da questi sanguinosi Caracidi.

Sicuramente vieni da una cultura nella quale il meccanico viene considerato come un ladro, e ti sarà difficile seguirmi, ma tranquillo, io lo so che non è così…

Approcci del tipo:

  • Il cliente ha sempre ragione;
  • Il cliente va accontentato;
  • Facciamo qualunque cosa il cliente richieda;
  • Il cliente ci paga lo stipendio;

sono assolutamente concetti corretti, ma se non comprendi quello che c’è dietro, puoi ritrovarti ben presto con il culo per terra.

E la mia missione è quella di non far appoggiare il tuo culo sul pavimento!

DI CHE CLIENTE STIAMO PARLANDO?

Io sono il primo a dire che il cliente è una figura fondamentale per la tua officina. Il problema è che questo pensiero porta velocemente i titolari di officina in confusione e li trasforma in preda di qualsiasi soggetto che voglia scavalcare la loro muraglia, con la scusa di poter essere un cliente per saccheggiare tempo gratuitamente.

Evitare tutto questo è possibile, devi però creare un sistema di lavoro che sia esclusivo, cioè devi assolutamente limitarti a:

  1. Agevolare solo un certo tipo di persone in target;
  2. Non assecondare un certo tipo di persone scegliendo scrupolosamente quali sono.

Senza queste due regole ben fissate in testa, perderai solo tempo, perderai la lucidità, perderai l’opportunità di lavorare con persone desiderose di affidarti il loro mezzo e perderai soldi.

IMPARA A DI DIRE NO AI CLIENTI CON I QUALI NON VUOI LAVORARE

So benissimo che quello che hai letto ti fa pensare che io sia un coglione o un cazzaro, e lo so perché sei letteralmente progettato per lavorare con qualsiasi persona che entra nella tua officina. Questo te lo hanno insegnato i tuoi maestri materializzati nel tuo ex titolare, in tuo padre, in tuo suocero o tuo fratello maggiore.

“Rifiutare dei lavori Max?

Ma sei pazzo?”.

Eh non sono pazzo proprio per niente.

Invece che avere a che fare con un tipo di persona con la quale non dovresti averne, puoi liberare tempo ed energie per cercare o lavorare con quel cliente che può generare miglior introito, con meno sforzo o semplicemente con qualcuno che ti faccia sentire più appagato, invece di inseguire tutte le carcasse come se fossi un avvoltoio.

Perché se vuoi portarti a casa tutte le rogne che ci sono in giro, sprechi una marea di tempo ed energie con persone che ti prosciugano, ti fanno innervosire, ti demoralizzano e ti rompono solo i coglioni. E con le poche forze che ti rimangono, devi occuparti dei clienti migliori e di tutto quello che sta fuori dall’officina: famiglia, figli, amici, ecc.

Non sei costretto a farti mangiare l’anima da persone che non vuoi nemmeno vedere, trascurando tutto quello che ti dà soddisfazioni.

Tu ripari auto, non vendi farmaci e non salvi nemmeno vite!

Tutti i nervosismi creati dal cliente sbagliato, devasteranno le tue giornate e di conseguenza i rapporti con le persone alle quali tieni e anche se ci metti impegno per essere gentile o fai di tutto per non lasciare trasparire niente, vivrai costantemente incazzato come un puma!

Lavora con chi vuole lavorare con te.

Ovviamente devi offrire un servizio specializzato, inconsueto e fuori dal comune ai tuoi clienti migliori. Devi farlo sapere a tutti e devi imporre delle regole a chi vuole i tuoi servizi.

La leva del ponte levatoio, ce l’hai in mano tu e solo tu.

Più alzi il valore percepito di ciò che fai e di come lavori, più aumenti il valore nella mente delle persone e di conseguenza le regole che potrai dettare, saranno strette e serrate.

Inizialmente limitati cortesemente nel rifiutarti di prendere determinati lavori.

Se ci pensi bene, più e più volte ti sei maledetto per aver portato a casa dei lavori che si sono rivelati dei flop in termini di rotture di palle e tempo perso, ma che per accontentare il cliente o per far girare un po’ la cassa hai comunque accettato.

E il tuo buon senso ti ha fatto notare che lavorare in questa maniera ti ha messo in condizione di trascurare magari i clienti migliori o i tuoi famigliari, fidanzate o amicizie.

NON DEVI ACCETTARE DI ESEGUIRE LAVORI A PERSONE CHE NON RISPETTANO TE, IL TUO LAVORO E IL TUO TEAM

Prima di proseguire con la lettura, ti invito a scrivere qualche caratteristica che dovrebbe avere il tuo cliente, senza della quale, da domani mattina non ci saranno compromessi.

Questa deve essere la tua selezione all’ingresso.

Ovviamente dovrai usare il buon senso, senza bannare qualcuno definitivamente alla prima occasione, ma magari dopo una seconda possibilità, chiarendogli che quel comportamento non è tollerato e cancellarlo dalla tua mente solo se ti accorgi che ha quel comportamento instillato come un programma nella sua testa e non è annullabile.

Devi stabilire in maniera chiara chi sono le persone che vuoi come clienti e chi sono le persone che non vuoi e agire con fermezza e di conseguenza.

Tutte le tue risorse (e tutto il tuo tempo) devono essere dedicate alle persone che sono in linea con i servizi erogati dalla tua officina e non a convincere altre persone con le supercazzate in accettazione. Le persone devono interfacciarsi con te già formate su come è il tuo tipo di servizio.

Tu non vuoi lavorare con chi è incapace di intendere quello che dici, con chi vuole lo sconto ogni santa volta, con chi contraddice la tua professionalità o con chi con presunzione pensa che essendo un cliente, gli è concesso tutto.

Devi assolutamente mettere alla porta questi clienti, anche se sono clienti reali che ti stanno pagando.

Ma sono clienti importanti! Non posso perdere quel fatturato! Come faccio se non ho più determinati introiti?

Il modo c’è e tu lo troverai…

Un cliente che ti sta sulle palle, si impadronisce della tua persona come una malattia.

Rovina il tuo rapporto con gli altri clienti, con i clienti futuri e distrugge il tuo rapporto con la tua famiglia e i tuoi amici. Praticamente ti distrugge lentamente come fa un cancro.

Solamente se hai di fronte a te il cliente giusto riuscirai a Vendere in Officina, ma mentre perdi tempo a gestire le rotture di palle, la tua officina non crescerà mai e alla fine della storia, cercherai sempre scuse al di fuori della tua officina, darai sempre la colpa all’esterno dei problemi che ti porti all’intrerno.

Puoi frequentare corsi, seminari, webinar… Puoi fare pubblicità su Facebook, studiare su questo sito il marketing per l’officina o imparare a Vendere in Officina, ma solo dopo aver capito una cosa:

Che uno sia ricco o che uno sia povero, abbiamo tutti a disposizione 24h al giorno!

Non sprecarle con gente scema…

Progetta subito una fortezza per difenderti dai clienti che non vuoi.

Perseverare non sempre è diabolico!

Ci rivediamo da queste parti, Max.

Ovviamente questo titolo mi serviva solo per attirare la tua attenzione!  Ora che sei qui, ti prego per il tuo bene, di continuare con la lettura.

In questo articolo capirai:

  • Perché fare marketing in officina è sempre stata un’attività inutile;
  • Il motivo per cui non riesci a vendere in officina come una volta;
  • Perché tuo padre o il tuo ex datore di lavoro, sono riusciti a costruire qualcosa che tu se partissi da zero potresti solo sognare.

Quando nel 2003 ho aperto la mia partita iva, anche io mi approcciavo a questo mondo spinto dalla forte passione per i motori. All’epoca non ero in possesso delle competenze che padroneggio ora e come moltissimi imprenditori dell’epoca, mi stavo convincendo anch’io che per vincere nell’impresa bastasse l’olio di gomito e la voglia di lavorare.

Diventando di fatto un imprenditore, a quel tempo mi piantavo tra i metodi “vecchia scuola” e i nuovi sistemi che oggi padroneggio.

Tanto che erroneamente e maledettamente, mi sono ritrovato a seguire i consigli dei “vecchi”, inciampando più e più volte, fino a che non sono riuscito a perfezionare il mio sistema, a farlo funzionare e farlo replicare quotidianamente  ai miei clienti.

Ogni volta che parlavo di marketing, mi veniva risposto che si trattava delle solite cose da americani e che se avevi voglia di lavorare non ti servivano queste stupidaggini.

L’imprenditore “vecchia scuola” e la “nuova generazione” faticano ad incontrarsi quando parliamo di questa materia.

Sembra quasi che vivano in due mondi diversi.

Dobbiamo pensare una volta per tutte in maniera oggettiva: le cose non funzionano più come una volta.

Pertanto, i punti di riferimento imprenditoriali, le persone che ti hanno insegnato il mestiere che stai facendo e i tuoi genitori, in gran parte dei casi non sono i soggetti più indicati con i quali parlare di vendita e marketing ai giorni nostri, dico questo perché l’ho sperimentato sulla mia pelle e sul mio conto corrente.

Sicuramente stiamo parlando di persone in gamba, persone che hanno contribuito rendere grande l’Italia, ma che non possono confrontarsi con te, alle porte del 2020, su marketing, acquisizione clienti e aumento delle vendite.

LA CREAZIONE DELLE VECCHIE IMPRESE ITALIANE E COME LA LORO IMPOSTAZIONE, INFLUENZA OGGI SULLE SCELTE DELLE NUOVE

Visto che ho aperto questo articolo con una data, ora te ne dico un’altra, ma questa volta è molto più storica della mia.

Siamo nel 1945.

Alla fine del secondo conflitto bellico mondiale, l’Italia devastata dai duri anni di guerra, era una superficie totalmente da ricomporre e grazie allo spirito che ci contraddistingue in tutto il mondo, si inizia un periodo di forte crescita.

Tra gli anni 50 e 60 si realizza il famosissimo “miracolo italiano”.

Il successo imprenditoriale dell’epoca, si collocò sul fatto che era tutto da ricostruire e non c’era concorrenza.

I mercati erano realmente vergini e il vigoroso benessere della popolazione, faceva nascere un incremento della domanda di acquisto.

Qualsiasi cosa che si produceva all’epoca, creava reddito.

Nascevano le prime fabbrichette che producevano in serie, tavoli, sedie, ecc…

Qualsiasi cosa ti venga in mente in questo momento, era da costruire e non c’era concorrenza.

Si produceva in locale, regionale e i più bravi negli anni sono riusciti a soddisfare mercati su scala nazionale. Le prime aziende diventate “Marche”, sono state anche le prime che hanno avuto la saggezza di investire in marketing, tramite i canali dell’epoca. Mi viene in mente la carta stampata e il “Carosello”.

C’è da dire però, che queste imprese non avevano la neccessità di fare gli sforzi che sei costretto a fare tu, con la tua officina ai giorni nostri.

Quando nella piazza non c’è niente, e tu sei il primo che vende coltelli e lo dici in paese, automaticamente ti sei aggiudicato una buona fetta di mercato.

La domanda superava l’offerta in quegli anni, di conseguenza qualsiasi cosa venisse prodotta aveva la sua buona dose di successo. Ma non solo veniva prodotta, ma nel tempo venne prodotta in serie con costi minori e con la qualità che continuava a migliorare.

Mio nonno o il tuo, se avevano bisogno di una carriola, non serviva più che se la costruissero o che la facessero costruire da un artigiano, perché finalmente anche loro se la potevano acquistare da qualche parte, perché già da tempo erano nate le prime grandi imprese nei poli industriali delle grandi città come Milano o Torino.

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I contadini e i fattori si trasformano in operai, mentre le persone che avevano studiato, diventavano impiegati, a volte anche migrando in città diverse dalla loro.

Dopo aver maturato una certa esperienza, le persone che avevano lasciato il paesino, sentivano l’esigenza di ritornarci, mentre nasceva dentro di loro un forte desiderio imprenditoriale.

Molto spesso compravano dei macchinari usati, li portavano nella loro casa di paese e sotto ad una tettoia creavano la loro piccola impresa.

In questo punto della storia, cominciano a fiorire le piccole attività geolocalizzate, grazie alle quali, gli ex operai, cominciano a diventare “padroni di sé stessi“.

Questa in parole povere, è la parte iniziale di quello che poi diventerà il miracolo italiano.

Considerando questo, dobbiamo dare ragione ai nostri genitori: la differenza tra successo e insuccesso, dipendeva esclusivamente dalla “voglia di lavorare”.

Capisci com’è naturale che le persone che hanno fatto impresa in quel periodo, non abbiano mai sentito parlare di marketing, vendita o altre discipline per prosperare?

Inoltre, dobbiamo anche sottolineare il fatto che non c’era né internet, nè Facebook, nè Amazon o altri vari comparatori di prezzo.

Non c’era bisogno di marketing e vendita nemmeno per i meccanici all’epoca.

Se si voleva acquistare qualcosa in quegli anni, bisognava attraversare il paese a piedi col carretto, oppure andare in una città distante 30/40 km, perché si aveva sentito che qualcuno vendeva l’articolo di nostro interesse, a prezzi inferiori.

L’unica forma di concorrenza la si poteva trovare, se un ex collega che lavorava nella stessa officina con te, avesse deciso di aprire anche lui un business uguale al tuo, oppure poteva capitare che un tuo dipendente, imparato il mestiere, aprisse anche lui un’officina offrendo dei prezzi migliori.

Da qui comincia la “battaglia dei prezzi”.

LA BATTAGLIA DEI PREZZI E LA CONCORRENZA IN ITALIA

Detto questo, il dramma della concorrenza non è mai stato così sentito come ai giorni nostri, perché nelle realtà provinciali c’era il buon senso di non pestarsi i piedi a vicenda. Nel senso che se eri il primo ad aprire l’officina in paese, difficilmente te ne apriva uno davanti. Per questo motivo, l’essere arrivato primo ti garantiva di rimanere l’unico a fare quel mestiere, senza doverti confrontare con un concorrente vero e proprio.

Le cose sono andate così per molti, molti anni.

Questo conferma il fatto, che in un paese dimenticato dalla concorrenza, gli imprenditori in genere non erano minimamente orientati a fare marketing, perché ovviamente non ne avevano la necessità.

Quindi, chi dice che la voglia di lavorare è importante non sta dicendo una cazzata, solo però che questa cosa è contenuta all’interno di un determinato quadro storico.

Oggi, la voglia di lavorare non ti basta più.

Inoltre c’è da sottolineare un’altra cosa importante che sottraeva le officine di un tempo, a pensare a delle strategie per tenere aperto il portone: ovvero che per anni in Italia, non siamo stati tanto bravi con le ricevute fiscali e le fatture.

Quanta polvere c’era sopra il blocco delle fatture?

Oggi non funziona più così e tu lo sai benissimo.

Grazie al cazzo! Se lavori in un ambiente privo di concorrenza, in quasi totalitaria evasione fiscale e il tuo obbiettivo è quello di star bene te e la tua famiglia, che problemi vuoi porti?

QUESTO AVVIENE FINO AL 2008

Il problema è che 10/12 anni fa, la sagra dell’abbondanza è finita!

Dal 2008 in avanti infatti, il fisco ha assunto un aspetto molto più rigido, mettendo in pista severi controlli oltre che ad azzerare le possibilità di condono.

Ma non solo!

Non dimentichiamoci che nel 2002 abbiamo perso con l’avvento del €uro, la nostra competitività all’estero, visto che con la Lira spesso e volentieri, ci consegnavamo a svalutazioni monetarie a nostro piacimento.

Da quando nelle nostre tasche ha cominciato a girare la moneta unica, non ci è stato più possibile farlo, come era possibile con la Lira, specie durante il governo di Craxi.

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Sostanzialmente il sistema consisteva nello svalutare il valore della Lira di circa il 20% rispetto al Franco francese o al Marco tedesco, così facendo riuscivamo ad essere più competitivi con i costi di produzione verso il mercato estero.

Ti danno fastidio i Cinesi che popolano il paese con le loro imprese o le aziende che dislocano nei paesi dell’est e ti portano via una fetta di mercato perché non fanno lavorare quelli che potenzialmente potrebbero essere i tuoi clienti?

Ti confesso che per anni, noi siamo stati i Cinesi d’Europa e rompevamo le palle agli imprenditori degli altri stati della comunità europea con i nostri prezzi stracciati.

Ma non solo, le aziende estere aprivano in Italia perché la manodopera costava poco.

Il privilegio non aveva rivalità, di conseguenza non serviva fare marketing e nemmeno imparare a vendere.

Ecco perché la mentalità della “vecchia scuola”, sostiene che l’importante è avere voglia di lavorare e che avere un servizio con un buon rapporto qualità prezzo farà funzionare miracolosamente la tua officina.

L’imprenditore della “vecchia scuola”, poggia le sue esperienze su decenni vissuti a costare il 30% in meno, evadendo il fisco e sfruttando il vantaggio della svalutazione monetaria.

Il miracolo italiano in parte è basato anche su questo.

Qualsiasi persona abbia imparato a vendere prima del 2008, ai giorni nostri NON SA VENDERE!

E tu se prendi come insegnanti soggetti del genere, ben presto porterai i libri contabili in tribunale, schiacciato dalla concorrenza o dall’avanzamento tecnologico.

Fine…

Inoltre è successo anche un altro fenomeno, che ci ha tolto l’aria buona della quale ci eravamo abituati.

Dopo l’ingresso dell’€uro, dove abbiamo perso la possibilità di svalutarci per essere più competitivi, la soluzione che abbiamo adottato pur di non perdere mercato, è stata quella delle dilazioni di pagamento.

I soldi che arrivavano dai clienti, sono stati sostituiti dai soldi presi in prestito dalle banche.

Quest’ultime, che hanno subito fiutato l’affare, sono passate dall’essere delle casse di risparmio, a veri e propri finanziatori.

Nasce così il “credito al consumo”.

Noi non eravamo abituati a rateizzare, ma nonostante ciò il fenomeno della dilazione di pagamento prosperò a dismisura, fatto sta che venne adottato anche in trattativa e questo ha devastato le casse delle officine che pur di non perdere il cliente, hanno consegnato le loro sorti al cosiddetto “salvo buon fine”.

Per anni questo dannoso sistema, ha garantito ossigeno alla nostra economia.

I soldi prestati dalle banche, tra fidi, mutui, castelletti ed anticipi fattura con salvo buon fine, non hanno fatto altro che camuffare delle problematiche, che se ci pensi bene erano già venute a galla.

Per questo motivo, molte imprese hanno prolungato la loro vita grazie ai continui prestiti che le banche erogavano, anche se non funzionavano più, e quando nel 2008, con l’arrivo del grande crollo economico anche questo sistema di finanziamento viene meno, le aziende non avevano più ossigeno poiché le banche hanno cominciato a “chiudere i rubinetti”.

L’incapacità di muoverci nel mercato per anni, è stata coperta dai soldi delle banche. Le aziende non solide, cominciano quindi a saltare.

  • Se la banca non copre i tuoi buchi tu non compri nemmeno i ricambi!
  • Se sei autorizzato da una casa costruttrice e la banca non ti concede la fideiussione, ti tolgono il mandato.
  • Se hai a bilancio una valanga di crediti inesigibili, casa madre non ti dà più i ricambi e la banca potrebbe chiederti di rientrare con conseguente fallimento.

Capisci perché sono importanti i numeri?

Ma non è finita…

Purtroppo, senza ossigeno finanziario e senza un buon posizionamento nel mercato, le attività hanno cominciato a finanziarsi con i soldi del fisco (non versando le tasse).

D’altronde il fisco non è mai stato un grosso problema, se non ricordi male ad ogni cambio di governo, c’era lo scudo fiscale e bastava pagare una piccola percentuale del dovuto e arrivederci e grazie.

MA è finita anche questa festa!

Dal 2008 in avanti, i problemi sono arrivati tutti insieme, e senza preavviso. Nessuno durante quegli anni ha mai pensato al marketing per acquisire nuovi clienti o come fare per vendere di più a quelli già acquisiti.

Non serviva è vero!

Ma la crisi sommata al ripudio di questa disciplina, ha colpito molto forte il tessuto imprenditoriale, compromettendolo in maniera drammatica.

La cosa più drammatica che noto, è che i titolari di officina, anche ai giorni nostri, non chiedono al proprio commercialista come gestire la propria azienda in modo corretto, ma gli chiedono “come posso pagare meno tasse?

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Ancora oggi non abbiamo ben chiaro cosa serva per la salute dell’impresa, ma ci focalizziamo nel benessere del portafoglio personale. Come vuoi che crescano le imprese italiane, se gli imprenditori sono i primi a falsificare i bilanci per scopi personali?

Non devono esistere imprenditori ricchi e aziende povere, semmai fino a che le cose non girano nel verso giusto, deve essere il contrario.

TASSO DI MORTALITÀ DELLE IMPRESE IN ITALIA

Chiudendo i bilanci a zero, l’imprenditore è convinto di essere furbo. Solitamente il suo pensiero è più o meno di questo tipo: “io non ingrasso nessuno, mi sono rotto le palle di lavorare sei mesi per il governo e sei mesi per me”.

O roba del genere.

Anche tu hai questo pensiero, di la verità!

Infatti questo atteggiamento porta come conseguenza i numeri che ti elenco di seguito:

  • Il 50% delle imprese italiane chiude entro i primi 2 anni di attività;
  • L’80% chiude entro i 5 anni;

Dopo il 10° anno, il 96% delle imprese non esiste più.

In pratica se domani mattina aprono 100 aziende, 96 sono già fallimentari. Delle 4 che superano i 10 anni, il 95% non supera la limitazione di essere una “micro impresa”. Non ho detto “piccola media impresa”, ho detto proprio micro impresa.

L’Italia non è tenuta in piedi dalle piccole imprese, ma dalle micro imprese, ossia quelle attività composte da 1 a 10 persone e che fatturano sotto i 2 milioni di euro.

Quindi anche dalle officine.

Considerando che il 95% delle partite iva in Italia hanno queste caratteristiche, significa che l’imprenditore italiano apre l’azienda per creare un posto di lavoro per lui, il figlio, la moglie e il fratello della moglie (che altrimenti non si sapeva dove metterlo), non per farla crescere.

Si tende a lavorare fatturando meno possibile per non pagare tasse, ma le tasse non si pagano sul fatturato, si pagano sugli utili! In Italia però, non si producono utili.

La media di questo 95% di aziende, produce 4000€ di utile a fine anno. Le tasse si pagano quando si fanno soldi veri, non 4000€ al netto delle spese.

Le aziende in Italia non chiudono per colpa delle tasse, ma chiudono per colpa della gestione di merda.

I titolari di officina non riescono a guadagnare come una volta, perché non si mettono in testa che il lavoro primario è quello di acquisire clienti, di fare marketing come si deve, di posizionarsi nel mercato in maniera corretta, per potersi permettere di farsi pagare dal cliente come e quanto vogliono, avendo così la forza di mandare a fanculo le banche, evitando di cadere nella battaglia del prezzo, che li porta alla morte.

È una guerra e bisogna combattere!

Il titolo di questo articolo era un tranello per farti arrivare fino a qui, il marketing in officina serve come l’aria che respiri, se non respiri è la fine.

Stai su Vendere in Officina, il luogo dove non troverai soldi facili, ma per lo meno le armi giuste per andare in battaglia.

Alla prossima, Max.

 

Silvia Boschiero Marketing Management

 

Per informazioni sul prossimo MARKETING IN OFFICINA®

SILVIA BOSCHIERO
Ufficio Marketing e Customer care
VENDERE IN OFFICINA®
silvia@vendereinofficina.com

 

 

La maggior parte titolari di officina, quando affrontiamo argomenti di marketing, il più delle volte non si rende conto di un aspetto indispensabile.

Di fatto prima di cominciare ad affrontare questi argomenti con me, sono certi che il marketing e l’acquisizione clienti siano la stessa identica cosa.

E se andiamo più nel dettaglio, sono convinti che il marketing serva ad acquisire il maggior numero di clienti possibile.

Questo è dovuto ad un sistema “vecchia scuola” che con una certa ingordigia ha sempre insegnato che “ogni buco è trincea”.

Non fraintendermi, quella che in termine tecnico si definisce “lead generation”, ossia la generazione di una lista di contatti potenzialmente interessati ai tuoi servizi di officina, è di certo una funzione importante nel marketing, ma non è la sola cosa da fare.

Perché acquisire clienti potenzialmente interessati è un’attività riduttiva.

E in questo articolo cercherò di spiegarti il perché più che concentrarti su quanti clienti dovresti attirare a te, è più importante che tu decida quali.

LA DOMANDA DA PORSI È: QUALI O QUANTI?

  • Quanti clienti nuovi o targhe nuove stiamo gestendo rispetto all’anno scorso?
  • Quanti clienti abbiamo perso?
  • Quanti clienti hanno cambiato auto, camion o furgone e sono andati alla concorrenza o in concessionaria?

Queste domande sono valide e non solo bisogna darsi delle risposte per migliorare il servizio nel caso ci siano più clienti andati alla concorrenza, rispetto a quelli rimasti, ma le risposte devono essere classificate in più gruppi per capire cosa sta succedendo intorno alla tua officina.

Per quanto riguarda la parte qualitativa invece, non viene molto concepito dal titolare di officina che il marketing opera pesantemente sul tipo di clienti che passano dentro al suo portone.

Il titolare di officina che si avvicina alla materia di marketing, commette questo errore perché non capisce che l’infinità di preventivi senza portare a casa nessun lavoro, è dovuta a un marketing sbagliato o inesistente.

Per quale motivo?

PERCHÈ NON CHIUDI NESSUN PREVENTIVO?

Mettiamo il caso che il meccanico Gino, stanco di lavorare alle dipendenze di Piero, decida di mettersi in proprio creando la “Gino Brugola Autoriparazioni”.

Tendenzialmente questa persona, che cosa fa nel momento in cui decide di entrare nel mercato?

Prima di tutto dovrebbe farsi due conti su quanto deve capitalizzare e soprattutto su quale dovrebbe essere il ritorno economico.

Poi comincia a ragionare sugli sconti con i quali riesce ad acquistare i ricambi e a quanto potrebbe venderli e con dei calcoli immaginari sa quanto potrebbe guadagnare da questa operazione, sommati alle ore di manodopera.

Quello che gli rimane, generalmente lo spende per qualsiasi cosa tranne che per il marketing.

Di solito questo è il percorso intellettivo del titolare di officina!

Ti ci ritrovi?

A questo punto deve attuare la GRANDE strategia del “giusto rapporto qualità prezzo”, perché è convinto di essere un genio.

Quindi come si muove?

Comincia ad indagare a quanto vendono la manodopera nelle concessionarie e nelle altre officine del quartiere.

Attento perché qui esce il genio…

Con questi dati, che sono il risultato di mesi di spionaggio, cosa farà il buon Gino Brugola?

Taaak! Si pianta nel mezzo facendo una media!

Ecco come nasce il “miglior rapporto qualità prezzo”.

Peccato che il mercato non funziona in questa maniera e questa strategia condanna l’azienda al fallimento.

Questa fantascientifica strategia ti condanna alla “guerra del prezzo”, l’unica battaglia dove non esiste un vincitore ma solo un numero infinito di perdenti.

Perché nella “guerra del prezzo”, anche chi riesce a lavorare di più alla fine muore di fame, perché senza una specializzazione e senza un posizionamento, non si è nient’altro che una copia malfatta del leader, destinata a sparire come tutte le altre officine che non sono altro che la copia, della copia, della copia…

Si ma allora Max cosa dovrebbe fare Gino Brugola Autoriparazioni per riuscire a lavorare decentemente e senza fallire?”.

Allora, partiamo dal presupposto che il cliente non è scemo, è solo che statisticamente parlando tende ad essere basso splendente. Per tanto vuole giustamente risparmiare il più possibile.

Ma questo non vuol dire necessariamente che voglia il servizio più economico che esiste, desidera per lo meno non spendere troppo in cambio di una qualità media, un qualcosa di accettabile per la bassa spesa insomma.

Quindi, con questo pensiero in testa ti confronta.

E se ci pensi, la stessa cosa la fai anche tu se devi acquistare qualsiasi cosa, dentro e fuori dalla tua officina.

Ogni volta che passa il rappresentante di turno a venderti lo “Svitol”, tu gli rompi le palle perché da un altro lo paghi 3 centesimi in meno.

Se invece sei abituato ad usare il miglior sbloccante che c’è nel mercato e che costa il doppio o il triplo dello “Svitol”, tu continui ad usare quello che costa 3 volte tanto, perché ne hai capito le caratteristiche e hai capito che tra uno “Svitol” che non serve a nulla e uno sbloccante che funziona, il prezzo non è un problema.

Tutte le persone che si recano in un’officina hanno lo stesso atteggiamento di cui sopra.

Quindi hai voglia a portare a casa i clienti con la strategia stupida del “ti do il servizio del concessionario ma ti costa di meno”.

Ma che roba è questa?

Questo ragionamento funzionerebbe se tu fossi il solo farlo e potresti anche permettertelo, tanto mica devi rispettare tutti gli standard che deve smazzarsi il concessionario.

Ma siccome non sei il solo, perché ci sono migliaia di genialoidi che usano la tua stessa strategia, inevitabilmente i tuoi guadagni continueranno a crollare fino a che il cliente non diventa l’unico a trarre un vantaggio, e tutte le officine verranno sgozzate in questa sanguinosa guerra del prezzo, alla quale io ho deciso di porre fine creando Vendere in Officina.

Te ne rendi conto che il cliente fa questo vero?

Sei consapevole che quando entra in concessionario non batte ciglio, mentre a te rompe il cazzo per una lampadina da 5W!

Quando ti contatta e ti chiede un preventivo, nella maggior parte dei casi è perché ai suoi occhi tu sei uguale a tutti gli altri.

Se hai un amico gommista, prova a chiederglielo. Chiedigli quante volte dice il prezzo delle 195/60R15.

Lo sa a memoria , perché lo dice almeno 20 volte alla settimana e così anche per le altre misure del pneumatico.

Se non capisci che ti devi posizionare, passerai la vita a fare preventivi che non chiuderai mai!

Quando il cliente ti chiede un preventivo, lo ha già chiesto anche agli altri, ti chiede quanto costa e cosa gli fai.

E quando ha fatto il confronto con te e altri 5 a cui ho già chiesto prima di te, a parità di servizio l’auto la porterà a chi gli fa meno.

È qui che entra in gioco il marketing, fermando questo automatismo schifoso e proteggendo il titolare di officina dal mattatoio del prezzo più basso.

LA FUNZIONE SCONOSCIUTA DEL MARKETING

Il marketing è fondamentale per acquisire clienti non solo dal punto di vista quantitativo, ma anche e soprattutto da un punto di vista qualitativo.

Le attività di marketing ti permettono di selezionare i clienti che vengono da te, in modo tale da farti investire al meglio il tuo tempo e soprattutto i tuoi soldi verso le persone con le quali vuoi veramente lavorare.

Se non fai marketing, arrivano da te cani e porci!

Se non sei focalizzato, non riesci a trasferire alle persone il valore del tuo servizio, che fa passare la “questione prezzo” in secondo piano e quindi entreranno nella tua officina in gran parte individui che si lamenteranno del prezzo e che la maggior parte delle volte ti faranno perdere tempo senza farti guadagnare nulla.

Perché se i clienti non vengono educati dal marketing, nemmeno si “auto-selezionano” da soli e come conseguenza, arriveranno da te persone abituate al solito modo di pensare, ovvero: “vediamo tra tutti chi costa meno e mi dà di più”.

Quando ti arriva un cliente di questo tipo, il tuo lavoro con lui parte molto male.

E senza marketing arrivano quasi tutti così..

COME EVITARE QUESTA SITUAZIONE?

Ovviamente attraverso la focalizzazione e attraverso la preparazione del cliente con il materiale di marketing.

Perché se il cliente ti percepisce come una persona esperta in una specifica nicchia del settore Automotive, ti categorizzerà come l’unico in grado di aiutarlo a risolvere il problema o a tenergli l’auto in perfette condizioni.

Per questo motivo, si approccerà a te in modo diverso.

Il potenziale cliente deve essere educato a capire che per una serie di motivi, il tuo intervento è la migliore soluzione che può trovare e che, proprio per questo il tuo prezzo è più alto. E nel momento in cui gli presenterai il conto o il preventivo, non ti romperà le palle con un devastante “si può fare un po’ meglio?”.

Deve essere preparato a pensare che il prezzo è giustificato e se vuole la soluzione migliore allora viene da te e paga per quello che costi.

Capisci il senso, no?

Il marketing consente di ottenere proprio questo effetto, anche se fai il meccanico e sei convinto che il marketing a te non serva.

Devi metterti in testa che il marketing è il sangue per la tua officina, non puoi vivere senza sangue.

Inoltre, come spiegato su questo articolo, il marketing seleziona i clienti che arrivano in officina, i quali sono consapevoli dell’utilità che puoi avere per loro e di conseguenza qual è il tuo valore economico.

Questo è quello che voglio insegnarti con Vendere in Officina.

E se rimarrai qua dentro, imparerai delle strategie da attuare subito per mandare i clienti peggiori a far fallire i tuoi concorrenti, mentre tu con la tua specializzazione, riuscirai grazie ai clienti migliori a impugnare la vita che ti meriti.

La missione di Vendere in Officina, è quella di insegnarti a gestire al meglio la tua officina, prima che sia lei a gestire la tua vita.

Alla prossima.

 

Se la tua officina opera in un ristretto bacino di clientela, che risiede in un raggio di pochi km dalla tua officina, questo articolo di Vendere in Officina fa al caso tuo.

Molto spesso, quando dei grossi concessionari aprono una filiale nei pressi di una piccola officina, quest’ultima accusa il colpo, soffrendo all’ombra della grande realtà a marchio.

Solitamente il meccanico di paese attribuisce la colpa alle estensioni di garanzia, ai contratti di manutenzione e ai maxi sconti che la “casa madre” in questione, riesce ad attribuire al cliente finale.

Quindi reagisce decidendo di abbassare i prezzi più che può, finendo così nella battaglia del prezzo e rimanendo schiacciato dallo sproporzionato taglio dei margini.

La realtà è che molti meccanici locali potrebbero salvarsi a due condizioni:

1) Cominciando a lavorare sul proprio posizionamento, differenziandosi e specializzandosi in determinati reparti, cosa che i concessionari o i grossi gruppi non riescono a fare, appropriandosi così di una posizione unica nella mente dei clienti.

2) Comunicando il proprio posizionamento attraverso delle strategie di guerriglia, che permettono alle piccole imprese geolocalizzate, non solo di sopravvivere, ma anche e addirittura di avere la meglio sulle grandi.

Come si crea il posizionamento e la specializzazione per una piccola officina?

Le regole del posizionamento sono sempre le stesse: restringere il proprio focus, trovare una nicchia che il grosso gruppo non riesce a coprire e battere lì con tutte le proprie forze.

Il primo errore che non devi commettere è quello di lottare con la grande concessionaria nel suo stesso campo di battaglia.

Scegline uno più piccolo, un fianco scoperto che puoi attaccare con tutte le tue forze e diventa padrone di un concetto o di una parola: (CarGlass = Cristalli) questo porterà la maggior parte delle persone sceglierti.

Se tu volessi lavorare su un raggio kilometrico molto ampio dalla tua officina (fuori provincia o fuori regione), saresti un piccolo pesce rosso in mezzo al mare e quindi non potresti competere con lo squalo bianco.

Ma c’è un però!

Se un piccolo pesce rosso viene messo in un acquario, è un pesce grande.

Non potrai mai salvarti dalle azioni del concessionario se ti batti come lui su un vasto territorio, se invece ragioni con una strategia militare, cercando di conquistare un piccolo territorio alla volta, allora le tue possibilità saranno molto più alte.

La preoccupazione che ha il piccolo meccanico di paese nel trovarsi a pochi chilometri il grosso gruppo sono giustificate, o meglio capisco perché sia inquieto, ma la realtà è che un’azienda piccola possiede numerosi assi nella manica, è tutta questione di comprenderli e di metterli in pratica.

Vediamone qualcuno.

I vantaggi di una piccola officina

1) Nella tua zona puoi essere il più grande.

Ti chiarisco questo pensiero con un esempio.

Se hai una piccola officina, non sopporti il fatto che un grosso gruppo, magari con più marchi, ti abbia aperto a fianco e abbia il piazzale sempre pieno, mentre da te vengono a singhiozzo e rompono anche le palle.

Questo succede perché cerchi di lottare per una categoria che non ti appartiene. Tu non hai la stessa officina del concessionario che costa meno. Tu hai un’officina tua che deve trovare la propria specializzazione e la propria promessa da comunicare.

Non ti sto dicendo che puoi sconfiggere l’officina del concessionario, ma se lavori bene, puoi aggiudicarti una buona fetta del parco circolante.

Ricordati che per farlo necessario essere focalizzato.

2) Se giochi in casa conosci il tuo territorio e i clienti che lo popolano.

In un piccolo territorio è facile trovare il proprio target di clientela: sai i luoghi che frequentano e dove scovarli. Puoi facilmente attirarli a te con delle offerte specifiche.

Questo è un enorme vantaggio competitivo. Perché puoi proporre con la tua officina quello che maggiormente serve in quella zona.

Nessuna grande casa costruttrice sarà in grado di attuare le iniziative di marketing così specifiche per la singola concessionaria. Le loro attività sono standardizzate nei vari service sparsi per l’Italia e tu puoi approfittare di questa loro concentrazione per fare un eccellente lavoro.

3) La piccola officina si pone troppo spesso, il problema del prezzo.

“Non posso far pagare tanto il mio servizio, perché altrimenti le persone vanno in concessionaria”.

Quindi decide di posizionare il suo servizio a basso prezzo perché crede di non poter fare diversamente.

A questo punto si trova marginare su questi bassi prezzi creando la versione più economica del tagliando raccomandato da casa madre.

Ovviamente, quello che viene fuori è un surrogato che attira solamente i cacciatori di sconti e i rompi coglioni.

Il titolare della piccola officina infatti, non si rende conto che un servizio specifico crea curiosità, e può essere collocato sul mercato proprio per le bellissime opzioni aggiuntive che gli vengono affiancate e che il prezzo non è altro che un’altra strategia di posizionamento.

Se hai un motivo credibile per farti pagare di più, puoi tranquillamente posizionarlo con il prezzo più alto e quindi in una categoria diversa rispetto a quella dei concorrenti.

Hai idea di quante persone ci sono in giro felici di spendere 50€ in più per il servizio di ritiro e consegna e lavaggio completo?

Io sarei uno di quelli!

E parli con uno che ha la gestione del suo tempo in totale autonomia.

Pensa tutte le persone che hanno l’orario imposto dal datore di lavoro?

Questo inoltre creerebbe un gran passaparola, molto più potente di “qualità e cortesia” e altre scemenze che dicono tutti.

Cosa potrebbe essere modificato leggermente nel tuo servizio per essere venduto ad un prezzo più alto già da domani mattina?

4) Il vantaggio delle alleanze.

Se sei titolare di una piccola officina geolocalizzata, avrai certamente dei concorrenti nella tua zona, ma in altre città o in altre regioni, potresti trovare dei validi alleati.

Se ci pensi, se un cliente che abita nel paese X, deve spostarsi tutti i giorni nel paese Y, potresti creare una partnership con qualcuno nel paese diverso dal tuo che non si occupa di autoriparazioni.

Queste sono solo alcune delle utili idee sulle quali puoi concentrarti per far prevalere il tuo controllo sulla tua zona.

Ci sono anche degli errori che non devi assolutamente commettere.

Errori da evitare.

Ti ricordo che sei diventato un pesce grande in un acquario piccolo, quindi ti devi scegliere un territorio piccolo che sei in grado di difendere. La mentalità deve rimanere sempre quella di un’azienda geolocalizzata anche se un domani ti vuoi espandere con una filiale della tua officina.

Vedi l’occasione di aprire una seconda officina in un altro paese perché c’è spazio?

Hai tutto il mio appoggio ma a due condizioni:

  • Devi sempre e in ogni caso impiegare le tattiche di guerriglia che si addicono ad una piccola media impresa.
  • La tua specializzazione deve essere perfettamente replicabile in un altro luogo.

Se per un qualsiasi motivo essere presente in un’altra città non comporta fare la stessa cosa, ragionaci su 10 volte.

Perché se hai l’officina da trent’anni nel tuo paese e tutti ti conoscono perché era di tuo padre, in un altro luogo dovresti entrare in punta di piedi.

Non intestardirti!

Mentre una grande realtà ha processi lenti e molto costosi per fare dei concreti cambiamenti, per una piccola attività non è così.

Questo è un altro vantaggio che devi sfruttare e non utilizzarlo sarebbe un gravissimo errore.

Essendo il titolare di una piccola officina, poi essere molto agile nel mettere in funzione i cambiamenti interni alla tua azienda.

Queste sono le cose che devi ben tenere a mente se hai una piccola realtà e vuoi cominciare a Vendere in Officina con delle soddisfazioni.

Ci vediamo da queste parti!

È facile considerare un “Titolare di officina” come una persona banale, superficiale e incapace di fare impresa.

Lo sento fare continuamente, sia da persone esterne al settore, ma soprattutto (cosa che mi fa parecchio girare le palle) da fornitori di servizi che orbitano attorno al settore Automotive.

La cosa mi manda in bestia perché io conosco i nomi, le facce e le rispettive officine. Io conosco l’anima di chi è dentro una tuta sporca di grasso e posso dire che ci sono ben pochi mestieri che meritano tutta la considerazione, come il mestiere dell’autoriparatore.

Il meccanico non può sbagliare! L’errore umano fa perdere una ruota ad un’auto con relative conseguenze.

Se il meccanico fa un errore tecnico molto grande può ritrovarsi a pagare danni che lo portano al fallimento, nel caso di incidente stradale causato ad una manutenzione superficiale.

Ed è per questo che concentra tutte le sue buone intenzioni sul far bene il mestiere, trascurando quello che in realtà può portarlo alla chiusura definitiva della sua officina.

Il problema più grave che noto, è assolutamente quello di mandare avanti l’officina affidandosi a vecchi sistemi economici, metodi di gestione talmente obsoleti, ma allo stesso tempo molto efficaci per portare il titolare di officina a ritrovarsi con i conti in rosso.

Fino alla nascita di Vendere in Officina, nessuno ha parlato di questi argomenti al meccanico, è pertanto normale che l’autoriparatore commetta errori che possono portargli via tutto quello che ha costruito.

È proprio per evitare queste situazioni catastrofiche che ho creato un metodo di lavoro che ho battezzato semplicemente “Strategie di Marketing per Autoriparatori” e che qui su Vendere in Officina ti do la possibilità di trovare una valanga di informazioni GRATUITE per evitare i gravi errori che ti porteranno a versare lacrime amare.

Basta solo che ti prendi la briga di studiare quello che trovi qui dentro.

Il 99% degli interventi fatti su auto aziendali, veicoli commerciali e camion, passano tramite un intervento della banca che offre liquidità al meccanico per poter lavorare. Di prassi si fa l’intervento e il cliente se ne va senza pagare, quindi il titolare di officina si fa anticipare dalla banca i soldi che non ha fisicamente in mano, ma solo in fattura.

Questo è un sistema che viene portato avanti da parecchi anni e che ormai fa parte della normalità, non è mio intento giudicarlo in questo articolo, voglio solo analizzarlo con te e ragionarci su.

Mettiamo il caso che tu ora sia al quindicesimo piano di un grattacielo che sta andando a fuoco: sei affacciato dal cornicione e le fiamme stanno procedendo proprio verso di te. Non hai scampo! Ti devi buttare nel vuoto e l’unica cosa che può avere le sembianze di un paracadute è una borsa della spesa vuota, che per caso ti ritrovi nella tasca dei pantaloni.

Come ti sembra questo scenario?

Te lo dico io: sarebbe una gran situazione del cazzo.

IL GRANDE TRANELLO DELL’ANTICIPO DELLE FATTURE

Come dicevamo, da parecchi anni in trattativa si è cominciato ad inserire il “metodo di pagamento lungo o dilazione di pagamento” per accontentare molti clienti e per evitare di perdere il lavoro, cosa che senza che te ne renda conto, ti mette nelle condizioni di lavorare in modo assurdo.

Lavorare in questa maniera non è altro che la conseguenza di non aver attivato un processo di marketing che ti permetta di selezionare i clienti prima ed escludere quelli che non corrispondono alle tue caratteristiche ideali.

Ri.Ba. e altre diavolerie simili, sono una soluzione che la banca si è inventata per venderti un altro finanziamento. Questo sistema può diventare un tranello a lungo termine.

Il cliente ha il mezzo riparato, la banca ha venduto un servizio addebitandoti le spese e tu non hai in mano nulla oltre che a interessi e commissioni da pagare, che assorbiranno parte del guadagno sull’intervento appena effettuato.

Potresti sentirti al sicuro perché tu hai tanti clienti e nel grosso in qualche modo te la cavi tutti i mesi, ma non stai considerando che più utilizzi questo sistema, più sei esposto con la banca e più bruci i tuoi guadagni.

Un altro fattore che stai trascurando inoltre è che:

LA BANCA IN QUALSIASI MOMENTO HA IL POTERE DI CAMBIARE LE REGOLE DEL GIOCO

Potrebbe infatti capitare che per motivi da te inaspettati, il direttore per mantenere degli standard imposti dalla sede centrale, decida che quel fido deve essere ridotto o che sul salvo buon fine non ti concede più il 100%, quindi ti abbassa anche la percentuale di anticipo sulle ricevute bancarie che presenti.

Il problema è che tu su quei soldi ci hai fatto affidamento e, da un giorno all’altro, ti trovi senza i denari per pagare i fornitori e acquistare i ricambi.

Queste situazioni capitano spesso, molto più spesso di quanto si pensi.

Quindi, tornando a quella drammatica situazione del grattacielo, la banca è l’incendio che ti costringe a saltare nel vuoto.

QUANDO LA BANCA DECIDE DI TAGLIARTI LE LINEE DI CREDITO?

I parametri che determinano la liquidità che la banca ti concede, si basano su un unico ed insostituibile concetto: sei affidabile? Sei in grado di rientrare della tua esposizione?

La Banca è un’azienda e come tale fa il suo lavoro.

Non è sempre colpa della Banca.

Tutti i numeri del tuo bilancio, la banca li sa leggere bene ed è in grado di capire anche se tu e il commercialista lo avete taroccato per farti dare quel benedetto fido, e servono solamente per arrivare a definire se Gino Brugola Autoriparazioni è in grado di mantenere la parola data e rientrare con questa benedetta esposizione.

Se la cosa riguardasse solo Gino Brugola, l’incognita non ci sarebbe (il meccanico per quanto se ne dica, è una persona onesta), il grosso problema è che Gino viene valutato anche in base al comportamento dei suoi clienti.

Il problema non sei tu, sono i tuoi clienti.

Da un momento all’altro infatti, qualcuno potrebbe saltare quel pagamento, qualcuno fallire o chiudere i battenti, qualcuno decidere che questo mese la tua fattura non rientra nelle sue priorità e di conseguenza orientare la liquidità che serve a te da un’altra parte.

Basta poco per mettere in difficolta la tua officina in una situazione dove i ritardi si accumulano, la banca ti chiude i rubinetti e diminuisce drammaticamente la tua percentuale di anticipo.

Per questo motivo il tuo cliente è quella busta di plastica che durante il tuo tentativo di salvarti dalle fiamme dovrebbe sostenerti e impedirti spalmarti al suolo, ma lo sappiamo tutti che in realtà non riuscirà a sostenere il tuo peso.

Tanto per concludere in bellezza, c’è un terzo problema.

LE GARANZIE CHE TI CHIEDE LA BANCA

Per avere a disposizione della liquidità, può succedere che ti venga richiesto di firmare delle garanzie.

Lo scenario è più o meno questo:       

Metti a garanzia dei beni (soldi o immobili) per farti dare la liquidità che dovresti però aver già incassato dal cliente, prima di aver pagato il fornitore dei ricambi usati per quello stesso intervento.

In pratica firmi una garanzia di tuo pugno, per fare un prestito al cliente dove però gli interessi li paghi tu.

Quindi stai facendo tu da garante al tuo cliente.

Ma siamo seri?

Ma è questo il sogno che avevi da ragazzo con la passione dei motori?

Ma stai scherzando?

Cioè hai aperto un’azienda o una Onlus? Perché forse ho capito male io.

Stai praticamente consegnando le chiavi della tua officina in mano ai tuoi clienti, nella speranza che te le restituiscano non senza rompere nulla.

“Quello che dici è tutto vero, ma come faccio a uscire da queste sabbie mobili”?

Anzitutto considera che gli effetti che ti ho appena descritto sono quelli che puoi vedere subito facendo due conti, ma non ti ho detto che se continuerai a farti pagare in questo modo, a lungo termine ci sono altre tre cose che devi considerare.

  • Gli interessi e le commissioni sbricioleranno la tua cassa operativa proveniente dalle tue riparazioni e manutenzioni, obbligandoti a lavorare di più guadagnando meno, per andare a coprire quel buco che stai continuando a scavare;
  • In una situazione del genere, la tua capacità di sistemare i conti si riduce all’osso e le banche faranno sempre più fatica a concederti la liquidità che ti serve per andare avanti;
  • Più castelletti o altre diavolerie hai in piedi, più aumenta la tua esposizione in centrale rischi e di conseguenza, anche se non stai usando i castelletti che hai in piedi, non puoi accedere ad altre forme di finanziamento.

COSA DOVRESI FARE PER USCIRE DA QUESTA SITUAZIONE?

Per prima cosa, per migliorare l’aspetto finanziario della tua officina, evitando così che questi sistemi di pagamento tutti italiani possano farti smettere di lavorare (se non hai soldi non copri nemmeno i costi fissi), devi ridurre l’utilizzo degli anticipi applicando, dopo aver fatto bene i conti, uno sconto al cliente che ti paga in modo corretto.

In questa maniera riuscirai a mettere in moto l’unico meccanismo regolare per la gestione dei conti della tua officina:

Compro -> Vendo -> Incasso -> Pago

L’unico modo per far girare nella maniera corretta i soldi dentro la tua officina è quello che hai appena letto.

Non hai letto bene? Allora rileggi.

Compro -> Vendo -> Incasso -> Pago

Questa è la prima attività che devi fare non appena hai finito di leggere questo articolo.

Per fare questo devi portare dei drastici cambiamenti in tutta la tua officina.

COME?

Come avrai capito, l’anima di Vendere in Officina si poggia su quelle che sono le regole fisse del marketing.

La missione di Vendere in Officina come presenza online e nei corsi live che sto preparando, è quella di insegnarti come posizionarti nella mente del tuo cliente come l’unica scelta possibile, in modo tale di spostarti da questa quotidianità succube e assurda nella quale stai operando.

Ti sei mai chiesto come mai i tuoi clienti hanno messo le tue palle nella morsa che hai fissato sul banco?

Seriamente, te lo sei mai chiesto?

E che risposta ti sei dato?

Ah fammi indovinare:

“La crisi, il governo, le banche, bisogna scappare dall’Italia, si stava meglio quando si stava peggio, ecc”…

Queste cose amico mio, non le puoi cambiare!

Non ti sto dicendo che in Italia si vive da Re, sono consapevole che siamo il paese più caro d’Europa in termini di costi della produzione e punti percentuale sulle tasse.

Sto dicendo che la risposta la trovi all’interno della tua officina e non sul quotidiano che leggi al Bar Sport tutte le mattine.

I clienti che ti rompono i coglioni sono quelli che hai attirato tu negli anni, quelli non in target, quelli non rispettosi del tuo sacrificio.

Questa situazione può essere cancellata per sempre grazie a corretti e sani principi di marketing.

Quello che devi fare a focalizzarti, restringere il campo di quello che fai, smettere di riparare tutto per tutti e iniziare a specializzati per essere unico e interessante agli occhi di un determinato gruppo di persone.

Solo con la specializzazione puoi strutturare il tuo messaggio di marketing con forza.

Fatto questo potrai mandare i clienti peggiori a creare problemi dai tuoi concorrenti. E mentre loro perderanno tempo a risolvere questioni bancarie o a recarsi dai clienti ad incassare quella fattura aperta da 6 mesi, tu ti potrai concentrare sulle attività dove c’è marginalità e flusso di cassa positivo.

E lo farai con serenità, sapendo che per ogni cliente tossico che perdi, ne arriva un altro che aumenta la salute tua, della tua officina e dei tuoi collaboratori.

Se farai subito queste attività, i numeri cominceranno a cambiare e un apparente calo di fatturato, diventerà un aumento del guadagno.

Ti sembra impossibile?

No, è la magia del marketing strutturato seguendo i numeri.

Ci vediamo da queste parti, qui su Vendere in Officina…

Non mollare mai!

Da qualche tempo scrivo sulla drammatica situazione nella quale sta operando l’imprenditoria italiana, cercando di chiarire come dovrebbe essere organizzata un’impresa in maniera corretta.

In realtà non è come pensano in molti, ovvero che la nostra economia è in crisi, infatti è il nostro modo di operare che è la vera crisi. Oggi il sistema imprenditoriale si è globalizzato e sta solamente chiedendoci il conto.

Ora non partire con il pippone della politica o altre cazzate che invadono tutti i giorni i media nazionali. Cerca di seguirmi più in profondità e vediamo di metterci in linea.

Anche se partiamo dal presupposto che nel mondo dove funziona qualcosa c’è di mezzo sempre un italiano, la verità è che la situazione che stiamo vivendo è più o meno sconfortante.

IL VERO MOTIVO PER CUI STAI FATICANDO OGNI GIORNO E COME È NECESSARIO CHE TU TI MUOVA SUBITO SE DESIDERI AVERE SUCCESSO E VENDERE IN OFFICINA.

Per fare questo ragionamento bisogna partire dall’inizio e capire come in base alle necessità, l’uomo è capace di adattarsi per sopravvivere.

In America negli anni 40 Rosser Reeves cominciava a parlare di USP (Unique selling proposition), che in italiano potrebbe essere tradotto come “argomentazione esclusiva di vendita”, tematica che grazie alla visione di Jack Trout & Al Ries (quest’ultimo ho avuto l’onore di vederlo dal vivo più volte, grazie al mio maestro Frank Merenda che lo ha portato in Italia), intorno agli anni 80 si trasforma nella disciplina chiamata Brand Positioning o “Posizionamento di Marca”.

Il Brand Positioning è il concetto che deve stare alla base del marketing per la quale ogni azienda, deve lavorare con uno scopo ben preciso: essere presente nella mente del cliente come scelta unica.

Si decise di percorrere questa via per un motivo molto semplice: in USA l’enorme riprodursi di aziende, spesso tutte identiche, cominciava a riempire il mercato di prodotti e servizi simili nella maggioranza dei settori, serviva quindi escogitare qualcosa che permettesse agli imprenditori di differenziarsi e vincere nella competizione.

In Italia questa cosa è parte della quotidianità, aziende nei più disparati settori nascono dal tecnico che stanco di lavorare “sotto padrone”, decide di mettersi in proprio e offrire le stesse medesime soluzioni del suo ex titolare.

Le officine in questo sono in pole position.

Se mentre leggevi hai fatto al volo due conti, ti sarai reso conto che questa scienza che in Italia ancora molto sconosciuta, negli USA è presente da 40 anni.

Sai perché c’è questa differenza?

PERCHÈ IN ITALIA NON È MAI SERVITO IL MARKETING!

Negli USA, non è stata combattuta la seconda guerra mondiale.

Dopo la Grande depressione del ’29 (detta anche Crisi del 1929) infatti, negli USA hanno avuto praticamente cinquant’anni di crescita e sviluppo continuo, mentre in Italia, una società comunque in prevalenza contadina, negli anni 60′ eravamo all’inizio del boom economico mentre ricostruivamo tutto dalle macerie.

Alla fine del secondo conflitto bellico mondiale, l’Italia devastata dai duri anni di guerra era una superficie totalmente da ricomporre e grazie allo spirito che ci contraddistingue in tutto il mondo, si inizia un periodo di forte crescita.

Il successo imprenditoriale dell’epoca, si collocò sul fatto che era tutto da ricostruire e non c’era concorrenza.

I mercati erano realmente vergini e il fiorente benessere della popolazione, faceva nascere un incremento della domanda di acquisto.

Qualsiasi cosa si producesse all’epoca, creava introito.

Nascevano le prime aziendine che producevano in serie, tavoli, sedie, ecc…

Tra gli anni 50 e 70 si realizza così, il famosissimo “miracolo italiano”.

Da noi non c’è mai stato bisogno per lunghi decenni, del marketing e delle tecniche di vendita per un motivo ovvio: là fuori c’era un mondo che desiderava comprare qualsiasi cosa.

Grazie a questo momento storico sono nati i vari “poli” industriali.

Ogni regione, in particolare del centro-nord, ha sempre avuto la sua specializzazione e un insieme di aziende che producevano quel tipo di prodotti e servizi specifici.

Di pari passo con l’industrializzazione del paese che avanzava, si è passati alla seconda fase, meglio nota come “geolocalizzazione”.

Si produceva in provinciale e regionale ma i più bravi negli anni sono riusciti a soddisfare mercati su scala nazionale. Le prime aziende diventate “Marche”, sono state anche le prime che hanno avuto la saggezza di investire in marketing, tramite i canali dell’epoca. Mi viene in mente il “Carosello”.

C’è da dire però, che queste imprese non hanno fatto chissà quali sforzi.

Quando nella piazza non c’è niente e tu sei il primo che ripara le auto, basta che lo dici in paese e automaticamente ti sei aggiudicato una buona fetta di mercato.

Bastava che uno avesse voglia di lavorare.

In pratica, dai vari “fulcri” sparsi in giro per l’Italia, si staccavano piccole realtà artigianali che portavano a livello locale quel tipo di prodotto o servizio, andando a colmare la distanza tra il prodotto e l’enorme richiesta a livello territoriale che con difficoltà poteva essere curata dalle aziende più grandi.

Se a questo aggiungiamo una sorta di “protezionismo” tipico italiano, ossia la tendenza di fare affari con le persone del proprio territorio per motivi di diffidenza culturale con tutti coloro che abitassero a più di 20 km dal proprio paesello, si capisce come mai qualunque concetto legato al marketing e alla vendita siano sempre stati sconosciuti in Italia.

Più che sconosciuti sarebbe da dire inutili, all’epoca si “ululava”: “mogli e buoi dei paesi tuoi!”.

Nessuno avrebbe aperto l’officina in un paese dove era già presente il meccanico. Sarebbe stato un affronto morale troppo forte.

PERCHÈ LE IMPRESE ITALIANE SONO CRESCIUTE NONOSTANTE FOSSERO PROGETTATE PER FARE UN BUCO NELL’ACQUA

Detto in poche parole, le aziende italiane sono sempre riuscite a crescere e fiorire nella leggenda del “giusto rapporto qualità prezzo”, trascurando completamente il bisogno di curare la vera forza motrice del business, ossia il marketing.

Questo accade per un motivo molto semplice: nonostante le aziende italiane siano progettate a cazzo, tutte incentrate sul prodotto o servizio, a quei tempi era presente una forte esigenza all’acquisto da parte dei clienti, quindi bastava avere voglia di lavorare e via andare.

In Italia le piccole e medie imprese, nella totale assenza di marketing, hanno ricevuto per anni ordini da tutto il mondo, i soldi nel bel paese giravano e guarda caso anche il meccanico stava da RE.

LO SAI QUAL È IL VERO MOTIVO?

Perché nonostante gli imprenditori italiani avessero la terza elementare, vivevamo in un momento storico dove ormai si era scatenata un’inerzia “da domanda”, che non si arrestava.

Sicuramente se sei intorno ai 50/60 anni potrai sentirti un po’ offeso, ma qui su Vendere in Officina le cose vanno dette come stanno.

Un imprenditore che ha fatto fortuna 30/40 anni fa, se utilizzasse le stesse strategie dell’epoca ai giorni nostri, sarebbe in grave difficoltà. Che ti piaccia o meno.

La cosa ridicola che c’è in Italia, è che potevamo creare aziende specializzate con un brand chiaro, avendo un tessuto imprenditoriale composto da micro realtà. Invece noi che siamo convinti di saperne una pagina più del libro, siamo riusciti a creare una marea infinita di PMI generaliste, che dicono di saper fare tutto, convinte di poter fare tutto stravolgendo il loro modello di business, rischiando di andare in perdita pur di non perdere un lavoro.

L’OFFICINA BEN PROGETTATA È UN AGO IN UN PAGLIAIO

Sono stanco di vedere titolari di officina tartassati da stupide richieste da parte del cliente, quindi qui dentro oltre che ai calci nelle palle, puoi trovare le informazioni che possono aiutarti a prendere la strada giusta.

Riprogetta la tua officina seguendo questi punti:

  • Branding (posizionati come scelta preferita nella mente di uno specifico insieme di clienti);
  • Marketing (attrai i clienti dell’insieme del punto precedente);
  • Vendita (trasforma i potenziali clienti in clienti);
  • Servizio (se sei specializzato in un determinato tipo di servizio, nessuno ti batterà)

Hai visto dove ho messo il servizio? Si per ultimo, perché è lì che deve stare.

IL MUCCHIO DI MERDA NEL QUALE SARAI COSTRETTO A LAVORARE, SE HAI APERTO LA TUA OFFICINA DOPO CHE HAI IMPARATO A LAVORARE DA GINO BRUGOLA AUTORIPARAZIONI – OFFICINA A “BELSEDERE SUL MINCHIO“

Come detto più volte su qui su Vendere in Officina, la stragrande maggioranza delle officine nasce dalla pulsione ribelle di un meccanico stanco di lavorare sotto padrone, il problema è che se hai imparato dal buon Gino Brugola il mestiere di meccanico, ciò non comporta automaticamente che tu sia in grado di tenere in mano il volante della tua officina.

Lavorando da Gino Brugola, lavoravi in una realtà dove il Brand aziendale non esiste. L’azienda si chiama “Gino Brugola Autoriparazioni” e si tratta di un’azienda creata dal buon Gino con tanta forza di volontà, ma che non è altro che la copia in toto di quella del suo ex titolare, aperta per fargli concorrenza.

Inoltre Gino Brugola ha settant’anni e non molla il colpo. Firma ancora lui gli assegni e lo vedi girare con una Graziella scassata su e giù per l’officina, perché in testa sua, il figlio è un coglione e manderebbe tutto all’aria se lui si consegnasse alla vita da pensionato.

Il problema è che Gino Brugola ha aperto la sua officina negli anni 70, aggiustando i motori “fiat 903” montati sulla 127 e se gli parli di marketing, acquisizione clienti o di tecniche di vendita, parte con la sega che ai suoi tempi bastava avere voglia di lavorare e che se le cose ora non funzionano è colpa del governo e che per stare in piedi bisogna fare nero. Inoltre qui abbiamo sempre fatto così e sicuramente non è adesso che c’è la crisi il momento di cambiare per provare nuovi sistemi.

Tutti da Gino Brugola Autoriparazioni hanno paura “del vecchio” e nessuno ha il coraggio di contraddirlo.

Ma se tu hai imparato a lavorare li, sappi che sei ancora tra i fortunati.

Eh sì, perché ci sono casi dove il Gino Brugola è passato a miglior vita e indovina un po’? Hai a che fare con il figlio.

Il meccanico è un lavoro duro e come già detto altre volte, non è un mestiere per fighette. Il problema è che, specie diversi anni fa, sotto i cofani si plasmavano uomini rudi che ovviamente tiravano su i figli con il comandamento ridondante: “tu non riuscirai mai a fare quello che ho fatto io” o “proprio a me doveva capitare un figlio così insulso?”.

Oggi se ti trovi come titolare il figlio di Gino, hai a che fare con una persona che non solo è più o meno non all’altezza, ma in più vive con l’ansia di concretizzare l’incubo con il quale è stato allevato: non essere all’altezza di suo padre.

Il problema è che il padre è cresciuto con l’officina, mentre il figlio si è trovato tutto d’un tratto questa zavorra nella schiena, in un momento storico dove la contrazione economica è affiancata da un veloce avanzamento tecnologico.

Prova ad immaginarti Gino Junior che se la gioca con il momento storico attuale, con l’avanzamento tecnologico che sta mordendo la sua officina e con il panico di fare qualunque scelta, perché se agisce e sbaglia, tutta la famiglia, i parenti e il paese in toto, lo guarderanno con misericordia dicendo: “aveva ragione suo padre, è proprio un coglione! Ha mangiato l’officina che suo padre aveva creato con tanti sacrifici”.

Ripeto, l’unica cosa che puoi imparare da questi scenari, è solo quella di imparare (forse) un mestiere, ma non il marketing e la vendita specifico per officine.

Imparerai che al cliente bisogna far spendere poco, butterai un sacco di tempo nel cesso girando per gli sfasciacarrozze in cerca del ricambio usato e sarai scelto solo perché costi meno.

Da Gino Brugola non imparerai a gestire un’officina nel 2020!

Perché in un mercato in pieno restringimento economico, dove la domanda non è più infinita come un tempo e lascia spazio solo a persone preparate e che sanno gestire il marketing, non ti basterà solamente sapere riparare le auto.

Se non impari a Vendere in Officina, il mercato con le sue nuove esigenze ti farà masticare la sabbia.

Ogni anno ci sono un’infinità di bilanci in perdita e sono solo una piccola fetta di quelli che si possono consultare, non oso immaginare quelli delle officine aperte come ditta individuale o come SNC o SAS, dove i bilanci non sono pubblici.

Una volta aprivi i portoni, le auto entravano e il meccanico si comprava un appartamento all’anno. Ora ti puoi permettere un appartamento, solo se ti impicchi con una banca per 20 anni.

Ma se tu gestisci la tua officina oggi come 30 anni fa, le esigenze di oggi ti mangeranno vivo.

Una volta avevano un flusso di cassa che gli permetteva di pagare prima di incassare e ammesso che facessero fatica ad incassare, quello che gli rimaneva in tasca era tantissimo.

COSA FARE SUBITO PER CAMBIARE IN MODO DRASTICO LA GESTIONE DELLA TUA OFFICINA

Prendi in mano la tua lista di clienti, c’è l’hai si?

Bene!

Prendi i clienti rompi coglioni, cattivi pagatori e cacciatori di sconti e non fargli più nessun tipo di intervento.

Poi fai un’analisi dei lavori svolti negli ultimi sei mesi: prendi i servizi dove non margini e smetti di erogarli. Se sei un meccanico autoriparatore, no gomme, no convergenze, no cristalli, no cazzate che servono solo ad “accontentare” il cliente, ma dove tu non sei preparato.

A casa tua le regole le fai tu!

“Ma mi stai dicendo di non lavorare?”

NO!

Ti sto dicendo che devi lavorare solo con chi ti paga, offrendo servizi dove margini!

Fine!

Inoltre, quelli che non pagano te, non pagheranno nemmeno i tuoi concorrenti. Lascia che vadano a far fallire gli altri.

Se non fai immediatamente questa attività, nel caso il vento ti dovesse girare ancora più contro, essere fuori con una marea di soldi “perché vado incontro al cliente”, ti porterà a breve verso il fallimento.

Questo ciclo:

Faccio l’intervento -> Pago ricambi e costi fissi -> Poi incasso (forse),

è un processo totalmente sbagliato!

Ogni giorno che sei fuori con la cassa, riduce a brandelli il tuo margine!

Il processo corretto è:

Faccio l’intervento -> Incasso -> Pago ricambi e costi fissi.

Lo so che stai pensando che è ovvio, allora fallo!

Prima di salutarti ti invito a rimanere su Vendere in Officina, dove potrai imparare delle vere strategie di marketing studiate per gli autoriparatori. Solo così potrai stare sul mercato considerando questo momento come una grande opportunità, mentre i tuoi concorrenti verranno spazzati via.

Alla prossima!